giovedì, 5 Febbraio 2026
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La cittadina in provincia di Agrigento celebra quattro secoli di devozione

Sciacca, fedeli da tutto il mondo per la Madonna del Soccorso

Sciacca ha rinnovato, per la quattrocentesima volta, il solenne Voto di ringraziamento a Maria Santissima del Soccorso, patrona della città, nel giorno simbolo del 2 febbraio. Una processione intensa e profondamente partecipata ha attraversato il centro storico, richiamando migliaia di fedeli provenienti da Sciacca, dai comuni limitrofi e numerosi emigrati rientrati dall’estero, in particolare dagli Stati Uniti, per prendere parte a uno degli appuntamenti più identitari della comunità saccense. Il momento culminante delle celebrazioni si è svolto nel pomeriggio, quando oltre cento pescatori, come vuole la tradizione, hanno portato a spalla e a piedi scalzi la statua in marmo bianco di Carrara di Maria Santissima del Soccorso, opera degli scultori Giuliano Mancino e Bartolomeo Birrittaro, giunta a Sciacca via mare nel 1503. Un gesto che si rinnova da secoli e che affonda le sue radici nel Voto del 2 febbraio 1626, quando la città, duramente colpita dalla peste, si affidò alla protezione della Vergine chiedendo la liberazione dal flagello.

La processione ha concluso un articolato programma di celebrazioni religiose e momenti di preghiera, avviato il 22 gennaio e frutto della collaborazione tra la Chiesa e il Comune di Sciacca. Nei giorni precedenti, la città è stata attraversata da un clima di intensa devozione, culminato il 1° febbraio con il pellegrinaggio di numerosi fedeli, molti dei quali a piedi scalzi, verso la Basilica di Maria Santissima del Soccorso, cuore spirituale e simbolico della festa.

“È una storia lunga quattro secoli, una storia fatta di fede e tradizione, una storia unica – dice Francesco Dimino, assessore alle Attività produttive e alla Promozione del territorio –. Siamo legati anche ai nostri emigrati in America e questo dimostra quanto sia forte questo legame. Siamo al quarto secolo dalla liberazione dalla peste, un evento di grande fede che attira anche molto turismo, sia il 2 febbraio sia il 15 agosto”.

“Abbiamo vissuto giorni di profonda grazia, di comunità e di Chiesa – ha dichiarato don Calogero Lo Bello, parroco della Basilica di Maria Santissima del Soccorso –. Il quattrocentesimo anniversario della liberazione dalla peste rappresenta una vera pietra miliare per la nostra città e per l’intera diocesi”.

A sottolineare il valore storico e identitario della ricorrenza è lo storico Giuseppe Verde, che ricorda come la festa della Madonna del Soccorso “coinvolga l’intera popolazione due volte l’anno ed esprima un forte senso di appartenenza e identità collettiva, capace di richiamare anche gli emigrati che fanno ritorno in città”.

Una devozione documentata da numerose fonti storiche, che nel tempo ha generato un patrimonio artistico e votivo di straordinario valore: circa 1.500 oggetti preziosi, donati dai fedeli dalla metà del Seicento a oggi, oggi in parte custoditi al Museo Diocesano e in parte collocati attorno al fercolo.

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