domenica, 22 Febbraio 2026
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Lo scontro tra sacro e profano

Carnevale in Quaresima a causa del maltempo in Sicilia: è polemica tra sacro e profano

In Sicilia la prima domenica di Quaresima si apre quest’anno tra coriandoli e polemiche. In diversi comuni dell’Isola, infatti, i festeggiamenti di Carnevale – rinviati nei giorni scorsi a causa del maltempo – sono stati riprogrammati proprio oggi, giorno che per la Chiesa cattolica segna l’inizio del cammino penitenziale verso la Pasqua. Una coincidenza che ha acceso il dibattito, soprattutto in diverse cittadine dove il Carnevale rappresenta una tradizione identitaria e storica. Tra tutti Termini Imerese, Acireale e Sciacca.

La prima domenica di Quaresima, che segue il Mercoledì delle Ceneri, è tradizionalmente un giorno di raccoglimento per i fedeli cristiani. Inizia un periodo di quaranta giorni che dovrebbe essere di preghiera, di digiuno e di riflessione, in preparazione alla Pasqua. Per diversi credenti, vedere sfilare carri allegorici, ascoltare musica ad alto volume e assistere a spettacoli festosi proprio in questa giornata rappresenta una stonatura, se non una mancanza di rispetto verso il significato spirituale del tempo liturgico.

Eppure, dall’altra parte, amministrazioni comunali, organizzatori e operatori economici rivendicano la necessità di recuperare eventi già programmati e finanziati, saltati nei giorni scorsi per le avverse condizioni meteo. Il Carnevale, infatti, non è soltanto festa ma anche lavoro, indotto turistico, promozione del territorio. Annullare definitivamente le sfilate avrebbe comportato perdite economiche significative per artigiani, maestranze dei carri, attività commerciali e strutture ricettive.

“Al nord il Carnevale va avanti fino ad Aprile, questi problemi ce li creiamo solo in Sicilia” – scrivono in tanti.

Carnevale di Termini Imerese

A Termini Imerese, dove il Carnevale è considerato uno dei più antichi dell’Isola, la decisione di far sfilare i carri nella prima domenica di Quaresima ha diviso la comunità. Sui social si sono moltiplicati i commenti di fedeli che parlano di “incoerenza” e di “confusione dei valori”, mentre altri cittadini difendono la scelta come atto pragmatico, legato a esigenze organizzative e alla tutela di una tradizione secolare.

Carnevale di Sciacca

Non meno delicata la situazione a Sciacca, altro centro storico del Carnevale siciliano. Anche qui la scelta del rinvio ha generato malumori tra una parte dei fedeli, che avrebbero preferito un annullamento definitivo piuttosto che una celebrazione in un giorno liturgicamente significativo. Per altri, invece, il Carnevale appartiene alla tradizione popolare prima ancora che al calendario ecclesiastico, e la sua collocazione straordinaria non intaccherebbe il valore spirituale della Quaresima per chi intende viverla con convinzione.

Un tema antico: il delicato equilibrio tra sacro e profano. Nell’Isola, processioni e feste patronali convivono da sempre con sagre, spettacoli e manifestazioni popolari. Tuttavia, quando le date si sovrappongono, il confronto diventa inevitabile. Da un lato c’è il rispetto per il calendario liturgico e per il sentimento religioso di una parte consistente della popolazione; dall’altro la necessità di sostenere eventi che rappresentano patrimonio culturale e risorsa economica.

Tra carri allegorici e celebrazioni eucaristiche, la prima domenica di Quaresima in Sicilia diventa così uno scontro tra fede e festa, tra identità spirituale e identità culturale. Ma ormai è una sfida impari, ha vinto il profano: il carnevale è già in piazza.

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