lunedì, 16 Marzo 2026
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Previsti 2.174 posti Ata in meno a livello nazionale e 1.600 docenti in meno nel 2026/2027

Scuola, la Cgil Palermo lancia l’allarme: “Tagli agli organici, a rischio qualità istruzione e inclusione”

Organici della scuola, Flc Cgil Palermo: “Forte preoccupazione per i tagli all’orizzonte. A rischio qualità dell’offerta formativa e dell’inclusione scolastica”

Palermo 16 marzo 2026 – La Flc Cgil Palermo esprime forte preoccupazione per le imminenti operazioni di definizione degli organici del personale della scuola, che si preannunciano “particolarmente difficili e segnate da tagli e incertezze”, che rischiano di ricadere direttamente su lavoratori, studenti e famiglie della provincia di Palermo e dell’intera Sicilia.
A destare allarme è innanzitutto il taglio previsto di 2.174 unità di personale Ata a livello nazionale, una riduzione che inevitabilmente avrà ripercussioni anche negli istituti scolastici siciliani e palermitani.


Si tratta, afferma la Flc Cgil Palermo, di personale indispensabile per il funzionamento quotidiano delle scuole: segreterie già sotto organico, collaboratori scolastici fondamentali per la vigilanza e l’assistenza agli alunni, tecnici di laboratorio che garantiscono la qualità delle attività. Ridurre ulteriormente queste figure, è l’allarme che lancia il sindacato della Scuola, significa indebolire il sistema scolastico pubblico e aumentare il carico di lavoro su personale già fortemente stressato. Inoltre, per l’anno scolastico 2026/2027 è programmato (art.44 DL n.36/2022) un taglio in organico di docenti di 1.600 unità.


«Non possiamo accettare – dichiara Fabio Cirino, segretario generale della Flc Cgil Palermo – che ancora una volta siano la scuola pubblica, gli studenti e i lavoratori a pagare il prezzo di scelte sbagliate o di riforme introdotte senza la necessaria chiarezza e programmazione. Gli organici devono essere definiti sulla base dei bisogni reali delle scuole e dei territori, non sulla logica dei tagli lineari».


La situazione appare ancora più grave se si considera che il personale della scuola arriva da un rinnovo contrattuale ampiamente al di sotto dell’inflazione, che ha determinato una significativa perdita del potere d’acquisto. A questo si aggiunge la riduzione della Carta docente da 500 a 383 euro, un segnale che mortifica ulteriormente la dignità professionale degli insegnanti e riduce le possibilità di formazione continua. «La scuola – aggiunge Cirino – continua a essere proclamata come priorità nei discorsi pubblici, ma nei fatti docenti, personale ATA e studenti non vengono messi al centro delle politiche educative. Servono investimenti strutturali, organici adeguati e rispetto per la professionalità di chi ogni giorno garantisce il funzionamento della scuola pubblica.

La Flc Cgil Palermo continuerà a vigilare e a mobilitarsi affinché non siano gli alunni e i lavoratori della scuola a pagare il prezzo di scelte sbagliate».
Ulteriore elemento di criticità riguarda la riformulazione dei quadri orari degli istituti tecnici, che sta generando una situazione di grande confusione nella definizione degli organici. L’accorpamento di alcune discipline in ambiti più ampi rende complesso stabilire a quali classi di concorso debbano essere destinatarie delle ore, creando incertezza sia per i dirigenti scolastici sia per gli uffici scolastici chiamati a definire gli organici. Questa situazione, secondo la Flc Cgil Palermo rischierà di produrre contenziosi, disparità e ulteriore precarizzazione del lavoro docente.


A tutto ciò si aggiunge la delicata fase di sperimentazione, proprio nella città di Palermo, della nuova procedura di certificazione della disabilità, che incide direttamente sulla determinazione delle risorse di sostegno per gli alunni con disabilità. Pur riconoscendo l’impegno dell’Ambito territoriale di Palermo e dell’Ufficio scolastico regionale nel tentativo di limitare i disagi, permangono forti criticità legate ai ritardi dell’Inps e delle Asp nella redazione delle certificazioni, oltre alla sovrapposizione tra la nuova normativa e quella precedente, che sta generando difficoltà operative nella modulistica e nella definizione delle procedure.

Il rischio concreto è che ritardi burocratici e incertezze normative producano, di fatto, tagli o riduzioni delle risorse di sostegno, con conseguenze gravissime sull’effettivo diritto allo studio degli alunni con disabilità.
“Continueremo a seguire con attenzione – conclude Cirino – l’evolversi della situazione nelle prossime settimane, chiedendo trasparenza, confronto e soluzioni concrete per garantire la qualità dell’istruzione e la tutela dei diritti di studenti e lavoratori”.

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