La Procura ha chiesto una condanna a 28 anni di reclusione per un uomo di 38 anni accusato di aver abusato per anni della figlia minorenne. Il procedimento è in corso davanti alla Corte d’Assise di Palermo e riguarda presunte violenze iniziate quando la bambina aveva circa nove anni e protrattesi fino all’inizio del 2024.
La vicenda sarebbe rimasta a lungo nascosta tra le mura domestiche, fino a quando alcuni segnali di forte disagio hanno attirato l’attenzione dell’ambiente scolastico. Nel febbraio dello scorso anno, infatti, la presenza di segni di autolesionismo sulle braccia della minore ha spinto la dirigente scolastica e la psicologa dell’istituto ad approfondire la situazione. Da qui sarebbe emerso un contesto familiare segnato da presunte violenze e sopraffazioni ripetute nel tempo.
La bambina avrebbe trovato il coraggio di raccontare le difficoltà vissute con il padre, permettendo così l’avvio delle indagini e del successivo processo. Le testimonianze raccolte hanno delineato un quadro di forte sofferenza psicologica e isolamento, interrotto grazie all’intervento del personale scolastico, che ha svolto un ruolo determinante nell’emersione dei fatti. Nel procedimento la madre della minore si è costituita parte civile, assistita dall’avvocato Sergio Burgio.




