«È un primo segnale di attenzione verso quei territori e quelle realtà economiche duramente colpite dal passaggio del ciclone Harry». Sono le parole di Giusi Savarino, assessore regionale al Territorio e ambiente riguardo all’esenzione dagli oneri delle concessioni balneari per tutto il 2026 per i gestori dei lidi balneari duramente colpiti dal passaggio del ciclone Harry.
L’assemblea regionale siciliana, su proposta della stessa Savarino, ha approvato in aula la norma, che prevede una dotazione finanziaria di circa 10 milioni di euro. È uno dei provvedimenti che il governo regionale sta introducendo in questi giorni a favore delle zone coinvolte nell’infausto evento che si è abbattuto all’inizio della scorsa settimana sulla nostra regione. Altre misure, come quelle di carattere finanziario, si aggiungono ai fondi già stanziati inizialmente dal governo Meloni.
Il ciclone Harry ha lasciato segni evidenti anche lungo il litorale palermitano. Le forti mareggiate e i venti intensi hanno colpito diverse spiagge e su questo tema ecco il punto della situazione.
Intervista ad Aurelio Sanguinetti, presidente del circolo Legambiente Palermo
Qual è la situazione attuale delle spiagge del territorio palermitano dopo il maltempo dei giorni scorsi? Ci sono aree che risultano particolarmente colpite o compromesse?
«Attualmente i tratti del Palermitano che risultano più danneggiati dal ciclone Harry risultano essere quelli di Mondello, Arenella e Sferracavallo per il capoluogo, oltre che le coste di Casteldaccia, Altavilla Milicia e Ustica. A Ustica e all’Arenella sono stati stimati in particolare vari danni alle strutture portuali, con diverse imbarcazioni distrutte e affondate».
Che tipo di danni ambientali avete riscontrato?
«Il principale danno alla costa che abbiamo osservato nella provincia di Palermo è stato l’accumulo di rifiuti. In alcune spiagge, come a Isola delle Femmine, la stessa Mondello, Cefalù e la costa sud di Palermo, si sono riversate ingenti quantità di rifiuti e di Posidonia morta, oltre che tronchi di piccoli alberi caduti che hanno raggiunto il mare tramite i fiumi. In varie borgate marinare si è segnalata inoltre la presenza di detriti, fango e materiali trascinati dal mare sulla battigia, con un accumulo di rifiuti nei pressi di alcune attività di ristorazione. Con il maroso, alcuni tratti di costa hanno perso anche il loro delicato sistema di dune, già compromesso per via dell’erosione costiera e dell’abusivismo edilizio».

Questo episodio di maltempo può essere letto anche come un segnale degli effetti del cambiamento climatico sul nostro litorale? Palermo è pronta ad affrontare eventi sempre più estremi?
«I climatologi hanno confermato come in futuro il Mar Mediterraneo diverrà ancora più caldo, favorendo la comparsa di tempeste ancor più potenti di Harry. Possiamo quindi prevedere uno scenario difficile per la nostra isola, colpita da estrema siccità in estate e da severe piogge in inverno, in particolare sulla costa ionica e settentrionale».
«Palermo insieme alle altre città si deve ancora attrezzare contro il cambiamento climatico in corso. Questo è un processo molto lungo che deve coinvolgere l’intero bacino del Mediterraneo e di certo per proteggere il nostro territorio non basteranno i 33,3 milioni di euro stanziati dal governo nazionale».
Ad Ustica riapre il porto
Intanto ha riaperto il porto di Ustica anche se con un limite massimo di 20 tonnellate per i mezzi pesanti come riporta un comunicato della Regione Siciliana. La struttura era stata chiusa nei giorni scorsi dalla Guardia costiera proprio in seguito ai danni causati dal ciclone Harry. La forte mareggiata aveva prodotto una deformazione delle travi in acciaio della prima campata lato mare, ancora saldamente vincolate ai piloni sottostanti, e aveva divelto le ringhiere del passaggio pedonale.
Recentemente i dirigenti generali del dipartimento regionale infrastrutture, mobilità e trasporti, Salvatore Lizzio, e del dipartimento regionale tecnico, Duilio Alongi, hanno svolto un sopralluogo al molo sotto il cimitero per verificare l’entità dei danni alla presenza tra gli altri del sindaco di Ustica, Salvatore Militello, e dei rappresentanti della Guardia costiera. In questi giorni sono previste ulteriori verifiche con prove di carico statico e dinamico.
Sicilia seconda in Italia per eventi estremi
La nostra regione, con 45 eventi estremi, nel 2025 è stata la seconda regione italiana più colpita da questo tipo di calamità dopo la Lombardia, dove se ne sono verificati 50. A dirlo sono i dati dell’Osservatorio Città Clima di Legambiente. Nella Penisola, come riporta il comunicato dell’ante ambientalista, sono stati registrati 376 eventi meteo estremi, con +5,9% rispetto al 2024.
Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente evidenzia la necessità della messa in atto, da parte del Governo, di una strategia nazionale per la prevenzione che comprenda, tra le altre cose, l’attuazione del Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici (Pnacc) e l’approvazione della legge contro il consumo del suolo.


