In ventuno finiscono in carcere, mentre per altri quattro indagati sono stati disposti gli arresti domiciliari. È questo l’esito delle due udienze di convalida dei fermi emessi nell’ambito dell’operazione della polizia con cinquanta arresti dei giorni scorsi che riguardavano la cosca della Noce e il traffico e spaccio di droga gestito dai boss di Brancaccio, con lo smercio effettuato anche attraverso Telegram.
Nello specifico, per quanto riguarda i mafiosi della Noce e l’indagine coordinata dal procuratore aggiunto Vito Di Giorgio ed i sostituti Giovanni Antoci e Andrea Fusco, vanno in carcere dieci degli undici indagati, ovvero il capomandamento Fausto Seidita, il suo braccio destro Salvatore Peritore, Cosimo Semprecondio, il boss Vincenzo Tumminia, Paolo Bono, Girolamo Quartararo, Dario Pietro Bottino, Carlo Castagna e Benedetto Di Cara.
L’unico a cui il gip Antonella Consiglio ha concesso i domiciliari, vista l’età – 86 anni – è il vecchio boss Pietro Di Napoli.


