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	<title>Quotidiano di Palermo</title>
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	<description>Qdp - Giornale di informazione: una finestra su Palermo</description>
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	<title>Quotidiano di Palermo</title>
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		<title>Bartolo in campo, centrosinistra già diviso</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/bartolo-in-campo-centrosinistra-gia-diviso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ruggero D'Amico]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2026 19:30:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Pd]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’ex eurodeputato chiede unità dopo il voto. Faraone invita De Luca, Controcorrente replica e Rifondazione contesta Italia Viva</p>
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<p>PALERMO — Pietro Bartolo entra nella corsa alla presidenza della Regione con un auspicio che rivela la difficoltà del momento: avrebbe preferito un candidato unico, condiviso da tutto il centrosinistra. L’annuncio della sua candidatura da parte di Matteo Renzi alla Leopolda amplia invece la competizione, affiancandolo a Ismaele La Vardera. Per il campo progressista, prima ancora della sfida al centrodestra, si apre dunque la prova della propria coesione.</p>



<p> Il medico di Lampedusa ed ex europarlamentare del Pd considera ormai le primarie una necessità, dopo quelle che definisce «fughe in avanti». Ma pone una condizione politica precisa: chi perderà dovrà sostenere il vincitore. È il nodo sul quale si misurerà la credibilità della consultazione. Una competizione può rafforzare una coalizione se esistono regole condivise e un impegno reciproco; può indebolirla se diventa il prolungamento delle divisioni.</p>



<p>Bartolo porta nella contesa una storia legata all’assistenza ai migranti, ai diritti umani e all’esperienza europea. Dopo l’uscita dal Pd nel 2025 ha aderito al progetto Casa Riformista promosso da Renzi e ha fondato Rete Lampedusa. Il suo profilo permette all’area riformista di proporre una candidatura riconoscibile anche oltre il perimetro del partito. Resta però da capire come questa storia si tradurrà in un programma per governare la Sicilia.</p>



<p>Davide Faraone sostiene la candidatura e rilancia l’allargamento della competizione, invitando Cateno De Luca a partecipare alle primarie. L’appello del vicepresidente di Italia Viva-Casa Riformista punta a riunire esperienze differenti e affidare agli elettori la scelta. Al momento, però, si tratta di un invito: non di un’adesione di De Luca al percorso.<br> Dietro questa proposta emerge una questione che il centrosinistra deve affrontare apertamente. Quanto può allargarsi la coalizione senza perdere coerenza? E quali impegni devono assumere i partecipanti prima di contendersi la leadership? L’accordo sulle primarie richiede anche un’intesa sulle scelte fondamentali: sanità, lavoro, gestione dei rifiuti, infrastrutture e servizi pubblici.</p>



<p>Il confronto è già segnato dalle polemiche. Faraone ha richiamato il passato politico di La Vardera con un riferimento a Lega e Fratelli d’Italia. Controcorrente ha replicato attraverso Miguel Donegani, difendendo il percorso del proprio leader e richiamando l’operazione raccontata nel film Il sindaco. Nella stessa nota il movimento ha contestato la gestione delle candidature da parte dei renziani, pur riconoscendo a Bartolo un profilo migliore rispetto alla precedente proposta di Gaetano Armao. </p>



<p>Lo scambio mostra quanto il confronto rischi di concentrarsi sulle biografie e sulle appartenenze, prima ancora che sui programmi. Le storie personali contano, ma una coalizione chiamata a governare deve spiegare anche come intende prendere decisioni comuni quando quelle storie esprimono sensibilità diverse. </p>



<p>Un’ulteriore difficoltà arriva da Rifondazione comunista. Ramon La Torre e Barbara Evola contestano la presenza di Italia Viva nel fronte alternativo, richiamando distanze su inceneritori, Ponte sullo Stretto e privatizzazioni. La loro presa di posizione riguarda esplicitamente la costruzione dell’alternativa a Lagalla a Palermo, ma mette in evidenza una contraddizione che può pesare anche sul confronto regionale: come conciliare il progetto progressista con rapporti e scelte maturati in altri schieramenti?</p>



<p>Faraone indica nel governo Schifani l’avversario da battere, accusandolo di malgoverno e richiamando la questione morale. Perché questa critica diventi una proposta credibile, il centrosinistra dovrà presentare criteri rigorosi per candidature e incarichi, insieme a obiettivi verificabili per l’amministrazione regionale.<br> La candidatura di Bartolo può aprire una discussione utile, a condizione che le primarie servano a costruire un mandato comune. Il suo appello al sostegno del vincitore dovrebbe diventare un impegno assunto prima del voto da tutte le forze partecipanti. La vera prova del campo largo sarà tenere insieme la competizione e la responsabilità: scegliere una guida, concordare un programma e presentarsi ai siciliani con una proposta capace di durare oltre la campagna elettorale.</p>
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		<title>Manovrina da 150 milioni, Schifani all’Ars: la prova è nei risultati</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/manovrina-da-150-milioni-schifani-allars-la-prova-e-nei-risultati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ruggero D'Amico]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2026 19:27:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Agricoltura, assunzioni, acqua e scuole negli emendamenti del governo. Per Palermo resta da capire come saranno distribuite le risorse</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>PALERMO — Il governo Schifani mette sul tavolo dell’Ars ulteriori 150 milioni di euro e chiede di trasformarli in aiuti alle imprese, occupazione e servizi. Gli emendamenti alla variazione di bilancio delineano un intervento ampio, dall’agricoltura alla sanità, passando per trasporti, settore idrico e scuole. La partita politica riguarda adesso l’approvazione delle misure e, soprattutto, la loro capacità di produrre risultati nei territori. </p>



<p>Le risorse aggiuntive derivano, secondo quanto comunicato dall’esecutivo, dal riconoscimento di nuove spettanze alla Regione da parte dello Stato e del ministero dell’Economia. Schifani rivendica il lavoro svolto con l’assessore Alessandro Dagnino e presenta il pacchetto come una sintesi delle iniziative della maggioranza e di alcune proposte delle opposizioni.</p>



<p>È un messaggio rivolto anche all’Assemblea: il presidente punta a ottenere il via libera valorizzando il confronto parlamentare. Per valutarne la portata servirà però esaminare il testo degli emendamenti, le condizioni di accesso agli aiuti e i tempi necessari per renderli operativi. Le somme annunciate devono ancora attraversare il passaggio legislativo.</p>



<p>La quota più consistente riguarda l’agricoltura. Sono previsti 49 milioni: dieci per la distillazione straordinaria, venti per il comparto del grano e diciannove per le cantine sociali. Un sostegno che pone il settore al centro delle priorità della manovra. Sul piano politico, resta da chiarire come questi interventi si collegheranno a una strategia capace di rafforzare le imprese anche oltre l’emergenza.</p>



<p>Altri trenta milioni sono destinati a contrastare il caro gasolio: quindici per Ncc, autobus e taxi, dieci per l’agricoltura e cinque per la pesca. Sono misure rivolte a comparti nei quali il costo del carburante pesa sull’attività quotidiana. Per Palermo e la sua provincia potranno interessare trasporto, aziende agricole e marinerie, ma l’effettiva ricaduta dipenderà dai criteri di assegnazione e dalla platea ammessa.<br>Sul lavoro, il governo propone di ampliare i beneficiari degli aiuti alla decontribuzione e di portare il contributo per le nuove assunzioni dal 10 al 20 per cento, elevandolo al 25 per cento per chi assume giovani. È uno degli interventi sui quali l’esecutivo potrà essere misurato più direttamente: quante assunzioni verranno sostenute, con quali contratti e quale continuità occupazionale?</p>



<p>Il tema è decisivo per una manovra che lega il sostegno alle imprese alla creazione di lavoro. Gli incentivi possono favorire nuove opportunità, ma il loro risultato va verificato attraverso dati pubblici e confrontabili. L’aumento della percentuale di contributo, da solo, non permette ancora di stimare quanti posti saranno creati.<br>Nel settore idrico sono previsti ventidue milioni: dieci per l’Ati Catania, sei per l’Ati Siracusa e sei per Iblea Acque. Questi interventi si aggiungono alle misure già varate per Aica e Ati Trapani. Nel pacchetto descritto non compare una nuova assegnazione specifica per Palermo: un elemento che richiede chiarimenti sul quadro complessivo delle risorse e sulle esigenze ancora da coprire, senza consentire conclusioni sull’insieme dei finanziamenti disponibili.<br>Altri ventidue milioni andrebbero alle Asp per acquistare attrezzature sanitarie. La dotazione tecnologica è una componente importante dei servizi, ma il beneficio per i pazienti dipenderà anche dalla possibilità di utilizzare le apparecchiature con personale, organizzazione e manutenzione adeguati. La verifica politica dovrà riguardare le prestazioni rese disponibili, oltre agli acquisti effettuati.</p>



<p>Per la climatizzazione delle scuole sono proposti sedici milioni. È un intervento che può incidere sulle condizioni concrete di studenti e personale: serviranno criteri trasparenti per individuare gli edifici, stabilire le priorità e completare i lavori. Tre milioni sono invece destinati al reddito di merito per universitari con una media di almeno 29. Una scelta che premia risultati elevati e apre il confronto sul rapporto fra riconoscimento del merito e sostegno a chi incontra maggiori difficoltà economiche nel percorso di studio.</p>



<p>Completano il quadro tre milioni per la bonifica dell’area di Pistunina, a Messina, dove a luglio è crollata una palazzina, e un milione per un fondo di rotazione destinato ai Comuni per la pulizia dei terreni incolti e la prevenzione degli incendi.<br>La manovrina offre dunque al governo l’occasione di rivendicare una risposta a bisogni diversi. All’Ars spetta valutarne priorità, coperture e strumenti attuativi. Per Palermo e per il resto della Sicilia, il giudizio arriverà quando le risorse diventeranno contributi accessibili, assunzioni, attrezzature funzionanti e scuole più vivibili. È su quel passaggio che gli annunci dovranno dimostrare la propria efficacia.</p>
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		<item>
		<title>Comunioni a Palermo, Confartigianato incontra Lorefice</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/comunioni-palermo-confartigianato-incontra-lorefice/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Com. stampa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2026 19:25:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>sfida culturale per la comunità»</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>L’arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice ha incontrato oggi, al Palazzo Arcivescovile, i rappresentanti delle associazioni di categoria del commercio e dell’artigianato, tra cui Confartigianato Palermo, rappresentata dal presidente provinciale Giuseppe Claudio Terruso e da Francesco Baiamonte, componente della Presidenza.</p>



<p> Al centro del confronto il lavoro, l’occupazione, lo sviluppo del territorio, le emergenze economiche e sociali e le prospettive per i giovani e le famiglie. Tra i temi affrontati anche il nuovo Progetto Diocesano per l’iniziazione cristiana dei giovani e dei fanciulli.<br> L’incontro si inserisce nel percorso di dialogo avviato da Confartigianato Palermo con l’Arcidiocesi, anche alla luce delle recenti polemiche sul nuovo percorso di preparazione alla Prima Comunione e alla Cresima, che prevede un cammino più lungo per bambini e ragazzi.</p>



<p> Per Confartigianato, il confronto non può però essere limitato alle ricadute economiche sulle attività legate alle cerimonie, ma deve guardare al più ampio rapporto tra imprese, famiglie, formazione e comunità.<br> </p>



<p>«Il catechismo può rappresentare un’opportunità importante per contrastare il disagio e la disgregazione sociale, diventando uno strumento aggregativo e creatore di comunità – dice il presidente di Confartigianato Palermo Giuseppe Claudio Terruso –. È una sfida culturale e non tutto può essere ricondotto esclusivamente al profitto. Crediamo invece nella possibilità di costruire un dialogo stabile tra Chiesa, istituzioni e mondo produttivo palermitano, trasformandolo in iniziative concrete».</p>



<p>Terruso sottolinea anche il percorso di ascolto alla base della riforma catechistica: «Dal 2019 sono state coinvolte le parrocchie e sono stati distribuiti circa 2.500 questionari. Le comunità parrocchiali non possono essere semplicemente luoghi per la celebrazione dei sacramenti, ma devono essere comunità capaci di trasmettere fede, relazioni e partecipazione. Da parte nostra c’è la disponibilità a contribuire a questo percorso attraverso la pastorale sociale e un tavolo di lavoro che metta in relazione istituzioni e attività produttive».</p>



<p>Un’impostazione che si lega alle parole dello stesso Lorefice, che ha ribadito come il nuovo progetto non riguardi soltanto i giovani, ma anche le loro famiglie, con l’obiettivo di promuovere un cambiamento culturale e sociale e fare della parrocchia un luogo di formazione della fede. L’arcivescovo ha inoltre rinnovato la disponibilità al confronto sulle difficoltà di chi fa impresa e sulla possibilità di considerare le scelte della Chiesa anche come occasione per un “profitto etico”.</p>



<p>«Il nostro obiettivo – aggiunge Terruso – è diventare protagonisti di un cambiamento sociale positivo e contribuire concretamente al lavoro dell’arcivescovo. Organizzeremo un’assemblea per presentare il nuovo progetto e approfondire le possibilità di collaborazione».<br> Per Francesco Baiamonte, presidente dei Fotografi di Confartigianato Palermo, l’incontro rappresenta soprattutto l’avvio di una prospettiva comune: «Non è il nostro primo confronto con l’arcivescovo. Stiamo portando avanti un percorso e abbiamo proposto momenti formativi rivolti alle diverse categorie, nei quali potrebbe essere coinvolto anche Lorefice per raccontare la sua visione della catechesi e della comunità».</p>



<p> «Abbiamo scelto di sposare la visione della catechesi della Chiesa palermitana – continua Baiamonte –. Non si tratta soltanto di un incontro di solidarietà, ma di un progetto di visione, formazione e sostegno, nel quale anche il mondo delle imprese può dare il proprio contributo. Abbiamo inoltre concordato un percorso di formazione congiunto tra Confartigianato e Curia per gli operatori delle cerimonie, creando linee guida per unire professionalità e rispetto della liturgia. Anche noi stiamo vivendo un momento di forte difficoltà ma stiamo provando a trasformare questa difficoltà in una opportunità di formazione e rilancio positivo nei rapporti tra la nostra categoria e la curia che ha appezzato e sposato in pieno l&#8217;iniziativa».</p>



<p>Confartigianato Palermo conferma quindi la volontà di mantenere aperto il confronto con l’Arcidiocesi sui temi che riguardano la vita della città, con particolare attenzione alle imprese, alle famiglie e ai giovani. Un dialogo che, come ha sottolineato Lorefice, deve rimanere costante e arricchente, pur nella distinzione dei rispettivi ruoli, per condividere preoccupazioni e progetti e contribuire alla crescita sociale ed economica di Palermo.</p>
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		<item>
		<title>Schifani evoca le dimissioni, terremoto nel centrodestra siciliano</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/schifani-dimissioni-terremoto-nel-centrodestra-siciliano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ruggero D'Amico]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2026 19:18:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Regione siciliana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il governatore reagisce alle parole di Minardo e annuncia valutazioni sul proprio futuro. Crisi senza precedenti nella maggioranza</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>PALERMO – La crisi che da settimane attraversa il centrodestra siciliano adesso rischia di investire direttamente Palazzo d’Orléans. Renato Schifani mette sul tavolo l’ipotesi delle dimissioni e trasforma lo scontro interno a Forza Italia in una questione che riguarda la tenuta stessa del governo regionale.</p>



<p>A innescare la reazione del presidente della Regione sono state le parole del commissario regionale azzurro Nino Minardo, che ha parlato apertamente della necessità di un «cambiamento», presentandolo non come una posizione personale ma come una richiesta maturata all’interno del partito dopo mesi di confronto.</p>



<p>Parole che Schifani non ha lasciato cadere. «Prendo atto delle dichiarazioni dell’onorevole Minardo», è il senso della posizione assunta dal governatore, che ha annunciato di stare valutando «con senso di responsabilità» le decisioni da prendere e di volerle comunicare a breve.</p>



<p>Una formula che, nel linguaggio della politica, apre scenari molto più ampi di un semplice chiarimento interno. Sul tavolo c’è anche l’ipotesi estrema delle dimissioni del presidente e, con essa, la possibilità di una conclusione anticipata della legislatura regionale.</p>



<p>Lo scontro appare ancora più significativo perché arriva dall’interno di Forza Italia, il partito del governatore. Il confronto tra Schifani e Minardo era già entrato in una fase delicata nelle ultime ore. Una telefonata tra i due non sarebbe bastata a ricomporre le distanze emerse dopo la riunione dei vertici territoriali azzurri.</p>



<p>Minardo ha poi confermato pubblicamente la propria linea, sostenendo che la richiesta di cambiamento sarebbe il risultato di un percorso di ascolto condotto all’interno del partito. Una posizione difficilmente derubricabile, quindi, a semplice incomprensione personale.</p>



<p>Ed è proprio questo il nodo politico. Se la richiesta di discontinuità dovesse rappresentare realmente un orientamento maturato in una parte consistente di Forza Italia, Schifani si troverebbe davanti a una contestazione proveniente dalla sua stessa casa politica. Una situazione destinata inevitabilmente a riflettersi sugli equilibri dell’intera coalizione.</p>



<p>Le dichiarazioni del governatore hanno immediatamente acceso i telefoni tra Palermo e Roma. I vertici nazionali e regionali dei partiti di centrodestra hanno avviato interlocuzioni per comprendere la reale portata della crisi e soprattutto per evitare che lo scontro possa precipitare.</p>



<p>Una eventuale uscita di scena di Schifani, infatti, non avrebbe conseguenze soltanto siciliane. La Regione rappresenta uno degli equilibri politici più importanti del centrodestra nazionale e una crisi anticipata aprirebbe una complessa partita sulla futura candidatura alla presidenza, sui rapporti di forza tra Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega e sulla gestione della fase che precede le prossime scadenze elettorali.</p>



<p>L’ipotesi delle dimissioni può però essere letta anche come una mossa politica del governatore. Portare la crisi alle sue conseguenze estreme significa infatti chiamare l’intera maggioranza ad assumersi la responsabilità di un’eventuale rottura. Schifani, in sostanza, sembra chiedere ai suoi alleati e soprattutto a Forza Italia di chiarire se esistano ancora le condizioni politiche per proseguire la legislatura.</p>



<p>Una lettura che viene avanzata apertamente anche dall’opposizione. Il deputato regionale del Pd Nello Dipasquale sostiene che le dimissioni non si annuncino ma si presentino e interpreta l’uscita del governatore come un tentativo di mettere pressione sulla maggioranza e sullo stesso partito azzurro.</p>



<p>Al di là delle strategie, resta però un dato politico difficilmente contestabile: il rapporto tra Schifani e una parte di Forza Italia è arrivato a un passaggio particolarmente delicato e una questione nata all’interno del partito del presidente è ormai diventata una crisi dell’intero centrodestra siciliano.</p>



<p>Le prossime ore saranno decisive. Da capire se l’ipotesi delle dimissioni resterà uno strumento di pressione per ricompattare la coalizione oppure se Palazzo d’Orléans si trovi davvero davanti alla crisi politica più grave dall’inizio della legislatura.</p>
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		<item>
		<title>Dopo il rogo con 41 morti e 115 feriti, Jessica Moretti chiede un sussidio per infortunio nell&#8217;incendio</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/crans-montana-jessica-moretti-indennita-infortunio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2026 15:02:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Oltre lo stretto]]></category>
		<category><![CDATA[incendio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Jessica Moretti attende il via libera dall'assicurazione Zurich per l'indennità di infortunio tra restrizioni e timori di ritorsioni</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Mentre l&#8217;inchiesta sulla tragedia della <strong>notte di Capodanno</strong> muove i suoi passi formali, una nuova richiesta economica finisce al centro dell&#8217;attenzione giudiziaria nel Cantone del Vallese. <strong>Jessica Moretti</strong>, comproprietaria del discobar <strong>Constellation</strong> di <strong>Crans-Montana</strong>, potrebbe beneficiare di una compensazione giornaliera per infortunio sul lavoro, una sorta di <strong>sussidio</strong>. La donna e tra i principali indagati per il rogo in cui hanno perso la vita 41 persone e altre 115 sono rimaste ferite,  La pratica mira a compensare la perdita di guadagno dovuta ai danni alla salute riportati durante il rogo. L&#8217;<strong>assicurazione Zurich</strong>, chiamata a valutare l&#8217;erogazione in base alla legislazione svizzera sugli infortuni, ha fatto domanda di nulla osta alla Procura cantonale, ottenendo un parere favorevole nei documenti agli atti del dossier.</p>



<p>Nel frattempo resta particolarmente complessa la situazione penale e personale dei due coniugi  titolari della struttura. <strong>Jessica Moretti </strong>si trova infatti sottoposta all&#8217;obbligo di firma con la prescrizione di non allontanarsi dalla propria casa a Lens. Suo marito <strong>Jacques Moretti </strong>è invece detenuto in carcere dall&#8217;11 agosto a seguito di un&#8217;accusa di aggressione nei confronti della moglie e vi rimarrà almeno fino all&#8217;11 novembre per decisione del tribunale.</p>



<p>Le restrizioni giudiziarie si accompagnano a un<strong> clima di forte tensione</strong> e ad apprensioni documentate dalle forze dell&#8217;ordine. La polizia cantonale ha infatti registrato nei suoi verbali lo stato d&#8217;animo della donna, preoccupata per l&#8217;avvicinarsi delle festività di fine anno e del<strong> primo anniversario della tragedia</strong>. La titolare del locale teme infatti un forte ritorno dell&#8217;attenzione mediatica sul caso e paventa il rischio di possibili azioni isolate da parte dei familiari delle vittime.</p>
<p>L'articolo <a href="https://quotidianodipalermo.it/crans-montana-jessica-moretti-indennita-infortunio/">Dopo il rogo con 41 morti e 115 feriti, Jessica Moretti chiede un sussidio per infortunio nell&#8217;incendio</a> proviene da <a href="https://quotidianodipalermo.it">Quotidiano di Palermo</a>.</p>
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		<item>
		<title>Il Centro Conca d&#8217;oro pronto a riprendere l&#8217;attività: ecco le due date di ottobre</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/centro-via-lanza-di-scalea-calendario-riaperture-incendio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2026 14:03:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[conca d'oro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fissate le date per la riapertura del centro di via Lanza di Scalea: riaprono la Zona Bianca il 16 ottobre e la Zona Gialla il 31</p>
<p>L'articolo <a href="https://quotidianodipalermo.it/centro-via-lanza-di-scalea-calendario-riaperture-incendio/">Il Centro Conca d&#8217;oro pronto a riprendere l&#8217;attività: ecco le due date di ottobre</a> proviene da <a href="https://quotidianodipalermo.it">Quotidiano di Palermo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>A distanza di circa un mese dal rogo che lo scorso <strong>1° settembre</strong> ha costretto alla chiusura forzata l&#8217;intero complesso di via Lanza di Scalea, la ripartenza del polo commerciale prende finalmente forma. Infatti il collegio dei curatori di <strong>Immobiliare Malu e Compal </strong>ha indirizzato oggi alla struttura la quinta informativa ufficiale, tracciando la <strong>tabella di marcia</strong> e la scansione temporale per il rientro degli operatori. Così si è concretizzato il percorso verso la <strong>ripresa delle attività</strong> all&#8217;interno della struttura, con la definizione del piano accessi e riaperture suddiviso per settori.   Per i locali compresi nella<strong> Zona Bianca </strong>il ritorno dei clienti è fissato per il <strong>16 ottobre 2026</strong>. Gli esercenti interessati dovranno ultimare entro tale termine le operazioni di allestimento, il rifornimento dei prodotti e la gestione dei turni lavorativi, prendendo contatto con la Direzione per concordare orari di attività, modalità di ingresso merci e gestione dei servizi comuni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I negozi della zona bianca</h2>



<p>Questi sono i 57 negozi che rientrano nella <strong>zona bianca</strong>, quella non intaccata dall’incendio, e che quindi riapriranno il 16 ottobe: JD Sports, Zara, Piazza Italia, Scarpe &amp; Scarpe, Candida, Alcott, Johnnie Walker, Kiko, Pink Woman, Timberland, Bottega Verde, Milù, Harmont &amp; Blaine, Vodafone, Kippun Haru, Grand VIsion by Optissimo, Histoire D’Or, Keepman, TT Store, Lama Optical, Sephora, Okaidi, Oltre, Motivi, Rinascimento, Zucchi, Yamamay, Wycon, Ubar, Funside, Stroili Oro, Iuman, Guess, All Scent, Intimissimi, Gamelife, Blue Sprit, Pandora, Calzedonia, Swarovski, Wind Tre, MArlù, Robe di Kappa-Superga, Sorbino, Fiorella Rubino, Rituals, Tata Italia, Kosmo, Flying Tiger Copenhagen, Feltrinelli, AwLab, Clayton, Bag Store, Stradivarius, Pull&amp; Bear, Bershka, Antica Murrina.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I negozi della zona gialla aprono il 30 ottobre</h2>



<p>Diversa la scansione prevista per la <strong>Zona Gialla</strong>, dove gli operatori potranno varcare la soglia delle proprie unità a partire dal 10 ottobre 2026, previo accordo con la Direzione del Centro. Questa fase di accesso non prevede l&#8217;apertura della clientela, che rimarrà vietata, ed è finalizzata esclusivamente al controllo dei luoghi, delle merci e delle attrezzature, allo svolgimento di perizie, al recupero di documenti e beni, alla verifica degli impianti e all&#8217;avvio degli allestimenti. Per quest&#8217;area il riavvio della vendita al pubblico è in programma per il<strong> 31 ottobre 2026</strong> e sarà dettagliato con una nota successiva destinata agli operatori.  &nbsp;La aziende che rientrano in questa fascia sono 13: Sonny Bono, C’Art, Ovs, Mistretta Mobili, Unieuro, Old Wild West, Kfc, I Love Poke, Bar Bonida, Villa Pizza, Smashie, centro scommesse e tabacchi, Rosso Sapore.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Zona rossa</h2>



<p>Rimane invece sospesa la situazione relativa alla<strong> Zona Rossa</strong>, per la quale occorreranno ancora alcuni giorni prima di poter stabilire e rendere nota la data a decorrere dalla quale saranno autorizzati i primi ingressi. La decisione è condizionata all&#8217;acquisizione delle necessarie autorizzazioni da parte degli enti preposti. Questo l’elenco delle attività commerciali per le quali non è prevista una data di riapertura vicina : Camicissima, Miniso, Carpisa, Tim, La Casa de las Carcasas, Parfois, Thun, Golden Point, L’erbolario, Lovable, Artigli, Talco, Primadonna, Ottica Conticello, Kasanova, Original Marines, Pepco, Dan John, Calvin Klein, Foot Locker, Tezenis.</p>
<p>L'articolo <a href="https://quotidianodipalermo.it/centro-via-lanza-di-scalea-calendario-riaperture-incendio/">Il Centro Conca d&#8217;oro pronto a riprendere l&#8217;attività: ecco le due date di ottobre</a> proviene da <a href="https://quotidianodipalermo.it">Quotidiano di Palermo</a>.</p>
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		<title>Controlli nei locali nelle Madonie: sequestrato un forno e chiusa un’attività</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/controlli-nei-locali-nelle-madonie-sequestrato-forno-chiusa-unattivita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2026 11:29:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[madonie]]></category>
		<category><![CDATA[Petralia soprana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Controlli tra Bompietro e Polizzi Generosa</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Controlli dei <strong>Carabinieri nel comprensorio delle Madonie</strong> per verificare il rispetto delle norme sulla sicurezza alimentare e sulla tutela della salute dei consumatori. I militari della<strong> Compagnia di Petralia Sottana</strong>, insieme ai colleghi del<strong> N.A.S. di Palermo </strong>e nell’ambito dell’attività coordinata dalla <strong>Procura di Termini Imerese</strong>, hanno ispezionato alcune attività commerciali nei territori di <strong>Bompietro e Polizzi Generosa</strong>.</p>



<p>A <strong>Bompietro, i Carabinieri</strong> hanno concentrato l’attenzione su un panificio e hanno scoperto che il titolare utilizzava nel forno a legna pedane e pezzi di legname verniciato, in alcuni casi ancora con i chiodi. Secondo quanto emerso dagli accertamenti, il materiale rientrava tra i rifiuti speciali e poteva presentare caratteristiche di pericolosità.</p>



<p>I militari hanno quindi denunciato il titolare, lasciandolo in stato di libertà, con l’ipotesi di combustione illecita di rifiuti. L’autorità giudiziaria ha inoltre disposto il sequestro preventivo del forno a legna, del valore di circa 30 mila euro, e di circa 100 chili di legname.</p>



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<p>Durante il controllo sono emerse anche alcune irregolarità relative alle procedure di autocontrollo igienico-sanitario. I tecnici <strong>dell’Asp</strong>, intervenuti per le verifiche di competenza, hanno avviato l’iter per sospendere l’attività fino alla risoluzione delle criticità individuate.</p>



<p>I controlli hanno raggiunto anche <strong>Polizzi Generosa</strong>. Qui i <strong>Carabinieri </strong>hanno verificato un’attività che vende e conserva prodotti ortofrutticoli, riscontrando diverse violazioni. L’esercente operava senza la necessaria registrazione sanitaria e presentava carenze sia sotto il profilo igienico-sanitario sia sotto quello strutturale. Inoltre, l’attività non aveva predisposto le procedure di autocontrollo previste dal sistema <strong>HACCP</strong>.</p>



<p>Le violazioni hanno portato a sanzioni amministrative per un totale di 4 mila euro. Le condizioni dei locali hanno inoltre spinto l’autorità comunale ad adottare un provvedimento urgente. Il Comune ha disposto la chiusura immediata dell’attività e lo sgombero dei locali.</p>



<p>Le verifiche rientrano nel piano di controlli che la <strong>Compagnia dei Carabinieri di Petralia Sottana</strong> porta avanti insieme al <strong>N.A.S. di Palermo</strong> nei comparti considerati più delicati per la tutela della salute pubblica. Nel mirino finiscono in particolare la sicurezza degli alimenti, le condizioni igieniche e strutturali degli esercizi e il rispetto delle norme ambientali.</p>
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		<title>Minacce alla sindaca di Termini Imerese, la solidarietà di Confartigianato</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/minacce-alla-sindaca-di-termini-imerese-la-solidarieta-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Com. stampa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2026 10:49:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Confartigianato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La vicinanza del presidente di Palermo Giuseppe Claudio Terruso</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Confartigianato Palermo</strong> esprime piena solidarietà alla sindaca di <strong>Termini Imerese Maria Terranova</strong> e all’<strong>assessore comunale Maria Concetta Buttà</strong>, destinatarie di gravissime minacce e insulti violenti attraverso i social network.</p>



<p>«Esprimiamo la nostra vicinanza a <strong>Maria Terranova e Maria Concetta Buttà</strong> – dichiara il presidente di <strong>Confartigianato Palermo, Giuseppe Claudio Terruso</strong> – e condanniamo con fermezza le minacce rivolte alle due amministratrici. Il confronto politico e istituzionale, anche quando è duro e caratterizzato da posizioni diverse, non può mai degenerare nell&#8217;odio, nell&#8217;intimidazione o, peggio ancora, nell&#8217;incitamento alla violenza».</p>



<p>Per <strong>Confartigianato Palermo</strong> quanto accaduto a <strong>Termini Imerese</strong> rappresenta un campanello d&#8217;allarme sul clima che si è progressivamente creato attorno a chi ricopre incarichi pubblici. La critica all&#8217;operato di un&#8217;amministrazione è legittima e rappresenta un elemento essenziale della democrazia, ma deve rimanere all&#8217;interno dei confini del rispetto della persona e delle istituzioni.</p>



<p>«Chi amministra una città – aggiunge <strong>Terruso </strong>– deve poter svolgere il proprio lavoro senza sentirsi minacciato o intimidito. Sindaci, assessori e consiglieri comunali sono persone che scelgono di mettere tempo, competenze e responsabilità al servizio delle proprie comunità. Possiamo discutere e contestare le loro decisioni, ma non possiamo accettare che il dissenso si trasformi in violenza verbale e in minacce fisiche».</p>



<p>Confartigianato Palermo ribadisce quindi la propria vicinanza alla <strong>sindaca Maria Terranova e all&#8217;assessore Maria Concetta Buttà</strong>. «A<strong> Maria Terranova e Maria Concetta Buttà</strong> – conclude <strong>Terruso </strong>– va il nostro sostegno e l&#8217;augurio di poter continuare a svolgere il loro mandato con serenità e determinazione. La risposta alle minacce deve essere quella delle istituzioni, della legalità e della capacità di una comunità di non lasciare sole le persone che la rappresentano».</p>
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		<item>
		<title>Palermo, Rifondazione mette il veto a Italia Viva: campo largo in salita</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/palermo-rifondazione-mette-il-veto-a-italia-viva-campo-largo-in-salita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ruggero D'Amico]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2026 10:20:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Torre ed Evola contestano il ruolo dei renziani e le distanze sul programma. Il campo largo deve sciogliere il nodo delle alleanze</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il progetto di un’alternativa all’amministrazione <strong>Lagalla </strong>incontra un primo ostacolo politico: chi può farne parte e su quali impegni comuni? Rifondazione comunista pone una pregiudiziale sulla presenza di Italia Viva, giudicata incompatibile con la costruzione dello schieramento. Una presa di posizione che porta al centro del confronto la coerenza delle alleanze e il rapporto fra l’allargamento della coalizione e la sua identità.</p>



<p>A sollevare la questione sono <strong>Ramon La Torre e Barbara Evola</strong>. Per i due esponenti di Rifondazione, il percorso dei renziani a <strong>Palermo </strong>— da loro descritto come opposizione alla giunta Orlando e sostegno all’amministrazione <strong>Lagalla </strong>— rende problematico un accordo nel fronte che intende proporsi come alternativa all’attuale governo cittadino.</p>



<p>La contestazione riguarda soprattutto la credibilità del progetto. Secondo<strong> La Torre ed Evola</strong>, accogliere Italia Viva senza chiarire il suo rapporto con la maggioranza comunale rischierebbe di rendere poco riconoscibile la proposta agli elettori. Il punto politico è preciso: una coalizione che chiede di cambiare amministrazione deve spiegare quale discontinuità vuole realizzare e quali responsabilità ciascuna componente è pronta ad assumere.</p>



<p>Rifondazione richiama anche divergenze di programma. Inceneritori a <strong>Palermo e Catania</strong>, Ponte sullo Stretto e privatizzazioni sono i temi sui quali<strong> La Torre ed Evola attribuiscono a Italia Viva </strong>orientamenti difficilmente conciliabili con la propria idea di città. Al centro della loro proposta indicano servizi pubblici, tutela sociale e qualità della vita.</p>



<p>Sono questioni che rendono il confronto più impegnativo di una trattativa sui confini dello schieramento. Per costruire un’alternativa, le forze coinvolte dovranno precisare come intendono gestire i rifiuti, quali investimenti considerano prioritari e quale ruolo assegnano al pubblico nei servizi. Le differenze possono essere affrontate attraverso un accordo, ma lasciarle irrisolte significherebbe trasferirle dentro un’eventuale esperienza di governo.</p>



<p>La presa di posizione arriva dopo l’incontro del 4 ottobre alla Festa dell’Unità. La Torre ed Evola richiamano le reazioni della platea come un segnale che, a loro giudizio, non può essere ignorato. Da qui la richiesta di aprire una discussione pubblica, evitando di ripetere quelli che considerano errori di metodo del passato.</p>



<p>Per il <strong>Pd </strong>e per le altre forze impegnate nel confronto si apre dunque una scelta delicata. Allargare la coalizione può rafforzarne la competitività; perché questo allargamento sia sostenibile, però, serve una base programmatica condivisa. Il rischio è che la ricerca dell’unità elettorale produca una proposta attraversata da contraddizioni già prima del voto.</p>



<p><strong>Italia Viva</strong> è chiamata, sul piano politico, a chiarire il proprio rapporto con l’amministrazione <strong>Lagalla </strong>e le condizioni di un’eventuale partecipazione al fronte alternativo. Rifondazione, a sua volta, dovrà misurare la propria posizione con la possibilità di costruire una coalizione capace di incidere sugli equilibri della città. La discussione riguarda entrambe le esigenze: coerenza e capacità di governo. L’alternativa a <strong>Lagalla </strong>entra così nella sua prima prova concreta.</p>



<p>Prima delle candidature, occorre definire gli impegni che tengono insieme lo schieramento. Un confronto pubblico sulle scelte per Palermo può rendere comprensibili gli accordi e le divergenze. Senza quel passaggio, il campo largo rischia di restare una formula nella quale ogni partito immagina un progetto diverso.</p>
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		<item>
		<title>Aperta un&#8217;inchiesta a Catania: 40enne arrestato dopo un inseguimento muore negli uffici della polizia</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/catania-quarantenne-muore-questura-inseguimento-autopsia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2026 10:08:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal resto della Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[Catania]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Catania, 40enne muore in Questura per un malore dopo un inseguimento. La Procura apre un'indagine e ordina l'autopsia</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Un controllo stradale notturno si è trasformato in tragedia a <strong>Catania</strong>, dove un uomo di quarant&#8217;anni ha perso la vita all&#8217;interno degli uffici delle Volanti della Questura. Tutto è iniziato dopo un inseguimento, scattato quando il quarantenne, alla guida di uno scooter e con alle spalle precedenti per reati contro il patrimonio, si è rifiutato di fermarsi all&#8217;alt intimato da una pattuglia della Polizia. Dopo che lo hanno bloccato al termine della fuga, le forze dell&#8217;ordine lo hanno condotto presso la struttura di pubblica sicurezza per l&#8217;espletamento dei consueti accertamenti e per la verifica dell&#8217;identità personale.</p>



<p>Proprio durante il disbrigo delle formalità di rito negli uffici della Questura, il fermato ha accusato un improvviso e grave malore di fronte agli agenti. Nonostante l&#8217;immediato intervento di primo soccorso prestato dai poliziotti presenti e la successiva richiesta di intervento urgente ai sanitari del 118, ogni tentativo di rianimazione si è rivelato vano e il personale medico ha potuto unicamente constatare il decesso dell&#8217;uomo.</p>



<p>La magistratura intende ora fare piena luce sulle cause e sull&#8217;esatta dinamica di quanto accaduto all&#8217;interno del presidio di polizia. A tal fine, la Procura della Repubblica di Catania ha formalmente avviato un&#8217;indagine sulla vicenda e ha disposto l&#8217;esecuzione dell&#8217;autopsia sulla salma del quarantenne, che fornirà gli elementi clinici decisivi per accertare i motivi del decesso.</p>



<p></p>
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