martedì, 7 Aprile 2026
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Progetti bloccati e manutenzione ferma: l’allarme in via San Martino resta inascoltato, cresce la paura tra i residenti

Boccadifalco, rischio idrogeologico: evacuazione in caso di forte pioggia unica difesa

Il rischio è serio e lo è da anni, ma le soluzioni restano ferme. A Boccadifalco, lungo il canale che attraversa la zona di via San Martino, una delle aree più esposte di Palermo sotto il profilo idrogeologico, l’unica misura realmente attuabile in caso di piogge intense continua a essere l’evacuazione dei residenti. Una prospettiva estrema, ma indicata come necessaria da documenti ufficiali che, nonostante il tempo trascorso, non hanno trovato seguito in interventi concreti.

A riportare l’attenzione su una vicenda rimasta irrisolta è un’interrogazione del consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, Antonino Randazzo, indirizzata al sindaco Roberto Lagalla e agli uffici competenti di Palazzo delle Aquile. Al centro della richiesta, il piano di emergenza per rischio idrogeologico varato circa dieci anni fa e mai aggiornato, nonostante l’evolversi delle criticità e il peggioramento delle condizioni del territorio.

«È una questione abbastanza seria e delicata – spiega il consigliere comunale del M5S Antonino Randazzo alla redazione del Quotidiano di Palermo -. Un rischio che riguarda Boccadifalco ma anche Baida. Questi interventi, che sono messi nero su bianco nei documenti sul tavolo della Protezione civile ma anche in alcuni documenti tecnici del Comune, sono fondamentali per ridurre i rischi idraulici legati a quest’area. Chiedo seriamente all’amministrazione comunale di attivarsi per portare avanti queste opere che sono fondamentali per ridurre i rischi. Non va assolutamente considerato come un aspetto secondario – conclude il consigliere – sono aspetti prioritari. Chiedo la massima attenzione politica».

L’area di Boccadifalco è classificata a rischio molto elevato. Le conseguenze ipotizzate non lasciano spazio a interpretazioni: perdita di vite umane, lesioni gravi e distruzione di edifici e infrastrutture. Il piano entra nel dettaglio dei punti più critici. In via De Pinedo, ad esempio, la sezione del canale si è ridotta fino a 1,90 metri, creando le condizioni per possibili rigurgiti d’acqua durante eventi meteorici intensi. Uno scenario che potrebbe trascinare centinaia di automobili fino in piazza Barone Turrisi, con effetti potenzialmente devastanti.

Non meno preoccupante è la situazione allo svincolo Brasa, dove la portata del canale non supera i 50 metri cubi al secondo. In caso di forti piogge, il rischio di allagamenti si estende fino alla zona universitaria della Fossa della Garofala. In questo contesto, come evidenziato nell’interrogazione, l’evacuazione della popolazione resta, ad oggi, l’unico strumento efficace per garantire l’incolumità dei cittadini.

Eppure, nonostante la gravità del quadro, i progetti per mettere in sicurezza l’area sono bloccati. Esiste un finanziamento da 955 mila euro, inserito nel Patto per Palermo, destinato alla sistemazione e copertura del tratto compreso tra via San Pietro e via San Martino. Tuttavia, dopo che nel 2021 la gara è andata deserta, l’intervento si è fermato senza ulteriori sviluppi. Ancora più ambizioso è il progetto da 15 milioni di euro per il prolungamento verso nord del canale e la sistemazione del Vallone Paradiso, rimasto però solo sulla carta.

Boccadifalco rischio idrogeologico

Nelle risposte fornite all’interrogazione, i tecnici comunali confermano lo stallo. Dopo la gara andata deserta, non è stato possibile procedere con un nuovo appalto per mancanza di risorse aggiuntive e l’opera non risulta inserita nel Piano triennale delle opere pubbliche. Anche il progetto relativo al Vallone Paradiso, risalente al 2016, non è attualmente finanziato e necessita di un aggiornamento prima di poter essere ripreso in considerazione.

A complicare ulteriormente il quadro c’è la situazione della manutenzione ordinaria, anch’essa ferma. L’appalto per la pulizia e la sistemazione degli argini del canale di Boccadifalco, che dovrebbe garantire almeno il deflusso regolare delle acque, è sospeso dallo scorso febbraio per la redazione di una variante. Nel frattempo, i residenti continuano a segnalare allagamenti, accumuli di rifiuti e vegetazione che ostruisce il passaggio dell’acqua.

Il risultato è un territorio esposto a un rischio costante, senza interventi strutturali e con una manutenzione insufficiente. Un’emergenza silenziosa che, in assenza di soluzioni, continua a gravare, lasciando come unica difesa l’allontanamento delle persone dalle proprie case.

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