giovedì, 22 Gennaio 2026
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Tra pagamenti "bloccati" e disoccupazione: l'odissea senza fine dei tirocinanti dell'Avviso 22

Manodopera a costo zero dei tirocinanti siciliani: «Si garantisca un lavoro ai giovani»

Continua a tenere banco la disputa tra i tirocinanti del cosiddetto Avviso 22 e la Regione Siciliana. Nonostante il tema sia oggetto di inchiesta da quasi un decennio, a renderlo di nuovo d’attualità sono le parole odierne del portavoce Oreste Lauria: «È inaccettabile una situazione di questo tipo, ormai fuori controllo, senza dare un vero sbocco lavorativo».

Per capire la materia del contendere bisogna risalire al 2018, quando la Regione ha emanato un bando per l’istituzione di tirocini extracurriculari espressamente rivolti a disoccupati giovani, adulti o con disabilità (oppure portatori di altre vulnerabilità). Finanziato con i soldi del Fondo Sociale Europeo, il programma prevedeva la corresponsione mensile di 500 euro a titolo di indennità per ciascun tirocinante. L’esperienza formativa, della durata dai 6 ai 12 mesi, avrebbe dovuto rappresentare il preludio di un inserimento lavorativo stabile. A questo scopo, le aziende ospitanti avrebbero giovato di un bonus di 14.000 euro in caso di assunzione a tempo indeterminato dello stagista.

Sennonché, nella sua applicazione concreta, parrebbe che il bando abbia tradito il suo intento. Non di rado, i tirocinanti avrebbero riscontrato difficoltà nel ricevere i pagamenti spettanti, spesso ritardati o bloccati dall’Amministrazione adducendo ragioni di natura burocratica. Sul fronte della stabilizzazione, poi, risulterebbe che soltanto una percentuale irrisoria abbia trovato un posto di lavoro al termine del periodo di apprendimento. Non manca, infine, chi abbia tacciato le aziende e gli enti accreditati di profittare degli stage per impiegare manodopera a costo zero, salvo sostituirla, al termine della permanenza stabilita, con altri tirocinanti che avessero aderito ai successivi avvisi. La principale ricaduta di un simile circolo vizioso è una professionalizzazione fine a sé stessa, comportante un dispendio di tempo ed energie non giustificato da un’effettiva capitalizzazione delle abilità acquisite.

Neppure la riproposizione del progetto in ulteriori varianti, tra cui l’Avviso 22/2024 (da qui il nome, ndr), né, tantomeno, l’avvicendamento del governo regionale sono riusciti a rimediare all’insoddisfazione di quanti riponessero speranze nel tirocinio svolto, come attestano le manifestazioni di piazza che si sono susseguite con costanza negli ultimi anni.

In questo clima, dunque, è tornato ad alzare la voce Lauria, rappresentante delle istanze degli ex tirocinanti, che oggi ha dichiarato: «La legge di bilancio è stata approvata, e proprio sull’inserimento lavorativo il governo regionale, e la politica tutta, non hanno voluto dare quel risalto di una proposta concreta che leghi la partecipazione tramite i bandi regionali, garantendo un lavoro sicuro ai giovani siciliani. In Sicilia i governi regionali succedutisi si sono sempre sperticati nel promettere un lavoro dignitoso; in un momento di crisi come questo che stiamo attraversando in Sicilia, sarebbe necessario pensare ad un intervento mirato a combattere la disoccupazione giovanile e prevedere finalmente un reintegro per chi è rimasto ai margini del mondo del lavoro. Gli strumenti, le risorse e leggi non mancano, manca invece coraggio alla politica regionale siciliana a stabilire qualcosa di concreto».

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