mercoledì, 21 Gennaio 2026
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Il Gip ha disposto il sequestro preventivo, per equivalente, di liquidità, beni mobili e immobili per 4,6 milioni di euro

Nel Messinese, evasione da 8 milioni: contabilità parallele e scontrini falsi

La Guardia di Finanza ha scoperto una maxi evasione fiscale da oltre 8 milioni di euro in provincia di Messina. L’indagine riguarda una ditta individuale e una società di capitali con sede a Patti, attive nel commercio al dettaglio e gestite da un’imprenditrice di nazionalità cinese.

I finanzieri del Comando provinciale di Messina hanno avviato i controlli nell’ambito di verifiche fiscali mirate. Durante gli accessi nelle sedi delle attività, le Fiamme Gialle della Tenenza di Patti hanno rilevato gravi irregolarità nella documentazione commerciale.

Le imprese emettevano scontrini alterati, con evidenti errori ortografici e privi delle informazioni obbligatorie previste dalla legge. Gli accertamenti successivi hanno portato alla scoperta di una contabilità parallela, nascosta attraverso l’uso di sofisticati strumenti informatici.

L’amministratrice utilizzava un software gestionale non collegato correttamente ai registratori di cassa. Il sistema registrava gli incassi reali, ma trasmetteva al fisco solo una parte delle operazioni. In particolare, le ditte non comunicavano quasi mai le transazioni effettuate in contanti.

L’analisi dei dati informatici ha consentito ai militari di ricostruire ricavi non dichiarati per oltre 8 milioni di euro. I finanzieri hanno inoltre accertato la mancata memorizzazione e trasmissione telematica di circa 50 mila scontrini fiscali. Il danno stimato per l’erario ammonta a circa 4,6 milioni di euro di imposte evase.

Al termine delle indagini, la Guardia di Finanza ha denunciato l’amministratrice delle società alla Procura della Repubblica di Patti per dichiarazione fiscale fraudolenta.

Il giudice per le indagini preliminari ha disposto il sequestro preventivo, anche per equivalente, di liquidità, beni mobili e immobili per un valore complessivo di circa 4,6 milioni di euro, nella disponibilità dell’indagata e delle società coinvolte.

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