mercoledì, 18 Marzo 2026
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Il presidente della Regione al sindaco Roberto Lagalla

Concessioni pubblicitarie: sentenze, ricorsi e sistema in stallo: l’appello di Schifani

La questione degli spazi pubblicitari in città si trasforma in un nuovo terreno di scontro politico e amministrativo, con al centro il tema del monopolio e della liberalizzazione del mercato. A sollevare il caso è stato il presidente della Regione, Renato Schifani, che ha rivolto un appello al sindaco Roberto Lagalla affinché si proceda verso una maggiore apertura del settore.

Secondo Schifani, esiste ancora un monopolio legato alle concessioni degli spazi pubblicitari urbani, che la Regione intende superare. Il presidente ha infatti invocato una liberalizzazione del mercato, auspicando che il Comune possa chiudere rapidamente il dossier. Tuttavia, il percorso appare tutt’altro che semplice. L’amministrazione comunale ha sì avviato l’iter, ma si trova a fare i conti con resistenze e, soprattutto, con una serie di ricorsi al Tar.

Il nodo centrale riguarda il nuovo bando pubblicato dal Comune, che suddivide la città in 16 lotti. Per ciascun lotto sono previste fino a 10 concessioni, nel tentativo di rendere più competitivo e trasparente il sistema. Nonostante ciò, il bando ha generato un’immediata reazione da parte degli operatori del settore, sfociata in numerosi ricorsi. Finora, l’amministrazione ha avuto esiti favorevoli, ma la battaglia legale resta aperta.

Il caso Alessi Spa

Tra i casi più rilevanti, è stato recentemente respinto il ricorso presentato dall’attuale concessionaria Alessi Spa. La decisione è arrivata dalla seconda sezione del Tar, presieduta da Federica Cabrini, con Antonino Scianna come primo referendario ed Elena Farhat come estensore della sentenza.

La società ricorrente aveva contestato la legittimità del bando sotto diversi aspetti. In particolare, sosteneva che gli operatori sarebbero stati soggetti a un doppio pagamento per lo stesso presupposto. Da un lato il canone di concessione, dall’altro il canone unico patrimoniale. Inoltre, veniva criticata la richiesta di una garanzia pari al 10% del valore del lotto, ritenuta in contrasto con il Codice dei contratti, che normalmente prevede una soglia del 2%.

Il tribunale ha però respinto punto per punto queste obiezioni. I giudici hanno chiarito che non esiste alcuna doppia imposizione, poiché il canone di concessione rappresenta un corrispettivo contrattuale, mentre il Cup ha natura tributaria ed è legato allo sfruttamento economico dell’impianto. Anche sulla questione della garanzia, le contestazioni non sono state ritenute fondate. A difendere le ragioni del Comune è stata l’avvocatura comunale, rappresentata da Valentina Bellomo.

Nonostante questa vittoria legale, la strada verso la liberalizzazione resta in salita. Il bando, infatti, è stato annullato dal Tar in relazione a un’altra vicenda, quella del Cup, ritenuto irregolare. Questo impedisce al Comune di procedere con le nuove concessioni, poiché l’aspetto economico del sistema non è al momento valutabile.

Il risultato è una situazione di stallo. Da un lato la volontà politica di aprire il mercato e superare il monopolio, dall’altro i vincoli giuridici che rallentano l’iter. Il sindaco Lagalla ha comunque ribadito la linea dell’amministrazione, confermando l’intenzione di andare avanti nel percorso di liberalizzazione del mercato pubblicitario cittadino.

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