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	<title>violenza di genere Archivi - Quotidiano di Palermo</title>
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	<description>Qdp - Giornale di informazione: una finestra su Palermo</description>
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	<title>violenza di genere Archivi - Quotidiano di Palermo</title>
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	<item>
		<title>Catania, 30enne tenta di strangolare la propria compagna: salvata dalla videochiamata</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mattia Terminelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jul 2026 07:01:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal resto della Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[arresti]]></category>
		<category><![CDATA[violenza di genere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'allarme lanciato dalle testimoni connesse in videochiamata. Il trentenne, con precedenti per stalking e violenze, è finito in carcere.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><br>Tenta di strangolare la propria compagna; a salvarle la vita l&#8217;intervento delle amiche che stavano assistendo alla scena in <strong>videochiamata</strong>. La Polizia di Stato di Catania ha <strong>fermato con l&#8217;accusa di tentato omicidio un trentenne</strong>, ritenuto responsabile di aver aggredito selvaggiamente e tentato di strangolare la compagna nell&#8217;abitazione della donna. Solo pochi mesi fa, <strong>il padre del fermato era stato arrestato</strong> per aver accoltellato in strada l&#8217;ex moglie subito dopo essere tornato in libertà.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;aggressione durante la diretta</h2>



<p>La vittima si trovava in casa ed era connessa su una piattaforma social con alcune amiche quando il trentenne fa irruzione nella stanza. L&#8217;uomo le intima di <strong>interrompere la conversazione</strong> e di consegnargli immediatamente lo smartphone. Al rifiuto della donna scoppia una violenta lite, culminata in esplicite minacce di morte. </p>



<p>Dallo schermo, le amiche assistono impotenti ai primi istanti dell&#8217;aggressione: la chiamata si interrompe bruscamente, segnata dalle <strong>urla della vittima</strong>. Dopo diversi tentativi a vuoto di ricontattarla, le testimoni chiamano il numero unico di emergenza per far intervenire le forze dell&#8217;ordine.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;irruzione in casa e l&#8217;intervento d&#8217;urgenza</h2>



<p>Giunti sul posto, gli agenti della Squadra Volanti suonano ripetutamente al citofono senza ottenere risposta. Si rende così necessario l&#8217;intervento dei <strong>Vigili del Fuoco per forzare l&#8217;ingresso</strong>. Una volta dentro, i poliziotti si trovano davanti a una scena di devastazione: mobili distrutti, oggetti frantumati e <strong>tracce di sangue</strong> in diverse stanze. In camera da letto trovano l&#8217;uomo che <strong>finge di dormire</strong>, mentre la donna giace in stato di choc, con il volto tumefatto ed evidenti lesioni sul corpo.</p>



<p>Trasportata d&#8217;urgenza in ambulanza al Pronto Soccorso, la vittima presenta <strong>i segni di un tentato strangolamento</strong>, un grave trauma cranico con emorragia cerebrale e la frattura delle ossa nasali. Le sue condizioni sono apparse inizialmente molto critiche; soltanto dopo diverse ore di monitoraggio i medici hanno potuto sciogliere la prognosi, pur disponendone il ricovero a causa della gravità dei traumi subiti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I precedenti dell&#8217;uomo</h2>



<p>Dalle testimonianze raccolte è emerso che l&#8217;indagato, senza fissa dimora, manifestava da tempo una <strong>gelosia ossessiva</strong> verso la compagna, con cui aveva una relazione da circa un anno. Un comportamento che già lo scorso febbraio aveva richiesto un intervento della Polizia per un analogo episodio di violenza domestica.</p>



<p>Il trentenne non è nuovo a reati di questo genere: nel 2023 era già stato raggiunto da un <strong>ammonimento del Questore</strong> per maltrattamenti e violenze nei confronti dell&#8217;ex moglie, e altre aggressioni sarebbero state denunciate nel tempo da diverse ex compagne. </p>



<p>Alla luce del quadro probatorio raccolto dalla Polizia Scientifica e del concreto <strong>pericolo di fuga</strong>, la Procura di Catania ha disposto il fermo dell&#8217;uomo. Al termine dell&#8217;interrogatorio di garanzia, il Giudice per le indagini preliminari ha convalidato il provvedimento, disponendo il <strong>trasferimento in carcere</strong> con l&#8217;applicazione della custodia cautelare.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Palermo, violenza sessuale dopo il concerto di Radio Italia: arrestato 31enne</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/palermo-violenza-sessuale-dopo-il-concerto-di-radio-italia-arrestato-un-gambiano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2026 09:49:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Concerti]]></category>
		<category><![CDATA[Foro Italico]]></category>
		<category><![CDATA[violenza di genere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una serata di festa si trasforma in incubo per una giovane agrigentina, soccorsa in stato di shock</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Una notte di musica e spensieratezza si è trasformata in un incubo di violenza e terrore nel a Palermo. Una donna di trent&#8217;anni, originaria della provincia di Agrigento, ha denunciato di essere stata vittima di una <strong>brutale aggressione sessuale</strong> nella zona della Cala. L&#8217;episodio si è consumato dopo la conclusione del <strong>concertone di Radio Italia</strong>, l&#8217;evento musicale che aveva richiamato migliaia di persone al Foro Italico e per il quale la giovane era arrivata in città.</p>



<p>I fatti si sarebbero verificati intorno alle cinque del mattino. La trentenne è stata avvicinata da un uomo di trentun anni, <strong>originario del Gambia</strong>. Quello che inizialmente sembrava un approccio molesto è degenerato rapidamente in un&#8217;insistenza asfissiante e violenta. L&#8217;uomo avrebbe iniziato a importunare la vittima in modo sempre più invadente, costringendola a vivere momenti di puro terrore.</p>



<p>La reazione della donna, che ha trovato la forza di urlare con tutte le sue energie, è stata decisiva per interrompere l&#8217;azione dell&#8217;aggressore e metterlo in fuga. Rimasta sola e sotto shock, la vittima è riuscita immediatamente ad allertare i soccorsi, fornendo alle forze dell&#8217;ordine una descrizione dettagliata e precisa delle sembianze e dei vestiti dell&#8217;uomo che l&#8217;aveva assalita.</p>



<p>Gli agenti della Polizia di Stato, pattugliando la zona della segnalazione, sono riusciti a intercettare e bloccare il trentunenne a brevissima distanza dal luogo dell&#8217;aggressione. L&#8217;uomo è stato ammanettato e condotto in questura.</p>



<p>La giovane agrigentina è stata soccorsa dal personale sanitario del 118 e trasportata al Policlinico di Palermo. Presso la struttura ospedaliera sono state immediatamente attivate le procedure del &#8220;codice rosa&#8221;, il percorso protetto dedicato alle vittime di violenza. Il racconto della donna è ora al vaglio magistrati, che coordinano le indagini per ricostruire l&#8217;esatta dinamica della vicenda. L&#8217;indagato, in attesa di ulteriori riscontri e della convalida del fermo, è stato trasferito nel carcere Pagliarelli su disposizione del pubblico ministero di turno.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Zisa, il 29 giugno l&#8217;incontro AIGA sulla nuova Direttiva vittime dell&#8217;UE</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/zisa-il-29-giugno-lincontro-aiga-sulla-nuova-direttiva-vittime-dellue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Jun 2026 13:02:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi e Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[violenza di genere]]></category>
		<category><![CDATA[Zisa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://quotidianodipalermo.it/?p=58481</guid>

					<description><![CDATA[<p>È stata approvata il 21 maggio scorso </p>
<p>L'articolo <a href="https://quotidianodipalermo.it/zisa-il-29-giugno-lincontro-aiga-sulla-nuova-direttiva-vittime-dellue/">Zisa, il 29 giugno l&#8217;incontro AIGA sulla nuova Direttiva vittime dell&#8217;UE</a> proviene da <a href="https://quotidianodipalermo.it">Quotidiano di Palermo</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>La recente approvazione dell&#8217;aggiornamento alla<strong> Direttiva europea sulle vittime</strong> di reato apre un nuovo confronto sul rafforzamento dei diritti, della protezione e dell&#8217;assistenza alle persone offese. Il tema sarà al centro dell&#8217;evento formativo organizzato dall&#8217;<strong>Associazione Italiana Giovani Avvocati (AIGA) di Palermo,</strong> in programma il 29 giugno alle ore 17 presso i <strong>Cantieri Culturali </strong>alla <strong>Zisa di Palermo</strong>.</p>



<p>L&#8217;incontro, dedicato alle nuove prospettive introdotte dalla <strong>Direttiva Vittime dell&#8217;Unione Europea</strong>, sarà moderato dall&#8217;<strong>avvocato Riccardo Vinciguerra </strong>e vedrà la partecipazione degli avvocati A<strong>ntonino Musacchia, Giulia Calandra e Giovanni Norrito</strong>, della dottoressa <strong>Caterina Altamare</strong>, del giornalista <strong>Francesco Lepore</strong> e del fotografo <strong>Giuseppe Mazzola</strong>. </p>



<p>L&#8217;appuntamento rappresenta un momento di approfondimento e formazione sulle modifiche normative europee, con particolare attenzione alla tutela delle persone vittime di reati d&#8217;odio e all&#8217;ampliamento delle garanzie riconosciute ai soggetti più vulnerabili.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2026/06/Direttiva-Vittime-724x1024.jpeg" alt="incontro direttiva vittime" class="wp-image-58488" srcset="https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2026/06/Direttiva-Vittime-724x1024.jpeg 724w, https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2026/06/Direttiva-Vittime-212x300.jpeg 212w, https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2026/06/Direttiva-Vittime-768x1086.jpeg 768w, https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2026/06/Direttiva-Vittime-1086x1536.jpeg 1086w, https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2026/06/Direttiva-Vittime-150x212.jpeg 150w, https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2026/06/Direttiva-Vittime-300x424.jpeg 300w, https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2026/06/Direttiva-Vittime-696x985.jpeg 696w, https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2026/06/Direttiva-Vittime-1068x1511.jpeg 1068w, https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2026/06/Direttiva-Vittime.jpeg 1131w" sizes="(max-width: 724px) 100vw, 724px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La direttiva</strong></h2>



<p>Il 21 maggio 2026 <strong>l&#8217;Unione Europea</strong> ha adottato la cosiddetta <strong>&#8220;Direttiva Vittime&#8221;</strong>, introducendo un nuovo standard minimo comune per la tutela, l&#8217;assistenza e il riconoscimento dei diritti delle vittime di reato. L&#8217;obiettivo consiste nel garantire maggiore rispetto, protezione dalla vittimizzazione secondaria e informazioni chiare sui diritti disponibili, così da assicurare un livello di tutela uniforme in tutti gli <strong>Stati </strong>membri.</p>



<p>La direttiva nasce dalla necessità di ridurre le profonde differenze che caratterizzano i sistemi giuridici nazionali. Nei diversi<strong> Paesi europei</strong>, infatti, le vittime non ricevono sempre le stesse garanzie, soprattutto nei casi di violenza sessuale e di reati motivati dall&#8217;odio, spesso legati a discriminazioni fondate sul genere, sull&#8217;orientamento sessuale, sull&#8217;etnia o su altre condizioni personali.</p>



<p>Con questo intervento normativo, l&#8217;<strong>Unione Europea</strong> rafforza il sistema di protezione delle persone più vulnerabili e promuove una cultura fondata sul rispetto dei diritti fondamentali. Il provvedimento si inserisce in un percorso già avviato dagli ordinamenti nazionali, compreso quello italiano, che negli ultimi decenni hanno ampliato progressivamente gli strumenti di tutela delle vittime. L&#8217;approvazione della direttiva assume un significato ancora più rilevante perché arriva alla vigilia del mese di giugno, periodo ricco di ricorrenze dedicate ai diritti civili e all&#8217;inclusione.</p>



<p>Il 2 giugno, infatti, <strong>l&#8217;Italia </strong>celebra la nascita della <strong>Repubblica </strong>e ricorda anche una delle più importanti conquiste democratiche del <strong>Paese</strong>: il suffragio universale. Per la prima volta, le donne poterono partecipare pienamente alla vita politica attraverso il voto, contribuendo in modo determinante alla costruzione della democrazia italiana.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il Pride Month</strong></h2>



<p>Giugno coincide anche con il <strong>Pride Month</strong>, dedicato alla promozione dei diritti della comunità <strong>LGBTQIA</strong>+<strong>. </strong>La ricorrenza trae origine dai moti di <strong>Stonewall</strong>, esplosi nella notte tra il 28 e il 29 giugno 1969 a <strong>New York</strong>, quando numerose persone <strong>LGBT </strong>reagirono alle continue discriminazioni e agli abusi delle autorità. Da quella protesta nacque un movimento internazionale che continua ancora oggi a rivendicare uguaglianza, dignità e pieno riconoscimento dei diritti civili.</p>



<p>In questo contesto, la nuova <strong>Direttiva Vittime</strong> rappresenta un ulteriore passo verso una società più inclusiva. Nella quale ogni persona possa accedere alla giustizia senza subire discriminazioni e possa contare su strumenti concreti di sostegno e protezione.</p>



<p>L&#8217;iniziativa dedicata a questi temi non si limita a un momento formativo. Gli organizzatori vogliono creare un&#8217;occasione di confronto aperto, capace di coinvolgere un pubblico ampio e di favorire una riflessione condivisa sul valore dei diritti, della cittadinanza e dell&#8217;uguaglianza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://quotidianodipalermo.it/zisa-il-29-giugno-lincontro-aiga-sulla-nuova-direttiva-vittime-dellue/">Zisa, il 29 giugno l&#8217;incontro AIGA sulla nuova Direttiva vittime dell&#8217;UE</a> proviene da <a href="https://quotidianodipalermo.it">Quotidiano di Palermo</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Morte alle donne&#8221; sui muri di Palermo: «Le donne non sono bersagli»</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/morte-alle-donne-sui-muri-di-palermo-le-donne-non-sono-bersagli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Padellaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 08:17:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[L'opinione]]></category>
		<category><![CDATA[Atto vandalico]]></category>
		<category><![CDATA[violenza di genere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questo messaggio è un chiaro ritorno vecchie concezioni che vorrebbero limitare l'autonomia e la libertà delle donne</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>&#8220;Morte alle donne&#8221;&#8230;è questa la terribile scritta comparsa a <strong>Palermo</strong>, in viale <strong>Croce Rossa</strong>. A denunciare l&#8217;accaduto è la<strong> Sinistra Italiana Palermo</strong> con un post sulla pagina <strong>Facebook</strong>.</p>



<p>«Non è una bravata e non può essere liquidata come una semplice provocazione. È il segnale di un clima culturale sempre più preoccupante, nel quale l&#8217;odio verso le donne trova spazio nel dibattito pubblico, la violenza viene spesso ridimensionata e persino il concetto di femminicidio viene continuamente contestato» scrivono.</p>



<p>Questo messaggio sembra un chiaro ritorno a vecchie concezioni che vorrebbero limitare l&#8217;autonomia e la libertà delle donne. C&#8217;è chi vive l&#8217;emancipazione femminile come una minaccia, chi mette in discussione conquiste che sembravano ormai acquisite e chi utilizza l&#8217;odio e la contrapposizione per alimentare consenso.</p>



<p>«Non basta cancellare una scritta da un muro. Bisogna cancellare l&#8217;idea che le donne siano bersagli, che i loro diritti siano negoziabili, che la loro libertà possa essere messa sotto processo &#8211; continua la <strong>Sinistra Italiana Palermo</strong> -. La lotta contro la violenza maschile sulle donne non è una battaglia identitaria né una moda culturale. È una battaglia di civiltà, di democrazia e di libertà».</p>



<p>Scritte come questa dimostrano come la violenza maschile sulle donne sia un tema ancora attuale, che riguarda tutti. Una società che accetta questo tipo d violenza non è libera, non è una società equa e giusta per tutti. È questo ciò che vogliamo lasciare alle generazioni future?</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Una Pensilina Rossa 1522 per Rita Borsellino a Venegono Superiore</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/una-pensilina-rossa-1522-per-rita-borsellino-venegono-superiore-tra-memoria-e-antiviolenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia Terminelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jun 2026 15:38:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia e Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Mafia]]></category>
		<category><![CDATA[Stalking]]></category>
		<category><![CDATA[violenza di genere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il comune del varesotto ha preso parte al progetto ideato a Palermo da Emilio Corrao</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Giovedì 4 giugno 2026, alle ore 11.00, a Venegono Superiore, in provincia di Varese, è stata inaugurata la <strong>Pensilina Rossa 1522</strong>, dedicata alla memoria di <strong>Rita</strong> <strong>Borsellino</strong>.</p>



<p>Il progetto è stato fondato da Emilio Corrao, genero della sorella del magistrato ucciso dalla mafia nel 1992. Le prime pensiline sono state introdotte a Palermo nel 2024 ed ognuna di esse è dedicata ad una donna ricordata per l&#8217;impegno sociale e civile.</p>



<p>Il numero 1522, apposto sulla fermata, è il numero nazionale gratuito contro la violenza di genere e lo stalking.</p>



<p>&#8220;La Pensilina Rossa 1522 nasce a Palermo e, a differenza della panchina rossa, non è rosso sangue. Ma è rosso passione della vita. Non è un luogo dove non bisogna sedersi perché dobbiamo ricordarci che è venuta a mancare una donna. E&#8217; un luogo per incontrarsi&#8221;, ha dichiarato Emilio Corrao.</p>



<p>Al progetto hanno partecipato gli <strong>studenti dell&#8217;Istituto Comprensivo Statale Marconi della cittadina nel varesotto.</strong></p>



<p>&#8220;Un progetto educativo che insegna cultura del rispetto, empatia. I ragazzi sono sicuramente più consapevoli rispetto all&#8217;inizio dell&#8217;anno. Sanno cosa vuol dire violenza di genere, lotta alle mafie&#8221;, dichiara <strong>Stefania Barraco</strong>, referente progetto CCDR.</p>



<p></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Regione Siciliana, rafforzato reddito di libertà per donne vittime di violenza</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/regione-siciliana-rafforzato-reddito-di-liberta-per-donne-vittime-di-violenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Com. stampa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 14:06:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Regione siciliana]]></category>
		<category><![CDATA[violenza di genere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Incremento del 50% rispetto al 2025. Le domande potranno essere presentate dai Comuni dal 30 giugno al 31 luglio 2026</p>
<p>L'articolo <a href="https://quotidianodipalermo.it/regione-siciliana-rafforzato-reddito-di-liberta-per-donne-vittime-di-violenza/">Regione Siciliana, rafforzato reddito di libertà per donne vittime di violenza</a> proviene da <a href="https://quotidianodipalermo.it">Quotidiano di Palermo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il Dipartimento della famiglia e delle politiche sociali della Regione Siciliana ha approvato il nuovo finanziamento per le <strong>donne vittime di violenza per l&#8217;anno 2026</strong>.</p>



<p><strong>Maggiori risorse e contributi più elevati</strong> per ricostruire la propria indipendenza economica e personale. Il nuovo avviso sul reddito di libertà presenta quest&#8217;anno alcune novità importanti: la principale riguarda proprio il rafforzamento della misura, con il contributo massimo concedibile per progetto che passa da 10 mila a 15 mila euro, con un incremento del 50 per cento rispetto al 2025. Cresce in maniera significativa anche la disponibilità complessiva delle risorse, che da 236 mila passano a oltre 600 mila euro.</p>



<p>«Con l&#8217;avviso pubblicato &#8211; dichiara l&#8217;assessore <strong>Nuccia Albano</strong> &#8211; abbiamo scelto di rafforzare il reddito di libertà, aumentando sia le risorse disponibili sia il contributo massimo destinato alle beneficiarie. Vogliamo offrire un sostegno concreto alle donne che hanno intrapreso un percorso di uscita dalla violenza, affinché nessuna sia costretta a rinunciare alla propria libertà per motivi economici. L&#8217;autonomia economica rappresenta uno dei passaggi fondamentali per consentire alle donne di costruire un nuovo progetto di vita per sé e per i propri figli».</p>



<p>L&#8217;intervento regionale si rivolge in particolare alle donne già prese in carico dai Centri antiviolenza o dalle strutture di accoglienza a indirizzo segreto, residenti in Sicilia e in condizioni di fragilità economica e che non beneficiano del reddito di libertà nazionale erogato dall&#8217;Inps, contribuendo così a dare una risposta alle richieste rimaste escluse dal finanziamento statale. I progetti personalizzati potranno sostenere spese per l&#8217;autonomia abitativa e lavorativa, il pagamento dei canoni di locazione, l&#8217;acquisto di attrezzature per l&#8217;avvio di attività professionali, percorsi formativi, utenze, servizi e iniziative finalizzate all&#8217;inserimento lavorativo e al reinserimento sociale. Sono inoltre ammissibili interventi a favore dei figli minori o con disabilità, nell&#8217;ambito del loro percorso scolastico e formativo.</p>



<p>Le domande potranno essere presentate dai Comuni siciliani, in collaborazione con i Centri antiviolenza e le strutture di accoglienza accreditate, dal prossimo 30&nbsp;giugno&nbsp;al 31 luglio. Le richieste saranno finanziate secondo l&#8217;ordine cronologico di arrivo fino all&#8217;esaurimento delle risorse disponibili.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Per maggiori informazioni, consultare <a href="https://urlsand.esvalabs.com/?u=https%3A%2F%2Fwww.regione.sicilia.it%2Fla-regione-informa%2Favviso-pubblico-sportello-finanziamento-r-d-l-destinare-alle-donne-vittime-violenza&amp;e=a39aa7eb&amp;h=8d089604&amp;f=y&amp;p=y&amp;m=4gVjFF4DPXzQk1j" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>l&#8217;avviso</strong></a> sul sito della Regione Sicilia.</h2>
<p>L'articolo <a href="https://quotidianodipalermo.it/regione-siciliana-rafforzato-reddito-di-liberta-per-donne-vittime-di-violenza/">Regione Siciliana, rafforzato reddito di libertà per donne vittime di violenza</a> proviene da <a href="https://quotidianodipalermo.it">Quotidiano di Palermo</a>.</p>
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		<title>Palermo, finge violenze per lasciare il marito: ora rischia il processo</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/finge-violenze-per-lasciare-marito-ora-rischia-processo-palermo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Padellaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 08:33:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Città di Palermo]]></category>
		<category><![CDATA[violenza di genere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Revocate le misure cautelari disposte nei confronti del marito</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>La denuncia, secondo gli inquirenti, era falsa.<strong> Minacce e violenze non ci sarebbero mai state</strong>. Dopo mesi di indagini, il giudice ha revocato la misura cautelare nei confronti del marito. Ora la donna rischia una incriminazione per calunnia.</p>



<p>La vicenda inizia lo scorso ottobre. La donna si presenta al commissariato<strong> Zisa-Borgo Nuovo</strong> e racconta una storia di violenza domestica. Dice di subire insulti continui e pressioni dal marito, dal quale si sta separando. “Non riesco a liberarmene”, racconta agli agenti. <strong>Spiega di sentirsi costretta a restare con lui per poter stare con il figlio</strong>. Dice anche di avere paura e di voler proteggere il bambino.</p>



<p>La sua versione appare credibile. Il <strong>Giudice per le Indagini Preliminari Carmen Salustro</strong> dispone il divieto di avvicinamento per l’uomo. Scatta anche l’obbligo del braccialetto elettronico. Madre e figlio vengono trasferiti in una comunità protetta. L’avvocato dell’uomo,<strong> Mariangela Cicero</strong>, avvia indagini difensive dove emergono elementi che cambiano il quadro. I due coniugi infatti continuano a sentirsi anche dopo la misura cautelare.</p>



<p>Un audio del figlio introduce nuovi dubbi. I<strong>l bambino racconta che la madre si sarebbe procurata da sola alcune ferite</strong>. L’obiettivo, secondo il racconto, era accusare il padre. Arriva anche la relazione della responsabile della comunità. Gli operatori raccolgono la confessione della donna che ammette di aver denunciato il falso per allontanarsi dal marito.</p>



<p>La donna parla di una situazione familiare difficile e descrive la presenza dei suoceri come assillante. Dice di aver scelto la denuncia come <strong>soluzione più rapida per chiudere il matrimonio</strong>. Riferisce anche dell’ultima lite. In quella occasione, sostiene, il marito le avrebbe fatto battere la testa contro il muro <strong>in modo involontario</strong>, mentre cercava di prenderle il telefono.</p>



<p>Il <strong>pubblico ministero Eleonora Vinciguerr</strong>a valuta gli atti. Secondo la <strong>Procura</strong>, gli elementi raccolti mettono in dubbio credibilità e attendibilità della denunciante. Parte così la richiesta di revoca della misura cautelare accolta dal giudice <strong>Carmen Salustro</strong>.</p>



<p>“Le indagini difensive hanno fatto emergere elementi che hanno inciso in modo decisivo”, spiega l’avvocato <strong>Cicero</strong>. “La misura cautelare aveva comportato un lungo e doloroso allontanamento di un padre dal proprio figlio minore”. Il legale invita a una riflessione e ricorda che <strong>gli strumenti contro la violenza sulle donne restano fondamentali</strong>. Sottolinea però che <strong>nessuno deve usarli in modo improprio</strong>. “È inaccettabile strumentalizzare queste tutele”, conclude.</p>
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		<title>Atti persecutori e maltrattamenti contro l&#8217;ex compagna: arrestato 41enne nel Messinese</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/messina-arrestato-atti-persecutori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Padellaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Feb 2026 11:48:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal resto della Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[Messina]]></category>
		<category><![CDATA[violenza di genere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>35enne picchiata e segregata dall'ex compagno che non accettava la fine della relazione</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Un uomo di 41 anni è stato fermato a <strong>Giardini Naxos</strong>, nel Messinese, dai <strong>Carabinieri della compagnia di Taormina</strong>. L&#8217;uomo è accusato di aver segregato in casa l&#8217;ex fidanzata per ore, sottraendole il cellulare, di averla picchiata brutalmente con calci, pugni e morsi, tentando perfino di strangolarla e di scaraventarla dalla tromba delle scale. </p>



<p>Il provvedimento è stato eseguito su disposizione della<strong> Procura della Repubblica di Messina</strong>, che contesta all&#8217;indagato i reati di tentato femminicidio, atti persecutori, maltrattamenti, sequestro di persona e accesso abusivo a sistema informatico o telematico.</p>



<p>L&#8217;episodio risalirebbe alla notte tra il 21 e il 22 febbraio. A far scattare l&#8217;allarme sono stati i genitori della vittima, una donna di 35 anni, che hanno contattato il <strong>112</strong> segnalando che la figlia era stata violentemente percossa e trattenuta contro la sua volontà dall&#8217;ex convivente.</p>



<p>Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l&#8217;uomo avrebbe agito spinto dalla volontà di imporre la prosecuzione di un rapporto sentimentale ormai concluso per decisione della donna. La 35enne sarebbe stata rinchiusa in casa per diverse ore, privata della possibilità di allontanarsi e ripetutamente colpita con calci, pugni e morsi. Le violenze avrebbero generato un concreto pericolo di vita. Tra le accuse, anche il tentativo di strangolamento e quello di spingerla nella tromba delle scale.</p>



<p>Gli approfondimenti investigativi avrebbero inoltre evidenziato come, già a partire dal settembre 2025, il 41enne non avesse accettato la fine della relazione, dando inizio a una <strong>escalation di comportamenti persecutori</strong>, violenze fisiche e vessazioni psicologiche culminate nell&#8217;ultima aggressione.</p>



<p>Tra i reati contestati figura il delitto di tentato femminicidio, i delitti di atti persecutori e di maltrattamenti, sequestro di persona e anche l&#8217;accesso abusivo a sistema informatico. Infatti l&#8217;uomo avrebbe sottratto con violenza il cellulare della ex compagna per controllarne messaggi, dati e contenuti personali, alla ricerca di presunte prove di un nuovo legame sentimentale.</p>



<p>Il <strong>GIP di Messina</strong> ha convalidato il fermo, disponendo nei confronti dell’uomo la custodia cautelare in carcere. Le indagini proseguono per chiarire ogni ulteriore dettaglio della vicenda.  </p>
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		<title>Misilmeri, violenza domestica e aggressione ai carabinieri: in manette un 42enne</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/violenza-domestica-arrestato-42enne/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Padellaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Feb 2026 11:29:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Misilmeri]]></category>
		<category><![CDATA[violenza di genere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sequestrate due pistole a salve</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Arrestato un 42enne dai<strong> Carabinieri </strong>della stazione di Misilmeri con il supporto dei militari della <strong>Sezione Radiomobile</strong>, per violenza sui familiari e aggressione ai danni dei pubblici ufficiali.</p>



<p>L&#8217;uomo, un <strong>pregiudicato</strong>, è stato intercettato dai militari mentre rientrava nella sua abitazione, poco dopo una violenta aggressione contro la convivente. Sia la donna che i figli mostravano segni di <strong>violenza e percosse</strong>. Il 42enne, in evidente stato psicofisico alterato, ha aggredito nuovamente la compagna in presenza dei Carabinieri, arrivando a scagliare oggetti anche contro i militari che erano intervenuti in difesa della vittima.</p>



<p>La situazione è degenerata quando l&#8217;uomo ha tirato fuori una <strong>pistola</strong>, successivamente risultata a salve, puntandola contro la donna e le forze dell&#8217;ordine. Gli operanti hanno prontamente disarmato e immobilizzato l&#8217;uomo. La perquisizione ha permesso di sequestrare un&#8217;altra pistola a salve priva del tappo rosso, come quella utilizzata dall&#8217;uomo poco prima.</p>



<p>Le gravi ferite riportate dalle vittime hanno reso necessaria l&#8217;attivazione immediata delle procedure previste dal &#8220;<strong>Codice Rosso</strong>&#8220;. Il giudice del Tribunale di Termini Imerese ha convalidato l&#8217;arresto con il divieto di avvicinamento alla persona offesa e l&#8217;obbligo di dimora fissa nel comune di Palermo.</p>
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		<item>
		<title>Gela, violenze in famiglia e minacce armate: arrestato 46enne</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/gela-violenze-in-famiglia-e-minacce-armate-arrestato-46enne/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Jan 2026 07:35:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal resto della Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[Caltanissetta]]></category>
		<category><![CDATA[gela]]></category>
		<category><![CDATA[violenza di genere]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://quotidianodipalermo.it/?p=46539</guid>

					<description><![CDATA[<p>I carabinieri del comando provinciale di Caltanissetta hanno arrestato a Gela un pregiudicato di 46 anni con le accuse di violenza domestica e detenzione illegale di arma da fuoco. L’uomo è ritenuto responsabile di una lunga serie di maltrattamenti ai danni della moglie, culminati in una violenta aggressione durante la quale l’avrebbe colpita con calci [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>I carabinieri del comando provinciale di Caltanissetta hanno arrestato a Gela un <strong>pregiudicato di 46 anni </strong>con le accuse di violenza domestica e detenzione illegale di arma da fuoco. L’uomo è ritenuto responsabile di una lunga serie di <strong>maltrattamenti ai danni della moglie</strong>, culminati in una violenta aggressione durante la quale l’avrebbe colpita con calci e pugni, arrivando a minacciarla di morte.</p>



<p>Ai militari dell’Arma la donna ha raccontato di subire da anni violenze fisiche e psicologiche da parte del marito. Episodi che in più occasioni erano stati segnalati alle autorità, ma che la vittima aveva successivamente ritrattato per il <strong>timore di possibili ritorsioni</strong>. Una condizione di paura e soggezione che, secondo quanto emerso dalle indagini, avrebbe accompagnato la donna per lungo tempo.</p>



<p>Dopo l’ultima aggressione, la situazione è precipitata. Il 46enne avrebbe infatti inviato alla sorella della vittima <strong>la fotografia di una pistola</strong>, accompagnandola con esplicite <strong>minacce di morte</strong> rivolte all’intero nucleo familiare. Un gesto che ha fatto scattare immediatamente l’intervento dei carabinieri, preoccupati per il concreto pericolo di un’escalation di violenza.</p>



<p>I militari sono tornati nell’abitazione dell’uomo, dove lo hanno trovato mentre si apprestava probabilmente ad allontanarsi: con sé aveva un borsone contenente effetti personali e uno zaino. All’interno di quest’ultimo i carabinieri hanno rinvenuto <strong>una pistola</strong> semiautomatica calibro 7,65, illegalmente detenuta, con caricatore inserito e sette proiettili pronti all’uso, accuratamente occultata.</p>



<p>Alla luce dei gravi indizi raccolti, l’uomo è stato arrestato e, su disposizione della Procura di Gela che ha coordinato le indagini, condotto in carcere. Nelle ore successive il giudice per le indagini preliminari ha convalidato l’arresto, disponendo nei confronti dell’indagato la custodia cautelare in carcere.</p>
<p>L'articolo <a href="https://quotidianodipalermo.it/gela-violenze-in-famiglia-e-minacce-armate-arrestato-46enne/">Gela, violenze in famiglia e minacce armate: arrestato 46enne</a> proviene da <a href="https://quotidianodipalermo.it">Quotidiano di Palermo</a>.</p>
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