Saruzzo Pergolizzi, ti chiediamo scusa! Ma te lo giuriamo sul gol di Miccoli alla Juve: quando ti perculavamo in Serie D sul cambio ciclostilato Kraja-Langella (o viceversa) mai ci saremmo aspettati di vedere la stessa cosa con cinque cambi su cinque, in Serie B e con in panchina un’icona del calcio internazionale come Pippo Inzaghi! Uno che ha vinto scudetti, Champions League, un Mondiale con la nazionale! Uno che ha portato in A il Benevento ed il Pisa! Se vabbè, Saruzzo… è inutile che mi rispondi che è lo stesso allenatore che è stato esonerato a Bologna, Brescia e Salerno: noi a Palermo lo amiamo all’inverosimile fin da prima che firmasse il contratto con i rosanero. A prescindere, avrebbe detto il Principe De Curtis.
E lo amiamo lo stesso alla stessa maniera del primo giorno anche se abbiamo pareggiato a Mantova rinunciando a giocare dopo 10 minuti. E lo amiamo lo stesso anche se ritiene di avere una squadra forte e poi a partita in corsa rinuncia sempre ai suoi giocatori di qualità per inserire onesti pedalatori che neanche pedalano. Saruzzo smettila di tistiare sarcasticamente… lo sappiamo che tu il campionato con il Palermo l’hai vinto, ma non ci possiamo augurare un’altra pandemia solo per vedere i rosanero salire di categoria. O sì?
PRIMO TEMPO, TUTTI IN CAMPO I NEOARRIVI
Tra Direttore Sportivo, allenatore, ex e fratelli vari, il Mantova sembra la seconda squadra del Palermo. Nel Palermo vero, invece, Inzaghi è più coraggioso di Sandokan ed inserisce subito tutti i neoacquisti che il buon Osti gli ha messo a disposizione dopo dieci giorni di mercato. C’è da dire che la manovra non ne risente. Anzi. Le tigri di Monpracen in versione navy-pink vanno addirittura subito in vantaggio con il Pohjanpalo di Sarzana: Pietro Ceccaroni. Dopo poco più di venti minuti, però, l’arbitro Perenzoni ne ha già le gonadi strapiene di una partita brutta come una cartella esattoriale e lascia il posto al palermitano Mucera. Non succede nulla fino ad un triccheballache sul finire con il Palermo che con Vasic, Ceccaroni, due volte Pohjanpalo, Ricciardo, Soligo, Ongfiang, Hoop e Pircher potrebbe ma non riesce a raddoppiare. Fine primo tempo, Mucera invita tutti a mangiare una bella spincia nell’intervallo.
IL SECONDO TEMPO, TANTA NOIA PRIMA DELL’AUTOBOTTE DI MARRAS
Tornati in campo, dopo dieci minuti il Palermo ricorda di avere qualità leggermente maggiori dei virgiliani e prova a raddoppiare con Palumbo: nulla di fatto. Da qui in poi la partita diventa inesorabilmente pessima. Possesso palla Mantova, rosanero con il solito modulo. Sì, quello che gli esteti del calcio chiamano difesa e contropiede, mentre quelli più sanguigni come noi non esitano a citare il buon ‘Gnazio Arcoleo ed il suo “tutti r’arrieri ‘o pitruni”. I cambi di Inzaghi servono solo a stabilire gli orari ed ad abbassare drasticamente la qualità dei rosanero in campo. E così al 95° – dal nulla – Marras scatafulla da 685 metri un’autobotte alle spalle di Joronen. Fischio finale. Pareggio. Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto? Eh no, stavolta manca proprio la bottiglia!
LE PAGELLE
Joronen 6. Riesce a finire due Settimana Enigmistica e dodici sudoku senza essere impegnato. La fucilata di Marras è imprevedibile.
Peda 6. Non soffre, come tutta la difesa rosanero. Forse potrebbe gestire meglio palla al piede.
Dal 69° Bereszynski 6. Fa il suo senza affanni.
Bani 6,5. Il solito leader. Meno efficace in fase di impostazione, rischia di segnare una rete con una piroetta degna del miglior Roberto Bolle. Bollenbauer, per stavolta.
Ceccaroni 7. Simbolo della bizona inzaghiana, oltre a difendere il nulla che c’è da difendere, è il centravanti che non ti aspetti.
Pierozzi 5. Passo indietro per il “Mugello Express” che a Mantova si trasforma in un regionalino dalle mille fermate.
Segre 6. Sette all’incursore che quando c’è da avanzare corre come un maratoneta fino allo sfinimento. Cinque al centrocampista che dovrebbe anche fare legna a metà campo.
Dal 81° Giovane s.v.
Ranocchia 6,5. Si intesta un reparto spesso lacunoso e – fin quando è in campo – è fra i pochi a mettere qualità negli scarpini. Uscito lui si è spenta la luce.
Dal 69° Gomes 5. Non altera il bilancio naturale di anidride carbonica, metano o altri gaasi inquinanti del sistema-ambiente: centrocampista ad impatto zero.
Augello 5. Un cross in novanta minuti. Timidamente è inspiegabile come sia inspiegabilmente timido,
Vasic 6,5. Bella partita per l’assist e per la sensazione di pericolosità costante. Ma, dal vangelo secondo Inzaghi, non deve stare in campo per più di 60/65 minuti.
Dal 64° Le Douaron 5. “Il fantasma di Brest” vaga per il campo cercando di impaurire i calciatori del Mantova con il suo lenzuolo leggero leggero. Gli avversari lo stirano per benino e lo mettono nel cassetto con il resto della biancheria.
Palumbo 6,5. Tocca due palloni: con uno inventa un lancio millimetrico alla cieca nell’azione che porta al gol i rosa e con un altro rischia di segnare il gol del raddoppio. Uscito anche lui il Palermo inizia a recitare il De Profundis in memoria del gioco del calcio.
Pohjanpalo 5,5. Abbandonato al suo destino come un Saurini qualsiasi, ha una doppia occasione casuale nel primo tempo. Mai servito per novanta minuti più recupero.
Inzaghi 4. Una volta ti riesce, due volte magari pure. Capita che, invece, alla terza togliendo dal campo tutta la qualità che hai ed inserendo dalla panchina sostituti non all’altezza, ci rimetti le penne. Sfortunato che il Mantova segni con un eurogol pazzesco, ma se sei così forte come sbandieri urbi et orbi nelle conferenze prepartita, queste partite, contro questi avversari, non cerchi la massima resa con la minima resa con inguardabile calcio speculativo.


