martedì, 7 Aprile 2026
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Operato allo stomaco a Palermo, peggiora a casa: denunciati ritardi nei soccorsi

Palermo, dimesso dal Policlinico dopo operazione muore a casa: disposta autopsia

Un intervento chirurgico allo stomaco, le dimissioni dall’ospedale e poi il rapido aggravarsi delle condizioni fino al tragico epilogo. È una vicenda dai contorni ancora tutti da chiarire quella su cui la Procura di Agrigento ha deciso di aprire un’inchiesta, dopo la morte di un uomo avvenuta a poche ore dal rientro a casa.

Il paziente era stato sottoposto a un’operazione il 19 marzo scorso al Policlinico Paolo Giaccone di Palermo. L’intervento si era reso necessario a causa delle complicazioni legate a una condizione di obesità. Secondo quanto ricostruito dai familiari, nei giorni successivi all’operazione l’uomo avrebbe manifestato sintomi ritenuti preoccupanti, che però non avrebbero impedito ai medici di disporre le dimissioni il primo aprile.

Una volta tornato nella propria abitazione di Campobello di Licata, nell’Agrigentino, la situazione sarebbe precipitata nel giro di poche ore. Durante la notte, i familiari, allarmati dal peggioramento delle condizioni di salute, hanno contattato il 118 chiedendo un intervento urgente. Tuttavia, stando a quanto riportato nella denuncia presentata dai legali della famiglia e a ció che riporta Agrigento Notizie, la centrale operativa avrebbe sottovalutato la gravità del quadro clinico, classificando la richiesta di soccorso come meno urgente di quanto si sarebbe poi rivelata.

Solo in un secondo momento l’ambulanza è giunta sul posto, anche grazie all’intervento dei vigili del fuoco. Ma, secondo quanto contenuto nella querela, una volta arrivati gli operatori sanitari avrebbero deciso di non procedere al trasferimento in ospedale. Una scelta che, sempre secondo la ricostruzione della famiglia, si sarebbe rivelata fatale: poco dopo, infatti, è sopraggiunto il decesso dell’uomo.

Sulla vicenda è ora intervenuta la Procura di Agrigento, che ha aperto un fascicolo per accertare eventuali responsabilità e chiarire ogni passaggio, sia per quanto riguarda la gestione clinica post-operatoria sia per le modalità di intervento dei soccorsi. L’esposto è stato presentato dalla vedova, assistita dagli avvocati Giancarlo Tricoli e Giovanni Agate, che hanno chiesto una serie di accertamenti ritenuti fondamentali.

In particolare, i legali sollecitano l’esecuzione dell’esame autoptico per stabilire con esattezza le cause della morte, oltre all’acquisizione della documentazione sanitaria relativa al ricovero presso il Policlinico e delle registrazioni audio delle telefonate effettuate al numero di emergenza. Elementi che potrebbero risultare decisivi per ricostruire la catena degli eventi e verificare eventuali ritardi o omissioni.

Nel frattempo, le esequie sono state sospese proprio in attesa che vengano completati gli accertamenti medico-legali disposti dagli inquirenti.

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