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	<title>Tribunale di Palermo Archivi - Quotidiano di Palermo</title>
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	<description>Qdp - Giornale di informazione: una finestra su Palermo</description>
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	<title>Tribunale di Palermo Archivi - Quotidiano di Palermo</title>
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		<title>Palermo, giro di auto rubate e ricambi: condannato a nove anni il capo banda</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/palermo-giro-auto-rubate-ricambi-condannato-nove-anni-capo-banda/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Padellaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 07:43:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[processi]]></category>
		<category><![CDATA[Settecannoli]]></category>
		<category><![CDATA[Tribunale di Palermo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quattro imputati assolti</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nove anni di carcere e 14 mila euro di multa per<strong> Giuseppe Beluto,</strong> 69 anni, al centro dell’inchiesta della <strong>polizia </strong>su un <strong>vasto giro di auto rubate e ricambi.</strong> La quinta sezione del<strong> Tribunale di Palermo, </strong>presieduta da <strong>Vittorio Alcamo</strong>, ha condannato l’uomo per riciclaggio e ricettazione al termine di un processo iniziato dopo l’operazione del 2017.</p>



<p>L’indagine aveva portato gli investigatori a sequestrare due magazzini, nei quali gli agenti avevano trovato automobili intere, vetture già smontate e numerosi componenti meccanici e di carrozzeria. Il valore complessivo della merce raggiungeva, secondo le stime dell’epoca, circa un milione di euro.</p>



<p>Gli accertamenti erano partiti da un deposito di via <strong>Macello</strong>, nella zona di <strong>Settecannoli</strong>, vicino a <strong>piazza Scaffa</strong>. Gli agenti del commissariato <strong>Libertà </strong>avevano effettuato alcuni appostamenti e poi controllato il magazzino. Nel locale avevano trovato parti di auto rubate, strumenti utilizzati per smontare le<strong> vetture, hashish e un collegamento abusivo alla rete elettrica</strong>. I poliziotti avevano quindi arrestato <strong>Beluto</strong>.</p>



<p>Le indagini avevano successivamente portato gli investigatori fino a un secondo deposito, più grande, in viale <strong>Regione Siciliana, nella zona di Tommaso Natale.</strong> Anche qui gli agenti avevano trovato diverse automobili, alcune ancora integre, oltre a numerosi pezzi di ricambio. Secondo la ricostruzione investigativa, <strong>Beluto </strong>e i suoi collaboratori avrebbero destinato parte dei componenti alla vendita anche fuori <strong>Palermo</strong>.</p>



<p>Nel corso dell’inchiesta la polizia aveva verificato anche l’<strong>eventuale presenza di interessi riconducibili a Cosa nostra nell’attività</strong>. Il processo, però, non ha fornito elementi a sostegno di questa ipotesi.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Salvatore Riella</strong></h2>



<p>Il collegio ha pronunciato anche un’altra condanna e quattro assoluzioni. <strong>Salvatore Riella</strong>, 39 anni, che lavorava nel deposito di <strong>viale Regione Siciliana,</strong> ha ricevuto una pena di due anni e otto mesi per ricettazione.</p>



<p>Il suo nome compare anche nel procedimento relativo a una presunta tentata estorsione. <strong>Francesco Paolo Giuliano</strong>, 37 anni, insieme ad altre due persone, avrebbe cercato di ottenere da <strong>Riella </strong>mille euro, sostenendo che la somma spettasse a <strong>Beluto</strong>. Il pm aveva chiesto per <strong>Giuliano</strong>, difeso dall’avvocato <strong>Filippo Sabbia</strong>, una condanna a otto anni e quattro mesi.</p>



<p>Durante il dibattimento, però, la deposizione di <strong>Riella </strong>ha ridimensionato la ricostruzione iniziale. Il dipendente ha raccontato che <strong>Giuliano </strong>e gli altri due uomini si erano presentati una prima volta nel deposito, senza aggredirlo, e avevano chiesto soltanto di parlare con <strong>Beluto</strong>.</p>



<p>Le minacce sarebbero arrivate in un secondo momento e da un&#8217;altra persona, che si sarebbe presentata da sola chiedendo il pagamento dei mille euro e minacciando il lavoratore. Il <strong>Tribunale </strong>non ha quindi ritenuto provata la partecipazione di <strong>Giuliano </strong>all&#8217;episodio e lo ha assolto perché non ha commesso il fatto.</p>



<p>Il collegio ha assolto anche <strong>Antonino Majorana,</strong> 28 anni, e <strong>Francesco Castiglia,</strong> 38 anni. Assoluzione con la formula «perché il fatto non sussiste» anche per <strong>Gaspare Calandrino</strong>, 54 anni, accusato di ricettazione. <strong>Calandrino </strong>aveva raggiunto il garage per cercare un cambio e un cruscotto, ma durante il processo non è emersa la prova che avesse acquistato o ricevuto i componenti.</p>
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		<item>
		<title>Ricorso in tribunale ai Me contro Te: «Bimbi spinti all&#8217;acquisto»</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/ricorso-tribunale-me-contro-te-bimbi-spinti-all-acquisto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Padellaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Sep 2026 07:05:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Tribunale di Palermo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’associazione chiede inoltre di modificare il sito e l’app entro 30 giorni</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Consumerismo No Profit </strong>ha presentato il 14 settembre un ricorso al <strong>Tribunale civile di Palermo contro Me Contro Te S.r.l.</strong>, già <strong>Pandacorno S.r.l.s., società legata ai creator Luigi Calagna e Sofia Scalia</strong>, conosciuti come <strong>Me Contro Te </strong>e seguiti da milioni di bambini. </p>



<p>L’associazione dei consumatori chiede al giudice di bloccare alcune pratiche commerciali che coinvolgerebbero il sito web e l’app ufficiale della coppia. Al centro della contestazione c’è la sezione «Negozio» presente sia sul sito mecontrote.it sia sull’app. </p>



<p><strong>Consumerismo </strong>sostiene che l’area commerciale si trovi all’interno di uno spazio pensato per l’intrattenimento di bambini e preadolescenti, senza una distinzione sufficientemente chiara tra i contenuti ludici e quelli destinati alla promozione di prodotti. L’associazione punta in particolare sulla dicitura «Vai allo shop!», che indirizza gli utenti verso uno <strong>storefront Amazon </strong>attraverso un link di affiliazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le contestazioni dell’associazione</h2>



<p><strong>Consumerismo </strong>aveva già segnalato le proprie perplessità <strong>all’Antitrust </strong>lo scorso 9 giugno e aveva chiesto anche di trasmettere gli aspetti relativi alla <strong>privacy al Garante.</strong> Dopo l’assenza di riscontri ha deciso di procedere davanti al <strong>Tribunale di Palermo</strong>.</p>



<p>Nel ricorso <strong>Consumerismo </strong>contesta tre profili principali. Il primo riguarda una presunta pratica commerciale aggressiva, legata all’invito diretto ai bambini ad acquistare prodotti. Il secondo riguarda una presunta pratica ingannevole per omissione. </p>



<p>Il sito e l’app non fornirebbero informazioni sufficientemente chiare sull’identità del venditore, sulla natura affiliata del collegamento, sulle condizioni di vendita, sulla garanzia, sul diritto di recesso e sull’assistenza. La terza contestazione riguarda invece la presunta pubblicità occulta. <strong>Consumerismo </strong>ritiene infatti che il sito e l’app non distinguano in modo adeguato l’intrattenimento dagli inviti all’acquisto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le richieste al Tribunale</h2>



<p>Con l’azione inibitoria, <strong>Consumerismo </strong>chiede al <strong>Tribunale di Palermo</strong> di accertare le violazioni indicate nel ricorso e di ordinare alla società di interrompere le pratiche contestate, impedendone anche la successiva reiterazione.</p>



<p>L’associazione chiede inoltre di modificare il sito e l’app entro 30 giorni. Tra le richieste figurano la rimozione della frase «Vai allo shop!» dagli ambienti dedicati all’intrattenimento, oppure l’introduzione di un filtro per l’accesso in base all’età.</p>



<p><strong>Consumerismo </strong>propone inoltre una separazione più evidente tra contenuti di intrattenimento e pubblicità, l’utilizzo di un’identità societaria uniforme nelle informative e un nuovo banner per i cookie che presenti le opzioni «Accetta» e «Rifiuta» con la stessa evidenza.</p>



<p>Tra le altre richieste compare anche la riscrittura delle informative con un linguaggio comprensibile ai bambini, insieme all’introduzione di un sistema per verificare l’età degli utenti e acquisire il consenso dei genitori.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Processo per corruzione a Elvira Amata, oggi la prima udienza a Palermo</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/processo-per-corruzione-elvira-amata-oggi-prima-udienza-palermo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Padellaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Sep 2026 07:39:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[processi]]></category>
		<category><![CDATA[Tribunale di Palermo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Avrebbe ricevuto alcuni favori dall’imprenditrice Cannariato</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Si apre questa mattina davanti alla terza sezione penale del <strong>Tribunale di Palermo</strong> il processo a carico di <strong>Elvira Amata</strong>, assessora regionale al Turismo e esponente di <strong>Fratelli d’Italia,</strong> accusata di corruzione.</p>



<p>Amata avrebbe ricevuto alcuni favori dall’imprenditrice <strong>Marcella Cannariato,</strong> legale rappresentante della <strong>A&amp;C Broker S.r.l.</strong> Tra questi, l’assunzione del nipote dell’assessora, <strong>Tommaso Paolucci, </strong>nella società, dal 26 settembre 2023 a marzo 2024.</p>



<p>La <strong>Procura</strong> contesta inoltre a <strong>Cannariato</strong> il pagamento delle spese sostenute dal giovane per il soggiorno nella struttura «<strong>Leone Suite B&amp;B</strong>». Il costo complessivo ammontava a 4.590,90 euro più Iva.</p>



<p>In cambio l’assessora avrebbe favorito l’assegnazione di un finanziamento pubblico da 30 mila euro alla manifestazione «<strong>XXIII ed. Donna, Economia e Potere», promossa dalla Fondazione Marisa Bellisario.</strong></p>



<p><strong>Cannariato</strong> ricopriva il ruolo di rappresentante regionale della fondazione. La vicenda giudiziaria coinvolge quindi anche l’imprenditrice, che nei mesi scorsi ha scelto<strong> il rito abbreviato</strong> e ha ricevuto una condanna a <strong>due anni e sei mesi</strong>.</p>



<p>Ora toccherà al processo davanti alla terza sezione penale del <strong>Tribunale di Palermo</strong> fare chiarezza sulle accuse e sui rapporti tra l’assessora <strong>Elvira Amata</strong>, l’imprenditrice e la manifestazione finanziata con fondi pubblici.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>L’ex giudice Silvana Saguto torna a casa: concessi i domiciliari</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/ex-giudice-silvana-saguto-torna-casa-concessi-domiciliari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Aug 2026 09:33:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[arresti]]></category>
		<category><![CDATA[Tribunale di Palermo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A determinare la misura hanno contribuito le sue condizioni di salute</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Silvana Saguto</strong> ha lasciato il carcere di Rebibbia e sconterà la pena ai domiciliari, almeno per il momento. L<strong>’ex presidente della sezione Misure di prevenzione del tribunale di Palermo</strong> ha ottenuto una detenzione domiciliare «provvisoria», in attesa che il<strong> tribunale di Sorveglianza</strong> torni a esaminare il suo caso.</p>



<p>A riportare la notizia è il <strong>Giornale di Sicilia</strong>. La vicenda nasce dal ricorso presentato dall’avvocato <strong>Ninni Reina dopo il no del tribunale di Sorveglianza di Roma</strong> alla richiesta di scontare la pena agli arresti domiciliari. Il legale si è rivolto alla <strong>Cassazione</strong>, che ha annullato la decisione dei magistrati romani e ha disposto un nuovo esame.</p>



<p>Ora il<strong> tribunale di Sorveglianza di Palerm</strong>o dovrà fissare una nuova udienza. Nel frattempo <strong>Saguto </strong>resterà nella propria abitazione. A determinare la misura hanno contribuito le sue condizioni di salute, considerate incompatibili con la permanenza in carcere, e l’età, visto che l’ex magistrato ha superato i 70 anni.</p>



<p><strong>Silvana Saguto, radiata dalla magistratura, si trovava detenuta dal 20 ottobre 2023</strong>. Quel giorno la <strong>Guardia di finanza</strong> l’aveva prelevata dalla clinica <strong>Villa Margherita di Palermo</strong>, dove si trovava ricoverata da circa tre settimane.</p>



<p>Intanto anche l’ex amministratore giudiziario <strong>Cappellano Seminara</strong> ha ottenuto un permesso di lavoro. Durante il giorno può quindi uscire dal carcere per svolgere la propria attività lavorativa, per poi rientrare in cella.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Mafia, condannato il fedelissimo di Bonura: 11 anni a Michele Spataro</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/mafia-condannato-fedelissimo-bonura-11-anni-michele-spataro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 13:50:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Mafia]]></category>
		<category><![CDATA[Tribunale di Palermo]]></category>
		<category><![CDATA[Uditore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p> Assolti invece Sansone e Pace </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Undici anni, cinque mesi e dieci giorni di carcere, è la condanna inflitta dalla<strong> quarta sezione del tribunale di Palermo</strong> a <strong>Michele Spataro</strong>. Ritenuto dagli investigatori il principale collaboratore di <strong>Franco Bonura</strong>, storico boss della <strong>Mafia </strong>dell’Uditore.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Sansone e Pace</strong></h2>



<p>Il collegio presieduto da <strong>Wilma Mazzara</strong>, con le giudici <strong>Elisabetta Villa e Patty Fiocco</strong>, ha invece assolto <strong>Roberto Sansone</strong> e l’architetto <strong>Mauro Pace</strong> dall’accusa di estorsione. <strong>Sansone</strong>, figlio del costruttore Giuseppe “Pino” Sansone, e <strong>Pace </strong>avevano scelto il rito abbreviato e sono stati assistiti dagli avvocati <strong>Domenico La Blasca e Tommaso De Lisi</strong>.</p>



<p>Il procedimento nei loro confronti si è svolto sulla base degli atti già raccolti dalla <strong>Procura</strong>. Inizialmente il giudice dell’udienza preliminare aveva negato l’accesso al rito alternativo, ma il tribunale ha accolto la richiesta e ha consentito anche l’audizione dell’imprenditore che aveva denunciato la presunta richiesta estorsiva.</p>



<p>Durante l’esame è emerso un quadro diverso rispetto alla ricostruzione dell’accusa. Non ci sarebbe  stata infatti alcuna pressione di natura mafiosa, ma soltanto una disputa economica legata a lavori di ristrutturazione e alla quantificazione delle somme richieste. La <strong>Procura</strong>, invece, sosteneva che <strong>Sansone </strong>e <strong>Pace </strong>avessero cercato di ottenere oltre 170 mila euro per interventi edilizi mai realizzati. Gli avvocati hanno sostenuto che la somma richiesta riguardasse opere realmente eseguite e che non ci fosse stata alcuna minaccia.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Spataro</strong></h2>



<p>Diversa la posizione di <strong>Spataro</strong>, che per i giudici avrebbe ricoperto un ruolo di primo piano accanto a <strong>Bonura</strong>. Sarebbe stato lui a gestire gli spostamenti del boss e ad accompagnarlo agli incontri con altri esponenti di <strong>Cosa nostra</strong>. <strong>Spataro </strong>avrebbe prelevato <strong>Bonura </strong>dalla sua abitazione di via <strong>Ausonia </strong>per condurlo ai summit del clan.</p>



<p>Il nome di <strong>Franco Bonura </strong>è tornato recentemente al centro delle cronache anche per l’inchiesta della <strong>Procura di Caltanissetta</strong> sul cosiddetto dossier <strong>Mafia </strong>e appalti. Gli inquirenti stanno approfondendo il ruolo del boss dell’Uditore e i presunti favori che avrebbe ricevuto, secondo l’ipotesi investigativa, attraverso l’intervento dell’ex esponente della<strong> Democrazia cristiana Ernesto Di Fresco</strong>, morto alcuni anni fa, nell’ambito di un procedimento per omicidio. Nel processo principale sulla mafia <strong>dell’Uditore</strong>, ad aprile <strong>Bonura </strong>ha ricevuto una condanna a 18 anni e due mesi di reclusione.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Tribunale di Palermo in affanno per il caldo: udienze sospese e personale ridotto</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/tribunale-di-palermo-in-affanno-per-il-caldo-udienze-sospese-e-personale-ridotto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 14:18:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[allerta meteo]]></category>
		<category><![CDATA[Tribunale di Palermo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Caldo e condizionatori rotti: udienze penali sospese fino al 29 giugno. Garantite solo le urgenze. Orari ridotti e smart working</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L&#8217;<strong>ondata di <a href="https://quotidianodipalermo.it/palermo-allerta-incendi-protezione-civile-temperature-percepite-33gradi/" type="post" id="57944">calore</a></strong> che sta colpendo in questi giorni Palermo &#8211; nonché l&#8217;intera penisola -, unita ai <strong>guasti</strong> agli impianti di <strong>condizionamento</strong>, manda il tilt il <strong>Tribunale di Palermo</strong>. </p>



<p>A seguito di questa situazione, il <strong>Presidente</strong> del Tribunale è corso ai ripari con un&#8217;ordinanza che dispone la <strong>sospensione parziale delle udienze</strong> fino al <strong>29 giugno</strong>, ad eccezione delle udienze <strong>urgenti e indifferibili</strong>.</p>



<p>A questo provvedimento si aggiungono una serie di disposizioni organizzative. In primo luogo, i <strong>Responsabili</strong> delle<strong> Cancellerie Penali</strong> individueranno immediatamente il <strong>personale</strong> strettamente necessario a garantire lo svolgimento delle sole udienze urgenti &#8211; convalide, direttissime e processi con imputati detenuti in scadenza termini. </p>



<p>Inoltre, per tutelare la salute di dipendenti e utenti, l&#8217;orario di <strong>apertura</strong> al pubblico degli <strong>sportelli </strong>delle cancellerie penali si riduce <strong>dalle ore 9.00 alle ore 11.00</strong>. Infine, i Responsabili di <strong>settore</strong>, nei locali più esposti al calore, potranno attivare forme temporanee di lavoro agile emergenziale, eventualmente anche con giorni di formazione <strong>da remoto.</strong></p>



<p></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Hashish al Tribunale per i Minorenni di Palermo: segnalata una 37enne</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/hashish-tribunale-minorenni-palermo-segnalata-37enne/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2026 07:23:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[carabinieri]]></category>
		<category><![CDATA[droga]]></category>
		<category><![CDATA[Tribunale di Palermo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://quotidianodipalermo.it/?p=57554</guid>

					<description><![CDATA[<p>Trovate due dosi di hashish nascoste tra gli effetti personali della donna</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>I <strong>Carabinieri </strong>del <strong>Reparto Servizi Magistratura</strong> – <strong>Sezione Tribunali</strong>, insieme ai militari della <strong>Stazione Resuttana Colli</strong>, hanno individuato una donna in possesso di sostanze stupefacenti durante i controlli di sicurezza all&#8217;ingresso del <strong>Tribunale </strong>per i <strong>Minorenni</strong> di <strong>Palermo</strong>. Denunciata come assuntrice di hashish.</p>



<p>L&#8217;episodio è avvenuto nel corso delle consuete attività di vigilanza sugli accessi alla struttura giudiziaria. I militari, impegnati nelle verifiche all&#8217;ingresso, hanno fermato una 37enne palermitana, già conosciuta dalle forze dell&#8217;ordine, che si era presentata negli uffici per un colloquio con la <strong>Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni </strong>nell&#8217;ambito di un procedimento penale.</p>



<p>Durante il controllo della borsa, i <strong>Carabinieri </strong>hanno trovato <strong>due dosi di hashish nascoste tra gli effetti personali della donna</strong>. Gli accertamenti hanno quindi impedito l&#8217;introduzione della sostanza all&#8217;interno degli uffici giudiziari.</p>



<p>I militari hanno sequestrato la droga e l&#8217;hanno inviata al<strong> Laboratorio Analisi Sostanze Stupefacenti</strong> del <strong>Comando Provinciale</strong> per gli esami qualitativi e quantitativi. Al termine delle procedure, hanno segnalato la 37enne alla<strong> Prefettura di Palermo</strong> come assuntrice di sostanze stupefacenti per uso personale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://quotidianodipalermo.it/hashish-tribunale-minorenni-palermo-segnalata-37enne/">Hashish al Tribunale per i Minorenni di Palermo: segnalata una 37enne</a> proviene da <a href="https://quotidianodipalermo.it">Quotidiano di Palermo</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Sciopero al tribunale di Palermo, udienze a rischio: «Senza di noi la giustizia è muta»</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/sciopero-tribunale-palermo-udienze-a-rischio-giustizia-muta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Michele Sardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 08:14:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Scioperi]]></category>
		<category><![CDATA[Tribunale di Palermo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Protestano fonici, trascrittori e stenotipisti forensi. Garantiti i servizi essenziali e i processi urgenti</p>
<p>L'articolo <a href="https://quotidianodipalermo.it/sciopero-tribunale-palermo-udienze-a-rischio-giustizia-muta/">Sciopero al tribunale di Palermo, udienze a rischio: «Senza di noi la giustizia è muta»</a> proviene da <a href="https://quotidianodipalermo.it">Quotidiano di Palermo</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Disagi oggi al tribunale di Palermo per lo <strong>sciopero nazionale di fonici, trascrittori e stenotipisti forensi </strong>impiegati nell’appalto del Ministero della Giustizia per il servizio di documentazione degli atti processuali. La mobilitazione, proclamata da <strong>Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti</strong>, coinvolge le lavoratrici e i lavoratori che ogni giorno si occupano della verbalizzazione e trascrizione delle udienze penali.</p>



<p>Nel palazzo di giustizia di Palermo saranno comunque <strong>garantiti i servizi essenziali</strong>, così come lo svolgimento dei processi ritenuti più importanti e di quelli prossimi alla prescrizione. Possibili rallentamenti, invece, per altre attività giudiziarie e per le udienze non considerate urgenti.</p>



<p>“<strong>Senza di noi la giustizia è muta</strong>” è lo slogan scelto per accompagnare la protesta nazionale, nata – spiegano i sindacati – dal mancato confronto con il Ministero della Giustizia sul futuro dell’appalto e sulle condizioni occupazionali dei circa 1.500 addetti del settore.</p>



<p>Alla base della mobilitazione ci sono le <strong>preoccupazioni legate alla precarietà del servizio, alle incertezze introdotte dalla riforma Cartabia e alla situazione di molti lavoratori attualmente in cassa integrazione straordinaria</strong>. I sindacati accusano il Ministero della Giustizia di non avere fornito risposte concrete sulle prospettive occupazionali e salariali del personale impiegato negli appalti.</p>



<p>Secondo quanto comunicato dalle organizzazioni sindacali nei giorni scorsi, <strong>il confronto avviato nel gennaio 2025 non avrebbe prodotto risultati</strong>. Durante l’esame congiunto convocato il 13 maggio dal Ministero del Lavoro, il Ministero della Giustizia non si sarebbe presentato, limitandosi a trasmettere una nota nella quale ribadiva che le questioni relative al trattamento dei dipendenti delle società appaltatrici non rientrerebbero nelle proprie competenze.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="882" height="1024" src="https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot_20260529_101047_com_google_android_apps_docs_PdfViewerActivity_edit_2169049644280054-882x1024.jpg" alt="" class="wp-image-56199" srcset="https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot_20260529_101047_com_google_android_apps_docs_PdfViewerActivity_edit_2169049644280054-882x1024.jpg 882w, https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot_20260529_101047_com_google_android_apps_docs_PdfViewerActivity_edit_2169049644280054-258x300.jpg 258w, https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot_20260529_101047_com_google_android_apps_docs_PdfViewerActivity_edit_2169049644280054-768x892.jpg 768w, https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot_20260529_101047_com_google_android_apps_docs_PdfViewerActivity_edit_2169049644280054-150x174.jpg 150w, https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot_20260529_101047_com_google_android_apps_docs_PdfViewerActivity_edit_2169049644280054-300x348.jpg 300w, https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot_20260529_101047_com_google_android_apps_docs_PdfViewerActivity_edit_2169049644280054-696x808.jpg 696w, https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2026/05/Screenshot_20260529_101047_com_google_android_apps_docs_PdfViewerActivity_edit_2169049644280054.jpg 972w" sizes="(max-width: 882px) 100vw, 882px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il volantino dello sciopero</figcaption></figure>



<p>Nel volantino diffuso in occasione dello sciopero, i lavoratori chiedono <strong>garanzie sul mantenimento dei livelli occupazionali, tutela dei salari, migliori condizioni di lavoro e il superamento della precarietà legata all’appalto</strong>.</p>



<p>La protesta di oggi potrebbe non essere l’unica. Filcams, Fisascat e Uiltrasporti hanno già annunciato <strong>altre due giornate di sciopero per il 24 e 25 giugno</strong>, sempre per l’intera giornata lavorativa.</p>
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		<item>
		<title>Palermo, marciapiede cede sotto i piedi: risarcimento al pedone ferito</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/palermo-marciapiede-cede-sotto-piedi-risarcimento-pedone-ferito/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Calì]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 10:16:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Incidenti]]></category>
		<category><![CDATA[Tribunale di Palermo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un uomo precipitò per sei metri in via Crociferi: riportò una frattura vertebrale. Il Tribunale attribuisce la responsabilità all’ente per mancata manutenzione e sicurezza</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il Comune di Palermo è stato <strong>condannato </strong>dalla terza sezione civile del <strong>Tribunale </strong>a risarcire con oltre 43 mila euro un cittadino rimasto ferito in seguito a un incidente avvenuto lo scorso anno. I fatti risalgono al 5 marzo 2024 (<a href="https://quotidianodipalermo.it/palermo-uomo-precipita-in-una-botola-alla-noce/">per i dettagli, leggi l’articolo completo</a>), quando l’uomo, mentre percorreva a piedi<strong> via Crociferi</strong>, è precipitato all’interno di un cavedio profondo circa sei metri dopo il cedimento improvviso di una grata sul marciapiede. Soccorso dai vigili del fuoco e trasportato in ospedale, ha riportato una frattura vertebrale, con una prognosi iniziale di dieci giorni e conseguenze permanenti.</p>



<p>Nel corso del procedimento si è aperto un contenzioso sulle responsabilità tra l’amministrazione comunale ed <strong>Enel</strong>. Il Comune ha sostenuto che la struttura coprisse un vano legato agli impianti elettrici e che quindi la manutenzione spettasse alla società. Di diverso avviso Enel, secondo cui, trattandosi di un’area pubblica, l’onere della sicurezza ricadeva sull’ente locale.</p>



<p>Il <strong>Tribunale </strong>ha infine attribuito la responsabilità al Comune, ritenuto proprietario e custode dell’area, evidenziando la mancata messa in sicurezza e l’assenza di adeguata segnalazione del pericolo. Escluso invece qualsiasi addebito a Enel, che – secondo i giudici – non aveva alcun controllo diretto sulla grata né sulla zona interessata, ma soltanto sugli impianti presenti nel sottosuolo.</p>



<p></p>
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		<title>Tribunale di Palermo, minacce e sputi all’avvocato di un imputato della strage di Monreale</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/tribunale-minacce-sputi-allavvocato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Beone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 16:31:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Tribunale di Palermo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Aggredito il legale Corrado Sinatra dopo l’udienza sulla strage di Monreale: chiesto il trasferimento del processo all’aula bunker dell’Ucciardone</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>L’avvocato <strong>Corrado Sinatra,</strong> difensore di uno degli imputati per la <strong>strage di Monreale</strong>, è stato bersaglio di <strong>minacce, insulti e persino sputi al termine dell’udienza preliminare. </strong>L’episodio si è verificato all’uscita dal <strong>Palazzo di Giustizia di Palermo</strong>.</p>



<p>Secondo quanto trapela, un gruppo di persone lo avrebbe circondato prima all’interno del tribunale e successivamente anche nelle vie circostanti, rivolgendogli frasi offensive e atteggiamenti intimidatori. Alla luce dell’accaduto, Sinatra ha chiesto al giudice che le prossime udienze possano svolgersi nell’<strong>aula bunker del carcere Ucciardone</strong>, ritenuta più sicura per garantire il regolare svolgimento del processo.</p>



<p>Il procedimento giudiziario riguarda il triplice omicidio avvenuto a Monreale lo scorso 26 aprile, quando alcuni aggressori hanno ucciso tre giovani davanti a un pub. La Procura di Palermo ha richiesto il rinvio a giudizio per tre ragazzi: Salvatore Calvaruso, 19 anni, Samuel Acquisto, 18 anni, e Mattias Conti, 19 anni. I tre sono accusati di essere coinvolti nella morte di Salvatore Turdo, 23 anni, Massimo Pirozzo, 25 anni, e Andrea Miceli, 25 anni.</p>



<p>Sull’accaduto è intervenuta anche <strong>Agius</strong>, l’Associazione giuristi italiani, che ha espresso piena solidarietà all’avvocato e ha condannato con fermezza l’episodio. In una nota, l’associazione ha sottolineato come colpire un legale mentre svolge il proprio lavoro equivalga a mettere in discussione il diritto alla difesa, uno dei principi cardine dello Stato di diritto.</p>



<p></p>
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