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	<title>Siccità Archivi - Quotidiano di Palermo</title>
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	<description>Qdp - Giornale di informazione: una finestra su Palermo</description>
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	<title>Siccità Archivi - Quotidiano di Palermo</title>
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	<item>
		<title>Sicilia, invasi in crescita: estate senza emergenze</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/invasi-risorse-crescita-estate-senza-emergenze-sicilia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Padellaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 12:44:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Siccità]]></category>
		<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Circa 580 milioni di metri cubi d’acqua nelle dighe</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Gli invasi si riempiono e le riserve crescono. La <strong>Sicilia </strong>si prepara all’estate con una situazione idrica più stabile rispetto agli ultimi anni. Lo conferma l’ultimo report del<strong>l’Autorità di bacino</strong>, aggiornato al primo aprile.</p>



<p>Nelle dighe <strong>dell’Isola </strong>si trovano circa<strong> 580 milioni di metri cubi d’acqua</strong>, un valore nettamente superiore ai <strong>387 milioni </strong>registrati nello stesso periodo del 2025. Su base annua l’aumento raggiunge il 58%, mentre rispetto a marzo segna un +9%. Le piogge e gli interventi sulla rete idrica hanno favorito questo miglioramento.</p>



<p>La <strong><a href="https://quotidianodipalermo.it/elvira-amata-marcella-cannariato-rinvio-giudizio-condanna/">Regione</a> </strong>sottolinea che le risorse disponibili, insieme ai pozzi e ai tre dissalatori di <strong>Trapani</strong>, <strong>Porto Empedocle e Gela,</strong> permettono di affrontare l’estate senza emergenze. Il presidente <strong>Renato Schifani</strong>, che punta su una gestione più strutturata e sul rafforzamento del sistema in vista delle future siccità, afferma «Le riserve consentono di garantire acqua per <strong>uso potabile, irriguo e industriale</strong>».</p>
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		<item>
		<title>Siccità, si è rotto un tubo a Roccapalumba: perdita d&#8217;acqua dal 21 agosto</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/tubo-roccapalumba-perdita-acqua/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Sep 2025 17:01:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Roccapalumba]]></category>
		<category><![CDATA[Siccità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ettolitri d'acqua che si perdono e che rischiano di creare danni ad una strada rifatta da poco</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>A <strong>Roccapalumba</strong> l’acqua continua a scorrere via inutilmente da una tubatura rotta in <strong>contrada dell’Orto</strong>, dove la condotta principale di Siciliacque ha ceduto lo scorso 21 agosto. La fuoriuscita non solo disperde ogni giorno ettolitri di acqua, in un territorio già duramente segnato dalla siccità, ma rischia anche di compromettere una strada provinciale da poco ripristinata.</p>



<p>In un avviso pubblicato il 21 agosto sul <strong>sito istituzionale del Comune </strong>si leggeva: «<em>Si avvisa la cittadinanza che la perdita di acqua registrata all’abbeveratoio Quattro Finaite a seguito di sopralluogo è imputabile a una rottura della condotta idrica principale Monte Scuro Est. Siciliacque informa che la riparazione non si può effettuare mentre l’acqua è in pressione nella tubatura e che sarà necessaria la sospensione del servizio di erogazione anche per i Comuni a valle. A seguito di intercorsi solleciti per le vie brevi con Amap e Siciliacque ci comunicano che si provvederà a partire da lunedì p.v. Comunque si è in attesa di comunicazioni ufficiali da parte di Siciliacque</em>».</p>



<p>Il sindaco <strong>Benedetto Giunta</strong>, contattato dalla redazione del Quotidiano di Palermo, ha confermato di aver immediatamente segnalato la criticità e di aver insistito con solleciti: «La perdita riguarda la condotta principale di Siciliacque &#8211; spiega il primo cittadino &#8211; . Io ho fatto subito la segnalazione e diversi solleciti. La risposta che ci è stata data è che <strong>la riparazione non può essere effettuata in pressione</strong>, ma la chiusura della condotta per almeno un giorno causerebbe un <strong>disservizio nei Comuni a valle di Roccapalumba:</strong> Alia, Aliminusa, Montemaggiore e Caccamo. Siciliacque ha inserito nei propri programmi la chiusura della condotta <strong>Monte Scuro Est </strong>per collegare nella stessa linea l’acqua di una sorgente trovata a Filaga, nel territorio di Prizzi. In quell’occasione ripareranno anche la perdita a Roccapalumba. La loro motivazione è quella di creare il minor disservizio possibile».</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il video della perdita</h2>



<figure class="wp-block-video"><video controls src="https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2025/09/1000337808.mp4"></video></figure>



<p>Ogni giorno che passa, intanto, come si vede nel video, l’acqua continua a disperdersi senza alcun recupero, mentre interi territori vivono con razionamenti sempre più pesanti. Il sindaco Giunta non nasconde l’amarezza: «È una situazione paradossale. Siciliacque ha stimato la perdita in circa un quarto di litro al secondo e, piuttosto che creare un disservizio in cinque comuni, preferisce al momento non ripararla. A Caccamo, per esempio, &#8211; conclude Giunta &#8211; l’acqua viene erogata ogni dieci giorni: con un fermo anche di un solo giorno, <strong>si slitterebbe a dodici o tredici giorni</strong>. È roba da terzo mondo».</p>



<p></p>
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		<item>
		<title>Contro la siccità in Sicilia in arrivo il &#8220;bonus lavastoviglie&#8221;: 200 euro per 1000 famiglie</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/contro-la-siccita-in-arrivo-il-bonus-lavastoviglie-200-euro-per-1000-famiglie/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Oct 2024 09:20:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Bonus]]></category>
		<category><![CDATA[Regione siciliana]]></category>
		<category><![CDATA[Siccità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non tutti forse lo sanno, ma una lavastoviglie di ottima fattura riesce a lavare piatti, stoviglie e posate consumando dai 6 ai 15 litri di acqua. Un lavoro che, se fatto manualmente, piatto per piatto, posata per posata, aumenta esponenzialmente i consumi del bene più prezioso in assoluto per il pianeta. Basandosi su questo principio, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Non tutti forse lo sanno, ma una lavastoviglie di ottima fattura riesce a lavare piatti, stoviglie e posate consumando dai 6 ai 15 litri di acqua. Un lavoro che, se fatto manualmente, piatto per piatto, posata per posata, aumenta esponenzialmente i consumi del bene più prezioso in assoluto per il pianeta. </p>



<p>Basandosi su questo principio, la Regione Sicilia ha lanciato una misura particolare per affrontare la crisi idrica che affligge il territorio: il finanziamento per l&#8217;acquisto di una lavastoviglie. Saranno 980 gli elettrodomestici &#8220;schierati&#8221; a sostegno della lotta contro la siccità, grazie a una legge approvata all’Assemblea Regionale Siciliana (Ars). Il progetto, volto a promuovere un uso più razionale dell&#8217;acqua, si basa su un contributo pubblico pari a 196.000 euro, uno dei più bassi nella storia degli aiuti regionali.</p>



<p>La manovra è stata ufficializzata da un decreto dell’assessore regionale all’Energia, <strong>Roberto Di Mauro,</strong> che ha dato mandato agli uffici competenti di predisporre un bando per l’erogazione dei fondi. Il contributo previsto è di massimo <strong>200 euro</strong> per ogni cittadino siciliano che acquisterà o ha già acquistato una lavastoviglie. Con il budget stanziato, sarà possibile finanziare circa <strong>980 nuove lavastoviglie</strong>.</p>



<p>L&#8217;obiettivo dichiarato è contribuire alla <strong>riduzione del consumo idrico domestico</strong>. I dettagli del bando saranno determinanti per comprendere come il contributo verrà distribuito e quali saranno i requisiti per accedervi.</p>



<p>Un punto di riflessione riguarda la gestione amministrativa di questa misura. Gli uffici dell&#8217;assessorato all&#8217;Energia, che saranno chiamati a gestire il bando e le domande di finanziamento, sono noti per essere a corto di personale, una situazione che potrebbe rallentare l’iter di assegnazione dei fondi e la distribuzione dei contributi.</p>
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		<title>Siccità in Sicilia: l&#8217;acqua c&#8217;è, basta guardarsi attorno</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/siccita-in-sicilia-acqua/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Michele Sardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Aug 2024 10:00:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Amap]]></category>
		<category><![CDATA[Siccità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un fenomeno che si sta acuendo negli ultimi decenni e che mette in ginocchio l'agricoltura e il benessere dei cittadini</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Quando c&#8217;è un problema l&#8217;errore più grande è piangerci sopra. Tra l&#8217;altro stiamo parlando di siccità che non si risolve con qualche lacrima.  La Sicilia, un&#8217;isola nota per le sue bellezze naturali e il suo patrimonio culturale, è afflitta da un problema cronico. Un fenomeno che si sta acuendo negli ultimi decenni e che non mette in crisi solo l&#8217;agricoltura, ma incide anche sulla qualità della vita dei siciliani e sull&#8217;equilibrio degli ecosistemi. </p>



<p>Eppure l&#8217;acqua non manca nel pianeta. Il mare e gli oceani ricoprono il 70% circa della superficie terrestre. L&#8217;uso di impianti di desalinizzazione per trasformare l&#8217;acqua di mare in acqua adatta all&#8217;agricoltura, ma anche all&#8217;uso domestico, potrebbe già essere una soluzione a lungo termine. E di mare, in Sicilia, ce n&#8217;è tanto, basta guardarsi attorno. Bisogna investire, prevenire e anche educare, per evitare la desertificazione. </p>



<p>La desalinizzazione non è comunque l&#8217;unico rimedio possibile. Però bisogna partire dal problema. Ovvero chiederci quali siano le cause della siccità. Non serve riflettere tanto. Il primo motivo, quello più rilevante, è dovuto ai cambiamenti climatici. L&#8217;aumento delle temperature globali ha portato a una riduzione delle precipitazioni e a un incremento dell&#8217;evaporazione, aggravando il problema della siccità. Soprattutto in Sicilia, la gestione inefficiente delle risorse idriche, incluse le perdite nelle reti di distribuzione, contribuisce significativamente alla scarsità d&#8217;acqua. Poi c&#8217;è l&#8217;agricoltura intensiva, che richiede grandi quantità d&#8217;acqua. Metodi di irrigazione obsoleti e poco efficienti aumentano ulteriormente il consumo idrico. </p>



<h4 class="wp-block-heading">Soluzioni per combattere la siccità</h4>



<p>Affrontare la siccità in Sicilia richiede un approccio integrato che combini innovazione tecnologica, gestione sostenibile e interventi a lungo termine.</p>



<p>Per l&#8217;agricoltura esistono sistemi di irrigazione a goccia, che riducono significativamente lo spreco d&#8217;acqua, fornendo solo la quantità necessaria direttamente alle radici delle piante.</p>



<p>Esistono anche dei sensori per monitorare il livello di umidità del suolo. Un sistema che può aiutare a irrigare solo quando necessario, evitando sprechi.</p>



<p>Andrebbero poi proposte pratiche agricole sostenibili che richiedano meno acqua, come la coltivazione di varietà resistenti alla siccità e l&#8217;adozione di tecniche agroforestali.</p>



<p>Le piogge nell&#8217;isola sono sempre più rare. Il clima è sempre più tropicale. Negli ultimi anni non sono state rare le &#8220;bombe d&#8217;acqua&#8221;. Forse è il caso di attrezzarsi per queste eventualità, sempre più comuni, implementando la costruzione di cisterne e bacini per raccogliere l&#8217;acqua piovana. Potrebbero essere riserve idriche nei periodi di siccità.</p>



<p>Inoltre, perché sprecare l&#8217;acqua dolce per l&#8217;irrigazione agricola quando si potrebbero trattare e riutilizzare le acque reflue? </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le reti colabrodo </h2>



<p>Qualche giorno fa, a Palermo, è scoppiata una tubatura. Gira ancora un video sui social in cui l&#8217;acqua schizza in alto bagnando auto e passanti, con tanto di meme: &#8220;Alla faccia della siccità&#8221;. Non è un caso isolato. Non sempre le perdite sono però così eclatanti. Ci sono perdite che nessuno vede, tranne quando non provocano danni. Investire nella riparazione e nella modernizzazione delle reti idriche e delle fognature per ridurre le perdite d&#8217;acqua è fondamentale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le piante e gli alberi sono vita. E salvano il pianeta</h2>



<p>Incendi, abbattimenti selvaggi di alberi e a volte, spesso, senza un perché, la continua cementificazione, stanno facendo un enorme danno all&#8217;ambiente e aumentano i rischi di siccità. Aree verdi e alberi, infatti, migliorano l&#8217;assorbimento e la conservazione dell&#8217;acqua nel suolo. La direzione, però, sembra opposta. Soprattutto a Palermo, si nota quasi un disinteressamento in tal senso. Basta fare un giro in via Libertà per vedere a occhio nudo la sofferenza dei platani che da mesi non godono nemmeno di una goccia d&#8217;acqua. È così in ogni parte della città. In comuni virtuosi, in periodi di gran caldo, gli operai passano con le cisterne e danno acqua alle piante, patrimonio inestimabile che va tenuto in vita per il benessere del pianeta. In tal senso, è fondamentale educare la popolazione e le nuove generazioni sull&#8217;importanza del risparmio idrico e sulle buone pratiche quotidiane. </p>
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		<title>Allarme siccità, 12 regioni a rischio: grande criticità in Sicilia</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/allarme-siccita-12-regioni-a-rischio-grande-criticita-in-sicilia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Jun 2024 09:56:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[allerta meteo]]></category>
		<category><![CDATA[Siccità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I dati sulla situazione idrica del nostro Paese sono tracciati dalla Community Valore Acqua per l’Italia di The European House – Ambrosetti. Lo stress idrico aumenterà soprattutto in Liguria, Friuli-Venezia Giulia e Marche. Perso nel 2022 il 51,5% delle risorse idriche rinnovabili rispetto alla media storica</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>La siccità italiana ha raggiunto livelli preoccupanti tanto che è stata registrata* una perdita del 51,5% delle risorse idriche rinnovabili in un anno rispetto alla media storica dal 1950. A fotografare questa situazione è la Community Valore Acqua per l’Italia di The European House &#8211; Ambrosetti.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Dodici regioni ad alto stress idrico</strong></h2>



<p> Nel 2023, temperature in crescita ed effetti dell’azione dell’uomo hanno generato nuova pressione sulla risorsa idrica. La penisola si colloca come quarto Paese dell&#8217;Unione Europea per stress idrico, con un indice di 3,3 su 5. Solo Belgio (4,4), Grecia (4,3) e Spagna (3,9) presentano valori peggiori. Sono già 12 le regioni Italiane ad elevato stress idrico: Basilicata, Calabria, Sicilia, Puglia sono le più esposte in assoluto, seguite nell’ordine da Campania, Lazio, Marche e Umbria, Toscana, Molise, Sardegna e Abruzzo. Gli esperti – riporta la Community Valore Acqua &#8211; stimano che entro il 2030 lo stress idrico si intensificherà ulteriormente in alcune regioni italiane, con un incremento dell’8,7% in Liguria, del 6,1% in Friuli-Venezia Giulia e del 5,7% nelle Marche. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Impatto maggiore. su agricoltura e idroelettrico</strong></h2>



<p>Due settori in particolare sono maggiormente colpiti dal riscaldamento globale e dalla siccità: l&#8217;agricoltura e l&#8217;idroelettrico. L&#8217;agricoltura italiana, già sottoposta a numerose pressioni, sta affrontando una crescente scarsità d&#8217;acqua che mette a rischio la produzione alimentare e la sostenibilità delle attività agricole. La produzione di miele si è ridotta del 70%, del 63% quella delle pere e del 60% le ciliegie. L&#8217;idroelettrico, che rappresenta una fonte fondamentale di energia rinnovabile per l&#8217;Italia, sta soffrendo a causa della riduzione delle risorse idriche, compromettendo la capacità del Paese di soddisfare la domanda energetica attraverso fonti pulite.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>2022, l’anno nero</strong></h2>



<p>Nel corso del 2022, il nostro Paese ha affrontato una crisi idrica senza precedenti. Le precipitazioni totali sono drasticamente diminuite, e il manto nevoso ha registrato un deficit del 60% rispetto alla media del decennio 2010-2021. A causa delle elevate temperature, solo il 13,5% delle piogge ha contribuito alla ricarica delle falde acquifere. Questo fenomeno desta ulteriore preoccupazione, poiché si prevede che la risorsa idrica rinnovabile si ridurrà ulteriormente del 40% entro il 2100, con picchi di riduzione del 90% nel mezzogiorno d’Italia.</p>



<p>La quantità d&#8217;acqua persa nel 2022 – rileva il Libro Bianco della Community Valore Acqua &#8211; è pari a quella necessaria per irrigare circa 641.000 ettari di terreno, un’area corrispondente all&#8217;intera superficie agricola del Lazio. Inoltre, equivale all&#8217;acqua consumata annualmente da oltre 14 milioni di persone, ovvero gli abitanti di Lombardia e Piemonte, e alla quantità utilizzata dalla produzione di 82.000 imprese manifatturiere, il tessuto industriale di regioni come Veneto, Friuli-Venezia Giulia ed Emilia-Romagna.</p>



<p>&#8220;La situazione idrica in Italia – spiega Valerio De Molli, Managing Partner e CEO di The European House – Ambrosetti &#8211; richiede un&#8217;azione immediata e concertata. È necessario un impegno concreto da parte di tutti gli attori coinvolti, dalle istituzioni ai cittadini per promuovere pratiche di gestione sostenibile dell&#8217;acqua e investire in tecnologie innovative che ci permettano di fronteggiare questa emergenza. E’ importante modernizzare e rendere più efficienti le nostre infrastrutture idriche, per ottimizzare la raccolta e lo stoccaggio dell&#8217;acqua, attivando il 20% dei volumi potenzialmente sfruttabili già presenti nelle grandi dighe italiane. Solo attraverso un approccio integrato e lungimirante, che deve essere portato avanti anche dai cittadini, potremo garantire la sicurezza idrica del nostro Paese e la prosperità delle future generazioni&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://quotidianodipalermo.it/allarme-siccita-12-regioni-a-rischio-grande-criticita-in-sicilia/">Allarme siccità, 12 regioni a rischio: grande criticità in Sicilia</a> proviene da <a href="https://quotidianodipalermo.it">Quotidiano di Palermo</a>.</p>
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