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	<title>Malasanità Archivi - Quotidiano di Palermo</title>
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	<description>Qdp - Giornale di informazione: una finestra su Palermo</description>
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	<title>Malasanità Archivi - Quotidiano di Palermo</title>
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		<title>Farmaco in gravidanza causa grave malformazione: maxi rimborso a Palermo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 10:41:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Malasanità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo 11 anni condannato il ministero</p>
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<p>Un <strong>risarcimento da oltre 1,4 milioni di euro e un assegno mensile a vita.</strong> È quanto spetta a un sessantenne palermitano che ha ottenuto il riconoscimento del danno provocato dalla talidomide, il <strong>farmaco </strong>assunto dalla madre durante la gravidanza negli anni ’50 e ’60.</p>



<p>L’uomo è nato con gravi malformazioni al piede destro. Per anni ha chiesto allo <strong>Stato </strong>il riconoscimento dell’indennizzo previsto dalla normativa italiana per le persone danneggiate dalla talidomide, ma il <strong>Ministero della Salute</strong> ha negato il nesso tra il farmaco e la sua condizione, chiedendo anche la prova dell’effettiva assunzione del medicinale da parte della madre.</p>



<p>Nel 2015 il sessantenne si è visto respingere la richiesta di indennizzo. La commissione medica incaricata dal Ministero ha escluso il rapporto di causalità tra la talidomide e la malformazione. Nel frattempo, però, erano comparsi due verbali con conclusioni opposte: uno riconosceva il collegamento, mentre l’altro lo negava.</p>



<p>L’uomo ha quindi deciso di rivolgersi alla magistratura, sostenendo che la malformazione presentasse le caratteristiche tipiche di un’embriopatia da talidomide e che rientrasse nel periodo temporale previsto dalla normativa, tra il 1959 e il 1965.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Avvio del procedimento</h2>



<p>Assistito dagli avvocati palermitani <strong>Ermanno Zancla e Federica Licata,</strong> ha avviato il procedimento davanti al <strong>Tribunale di Termini Imerese</strong>. Il giudice ha affidato a un medico legale una consulenza per verificare l’eventuale collegamento tra la malformazione dell’arto inferiore destro e l’assunzione del farmaco nelle prime settimane di gravidanza.</p>



<p>Il consulente ha confermato il nesso causale, in linea con il primo parere espresso dalla commissione medica. Il <strong>Tribunale </strong>ha quindi accolto il ricorso dell’uomo. Il <strong>Ministero della Salute</strong> ha impugnato la decisione, ma anche durante il giudizio d’appello una nuova consulenza ha confermato il rapporto tra la talidomide e la malformazione.</p>



<p>Dopo un percorso giudiziario durato 11 anni, la <strong>Corte d’Appello di Palermo</strong> ha riconosciuto definitivamente il diritto all’indennizzo. La sentenza è ormai passata in giudicato e stabilisce il pagamento degli arretrati a partire dal 2008, per una somma complessiva di circa 1,4 milioni di euro, oltre a un assegno mensile superiore ai 5 mila euro per tutta la vita.</p>



<p>«Dopo numerose cause in tutta Italia, finalmente anche a Palermo viene riconosciuto, con una sentenza passata in giudicato, l’indennizzo per i danni provocati dalla talidomide» spiegano gli avvocati <strong>Zancla e Licata</strong>.</p>



<p>Le recenti pronunce dei tribunali potrebbero aprire nuove prospettive per numerosi cittadini italiani con gravi malformazioni agli arti riconducibili alla diffusione della talidomide negli anni ’60. Per gli avvocati, infatti, per molti anni lo <strong>Stato </strong>ha negato il riconoscimento dell&#8217;indennizzo previsto dalla legge.</p>
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		<title>Malasanità a Palermo, terremoto al Civico: nominata commissione ispettiva</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/malasanita-a-palermo-terremoto-al-civico-nominata-commissione-ispettiva/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 May 2025 05:44:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Malasanità]]></category>
		<category><![CDATA[ospedali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I lavori straordinari degli ispettori inizieranno lunedì 12 maggio</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Arriva una commissione ispettiva all’ospedale <strong>Civico</strong> di Palermo dopo le gravi denunce presentate dal medico <strong>Francesco Caronia</strong>. L&#8217;intenzione del Governo regionale è quella di verificare l’attività clinica svolta negli ultimi cinque anni.</p>



<p>Il provvedimento, firmato dall’assessore alla Salute <strong>Daniela Faraoni</strong> su impulso del presidente della Regione <strong>Renato Schifani</strong>, arriva a seguito di segnalazioni interne che denunciano anomalie nei ricoveri e nelle procedure chirurgiche dal 2020 al 2025. Il <strong>riesame riguarderà tutte le cartelle cliniche</strong>, con un focus su appropriatezza terapeutica, coerenza clinica e, dove possibile, gli esiti a medio-lungo termine anche in altre strutture.</p>



<p>A comporre la Commissione regionale saranno sei esperti del sistema sanitario siciliano:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Fabrizio Geraci</strong>, responsabile della Programmazione ospedaliera dell’assessorato alla Salute;</li>



<li><strong>Maurizio Nicolosi</strong>, direttore della Chirurgia toracica dell’ospedale Cannizzaro di Catania;</li>



<li><strong>Eugenia Di Stefano</strong>, medico legale dell’Azienda Villa Sofia-Cervello di Palermo;</li>



<li><strong>Rosanna Intelisano</strong>, direttrice del Controllo di gestione del Policlinico di Messina;</li>



<li><strong>Salvatore Piparo</strong>, dirigente medico dell’Asp di Catania;</li>



<li><strong>Paolo Bordonaro</strong>, direttore sanitario dell’Asp di Siracusa.</li>
</ul>



<p>La scintilla che ha fatto esplodere il caso è stata la denuncia del dottor <strong>Francesco Paolo Caronia</strong>, chirurgo toracico, dapprima al deputato Ismaele La Vardera e poi nelle trasmissioni &#8220;Lo Stato delle Cose&#8221; di Massimo Gilletti e &#8220;Le Iene&#8221;. Il medico ha segnalato anche alla guardia di finanza una serie di presunti abusi dal luglio 2022. </p>



<p>Tra le accuse più pesanti: <strong>interventi chirurgici non necessari, alterazione di documenti clinici per ottenere rimborsi regionali, e accessi agevolati in violazione delle liste d’attesa</strong>. Il medico ha anche sollevato dubbi sulla regolarità del concorso che ha portato alla nomina dell’attuale primario, <strong>Damiano Librizzi</strong>, a cui Caronia stesso aveva partecipato.</p>



<p>L’ultima inchiesta andata in onda su <strong>Le Iene</strong>, che ha svelato il nome e il volto del dottor Caronia, ha ulteriormente amplificato l’eco mediatica e istituzionale.</p>



<p>A margine della bufera, si registra anche l’intervento dell’onorevole <strong>Ismaele La Vardera</strong>, che ha puntato il dito contro il presidente Schifani. In un post dai toni duri, La Vardera ha ricordato di aver inviato una <strong>pec riservata già il 28 aprile</strong> per segnalare la gravità dei fatti: “Caro presidente, sappia che prima di interpellare i media il sottoscritto esercita le funzioni parlamentari. Ma evidentemente per un suo intervento bisogna aspettare Le Iene”. La Commissione inizierà i lavori lunedì <strong>12 maggio</strong>. </p>
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		<title>Palermo, 76enne muore all&#8217;Ingrassia, la figlia denuncia: &#8220;Abbandonata su una barella&#8221;</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/palermo-76enne-muore-ingrassia-la-figlia-denuncia-abbandonata-su-una-barella/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Dec 2024 05:19:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Malasanità]]></category>
		<category><![CDATA[ospedali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Maria Ruggia, è deceduta all'ospedale Ingrassia di Palermo dopo un ricovero durato diversi giorni. La figlia, Romina Gelardi, ha sporto denuncia, ipotizzando un caso di malasanità e accusando l'ospedale di negligenza</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Stando al racconto della figlia, la signora <strong>Ruggia</strong> di Menfi, affetta da diverse patologie pregresse tra cui <strong>cardiopatia ischemica, carcinoma mammario e diabete</strong>, sarebbe rimasta su una <strong>barella</strong> del pronto soccorso dell&#8217;ospedale Ingrassia di Palermo per <strong>8 giorni</strong>, dal 10 al 18 dicembre, in attesa di un posto letto in reparto. Solo il 19 dicembre è stata trasferita in Medicina Generale, ma le sue condizioni erano ormai critiche. Il giorno successivo, la donna è deceduta.</p>



<p>&#8220;Potrebbe avere contratto un&#8217;infezione in ospedale&#8221;, afferma la figlia, che assistita dall&#8217;avvocato <strong>Andrea Dell&#8217;Aira</strong>, ha presentato una denuncia alla Procura di Palermo. La polizia ha sequestrato le cartelle cliniche e disposto l&#8217;autopsia sulla salma.</p>



<p><strong>Romina Gelardi</strong> punta il dito contro la gestione del ricovero della madre: &#8220;Non sono state considerate le sue condizioni cliniche. È stata tenuta al pronto soccorso senza adeguata terapia antibiotica preventiva, esponendola a un ambiente sanitario non idoneo&#8221;. La figlia sostiene inoltre che i medici non avrebbero diagnosticato tempestivamente una sospetta sepsi, &#8220;ignorando i più che evidenti segni, tra cui la protratta assenza di stimolo ad urinare&#8221;.</p>



<p>La famiglia denuncia anche la mancanza di comunicazione e assistenza: &#8220;Non ci è stato consentito di assistere nostra madre. Ci dicevano che attendevano che si liberasse un posto in reparto. Poi, quando il posto è stato disponibile, una dottoressa ci ha detto che le sue condizioni erano molto gravi. Ventiquattrore dopo è arrivata la telefonata che era morta&#8221;.</p>



<p>L&#8217;Asp di Palermo ha avviato un&#8217;indagine interna per verificare eventuali responsabilità nella gestione del caso. L&#8217;azienda sanitaria ha assicurato il massimo rigore nell&#8217;indagine, che riguarderà l&#8217;intero sistema dell&#8217;emergenza-urgenza, e ha garantito che le dichiarazioni della figlia saranno verificate attentamente.</p>
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		<title>Tragedia in sala operatoria: muore di calcoli alla Clinica Torina, aperta un&#8217;inchiesta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Nov 2024 18:15:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Malasanità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Morire a Palermo per calcoli biliari. Una tragedia: Vito Manno, giovane padre di 35 anni, è deceduto dopo un intervento chirurgico alla Clinica Torina di Palermo. La Procura ha aperto un’inchiesta giudiziaria che vede undici sanitari indagati per responsabilità colposa per morte o lesioni personali in ambito sanitario. Manno, piccolo imprenditore con una figlia di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Morire a Palermo per calcoli biliari. Una tragedia:  Vito Manno, giovane padre di 35 anni, è deceduto dopo un intervento chirurgico alla Clinica Torina di Palermo. La Procura ha aperto un’inchiesta giudiziaria che vede undici sanitari indagati per responsabilità colposa per morte o lesioni personali in ambito sanitario.</p>



<p>Manno, piccolo imprenditore con una figlia di due anni e in attesa di una seconda, si è sottoposto all’intervento presso la clinica. Ma le sue condizioni sono peggiorate drasticamente dopo l&#8217;intervento e l&#8217;uomo è stato trasferito d&#8217;urgenza a Villa Sofia, dove purtroppo è morto lo scorso 3 novembre.</p>



<p>La Procura ha disposto l’autopsia sul corpo di Manno che è stata effettuata presso l’Istituto di Medicina Legale del Policlinico per accertare le cause del decesso. L’iscrizione nel registro degli indagati di undici medici è un atto dovuto per consentire loro di partecipare, tramite i propri legali, agli accertamenti. La famiglia di Manno, assistita dagli avvocati Antonio Pecoraro e Stefania Virga, ha nominato dei consulenti di parte che assisteranno all’esame autoptico.</p>



<p>La polizia ha sequestrato le cartelle cliniche e la documentazione sanitaria per ricostruire il percorso clinico del paziente tra la clinica privata e l’ospedale pubblico, individuando i medici coinvolti nell’assistenza. Un rapporto preliminare è già stato consegnato al Pubblico Ministero. La salma è stata restituita alla famiglia per i funerali che si svolgeranno venerdì mattina. </p>
<p>L'articolo <a href="https://quotidianodipalermo.it/tragedia-in-sala-operatoria-muore-di-calcoli-alla-clinica-torina-aperta-uninchiesta/">Tragedia in sala operatoria: muore di calcoli alla Clinica Torina, aperta un&#8217;inchiesta</a> proviene da <a href="https://quotidianodipalermo.it">Quotidiano di Palermo</a>.</p>
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