domenica, 30 Novembre 2025
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Il dottor Segre e Palumbo la sbloccano, Pohjanpalo ne fa tre nella ripresa. Joronen non pervenuto

È un Palermo manzoniano: fu vera gloria? Ai posteri l’ardua sentenza – LE PAGELLE

Ètuttomoltobello, avrebbe detto la buonanima di Bruno Pizzul. Ma “fu vera gloria?”, gli avrebbe risposto Manzoni. Com’è, come non è, il Palermo strapazza la Carrarese con cinque pappine che restituiscono il sorriso ai ventimila che stavano belli comodi comodi sui gradoni di un Barbera senza le folle e le follie delle prime gare casalinghe. Adesso ci toccherà una lunga settimana nel corso della quale ci ammorberemo con un unico tema in previsione di Empoli – Palermo: Alessio Dionisi. Nell’attesa di questo main event, godiamoci questa Palermo – Carrarese, una partita gagliarda, una partita prestativa. Da stropicciarsi gli occhi. Proprio come quando gioca Appuah.

TOC, TOC: IL DOTTORE E PALUMBO BUSSANO ALLA PORTA

La verità, però, è che per una ventina di minuti il Palermo ha avuto poche idee ma confuse. A spirugghiare una matassa che si andava intricando sempre di più ci ha pensato quel gran Jacopo di un Segre che, con un frigorifero da fuori area, portava in avanti i rosanero. Da lì in poi il temutissimo marmo di Carrara diventava sabbia fine fine fine e i rosanero potevano giocare sul velluto. Quando già si pregustava un ottimo thè caldo da bere negli spogliatoi ecco l’invenzione della serata: Palumbo si traveste da Bierhoff e, fischiettando “Non sono una signora” di Loredana Bertè, con un volo a planare insacca di testa un cross di un Segre versione XXL. Fischio di Mario Perri (che abbiamo scoperto non essere imparentato con la ben più famosa Katy): perriposare un quarto d’ora.

POHANPALO E UNO, POHJANPALO E DUE, POHJANPALO E TRE: AGGIUDICATO!

Ricchi premi e cotillon nella seconda frazione. Il Palermo segna subito e arrotonda altre due volte verso la fine del match (di Pohjanpalo-bum-bum-bum le tre reti). Ma, per come è andata la ripresa, di gol avrebbe potuto segnarne altri ventotto con quasi tutti i calciatori alternatisi sul terreno di gioco, con il dottore Matracia, con Pasquale il magazziniere e con l’avvocato Galassi. Dopo una bella cena con il ferrarista Leclerc a base di musso all’insalata, stigghiola e champagne, ovviamente. Ospiti non pervenuti, Joronen mai impensierito. Insomma, una serata perfetta per i 20.000 presenti allo stadio. I 10.000 mancanti rispetto alle precedenti uscite avranno avuto le loro ragioni per non esserci e, solitamente, le scuse più addotte sono l’orario, il maltempo, un’improvvisa febbre a 36,2 e la paura di un possibilissimo attacco alieno.

Noi, però, la conosciamo la verità più intima, si chiama risultatismo. Dai, che, se i ragazzi torneranno da Empoli con tre punti in più in classifica, il Barbera tornerà ad essere un sambodromo che in confronto quello di Rio de Janeiro è un ritrovo della pro-loco per ottuagenari giocatori di briscola.

LE PAGELLE

Joronen s.v. Talmente schiffarato che nel corso dei novanta minuti ha il tempo di finire quattro libri libri di Agatha Christie diventando più esperto di Angela Lansbury de “La signora in giallo”.

Bereszynski 7. Il “mur polski różowo-czarny”. Concreto e bello da vedere anche quando si sgancia. Titolarissimo.

Bani 7. Difende ed imposta con la prepotenza del leader e sempre a testa altissima. Santa Rosalia, proteggi il nostro Banienbauer.

Dal 83° Peda s.v.

Ceccaroni 7. C’è poco da difendere: il Palermo la sblocca grazie ad un suo inserimento. Bella Cecca!

Dal 60° Veroli 6. Di stima, perché la Carrarese non si vede mai.

Pierozzi 6,5. Nel primo tempo ha il freno a mano appizzato. Nella ripresa scioglie le trecce ai cavalli, firma due assist e scorribanda sulla fascia da buon pendolino.

Ranocchia 6,5. Concreto, svelto di testa e di gambe. Apre il gioco a fisarmonica come Astor Piazzolla e cuce i reparti come un sarto d’alta moda.

Segre 8. Un gol, un assist e tanta, tantissima corsa con e senza palla. Esce prima del novantesimo per fare il tagliando dei 10.000 chilometri.

Dal 83° Brunori s.v.

Palumbo 7. Dopo quattordici giornate, sprazzi del calciatore che avremmo voluto vedere fin da subito. Lanci, verticalizzazioni, conclusioni, idee. Il gol è una ciliegiona sulla sfincia.

Dal 60° Giovane 6,5. Entra in campo con tanto voglia e si vede.

Augello 6. Politico. Non riesce praticamente mai ad innescare il cross mancino nonostante il tanto spazio a disposizione ed avversari tutt’altro che irreprensibili. Advenient tempora meliora.

Le Douaron 5,5. Trentatrè minuti alla ricerca della posizione giusta, per il “fantasma di Brest”. Praticamente un bignami del Kamasutra, ma con la “r” moscia. Esce prestissimo per una botta in testa.

Dal 33° Vasic 7,5. Signori, è ufficiale: il Palermo ha un nuovo calciatore in rosa. Quello che finora era stato per lo più un oggetto misterioso adesso è diventato un giocatore in grado di catalizzare palloni, aggredire, tentare la conclusione e chi più ne ha, più ne metta.

Pohjanpalo 9. Passa il primo tempo ad apparecchiare per gli altri ed il secondo a divorare qualsiasi cosa passi per i suoi piedoni santi. Fosse per lui giocherebbe altri sei giorni di fila per arrotondare ancora il suo bottino. Terno secco sulla ruota di Helsinki.

Inzaghi 6. Soltanto a fine stagione scopriremo se queste scorpacciate casalinghe saranno servite a fini superiori. Fino ad allora, come faceva il buon Alessandro Manzoni, ci toccherà interrogarci con il più annoso dei dilemmi: “Fu vera gloria? Ai posteri l’ardua sentenza.”

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