Il Tirreno continua a far registrare un’intensa attività sismica. Nelle ultime 24 ore sono state otto le scosse rilevate lungo il tratto di mare che bagna la Sicilia occidentale e l’arcipelago eoliano, con epicentri distribuiti tra la costa trapanese, il Palermitano e le Isole Eolie.
L’evento più significativo si è verificato poco prima della mezzanotte di ieri, al largo di Trapani, con una magnitudo di 3.9. Una scossa avvertita lievemente in alcune aree costiere ma che, fortunatamente, non ha provocato danni. Poche ore dopo, intorno alle 4 del mattino, la terra è tornata a tremare nella stessa zona con un nuovo sisma di magnitudo 3.7, confermando una fase di particolare vivacità sismica nel Tirreno meridionale.
Movimenti tellurici si sono registrati anche nel territorio di Palermo e nella sua provincia, nella medesima area interessata nei giorni scorsi da altre scosse. In questo caso si è trattato soprattutto di assestamenti di minore intensità, con magnitudo inferiori a 3.0, inseriti in una sequenza che prosegue ormai da diversi giorni.
L’ultimo episodio in ordine di tempo è stato rilevato questa mattina nell’area delle Eolie, con una magnitudo di 2.7 ML. Anche in questo caso non si segnalano conseguenze per la popolazione né criticità particolari.
Giova precisare che l’area del Tirreno che fronteggia la Sicilia occidentale è storicamente caratterizzata da una significativa attività geodinamica, legata alla complessa interazione tra le placche nel Mediterraneo centrale. Sciami sismici come quello in corso, sebbene possano generare comprensibile apprensione, rientrano spesso in dinamiche naturali di assestamento della crosta terrestre.




