Alla vigilia della trasferta di Modena, Filippo Inzaghi alza l’asticella e chiede al suo Palermo un passo ulteriore sul piano della maturità. Non solo prestazione, ma concretezza e continuità di rendimento: è questo il segnale che il tecnico rosanero pretende nella sfida in programma oggi alle 17.15 al “Braglia”, contro il Modena, una delle squadre più attrezzate del campionato di Serie B.
Il momento è delicato e, allo stesso tempo, significativo. Otto risultati utili consecutivi e cinque vittorie di fila al “Barbera” certificano la crescita del Palermo, ma ora Inzaghi vuole vedere la sua squadra capace di imporsi anche lontano da casa, dove il successo manca dalla vittoria di Empoli. Fino a qualche settimana fa l’allenatore evitava di parlare di snodi decisivi, adesso il messaggio è chiaro: contro il Modena serve lanciare un segnale forte alle dirette concorrenti nella corsa alla Serie A.
«È una partita che arriva al momento giusto – ha spiegato Inzaghi – ed è molto impegnativa. Il Modena è una grande squadra, è stata capolista fino a non molto tempo fa e in alcune gare è stata anche sfortunata. Sarà un bel banco di prova. Dobbiamo dare continuità ai risultati e questa è la partita giusta per capire a che punto siamo arrivati».
Le ultime due trasferte, ad Avellino e Mantova, hanno lasciato un sapore amaro. Due pareggi maturati in modo diverso ma entrambi allo scadere, con il Palermo che ha visto sfumare punti importanti nel finale. Una lezione che Inzaghi pretende venga capitalizzata. «Ho detto ai giocatori che se siamo riusciti a vincere cinque partite di fila in casa significa che siamo forti e possiamo imporre il nostro gioco ovunque. A Modena avremo tantissimi tifosi al seguito, è il momento di dare la zampata giusta. Non dobbiamo lasciare aperte le partite quando andiamo in vantaggio, perché se non le chiudi può succedere di tutto».
Il rispetto per l’avversario è massimo. Il Modena, costruito con ambizioni di vertice e guidato da Andrea Sottil, resta una delle candidate alla promozione secondo Inzaghi. «Mi piace come squadra, è stata costruita bene ed è allenata da un tecnico giusto per guidarla. È tosta, fisica e tenace. Darà filo da torcere a tutti fino alla fine, ma noi siamo il Palermo. In Serie B, se non vai al massimo, rischi contro chiunque».
La sfida del “Braglia” è anche un confronto diretto tra bomber. Da una parte Joel Pohjanpalo, capocannoniere del campionato con 12 reti, dall’altra Ettore Gliozzi, fermo a quota 9 gol e tra i migliori realizzatori della categoria. Un test probante per la difesa rosanero, la migliore del torneo con appena 14 gol subiti in 20 giornate. «I numeri parlano chiaro – ha sottolineato Inzaghi – ma ogni partita è un esame. Contro il Modena lo sarà ancora di più perché affronteremo attaccanti importanti. La fase difensiva riguarda tutta la squadra. Sappiamo cosa dobbiamo fare, voglio ripartire dalle cose positive e migliorare ancora. Finora non siamo stati bravi a chiudere le partite, mi auguro che da ora in poi lo saremo».
Sul piano tattico, Inzaghi sembra orientato a rilanciare Vasic sulla linea dei trequartisti insieme a Palumbo, alle spalle di Pohjanpalo. Il serbo è favorito su Le Douaron e Gyasi. A centrocampo dovrebbero essere confermati Segre e Ranocchia, con Gomes e Blin pronti a subentrare a gara in corso. Sulle corsie laterali spazio a Pierozzi a destra e Augello a sinistra. In difesa, davanti a Joronen, Bereszynski è in vantaggio su Peda nel ruolo di centrale di destra, con il capitano Bani al centro e Ceccaroni sul centrosinistra.
Il Palermo arriva a Modena con un obiettivo chiaro: vincere e sfatare un tabù. Finora i rosanero non hanno mai battuto una squadra inserita nella zona playoff. Riuscirci significherebbe fare uno step decisivo nel percorso di crescita, dare continuità al successo contro lo Spezia e dimostrare che il salto di qualità passa anche dagli scontri diretti. Con oltre 2.800 tifosi al seguito, la squadra di Inzaghi è chiamata a una prova di prima fascia. «Arriva al momento giusto – ha ribadito il tecnico – sarà un banco di prova importante per vedere dove siamo arrivati».


