Un cartello affisso all’ingresso del City Sea da parte del noto chef Natale Giunta ha fatto in poche ore il giro dei social. E ha acceso il dibattito. Giunta ha deciso di vietare l’ingresso nel suo locale del Molo Trapezoidale a quelli che definisce “maranza”. In un video pubblicato sulle storie di Instagram lo chef mostra il cartello: “Barba da delinquente, occhiali Cartier, tu qua non sei gradito. Spero che altri colleghi aderiscano a questa iniziativa”.
Un atto di tutela del proprio lavoro e dei propri clienti. Una presa di posizione netta, che però ha immediatamente diviso l’opinione pubblica. Da un lato c’è chi difende lo chef, sostenendo che ogni imprenditore abbia il diritto di stabilire regole di comportamento all’interno del proprio locale. Dall’altro lato, invece, non mancano le critiche di chi considera il messaggio esposto all’ingresso un gesto discriminatorio, basato su stereotipi legati all’aspetto esteriore e allo stile di abbigliamento.
Il termine “maranza”, già di per sé controverso, viene spesso utilizzato per indicare gruppi di giovani associati a comportamenti ritenuti molesti o poco rispettosi. Proprio su questo punto si concentra una parte delle polemiche: secondo molti utenti sui social, il problema non dovrebbe essere l’aspetto, ma il comportamento. Vietare l’accesso in base a barba, occhiali o look rischia, secondo i più critici, di trasformare una legittima esigenza di ordine in una forma di esclusione preventiva.
C’è però anche chi legge il gesto di Giunta come una provocazione studiata per lanciare un messaggio forte e attirare l’attenzione su un’escalation delinquenziale che sta diventando insostenibile per chi lavora nella ristorazione e nell’accoglienza.


