Il calciomercato del Palermo vive una fase di inquietante immobilismo. Mentre le concorrenti iniziano a muoversi con decisione in vista della seconda parte della stagione, soffiando ai rosa giocatori che avrebbero potuto fare la differenza in casa rosanero (Hernani al Monza, Esposito alla Samp), il mercato in entrata del Palermo è ancora fermo, a fronte di uscite che hanno già inciso sull’organico. Il portiere Bardi è stato ceduto al Mantova, prossima avversaria del Palermo, mentre Brunori ha salutato la Sicilia per approdare alla Sampdoria, lasciando un vuoto importante nel parco attaccanti.
La squadra allenata da Filippo Inzaghi si presenta così al giro di boa del campionato con una rosa che, al netto delle dichiarazioni rassicuranti del direttore sportivo Carlo Osti, mostra criticità evidenti. Osti ha recentemente sostenuto che il Palermo non abbia bisogno di grandi rinforzi, ma il campo racconta una storia diversa. Il problema principale è rappresentato dalla panchina, vero tallone d’Achille di questa squadra. I ricambi, dal punto di vista qualitativo, non sembrano all’altezza dei titolari e questo, in un campionato lungo e logorante come la Serie B, rischia di diventare un limite strutturale difficile da aggirare.
Se l’obiettivo dichiarato è la promozione, avere una rosa ampia e competitiva in ogni reparto non è un optional, ma una necessità. Gli infortuni, le squalifiche e il fisiologico calo di rendimento visto nei secondi tempi di questa stagione, impongono alternative credibili, capaci di mantenere alto il livello della squadra anche dopo le sostituzioni. Oggi il Palermo, invece, appare corto, soprattutto in alcuni ruoli chiave.
L’addio di Brunori rende indispensabile l’arrivo di un attaccante forte ma che accetti di venire a Palermo con la consapevolezza di essere il sostituto di Pohjanpalo. Operazione certamente non facile. Allo stesso modo, sugli esterni difensivi servono ricambi per Augello e Pierozzi, così come in difesa manca almeno un centrale che possa offrire affidabilità e rotazioni reali.
Il reparto che però sembra avere più bisogno di interventi è il centrocampo. Alla squadra servono giocatori in grado di alternare muscoli a geometrie, elementi capaci di dare equilibrio ma anche qualità alla manovra, soprattutto quando i titolari non sono al meglio o quando le partite richiedono caratteristiche diverse.
Il tempo per acquistare, anche se è acclarato che il mercato di gennaio sia complicato, c’è. Ma la sensazione è che il Palermo sia fermo al palo, forse per la sua organizzazione interna complessa, gerarchica e quindi elefantiaca, mentre altri club di alta fascia abbiano già operato bene e tempestivamente.


