Ancora una volta, al Martelli di Mantova, il Palermo, rispettando la tradizione, non vince ma soprattutto non convince. Dopo l’illusione iniziale, culminata con il meritato vantaggio, infatti, i rosa hanno mostrato il loro vero volto: quello di una squadra incompiuta.
C’è un potenziale probabilmente superiore a quello espresso nel girone d’andata, nel quale ben sette volte gli uomini di Inzaghi hanno pareggiato, spesso buttando alle ortiche vittorie più che possibili. È quindi l’epilogo di un atteggiamento mentale da squadra pavida, incapace di chiudere la partita e spesso vittima dei propri errori. Anche a Mantova abbiamo assistito alla solita gara affidata alla dea Spes, con la speranza che gli avversari non rimontassero l’esiguo svantaggio: la solita pia illusione.
Perché non pensare invece a chiuderle, le partite, cercando un secondo gol?
Analizzando bene i fatti, appare del tutto evidente che ci sono troppe carenze in una compagine che aspira ad andare in Serie A. Carenze a livello tattico, evidenziate dal fatto che, con questo schema e con questi uomini, Pohjanpalo è troppo lasciato al proprio destino. Meno male che per la categoria è un fenomeno, altrimenti chissà quando il Palermo riuscirebbe a segnare.
Carenze, tante, anche in organico: non si può pensare di continuare il campionato senza avere valide alternative ai titolari in panchina o, peggio, considerare questi giocatori all’altezza dei titolari. Occorre subito una seria riflessione e un rapido intervento sul mercato, se non si vuole già a gennaio puntare decisamente ai playoff senza neanche provare a contendere i primi due posti alle dirette concorrenti, magari inseguendo sogni impossibili o aspettando l’occasione dell’ultimo giorno di mercato.


