giovedì, 23 Aprile 2026
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Il gup Marta Maria Bossi accoglie le richieste del pm Giovanni Anroci: pene fino a 18 anni per associazione mafiosa e reati connessi

Processo alla cosca della Noce, 18 condanne nel rito abbreviato

Si aggrava il quadro delle responsabilità delineato dalla sentenza emessa dal gup del Tribunale di Palermo, Marta Maria Bossi, nel troncone con rito abbreviato del processo alla cosca mafiosa del quartiere Noce. Il provvedimento, in linea con le richieste del pubblico ministero Giovanni Anroci, ha colpito duramente non solo i vertici dell’organizzazione, ma anche numerosi soggetti coinvolti nei reati satellite.

Le pene più severe hanno riguardato gli imputati riconosciuti responsabili di associazione mafiosa. Carlo Castagna e Mario Di Cristina sono stati condannati a 18 anni di reclusione ciascuno, mentre Giuseppe Romagnolo ha ricevuto 14 anni. A Benedetto Di Cara e Fabio Billeci sono stati inflitti 10 anni e 8 mesi.

Sul fronte dei reati connessi emerge un articolato sistema di attività criminali. Cosimo Semprecondio è stato condannato a 5 anni e 4 mesi per estorsione. Per rapina, Lorenzo Di Stefano e Kevin Dragotto hanno riportato ciascuno 9 anni e 4 mesi. Domenico Librera è stato invece condannato a due anni, con pena sospesa, per ricettazione: secondo quanto accertato, avrebbe ricevuto denaro destinato al mantenimento di Renzo Lo Nigro durante una precedente detenzione.

Numerose anche le condanne per spaccio di sostanze stupefacenti, a conferma di uno dei principali canali di finanziamento della cosca. Paolo Castelluccio è stato condannato a 6 anni, Piero Dario Bottino a 5 anni e 4 mesi, Giovanni Rosselli a 4 anni, Gianluca Nuccio a 2 anni e 9 mesi, Gianluca Albamonte a un anno e 8 mesi e Alessandro Ballarò a un anno e 4 mesi.

Infine, per trasferimento fraudolento di beni, sono stati condannati a 2 anni e 8 mesi ciascuno Santo Onorato, Giuseppe Giuliano e Benito Giuliano, ritenuti coinvolti in operazioni finalizzate a schermare patrimoni riconducibili all’organizzazione.

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