Tornano i sigilli, per la terza volta in meno di due anni, al Dragon Club di via Principe di Belmonte. Venerdì sera la polizia municipale ha posto sotto sequestro il locale contestando al titolare una lunga serie di presunte irregolarità amministrative e di sicurezza. Al momento del controllo all’interno della discoteca erano presenti decine di clienti, fatti poi defluire lentamente verso l’esterno dagli agenti.
Il blitz dei vigili urbani si inserisce in un contesto di particolare attenzione sul tema della sicurezza nei locali notturni, anche alla luce della strage di capodanno di Crans-Montana. Proprio in quest’ottica, durante l’intervento, è stato disposto anche il sequestro di un ingente quantitativo di materiale pirotecnico.
Gli accertamenti sono stati effettuati dagli agenti della polizia municipale, che sarebbero intervenuti anche a seguito di alcuni esposti presentati dai residenti della zona. Dal controllo, secondo quanto riferito dagli stessi vigili, sarebbero emerse gravi carenze strutturali e documentali. “Dal controllo – spiegano i vigili – è emerso che il seminterrato, al quale si accedeva esclusivamente da una strettissima scala interna senza illuminazione né luci di emergenza, era privo del necessario certificato di agibilità, rilasciato dalla Commissione comunale di vigilanza sui luoghi di pubblico spettacolo, nonché della licenza del questore e della documentazione relativa alla prevenzione incendi”.
Ulteriori irregolarità avrebbero riguardato la gestione degli accessi e del servizio di sicurezza. L’ingresso al locale, a pagamento, era regolamentato da “tre addetti al servizio di sicurezza, tutti privi – sottolineano ancora dal comando – dell’autorizzazione prefettizia”. Secondo la polizia municipale, inoltre, all’interno della discoteca sarebbero risultate “totalmente inesistenti” le uscite di emergenza, un elemento considerato particolarmente critico in relazione al numero di persone presenti.
Nel corso del controllo i titolari non avrebbero inoltre esibito alcuna certificazione di omologazione del materiale ignifugo, come previsto dalla normativa antincendio. Le contestazioni riguarderebbero sia gli arredi, in particolare i divanetti, sia il materiale utilizzato per la copertura interna del tetto. A questo si aggiungerebbero, secondo quanto riferito dagli agenti, anche “false dichiarazioni della Scia inviate al Comune sui requisiti minimi per le barriere architettoniche”.
Sulla scorta di quanto emerso, gli agenti della polizia municipale hanno deciso di interrompere l’attività illecita in corso, facendo defluire lentamente verso l’esterno tutto il pubblico presente all’interno della discoteca. Al locale sono stati apposti i sigilli e i titolari sono stati denunciati. Due giorni dopo, a seguito di una segnalazione telefonica giunta alla centrale operativa, sarebbe stato denunciato anche il custode giudiziario per la violazione dei sigilli.
Non si tratta del primo provvedimento di questo tipo per il Dragon Club. In passato il locale era già stato sequestrato dai vigili e dalla polizia municipale, ma il titolare, in attesa di discutere nel merito le contestazioni, aveva ottenuto il dissequestro da parte del tribunale del Riesame.


