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	<title>studenti Archivi - Quotidiano di Palermo</title>
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	<description>Qdp - Giornale di informazione: una finestra su Palermo</description>
	<lastBuildDate>Fri, 18 Sep 2026 11:32:27 +0000</lastBuildDate>
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	<title>studenti Archivi - Quotidiano di Palermo</title>
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	<item>
		<title>Paura in una scuola di Roma: 13enne spruzza spray urticante e accoltella la docente</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/paura-una-scuola-roma-13enne-spruzza-spray-urticante-accoltella-docente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Sep 2026 11:32:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Oltre lo stretto]]></category>
		<category><![CDATA[Aggressione]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[studenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A interrompere l'aggressione sarebbe intervenuto un compagno di classe</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Momenti di paura questa mattina in una scuola media della zona di <strong>Centocelle, a Roma</strong>, dove un ragazzo di 13 anni ha aggredito un’insegnante. Lo studente avrebbe spruzzato dello <strong>spray urticante sul volto della docente</strong> e subito dopo l’avrebbe colpita con una coltellata.</p>



<p>L’allarme è scattato dopo la richiesta di intervento arrivata al <strong>112</strong>. I <strong>carabinieri della Stazione Centocelle hanno raggiunto l’istituto insieme agli operatori del 118</strong>. La docente, sotto shock dopo l’aggressione, non corre pericolo di vita. I soccorritori hanno prestato le prime cure alla donna mentre i militari hanno avviato gli accertamenti per ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto.</p>



<p>Il 13enne aveva con sé anche un <strong>telefono cellulare collegato a Telegram</strong>. Il ragazzo avrebbe cercato di utilizzare il dispositivo per <strong>riprendere la scena durante una videochiamata</strong>. A interrompere l&#8217;aggressione sarebbe intervenuto un <strong>compagno di classe</strong>, che avrebbe affrontato il 13enne e permesso alla docente di mettersi al riparo.</p>



<p>L&#8217;episodio riporta alla memoria un altro caso avvenuto nel <strong>marzo 2026 in una scuola della provincia di Bergamo</strong>. Anche in quella circostanza un docente, la 57enne <strong>Chiara Mocchi</strong>, subì un&#8217;aggressione con un coltello da parte di uno studente di 13 anni. La professoressa raccontò in seguito di aver trovato un aiuto decisivo nell&#8217;intervento di un altro alunno, che affrontò il ragazzo per difenderla.</p>
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		<item>
		<title>L&#8217;intelligenza emotiva in classe a Palermo</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/lintelligenza-emotiva-in-classe-a-palermo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Com. stampa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 09:28:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi e Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[studenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Presentata a Palermo la guida metodologica per l'intelligenza emotiva in classe</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Insegnare la matematica, i verbi irregolari e anche l’inglese a scuola, facendo leva sulle emozioni, che sono poi il modo migliore per apprendere e ‘fissare’ i ricordi: è questo quello che ha provato a mettere in atto, in due anni di esperienza sul campo, il progetto Erasmus+ Emotional Intelligence Approach on Teaching Methods, di cui il Dipartimento di Scienze Psicologiche, Pedagogiche, dell&#8217;Esercizio Fisico e della Formazione dell&#8217;Università degli Studi di Palermo è partner, sotto la guida scientifica della prof.ssa Antonella D&#8217;Amico e della dott.ssa Carla La Rizza.</p>



<p>Martedì a Palermo, presso il Liceo Ninni Cassarà, si è svolto l’Evento Moltiplicatore del progetto, che serve a creare la disseminazione dei risultati ottenuti.</p>



<p>L&#8217;incontro ha coinvolto 66 insegnanti provenienti da diverse scuole secondarie del territorio palermitano ed ha rappresentato un’importante occasione per diffondere i principali risultati e prodotti del progetto e promuovere una riflessione sul ruolo dell’Intelligenza Emotiva nei processi di insegnamento e apprendimento. L&#8217;incontro si è aperto con la somministrazione di un questionario volto a raccogliere opinioni, esperienze e percezioni degli insegnanti rispetto all’utilizzo dell’Intelligenza Emotiva in classe, offrendo un punto di partenza per il confronto e la condivisione.</p>



<p>Focus dell&#8217;incontro è stato l&#8217;intervento delle tre insegnanti coinvolte in diverse fasi del progetto, che hanno portato la propria testimonianza e illustrato il contributo offerto allo sviluppo e implementazione dei materiali inclusi nella Guida Metodologica per la progettazione didattica, uno dei principali prodotti del progetto. Le loro testimonianze hanno offerto una prospettiva concreta sulle modalità con cui un approccio basato sull’Intelligenza Emotiva può essere integrato nelle pratiche didattiche quotidiane.</p>



<p>Particolare attenzione è stata dedicata al valore aggiunto di affiancare la dimensione emotiva all’apprendimento scolastico, così come all’importanza di rendere questo approccio sempre più condiviso tra gli insegnanti dell&#8217;istruzione secondaria. Il confronto ha evidenziato il potenziale dell’Intelligenza Emotiva nel sostenere il benessere, la partecipazione e lo sviluppo socio-emotivo degli studenti, arricchendo al contempo le pratiche metodologiche dei docenti.</p>



<p>Numerosi insegnanti hanno già richiesto di poter ricevere la Guida Metodologica e hanno espresso la volontà di condividerne e promuoverne i contenuti all’interno delle proprie scuole, creando così nuove opportunità affinché i risultati del progetto possano raggiungere una comunità educativa più ampia.</p>



<p>L’evento ha rappresentato, pertanto, non solo un’attività di disseminazione, ma anche un importante passo verso la sostenibilità e l’adozione a lungo termine dell’approccio proposto, incoraggiando gli insegnanti a diventare a loro volta promotori di pratiche educative basate sull’Intelligenza Emotiva all’interno delle proprie scuole e reti territoriali.</p>
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		<item>
		<title>Avere 20 anni a Palermo tra università, lavoro e futuro: i dubbi e le speranze di Alessandro e Sofia</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/avere-20-anni-palermo-tra-universita-lavoro-futuro-dubbi-speranze-alessandro-sofia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Padellaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Sep 2026 12:34:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[TAGLIO BASSO]]></category>
		<category><![CDATA[studenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una città che si ama, ma che non sempre riesce a offrire le condizioni per costruire qui il proprio domani</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Vent’anni <strong>Palermo </strong>possono essere tante cose insieme. Una città in cui crescere, studiare, uscire, innamorarsi e immaginare il futuro. Ma anche una città che, quando arriva il momento di cercare un lavoro o conquistare un po’ di autonomia, può mettere davanti ai giovani più di qualche ostacolo.</p>



<p>A raccontare <strong>Palermo</strong>, con gli occhi di due poco più che 20enni, sono <strong>Alessandro Ganci e Sofia Cangemi</strong>, due giovani con percorsi diversi, ma alle prese con alcune delle stesse amletiche domande: <strong>restare o partire?</strong> Studiare qui o cercare altrove? Quanto pesa il lavoro sulle proprie scelte? E soprattutto: <strong>Palermo può davvero diventare il posto in cui costruire la propria vita?</strong></p>



<p>Per <strong>Alessandro</strong>, 24 anni, «non è facilissimo essere ventenne a <strong>Palermo </strong>in questo momento storico. Penso &#8211; dice il giovane &#8211; che la città abbia una seria carenza di spazi di aggregazione, pubblici e privati, e che le istituzioni non si muovano in tal senso per restituire o dare spazi a noi».</p>



<p>Ma il problema non riguarda soltanto il tempo libero. «Anche lavorativamente parlando non è facile &#8211; racconta -. Più volte mi sono messo d’impegno nel cercare qualche impiego (anche part time) per darmi più autonomia economica ma <strong>non si trova nulla</strong> se non a condizioni davvero difficili. Mettere insieme un piccolo guadagno ed equilibrare lavoro/studio e attività ricreative (banalmente cercare il “che fare”) sembra sempre una sfida abbastanza pesante».</p>



<p>Anche <strong>Sofia</strong>, 21 anni, parla di una città fatta di contrasti. «Essere ventenne a <strong>Palermo </strong>è un’esperienza contrastante &#8211; ammette -. Dal punto di vista sociale definirei calorosi e accoglienti le persone della mia città, da altri punti di vista è una città un po’ lenta, fatta di disorganizzazione che spesso limita molto i miei coetanei».</p>



<h2 class="wp-block-heading">Lo studio c’è, il lavoro è il problema</h2>



<p>Se c’è un ambito nel quale entrambi riconoscono a Palermo delle possibilità, è quello della formazione.</p>



<p>«Secondo me, dal punto di vista scolastico sì, <strong>Palermo </strong>offre buoni percorsi di studio, come nel campo universitario ad esempio &#8211; spiega <strong>Sofia </strong>-. Il problema, però, arriva nel momento in cui ci affacciamo al mondo del lavoro. A <strong>Palermo </strong>le opportunità ci sono ma spesso sono basate sulla convenienza del datore di lavoro».</p>



<p>Anche <strong>Alessandro </strong>distingue nettamente i due aspetti. «Il lavoro mi sembra l’aspetto più debole, soprattutto per chi cerca impieghi velocemente e di breve periodo. Dall’altro lato penso che per studiare <strong>Palermo </strong>sia una buona città. Permane l’aspetto delle attività ricreative, però la città rimane bella, con prezzi tutto sommato accessibili e più bassi rispetto al resto d’Italia. Offre un clima mite e possibilità di godere di paesaggi naturali meravigliosi a poca distanza dalla città».</p>



<p>E anche <strong>sull’università il giudizio è positivo</strong>, pur con qualche riserva. «L’università, checché se ne dica, con tutti i problemi che ha, forma talenti e dispone di un <strong>grande campus con strutture anche belle, e una docenza che spesso può essere di grande qualità</strong>».</p>



<p>Il confronto con il resto <strong>d’Italia</strong>, però, secondo <strong>Alessandro </strong>resta evidente. «Per me soffre un po’ il paragone con gli atenei del nord quando si parla di reti di contatti con il tessuto imprenditoriale ed accademico a livello globale, però ci si può lavorare».</p>



<h2 class="wp-block-heading">Restare, ma a quali condizioni?</h2>



<p>È qui che la domanda sul futuro diventa inevitabilmente una domanda sulla possibilità di restare.</p>



<p><strong>Sofia </strong>non nasconde che l’idea di andare via esista. «La speranza di rimanere c’è, lasciare la famiglia e la propria terra lascia sempre un vuoto nel cuore, però se penso obiettivamente alle opportunità lavorative che offrono all’estero è naturale scendere a compromessi sulla stabilità lavorativa».</p>



<p>Anche le condizioni economiche pesano sulle sue scelte. «Assolutamente sì &#8211; risponde <strong>Sofia </strong>-. Dipende che tipo di lavoro e anche in base alle ore, gli stipendi non sono tanto alti e di conseguenza purtroppo non si può fare granché».</p>



<p><strong>Alessandro</strong>, invece, ha una formazione che guarda già oltre i confini della città. Ha studiato <strong>Sviluppo Economico e Cooperazione Internazionale e ora frequenta una doppia magistrale tra Economia applicata e Sviluppo e Cooperazione</strong>. Il suo percorso, spiega, ha una «vocazione molto internazionale» e potrebbe portarlo a lavorare fuori <strong>Palermo</strong>.</p>



<p>«Da questo punto di vista è chiaro che la mia professione potrebbe portarmi spesso fuori, in maniera alternata o permanente, però se potessi conciliare questa propensione che ho verso l’estero e la vocazione per lavorare in progetti che abbiano un reale riscontro sociale, <strong>Palermo </strong>non mi dispiacerebbe come città dove vivere. D’altronde è la città in cui sono cresciuto e dove vorrei poter costruire qualcosa di stabile nella mia vita. È tutto un forse, dovrei poter trovare qualche impiego che mi permetta di fare queste cose in maniera abbastanza equilibrata. Difficilotto».</p>



<h2 class="wp-block-heading">La politica: chi prova a cambiarla e chi non si sente rappresentato</h2>



<p>Anche il <strong>rapporto con le istituzioni</strong> racconta due atteggiamenti differenti.</p>



<p><strong>Alessandro </strong>è una persona politicamente impegnata e fa parte di una giovanile di partito a <strong>Palermo</strong>. «Sono una persona molto politica e politicamente esposta. Non si può e non si deve essere apolitici: al massimo si può essere apartitici, ovvero distanti dai singoli partiti. In ogni caso a me piace aver trovato una comunità politica di riferimento che crede nel cambiamento di questa città».</p>



<p>«Purtroppo &#8211; aggiunge <strong>Ganci </strong>&#8211; è difficile poterlo concretizzare, le istituzioni sono spesso molto ferme. Le assemblee di comune e regione sembrano essere due luoghi dove si fa a gara a chi è più assenteista e a chi si prende meno responsabilità, prendendo infine poche decisioni e con un indirizzo politico abbastanza discutibile. Per il resto mi sento parte della città e sarebbe impossibile non sentirsi tale, spero di poter essere più incisivo da questo punto di vista in futuro».</p>



<p><strong>Sofia </strong>vive invece un rapporto molto più distante con la politica. «Non mi sento molto rappresentata dalle istituzioni, non parlo soltanto di <strong>Palermo </strong>ma in generale dalla politica italiana», dice. E aggiunge «Penso che con l’attuale governo non ci sia molto spazio per i giovani».</p>



<h2 class="wp-block-heading">A trent’anni, tra famiglia e paura del futuro</h2>



<p>Poi c’è la domanda che forse più di tutte mette davanti all’incertezza: <strong>come questi giovani palermitani si immaginano tra dieci anni?</strong></p>



<p><strong>Sofia </strong>non nasconde di avere paura. «Il futuro mi spaventa, mi sto impegnando all’università per questo, proprio per cercare di assicurarmi un futuro».</p>



<p>«Spero di avere una famiglia in futuro, nonostante sia preoccupata delle generazioni future che già ad oggi fanno discutere. Ricordiamo tutti i femminicidi o giovani che girano armati. Ho esperienza ogni giorno con ragazzini che già in età precoce sentono il bisogno di sentirsi grandi: sono docente esperta in una scuola professionale e purtroppo sento ogni giorno esperienze di alcune mie alunne».</p>



<p><strong>Alessandro</strong>, invece, sembra non avere grosse paure: «Non mi spaventa tanto il futuro, almeno non quello mio personale. Mi preoccupa a livello generazionale, collettivo diciamo, come società e umanità. Sento però che il mio futuro è ricco di sfide ed esperienze che sono pronto ad accettare, mi stimola diciamo, piuttosto che spaventarmi». </p>



<p>E una <strong>famiglia</strong>? Sì, anche per lui è un desiderio. «Beh sì idealmente mi piacerebbe poter costruirmi una famiglia un giorno. Non so se 30 anni è una meta realistica per pensare a un obiettivo del genere, perché mi sembra che le scelte di questo tipo oggi vadano tardando sempre di più negli anni. Però sì, mi piacerebbe, magari qui a <strong>Palermo</strong>. Non so a che condizioni, né in che modo, però diciamo utopisticamente se potessi meccanicamente manipolare tutte le variabili della mia vita, forse sì».</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Sicurezza a scuola, “I Diritti dei Più Fragili” chiede nuove tutele per i bambini</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/sicurezza-scuola-diritti-dei-piu-fragili-chiede-nuove-tutele-per-bambini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2026 07:07:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[studenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le proposte dell'associazione alla Camera</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L’<strong>Associazione I Diritti dei Più Fragili APS ha inviato alla Camera dei Deputat</strong>i una comunicazione formale per chiedere un <strong>intervento nazionale sulla sicurezza dei bambini e dei ragazzi durante la permanenza a scuola. </strong></p>



<p>La proposta riguarda tutti i minori, con e senza disabilità, e pone particolare attenzione agli alunni con <strong>autismo, disabilità intellettive, difficoltà o assenza del linguaggio verbale e altre condizioni che possono rendere più complessa la comunicazione </strong>di quanto accade durante la giornata scolastica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Videosorveglianza</h2>



<p>L’associazione invita il <strong>Parlamento </strong>ad approfondire la possibilità di introdurre una disciplina nazionale capace di rafforzare gli strumenti di prevenzione e tutela all’interno degli istituti scolastici. Tra le ipotesi indicate compare anche la<strong> videosorveglianza, da valutare però soltanto attraverso un sistema regolamentato</strong> e compatibile con la normativa sulla <strong>privacy</strong>, con la dignità dei minori e con i diritti dei lavoratori.</p>



<p>La proposta non prevede un accesso libero delle famiglie alle immagini né un controllo continuo sull’attività di docenti, educatori e operatori. L’associazione immagina invece un eventuale modello protetto, con registrazioni cifrate, tempi di conservazione limitati, cancellazione automatica e accessi tracciabili. Solo la legge dovrebbe stabilire chi può consultare le immagini e in quali circostanze.</p>



<p>In caso di una segnalazione circostanziata relativa a un possibile episodio grave, un futuro sistema normativo potrebbe consentire, qualora ne ricorrano i presupposti, di conservare le registrazioni interessate e consegnarle all’<strong>Autorità giudiziaria, alle Forze dell’Ordine o agli altri soggetti istituzionali autorizzati.</strong></p>



<p>L’associazione sostiene che una regolamentazione equilibrata potrebbe tutelare non soltanto i bambini e le loro famiglie, ma anche il personale scolastico.<strong> Docenti, insegnanti di sostegno, educatori, operatori ASACOM e altri lavoratori </strong>potrebbero infatti contare su uno strumento utile a ricostruire in modo oggettivo eventuali episodi, anche quando un’accusa dovesse rivelarsi infondata.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Maggior formazione</h2>



<p>La richiesta dell’associazione, però, non si concentra soltanto sulle telecamere. Tra le priorità indicate <strong>figurano anche una maggiore formazione sulla disabilità e sull’autismo, l’utilizzo della Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA)</strong>, procedure più efficaci per prevenire e segnalare eventuali criticità, una maggiore collaborazione tra scuola e famiglia e un coordinamento più stretto con i servizi sanitari e sociali.</p>



<p>L’associazione chiede inoltre di individuare soluzioni alternative o complementari nel caso in cui la videosorveglianza non risultasse compatibile con il quadro giuridico o non rappresentasse una strada concretamente percorribile. L’obiettivo, sottolinea, deve restare quello di aumentare concretamente la sicurezza dei minori.</p>



<p>Per approfondire il tema, <strong>I Diritti dei Più Fragili APS</strong> propone anche un confronto parlamentare o un’audizione che coinvolga scuole, famiglie, associazioni delle persone con disabilità, enti del <strong>Terzo Settore</strong>, rappresentanze dei lavoratori, <strong>Autorità </strong>garanti ed esperti del settore.</p>



<p>«Non vogliamo mettere le famiglie contro la scuola e non vogliamo mettere la sicurezza dei bambini contro i diritti dei lavoratori. Vogliamo che famiglie, scuola, lavoratori, associazioni e Istituzioni siano dalla stessa parte: quella dei bambini. Un bambino che non può raccontare, o che in quel momento non riesce a raccontare, non può per questo ricevere una tutela inferiore», dichiara <strong>Giuseppe Adelfio, presidente pro tempore dell’Associazione</strong>.</p>



<p>La comunicazione inviata alla <strong>Camera</strong> si inserisce nella raccolta firme nazionale «Più sicurezza per i bambini nelle scuole», che l’associazione ha avviato il 4 settembre 2026. L’iniziativa resta aperta alle famiglie, ai cittadini e alle realtà associative interessate ad aderire.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Caldo estremo, scuole a rischio chiusura: cosa prevede la direttiva di Lagalla</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/scuole-e-caldo-estremo-lagalla-la-sicurezza-e-la-priorita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2026 11:34:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[studenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La misura non riguarderà gli istituti con impianti di climatizzazione adeguati </p>
<p>L'articolo <a href="https://quotidianodipalermo.it/scuole-e-caldo-estremo-lagalla-la-sicurezza-e-la-priorita/">Caldo estremo, scuole a rischio chiusura: cosa prevede la direttiva di Lagalla</a> proviene da <a href="https://quotidianodipalermo.it">Quotidiano di Palermo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Garantire la sicurezza di studenti, personale scolastico e famiglie in vista dell’inizio del nuovo anno scolastico, soprattutto di fronte al possibile aumento degli eventi climatici estremi. </p>



<p>Con questo obiettivo il sindaco di <strong>Palermo Roberto Lagalla</strong> ha firmato questa mattina una direttiva rivolta ai vertici dell’Istruzione cittadina e metropolitana e al <strong>Provveditore degli studi di Palermo.</strong></p>



<p>Il documento introduce alcune misure da adottare in caso di condizioni meteorologiche particolarmente critiche. Se scatterà un’allerta climatica con “bollino rosso”, il <strong>Comune</strong> prevede la sospensione delle lezioni e la chiusura temporanea degli edifici scolastici comunali. </p>



<p>La misura non riguarderà gli istituti nei quali i dirigenti scolastici certificheranno la presenza di impianti di climatizzazione adeguati e perfettamente funzionanti.</p>



<p>Anche in caso di chiusura, le scuole potranno garantire la continuità delle attività didattiche attraverso la didattica a distanza. <strong>L’amministrazione comunale </strong>punta inoltre a una soluzione strutturale per affrontare il problema delle temperature elevate negli edifici scolastici.</p>



<p>La direttiva prevede infatti la predisposizione di un piano tecnico ed economico di lungo periodo per rafforzare e adeguare gli impianti di climatizzazione delle scuole cittadine. </p>



<p><strong>Palazzo delle Aquile</strong> valuterà anche interventi temporanei che possano ridurre il caldo all’interno degli istituti durante i periodi caratterizzati dalle temperature più elevate.</p>



<p>«La sicurezza e il benessere dei nostri studenti, delle loro famiglie e di tutto il personale scolastico sono una priorità assoluta – afferma il sindaco <strong>Roberto Lagalla</strong> -. Di fronte alla possibilità di eventi climatici estremi, non possiamo permetterci di attendere che l’emergenza si manifesti: dobbiamo essere pronti ad agire prima, con decisioni chiare e tempestive».</p>



<p>«Questa direttiva stabilisce un principio preciso: quando le condizioni climatiche rappresentano un rischio concreto per la salute e l’incolumità delle persone, la tutela viene prima di tutto. È una scelta di responsabilità – conclude il primo <strong>cittadino</strong> -, che mette al centro la sicurezza di chi ogni giorno vive la scuola».</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Brancaccio, entrano di sera in una scuola e fuggono sul tetto: denunciati due giovani</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/brancaccio-entrano-sera-una-scuola-fuggono-sul-tetto-denunciati-due-giovani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Sep 2026 08:02:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Brancaccio]]></category>
		<category><![CDATA[carabinieri]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[studenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Trovato addosso al sedicenne un martelletto frangivetro a doppia punta</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Due giovani di <strong>Palermo</strong>, di 16 e 18 anni sono finiti nei guai dopo un’intrusione all&#8217;istituto scolastico <strong>Ernesto Basile in via Natale Carta</strong> a <strong>Brancaccio</strong>. I <strong>Carabinieri del Nucleo Radiomobile</strong> li hanno denunciati a piede libero con le accuse di <strong>invasione di edifici, danneggiamento aggravato e porto abusivo di oggetti atti ad offendere.</strong></p>



<p>L’intervento è scattato dopo una chiamata al <strong>112</strong>. Alcuni cittadini avevano notato delle<strong> luci muoversi all’interno dell’area di una scuola</strong>, ormai chiusa per la sera, e hanno segnalato la presenza sospetta ai soccorsi.</p>



<p>Le pattuglie del <strong>Nucleo Radiomobile</strong> hanno raggiunto la zona e hanno circondato l’area, cercando di evitare che gli intrusi potessero accorgersi del loro arrivo e scappare. I militari hanno individuato tre persone all’interno del complesso. Alla vista delle gazzelle, il<strong> gruppo ha tentato la fuga salendo sul tetto</strong> di un edificio scolastico vicino e spostandosi tra le coperture.</p>



<p>I <strong>Carabinieri </strong>sono riusciti a fermare due dei tre giovani. Durante le perquisizioni, i militari hanno trovato addosso al <strong>sedicenne un martelletto frangivetro a doppia punta</strong>. Il ragazzo non ha fornito spiegazioni sul motivo per cui lo portasse con sé.</p>



<p>Gli accertamenti all’interno e all’esterno della scuola di <strong>Brancaccio </strong>hanno inoltre evidenziato i danni a una <strong>finestra</strong>. Qualcuno <strong>avrebbe infranto il vetro per entrare nei locali dell’istituto.</strong></p>



<p>Al termine degli accertamenti, i due giovani hanno ricevuto una denuncia a piede libero. Ora la vicenda passa all’esame della <strong>Procura della Repubblica di Palermo</strong> e, per il minorenne, della <strong>Procura per i Minorenni</strong>.</p>
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		<title>Vaccini, la proposta dei pediatri siciliani: «Attestazione nel certificato sportivo»</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/vaccini-la-proposta-dei-pediatri-siciliani-attestazione-nel-certificato-sportivo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Aug 2026 08:03:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[studenti]]></category>
		<category><![CDATA[Vaccini]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://quotidianodipalermo.it/?p=62900</guid>

					<description><![CDATA[<p>La proposta prevende anche di segnalare i rifiuti reiterati delle famiglie</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>I<strong> pediatri siciliani propongono di inserire nel certificato medico per l’attività sportiva anche l’attestazione delle vaccinazioni effettuate</strong>. La proposta prevede inoltre che il pediatra di famiglia segnali i casi in cui i genitori, dopo aver ricevuto informazioni puntuali, continuino a rifiutare le vaccinazioni per i propri figli.</p>



<p>Il <strong>segretario regionale della Federazione italiana medici pediatri (Fimp), Tito Barbagiovanni,</strong> presenterà queste idee oggi durante l’incontro con l<strong>’assessore regionale alla Salute Marcello Caruso</strong>. Alla riunione parteciperà anche <strong>Toti Amato, presidente dell’Ordine dei medici di Palermo e coordinatore degli Ordini siciliani</strong>.</p>



<p>L’obiettivo consiste nel rafforzare le coperture vaccinali <strong>nell’Isola</strong>, soprattutto dopo la morte a <strong>Palermo di una bambina, Annarosa,</strong> non vaccinata colpita dalla difterite.</p>



<p><strong>Barbagiovanni </strong>propone di collegare l’attestazione vaccinale anche alla pratica sportiva. Questo passaggio potrebbe aumentare l’attenzione nei confronti dei rischi legati alla mancata immunizzazione. Soprattutto quando un bambino entra in contesti collettivi come scuole e società sportive.</p>



<p>La seconda proposta riguarda invece il ruolo dei pediatri di famiglia. <strong>Barbagiovanni </strong>chiede alla <strong>Regione </strong>di coinvolgerli in modo più strutturato nella strategia vaccinale. Così da permettere ai professionisti di intervenire con maggiore efficacia nei confronti delle famiglie che mostrano esitazione o rifiuto.</p>



<p>La <strong>Regione </strong>dispone già dei dati sulle vaccinazioni effettuate e può verificare quali bambini risultano immunizzati e quali no. Il <strong>pediatra</strong>, secondo la proposta, potrebbe però individuare in modo più preciso i minori non vaccinati e documentare il percorso seguito con le famiglie.</p>



<p>In particolare, il medico dovrebbe registrare anche i casi in cui ha fornito più volte informazioni dettagliate sui vaccini, senza però ottenere il consenso dei genitori. Una segnalazione di questo tipo, secondo <strong>Barbagiovanni</strong>, permetterebbe di rendere più <strong>consapevole la scelta di chi decide di non vaccinare il proprio figlio</strong>.</p>



<p>La vicenda della bambina morta a <strong>Palermo </strong>rappresenta, per il segretario <strong>regionale della Fimp</strong>, un forte richiamo alla necessità di intervenire. <strong>L&#8217;attenzione suscitata dalla tragedia, sostiene, dovrebbe trasformarsi in un&#8217;occasione concreta per aumentare le coperture vaccinali </strong>in <strong>Sicilia </strong>e raggiungere livelli adeguati di protezione.</p>
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		<title>Difterite, l’appello di Bassetti: «Rinviare le scuole primarie in Sicilia»</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/difterite-lappello-di-bassetti-rinviare-le-scuole-primarie-in-sicilia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Aug 2026 12:58:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Asp]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[studenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’indagine epidemiologica condotta dall’Asp ha riscontrato la presenza del batterio anche in alcuni familiari della bambina</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Un breve rinvio dell’apertura delle scuole primarie in <strong>Sicilia </strong>per controllare con precisione la situazione vaccinale degli alunni. È questa la proposta lanciata dall’infettivologo <strong>Matteo Bassetti dopo la morte a Palermo di una bambina di 4 anni colpita dalla difterite</strong>.</p>



<p><strong>L’Istituto superiore </strong>di sanità ha confermato la presenza del <em>Corynebacterium diphtheriae</em> nei campioni prelevati dalla piccola e ha rilevato anche il gene responsabile della produzione della tossina che provoca la difterite respiratoria. <strong>La bambina non aveva ricevuto la vaccinazione contro la malattia</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Matteo Bassetti</strong></h2>



<p><strong>Matteo Bassetti</strong>, direttore della struttura di <strong>Malattie infettive dell’ospedale Policlinico San Martino di Genova, ha affidato a X la sua proposta</strong>. «Credo che, alla luce della situazione delle coperture vaccinali in <strong>Sicilia</strong>, sarebbe ragionevole valutare un breve rinvio dell’inizio delle lezioni, almeno nelle scuole primarie, per consentire alle autorità sanitarie di verificare puntualmente lo stato vaccinale degli iscritti e, dove necessario, completare i percorsi di recupero».</p>



<p><strong>L’infettivologo </strong>chiarisce il senso dell’iniziativa e precisa. «Non si tratta di una posizione &#8216;contro&#8217; qualcuno, ma di una questione di sanità pubblica e prevenzione». <strong>Bassetti </strong>richiama inoltre l’obbligo vaccinale previsto in <strong>Italia </strong>e sottolinea l’importanza della fase di ingresso nella scuola primaria per i richiami contro <strong>difterite, tetano, pertosse e poliomielite</strong>.</p>



<p>La vicenda di <strong>Palermo </strong>ha riportato così al centro del dibattito il tema delle vaccinazioni in <strong>Sicilia</strong>. L’indagine epidemiologica condotta <strong>dall’Asp </strong>ha riscontrato la presenza del batterio anche in alcuni familiari della bambina, soprattutto tra i minori. In questi casi, però, la vaccinazione ha contribuito a evitare l’insorgenza di forme gravi della malattia.</p>



<p>Secondo <strong>Bassetti</strong>, proprio questi elementi rendono necessario un controllo approfondito della situazione individuale degli studenti. «Per questo sarebbe importante verificare persona per persona la reale somministrazione dei vaccini previsti, non limitandosi a dati aggregati o autocertificazioni, e attivare rapidamente i recuperi necessari», osserva l’infettivologo.</p>



<p>Infine, <strong>Bassetti </strong>lancia un appello alla prevenzione. «Nel 2026, in un <strong>Paese </strong>con un sistema sanitario evoluto, anche un solo nuovo caso di difterite dovrebbe essere considerato un evento da prevenire con la massima determinazione, non qualcosa a cui rassegnarsi. Prima di riaprire le aule, bisognerebbe fare tutto ciò che è possibile per renderle sicure».</p>
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		<title>“Cinema vs Books”: public debate tra studenti in Piazzetta Bagnasco</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/cinema-vs-books-public-debate-tra-studenti-in-piazzetta-bagnasco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Com. stampa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 09:01:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi e Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[studenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Avrà come protagonisti gli studenti dei licei “Finocchiaro Aprile” e “Vittorio Emanuele II”</p>
<p>L'articolo <a href="https://quotidianodipalermo.it/cinema-vs-books-public-debate-tra-studenti-in-piazzetta-bagnasco/">“Cinema vs Books”: public debate tra studenti in Piazzetta Bagnasco</a> proviene da <a href="https://quotidianodipalermo.it">Quotidiano di Palermo</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Quanto corrisponde al vero, come forma di fruizione narrativa, che il cinema sia preferibile ai libri? Non un semplice quesito a cui rispondere, ma l’occasione per animare un confronto alla cui base c’è un processo strutturato di confronto e partecipazione democratica.</p>



<p>Arriva in piazzetta Bagnasco, alle 18 di giovedì 11 Giugno, il public debate dal titolo “Cinema vs Books”, che avrà come protagonisti gli studenti dei licei “Finocchiaro Aprile” e “Vittorio Emanuele II”.</p>



<p>A stimolare e guidare il dibattito, le cui origini richiamano alle dispute medievali, saranno i prof.ri di Filosofia del “Vittorio Emanuele, Vincenzo Lima, e di Filosofia e Storia del Finocchiaro Aprile, Angela Drago.</p>



<p>«Alla base di tutto c’è la dialettica, il confronto, la capacità di tenere il punto – spiega il professore Lima –, anche rispetto alla questione delle fake news che porta i ragazzi a fare riferimento alle fonti autorevoli da citare. Le squadre che parteciperanno a questo public debate hanno anche partecipato a un torneo cittadino e si sono classificate prima e seconda. Non si tratta di un semplice momento di confronto, ma di una metodologia didattica che si usa a scuola per stimolare i ragazzi a sapere argomentare, quindi a ragionare».</p>



<p>Un’occasione, il public dabate che si animerà in piazzetta Bagnasco, per dimostrare che si possono assumere posizioni contrarie, senza trasformare il dibattito in una rissa o in una lotta in senso stretto, dando vita a un confronto di idee e non a una guerra. In un mondo in cui, specie in TV, ma anche in Parlamento o per strada, si tende a prevaricare gridando le proprie ragioni, il public debate insegna ad utilizzare la sola forza delle argomentazioni.</p>



<p>«Quello che valuteremo, noi professori &#8211; aggiunge Lima – sarà proprio la fondatezza delle argomentazioni, il modo in cui verranno esposte, la capacità di rispondere alle domande che eventualmente si faranno tra di loro, veramente tanti aspetti. E daremo dei punteggi, però a noi ci interessa anche fare votare il pubblico».</p>



<p>Non sarà, infatti, un momento di fruizione culturale passiva, ma l’occasione per esserne protagonisti attivi dal momento che, chi sarà presente, potrà dire la propria pronunciandosi per l’una o l’altra squadra. Uno di quegli eventi, promossi in piazzetta Bagnasco, che punta a creare una comunità che coinvolge e si coinvolge.</p>



<p>Proseguono gli appuntamenti del cartellone dell’ottava edizione della stagione culturale di Piazzetta Bagnasco, promossa dall’associazione Piazzetta Bagnasco con Cappadonia Gelati come sponsor e i gemellaggi con Efebo D’Oro ed Etna Book.</p>
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		<title>Educazione sessuale e affettiva a scuola: servirà il consenso dei genitori</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/educazione-sessuale-e-affettiva-a-scuola-servira-il-consenso-dei-genitori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Padellaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 07:49:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[studenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p> Il provvedimento ha ottenuto 78 voti favorevoli e 38 contrari</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il <strong>Senato </strong>ha approvato in via definitiva il disegno di legge <strong>Valditara</strong> sul consenso informato nelle scuole. Il provvedimento ha ottenuto 78 voti favorevoli e 38 contrari, senza astensioni, e introduce nuove regole per le attività didattiche che affrontano temi legati alla sessualità e all&#8217;affettività.</p>



<p>La norma prevede che scuole medie e superiori informino preventivamente le famiglie e raccolgano il loro consenso prima di proporre iniziative su questi argomenti. Per le scuole dell&#8217;infanzia e primarie, invece, il testo vieta qualsiasi attività riconducibile a tali tematiche.</p>



<p>Il ministro dell&#8217;Istruzione e del Merito, <strong>Giuseppe Valditara</strong>, definisce questo passaggio una «riforma storica, ridiamo voce ai genitori sulle tematiche della identità di genere per i figli adolescenti minorenni».</p>



<p>&nbsp;«Non è vero che con questa legge non si potrà fare educazione affettiva: il Governo per la prima volta ha reso stabilmente obbligatoria in tutti i gradi di scuola l’educazione al rispetto, alle relazioni e alla empatia – ricorda <strong>Valditara </strong>-. Non è vero che non si farà l’educazione sessuale in senso biologico: continuerà a farsi nei programmi di scienze in tutti i gradi di scuola. Per la prima volta – sottolinea ancora il <strong>Ministro </strong>– introduciamo nei programmi delle medie l’educazione alla prevenzione dei rischi derivanti dalle malattie sessualmente trasmissibili. Nelle vecchie Indicazioni nazionali per la scuola del primo ciclo non era prevista. Sarà introdotta anche nei programmi di scienze per le superiori».</p>



<p>La deputata palermitana di Fratelli d&#8217;Italia, <strong>Carolina Varchi</strong>, ha espresso la sua approvazione con un post sui social. «Una misura che rafforza il ruolo delle famiglie nelle scelte educative dei figli minorenni e che contrasta l’ideologia gender nelle scuole che sarebbe potuta entrare di nascosto tra i banchi di scuola &#8211; conclude &#8211; Con questa legge abbiamo fatto da scudo ai bambini».</p>



<p>Dall&#8217;opposizione arrivano invece forti contestazioni. La senatrice siciliana del <strong>Movimento 5 Stelle Barbara Floridia</strong> ha espresso un giudizio negativo. «Un passo indietro per il <strong>Paese </strong>&#8211; ha dichiarato la senatrice del <strong>Movimento 5 Stelle</strong> -. La scuola non è soltanto trasmissione di nozioni è il luogo in cui si impara a confrontarsi con la complessità del mondo. Questo provvedimento è il manifesto della paura della libertà e della diversità di questo governo e di questa maggioranza».</p>
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