sabato, 14 Marzo 2026
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L'allarme al rettore dell'Università degli studi di Palermo

Allarme per il grande ficus di Piazza Marina: il gigante verde di Palermo è malato

Uno dei giganti verdi più impressionanti d‘Europa potrebbe essere in pericolo. Il maestoso ficus magnolioide di Piazza Marina, a Palermo, mostra infatti segni di una grave malattia che preoccupa botanici ed esperti.

Con i suoi oltre 160 anni di vita e una chioma che si estende per circa 10 mila metri quadrati, l’albero è considerato uno degli esemplari più imponenti del continente. Negli ultimi giorni, tuttavia, un gruppo di studiosi ha lanciato l’allarme sulle sue condizioni di salute, chiedendo un intervento urgente per comprendere l’origine del problema.

A coordinare le prime verifiche è l’Università degli Studi di Palermo. Il rettore Massimo Midiri ha assicurato che l’ateneo farà tutto il possibile per salvaguardare la pianta simbolo della città. L’allarme è arrivato via mail da alcuni docenti del dipartimento di Scienze agrarie, alimentari e forestali, già impegnati nell’analisi delle condizioni dell’albero.

Secondo gli studiosi Paolo Inglese e Antonio Motisi, professori di Coltivazioni arboree, una parte significativa del ficus sarebbe compromessa. «L’intero albero è sostenuto da radici aeree che funzionano come vere e proprie colonne – spiegano – e questo gli permette di restare sttabile, ma alcuni rami o porzioni potrebbero cedere».

L’ipotesi più probabile è quella di una tracheomicosi. Un’infezione fungina che colpisce l’apparato radicale e ostacola la circolazione della linfa, indebolendo progressivamente la pianta. Un fenomeno che potrebbe aver colpito parte dell’enorme organismo vegetale.

All’appello per la salvaguardia del ficus si è unito anche Rosario Schicchi, direttore dell’Orto Botanico di Palermo, che insieme agli altri esperti ha segnalato la situazione al rettore dell’ateneo.

Nonostante le difficoltà, gli studiosi invitano alla prudenza ma anche alla speranza. L’albero, pur mostrando segni di sofferenza, resta ancora in piedi grazie alla straordinaria rete di radici che lo sostiene. Le prossime analisi scientifiche saranno decisive per capire se e come intervenire per salvare quello che è considerato uno dei simboli naturali più spettacolari della città.

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