martedì, 20 Gennaio 2026
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Nella "fragile" Sicilia l'estrema prevenzione non è allarmismo ma responsabilità istituzionale

«Esagerati…»: chiusure per il maltempo, siamo sicuri sia una scelta sbagliata?

In Sicilia l’allerta arancione continua a essere giudicata a volte con una leggerezza che sorprende, soprattutto quando il contesto è quello di una criticità definita estrema. Non si tratta di una pioggia qualunque né di un temporale stagionale. In queste ore l’Isola è interessata dal ciclone Harry, che ha già provocato danni rilevanti nella parte orientale dell’Isola e che si sta avvicinando al versante occidentale. È dentro questo scenario, e non in astratto, che vanno lette le decisioni di chiudere le scuole, l’università, i parchi, etc etc.

Il rischio non arriva solo dall’acqua che cade. Arriva dagli alberi che cedono sotto raffiche improvvise, dai rami che si spezzano e finiscono su strade, marciapiedi, linee elettriche, ingressi degli edifici scolastici. Arriva da una vegetazione urbana spesso non monitorata come dovrebbe, da potature rimandate o fatte male, da controlli insufficienti.

In condizioni normali questi limiti restano nascosti; in presenza di una tormenta di livello alto diventano un pericolo concreto, immediato, imprevedibile, soprattutto per una città come Palermo che in condizioni meno gravi ha già mostrato le sue criticità. Pensare di far muovere migliaia di studenti in un simile quadro significa accettare un margine di rischio che nessuna istituzione responsabile può permettersi.

Ed è qui che entra in gioco il tema delle responsabilità pubbliche. Le amministrazioni decidono di chiudere perché sono chiamate a rispondere delle conseguenze. Sanno che il territorio siciliano è fragile, che la manutenzione non sempre è all’altezza, che le infrastrutture non sono progettate per reggere eventi meteo sempre più violenti. In un contesto del genere, la prevenzione non è una scelta opzionale ma un dovere. Chi governa non può permettersi di ragionare “a posteriori”, aspettando di contare i danni o, peggio, gli incidenti.

La scuola, ancora una volta, non è un punto isolato sulla mappa. È un sistema di spostamenti che attraversa città, periferie, strade interne, zone costiere esposte al vento e alla pioggia battente. È fatta di autobus, tram, treni, di tragitti a piedi, di attraversamenti che diventano pericolosi quando tira forte il vento e un albero cade o un ramo ostruisce la strada. Limitare questi movimenti durante una fase di massima allerta significa alleggerire la pressione su un sistema già in sofferenza e ridurre l’esposizione di chi non ha strumenti per proteggersi autonomamente.

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