giovedì, 30 Aprile 2026
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La Procura verso la pista dell’incidente dopo gli esami, ma il legale Antonio Ingroia annuncia battaglia

Morte in piscina di Simona Cinà, si va verso l’archiviazione: “La morte fu un malore”

Sarebbe stata la conseguenza di un malore improvviso la morte di Simona Cinà, la giovane di 20 anni trovata senza vita nella piscina di una villa ad Aspra, nel territorio di Bagheria, durante una festa di laurea nella notte del 2 agosto 2025. È questa, secondo le ultime valutazioni investigative, l’ipotesi che si fa strada nell’inchiesta coordinata dalla Procura di Termini Imerese, che punta a ricondurre la tragedia a un incidente.

Dopo gli accertamenti medico-legali e i risultati degli esami tossicologici – che hanno escluso la presenza di droghe ma evidenziato un elevato tasso alcolemico – il quadro che emerge sarebbe quello di una perdita di coscienza improvvisa che avrebbe impedito alla giovane di reagire una volta in acqua. Un malore, dunque, che potrebbe aver provocato la caduta in piscina e il successivo annegamento.

Una ricostruzione che, tuttavia, non convince la famiglia della ragazza. A esprimere dubbi è l’avvocato Antonio Ingroia, legale dei familiari, che annuncia battaglia qualora questa ipotesi dovesse tradursi in una conclusione ufficiale dell’inchiesta.

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