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	<title>Regione siciliana Archivi - Quotidiano di Palermo</title>
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	<description>Qdp - Giornale di informazione: una finestra su Palermo</description>
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	<title>Regione siciliana Archivi - Quotidiano di Palermo</title>
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	<item>
		<title>Sicilia, Anas accelera sulle infrastrutture: 52 nuovi cantieri per un miliardo</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/sicilia-anas-accelera-sulle-infrastrutture-52-nuovi-cantieri-per-miliardo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Aug 2026 10:46:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Anas]]></category>
		<category><![CDATA[Cantieri]]></category>
		<category><![CDATA[Regione siciliana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A illustrare il piano è stato l’amministratore delegato di Anas Claudio Andrea Gemme</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>La <strong>Sicilia </strong>si prepara a una nuova fase di lavori sulla rete stradale. <strong>Anas </strong>ha annunciato 52 interventi di prossimo avvio per un investimento complessivo di <strong>un miliardo di euro</strong>, che andrà ad aggiungersi ai cantieri già attivi <strong>sull’Isola</strong>.</p>



<p>Il nuovo piano comprende alcune opere attese da tempo e destinate a migliorare i collegamenti in diverse aree della regione. Tra gli interventi principali figurano la <strong>Tangenziale di Gela</strong>, il completamento dell’itinerario sulla <strong>SS 284 tra Adrano e Paternò</strong> e la variante tra gli svincoli di <strong>Vittoria Ovest e Comiso Sud</strong>.</p>



<p>Il programma si inserisce in un quadro più ampio. Attualmente <strong>Anas </strong>porta avanti in Sicilia <strong>146 interventi</strong>, con 131 lavori di manutenzione programmata e 15 nuove opere. Il valore complessivo degli investimenti raggiunge <strong>4,5 miliardi di euro</strong>.</p>



<p>A illustrare il piano è stato l’amministratore delegato di Anas <strong>Claudio Andrea Gemme</strong>, che ha evidenziato il ruolo strategico delle infrastrutture per l&#8217;economia e per la mobilità dell’Isola.</p>



<p>Tra i cantieri più importanti spicca la <strong>Ragusa-Catania</strong>, già in costruzione e sostenuta da un investimento complessivo di 1,5 miliardi di euro. Il piano comprende inoltre interventi destinati a completare collegamenti rimasti per anni incompiuti o non più adeguati alla quantità di traffico.</p>



<p>Tra le opere vicine a un nuovo traguardo figura il <strong>viadotto San Leonardo</strong>, che Anas indica come l’ultimo intervento necessario per completare l’itinerario Palermo-Agrigento. Procedono verso la conclusione anche i lavori sulla <strong>SS 284 nel tratto tra Adrano e Bronte</strong>.</p>



<p>«Una rete stradale efficiente, sicura e tecnologicamente avanzata non è soltanto indispensabile per la mobilità. È anche un fattore determinante per sostenere la crescita economica, favorire la logistica, rafforzare il <strong>Made in Italy </strong>e garantire la coesione tra i territori. La competitività delle imprese dipende anche dalla possibilità di spostare persone e merci in maniera rapida, affidabile e sicura», sottolinea <strong>Gemme</strong>.</p>



<p>Con i 52 interventi in programma, <strong>Anas </strong>punta quindi a rafforzare ulteriormente una rete che conta già su un vasto piano di lavori. Il miliardo destinato alle nuove opere rappresenta un ulteriore tassello del programma infrastrutturale che nei prossimi mesi interesserà diverse zone della Sicilia.</p>
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		<title>Costanza I di Sicilia, la nave da 120 milioni resta ferma a Porto Empedocle</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/costanza-i-di-sicilia-la-nave-da-120-milioni-resta-ferma-a-porto-empedocle/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Padellaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Aug 2026 11:10:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Lampedusa]]></category>
		<category><![CDATA[Porto]]></category>
		<category><![CDATA[Regione siciliana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La denuncia di La Vardera</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Ismaele La Vardera</strong> accende i riflettori sulla <strong>Costanza I di Sicilia</strong>, la nave realizzata per garantire i collegamenti tra <strong>Porto Empedocle e Lampedusa</strong>, ma che oggi resta ferma in porto senza svolgere il servizio per cui è stata progettata.</p>



<p>L’imbarcazione, un investimento da circa <strong>120 milioni di euro</strong>, avrebbe dovuto rafforzare i collegamenti marittimi con le <strong>isole Pelagie</strong>. Secondo quanto emerge da un’inchiesta di <strong>PalermoToday</strong>, però, la conformazione dei fondali lungo la tratta impedirebbe alla nave di percorrere regolarmente il collegamento previsto.</p>



<p>La Costanza I di Sicilia si trova quindi <strong>ferma a Porto Empedocle</strong>, inutilizzata nonostante l&#8217;importante investimento sostenuto per la sua realizzazione. Una situazione che ha sollevato interrogativi sull’intera operazione e sulla programmazione del servizio.</p>



<p>A portare la vicenda all’attenzione pubblica è <strong>La Vardera</strong>, leader di <strong>Controcorrente</strong>, che aveva ricevuto un invito all’inaugurazione della nave. Il deputato attacca duramente la gestione della vicenda e punta il dito contro la <strong>Regione</strong>.</p>



<p>«Se pensate di averle viste tutte, queste le supera tutte, e non è una barzelletta &#8211; commenta La Vardera -. Questo dimostra l’inesperienza dilettantistica della Regione che spende e spande. Ad oggi né l’assessore né il presidente della Regione hanno smentito o confermato nulla».</p>



<p>La vicenda, dunque, solleva dubbi sull’effettiva possibilità di utilizzare la nave sulla rotta per la quale è nata. <strong>La Regione non avrebbe ancora chiarito ufficialmente</strong> la situazione della <strong>Costanza I di Sicili</strong>a né fornito risposte definitive sulle ragioni che ne impediscono l’impiego sulla tratta <strong>Porto Empedocle-Lampedusa.</strong></p>
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		<title>Isole minori, stop al caro-traghetti mentre la Regione cerca una soluzione</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/isole-minori-stop-al-caro-traghetti-mentre-la-regione-cerca-una-soluzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ruggero D'Amico]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Aug 2026 14:48:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Isole minori]]></category>
		<category><![CDATA[mare]]></category>
		<category><![CDATA[Regione siciliana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Congelati gli aumenti delle tariffe. Il governo Schifani lavora alle alternative per tutelare residenti, imprese e collegamenti marittimi</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il primo risultato è arrivato: gli aumenti delle tariffe dei traghetti per le isole minori siciliane sono stati sospesi. Adesso, però, per il governo regionale comincia la partita più complicata: trovare una soluzione alternativa che consenta di mantenere sostenibili i prezzi dei collegamenti senza scaricare i maggiori costi su residenti, imprese e viaggiatori.</p>



<p>Dopo giorni di tensioni e proteste per il caro-traghetti, il confronto con le compagnie di navigazione ha portato al congelamento dei rincari. Un passo che il presidente della Regione Renato Schifani rivendica come primo risultato dell&#8217;interlocuzione avviata da Palazzo d&#8217;Orléans.</p>



<p>La vicenda, tuttavia, è tutt&#8217;altro che chiusa.<br> overnatore ha convocato per martedì 11 agosto una seduta straordinaria della Giunta regionale con l&#8217;obiettivo di adottare gli atti necessari e accelerare la ricerca di una soluzione capace di evitare che gli aumenti tornino a presentarsi nelle prossime settimane.</p>



<p>Il nodo resta quello dell&#8217;equilibrio economico dei collegamenti marittimi e della necessità di impedire che l&#8217;incremento dei costi di gestione finisca direttamente sul prezzo dei biglietti.</p>



<p>Per Schifani questa eventualità non può essere accettata, soprattutto per le conseguenze che avrebbe sulle comunità delle isole minori e sul loro tessuto economico.</p>



<p>Il problema non riguarda infatti soltanto chi si sposta occasionalmente verso gli arcipelaghi siciliani. Per migliaia di residenti il traghetto rappresenta un servizio essenziale, necessario per raggiungere il resto della Sicilia per motivi di lavoro, studio, salute e per l&#8217;accesso a numerosi servizi.</p>



<p>A questo si aggiunge il peso che un aumento delle tariffe avrebbe sulle imprese, sul trasporto delle merci e sul comparto turistico, particolarmente sensibile durante i mesi estivi.</p>



<p>A delimitare il campo della vicenda è l&#8217;assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità Alessandro Aricò. Gli aumenti adesso sospesi riguardavano infatti i collegamenti regolati dalla convenzione statale e non quelli direttamente di competenza della Regione. Una distinzione che Palazzo d&#8217;Orléans considera fondamentale anche nel confronto politico esploso attorno alla vicenda.</p>



<p>Sulle tratte di competenza regionale, sostiene Aricò, dall&#8217;insediamento del governo Schifani non sono stati applicati aumenti tariffari. La Regione ha comunque deciso di intervenire anche sulla questione relativa ai servizi disciplinati dalla convenzione nazionale, cercando una strada che permetta di tutelare le comunità interessate pur in presenza di competenze che non fanno direttamente capo all&#8217;amministrazione siciliana.</p>



<p>Il congelamento dei rincari evita nell&#8217;immediato la stangata, ma non elimina quindi il problema che l&#8217;aveva determinata. Ed è proprio su questo punto che si concentrerà la riunione straordinaria della Giunta.</p>



<p>L&#8217;obiettivo dell&#8217;esecutivo è individuare gli strumenti necessari per garantire tariffe sostenibili e, allo stesso tempo, assicurare la continuità e l&#8217;efficienza dei collegamenti.</p>



<p>Una partita che inevitabilmente passa anche dalla ricerca delle risorse necessarie per compensare l&#8217;aumento dei costi senza trasferirlo sui passeggeri.</p>



<p>Per il governo regionale il principio resta quello della continuità territoriale. Vivere a Lipari, Pantelleria, Favignana, Ustica o nelle altre isole minori non può tradursi in un costo aggiuntivo permanente per cittadini e attività produttive.</p>



<p>Il rischio, altrimenti, è che ogni aumento dei costi del servizio si trasformi ciclicamente in una nuova emergenza tariffaria, costringendo le istituzioni a intervenire quando i rincari sono ormai alle porte.</p>



<p>Il precedente più recente risale soltanto a pochi mesi fa, quando un&#8217;altra ipotesi di aumento aveva già fatto scattare l&#8217;allarme nelle isole e aperto un confronto istituzionale.</p>



<p>La nuova crisi riporta quindi al centro la necessità di una soluzione che non sia soltanto emergenziale. Per il momento il governo Schifani incassa lo stop agli aumenti. La prova decisiva arriverà però adesso: trasformare il congelamento delle tariffe in una soluzione stabile, evitando che la questione del caro-traghetti torni nuovamente a pesare sui siciliani e soprattutto su chi nelle isole minori vive e lavora tutto l&#8217;anno.</p>
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		<item>
		<title>Palermo, spuntano due pini sulle mura di Palazzo dei Normanni</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/palermo-spuntano-due-pini-sulle-mura-di-palazzo-dei-normanni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 13:54:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Comune di Palermo]]></category>
		<category><![CDATA[Regione siciliana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Due alberi crescono tra le pietre del complesso monumentale e provocano profonde spaccature nella struttura</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>La natura, ma anche la mancanza di manutenzione, mette a dura prova la tenuta del patrimonio monumentale di Palermo. Sulle mura laterali del Palazzo dei Normanni, nei pressi dello storico maneggio Cavallerizza, sono spuntati due pini che, lontani dall&#8217;essere semplici piantine radicate per caso, si stanno trasformando in veri e propri alberi da fusto.</p>



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<p>La loro crescita silenziosa, sul cornicione, all&#8217;interno della pietra, sta però mostrando effetti preoccupanti: è ormai visibile ad occhio nudo, infatti, una crepa verticale. Il timore principale riguarda l&#8217;azione delle radici, capaci di insinuarsi nelle fenditure e di agire come veri e propri cunei in grado di spingere e spaccare i blocco murari. Con l&#8217;aumentare delle dimensioni degli alberi cresce anche l&#8217;effetto vela causato dal vento, che scarica continue e pericolose sollecitazioni dinamiche direttamente sulla struttura antica. </p>



<p>A questo si aggiunge la minaccia delle infiltrazioni d&#8217;acqua piovana attraverso le lesioni aperte, un fattore che accelera il degrado della malta e compromette la stabilità complessiva dell&#8217;area interessata. Il rischio concreto è che la spinta radicale e il peso della vegetazione possano provocare il crollo di porzioni di muro, con conseguenze gravi sia per l&#8217;integrità dell&#8217;edificio storico sia per la sicurezza dei passanti.  </p>



<p>La palla passa ora alla Soprintendenza e agli enti responsabili della tutela del palazzo per mettere in sicurezza uno dei simboli più importanti della città.</p>
<p>L'articolo <a href="https://quotidianodipalermo.it/palermo-spuntano-due-pini-sulle-mura-di-palazzo-dei-normanni/">Palermo, spuntano due pini sulle mura di Palazzo dei Normanni</a> proviene da <a href="https://quotidianodipalermo.it">Quotidiano di Palermo</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Isole minori, allarme rincari traghetti: la Regione prova a fermare gli aumenti</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/isole-minori-allarme-rincari-traghetti-la-regione-prova-a-fermare-gli-aumenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ruggero D'Amico]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 09:59:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Isole minori]]></category>
		<category><![CDATA[mare]]></category>
		<category><![CDATA[Regione siciliana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nuova Mobilità attacca sulle tariffe, Schifani e Aricò assicurano l’impegno del governo per evitare stangate a residenti e pendolari</p>
<p>L'articolo <a href="https://quotidianodipalermo.it/isole-minori-allarme-rincari-traghetti-la-regione-prova-a-fermare-gli-aumenti/">Isole minori, allarme rincari traghetti: la Regione prova a fermare gli aumenti</a> proviene da <a href="https://quotidianodipalermo.it">Quotidiano di Palermo</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Torna a salire la tensione sul <strong>costo dei collegamenti marittimi con le isole minori siciliane.</strong> L’ipotesi di un nuovo aumento delle tariffe dei traghetti ha riacceso lo scontro politico e spinto il governo regionale a intervenire, con il presidente <strong><a href="https://quotidianodipalermo.it/dietrofront-sulla-formazione-professionale-schifani-blocca-lassessore-turano/" type="post" id="59458">Renato Schifani e l’assessore alle Infrastrutture e alla Mobilità Alessandro Aricò </a></strong>che assicurano un’azione per scongiurare l’ennesima stangata a carico di residenti, pendolari e operatori economici.</p>



<p>A sollevare il caso è <strong>Nuova Mobilità</strong>, che giudica inaccettabile qualsiasi ulteriore rincaro sui collegamenti con gli arcipelaghi siciliani e chiede alla Regione di intervenire immediatamente. Il timore è che l’aumento dei costi possa tradursi in biglietti più cari proprio su tratte considerate essenziali per chi vive stabilmente nelle isole e non dispone di reali alternative di trasporto.</p>



<p>La questione investe direttamente la continuità territoriale e, più in generale, il diritto alla mobilità di migliaia di siciliani. Per chi vive nelle isole minori il traghetto non è infatti un servizio occasionale, ma una necessità quotidiana per raggiungere scuole, ospedali, uffici e luoghi di lavoro.</p>



<p>Da Palazzo d’Orléans arriva la rassicurazione del presidente della Regione. Schifani ha ribadito che il governo è impegnato per evitare che l’aumento dei costi del servizio si scarichi sugli utenti, aprendo un confronto finalizzato a individuare una soluzione che consenta di mantenere sostenibili le tariffe.</p>



<p>Sulla stessa linea l’assessore Aricò, secondo cui gli uffici regionali sono già al lavoro per verificare gli strumenti disponibili e <strong>scongiurare l’aumento tariffario.</strong> L’obiettivo dichiarato è evitare che gli equilibri economici delle società di navigazione finiscano per tradursi in nuovi sacrifici per cittadini e imprese.</p>



<p>Il dossier è particolarmente delicato anche alla luce dei precedenti. Già nell’aprile del 2025 il rischio di un aumento delle tariffe sui collegamenti tra la Sicilia e le isole minori era stato affrontato attraverso un confronto istituzionale con il ministero delle Infrastrutture. In quell’occasione era stato raggiunto un accordo per evitare i rincari e anticipare la revisione della convenzione relativa ai servizi marittimi.</p>



<p>A distanza di poco più di un anno, però, il problema torna a riproporsi, segnale di una fragilità strutturale che continua a pesare sul sistema dei trasporti insulari.</p>



<p>La partita non riguarda soltanto il prezzo dei biglietti. Un aumento delle tariffe avrebbe infatti un effetto a cascata sul costo della vita nelle isole, dove già oggi famiglie e imprese devono fare i conti con maggiori spese per l’approvvigionamento delle merci e per gli spostamenti.</p>



<p>Da qui la pressione sul governo regionale affinché la risposta non si limiti a una soluzione tampone. Le forze politiche che stanno sollevando il caso chiedono un intervento capace di garantire stabilità nel tempo e di evitare che il problema torni ciclicamente ogni volta che cambiano i costi di gestione dei collegamenti.</p>



<p>Schifani e Aricò, dal canto loro, rivendicano l’impegno dell’esecutivo e assicurano che il confronto è già in corso. La priorità resta quella di tutelare residenti e pendolari, senza compromettere la continuità dei servizi.</p>



<p>Adesso il nodo sarà capire attraverso quali strumenti la Regione riuscirà a neutralizzare i rincari e soprattutto se sarà possibile individuare una soluzione strutturale.</p>



<p>Perché per le isole minori la questione dei traghetti va ben oltre il semplice prezzo di un biglietto: riguarda <strong>la possibilità di restare connessi con il resto della Sicilia</strong> senza trasformare ogni viaggio in un costo sempre più difficile da sostenere.</p>
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		<title>Bufera sul deputato Borrelli dopo offesa ai siciliani. Schifani: «Parole indegne»</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/bufera-sul-deputato-borrelli-dopo-offesa-ai-siciliani-schifani-parole-indegne/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Aug 2026 05:38:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Regione siciliana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Borrelli attacca il ministro Musumeci con frasi offensive sui siciliani, scatenando un vespaio di polemiche</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>«Le parole dell&#8217;onorevole <strong>Francesco Emilio Borrelli </strong>sono offensive e indegne del confronto istituzionale. Deridere un intero popolo con stereotipi banali non è satira, ma un&#8217;offesa a milioni di siciliani e alla loro storia. La Sicilia merita rispetto, non pregiudizi. Borrelli abbia l&#8217;umiltà di riconoscere l&#8217;errore e di chiedere scusa ai siciliani. Da chi ricopre un incarico pubblico ci si aspetta responsabilità e rispetto, non battute che alimentano divisioni e mortificano la dignità di un&#8217;intera comunità».</p>



<p>È la reazione del presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, dopo l&#8217;intervista rilasciata a Radio Cusano del deputato Emilio Borrelli dedicata alle misure annunciate dal governo per il territorio campano.</p>



<p>«Quando i puteolani erano sui Campi Flegrei, gli antenati di Musumeci mangiavano banane» &#8211; ha detto in diretta radiofonica l&#8217;onorevole Borrelli, travalicando i confini del dibattito politico che si è adesso trasformato in uno <strong>scontro istituzionale infuocato</strong>. Le dichiarazioni rilasciate dal <strong>deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Francesco Emilio Borrelli</strong> erano un tentativo di criticare l&#8217;operato del ministro per la Protezione civile <strong>Nello Musumeci</strong>. </p>



<p>Il parlamentare si è lasciato andare peró a un attacco dai <strong>toni fortemente discriminatori nei confronti della Sicilia</strong> e dei suoi abitanti, sostenendo che mentre nella zona flegrea esisteva già una civiltà millenaria, gli antenati del ministro si trovavano ancora sugli alberi a mangiare banane. Un&#8217;uscita alquanto infelice che ha scatenato un vespaio di polemiche nel mondo politico e sui social.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La controreazione del ministro Nello Musumeci</h2>



<p>«Mi hanno segnalato questa dichiarazione di un deputato della Repubblica napoletano a cui dò un consiglio spassionato &#8211; scrive sui social Musumeci &#8211; : prima di fare battute sui siciliani, <strong>faccia un salto in libreria</strong>. Perché, se davvero pensa che in Sicilia nel passato stavamo ancora sugli alberi a mangiare le banane, <strong>il problema non è la Sicilia</strong>, ma il programma di storia che si è perso. La mia Isola ha qualche migliaio di anni di civiltà da raccontare. Lui, invece, è riuscito solo a raccontare la sua disarmante ignoranza».</p>



<h2 class="wp-block-heading">Giampiero Cannella: «Sarebbe bastato conoscere la storia» </h2>



<p>A difendere l&#8217;onore della regione anche il sottosegretario di Stato alla Cultura <strong>Giampiero Cannella</strong>. Il rappresentante del governo ha evidenziato come l&#8217;incontrollato <strong>connubio tra pregiudizio e scarsa conoscenza storica </strong>porti inevitabilmente a scivoloni imbarazzanti, soprattutto quando a pronunciarsi è un membro delle istituzioni nazionali.</p>



<p>«Quando pregiudizio e ignoranza della storia si incontrano, il rischio della brutta figura è inevitabile &#8211; scrive in una nota il sottosegretario di Stato alla Cultura <strong>Giampiero Cannella</strong> -. Sarebbe bastato conoscere la storia e le origini di <strong>Archimede, Empedocle, Stesicoro o Gorgia da Lentini </strong>per evitare simili affermazioni. Volendo essere pignoli, anche una nozione di cultura generale avrebbe ricordato che le banane, frutti di origine asiatica, giunsero in Europa soltanto in epoca relativamente recente. Più che una replica &#8211; conclude Cannella &#8211; queste parole meriterebbero una nota a margine di un manuale di storia». </p>
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		<title>Palazzo d’Orleans, cambia la gestione di bar e mensa: lavoratori licenziati</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/palazzo-dorleans-cambia-la-gestione-di-bar-e-mensa-lavoratori-licenziati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jul 2026 00:41:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[cgil]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Regione siciliana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Filcams Cgil sollecita l'intervento del presidente Schifani</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Dopo un decennio trascorso a servire il personale e i visitatori della sede della presidenza della Regione Siciliana, per i <strong>dipendenti del bar e della mensa di Palazzo d’Orleans</strong> è arrivata una doccia fredda. Con il cambio di gestione della struttura, i lavoratori sono stati <strong>licenziati</strong> senza essere stati riassorbiti dalla ditta subentrante.</p>



<p>La denuncia arriva dalla <strong>Filcams Cgil</strong>, che punta il dito contro le modalità con cui è avvenuto il passaggio delle consegne e chiede un vertice urgente con il governatore <strong>Renato Schifani</strong>. Stando a quanto ricostruito dal sindacato, la società uscente <strong>Zummo</strong> avrebbe interrotto anticipatamente il contratto, recapitando le <strong>lettere di licenziamento</strong> a tutto il personale entro la fine dello scorso aprile. In questa fase non sarebbe stata neanche avviata la clausola sociale prevista nei cambi di appalto a tutela della continuità occupazionale. Una mancanza che non consentirebbe alla nuova società di riassumere i dipendenti della precedente gestione.</p>



<p>A partire dal mese di maggio, il servizio di caffetteria è stato riassegnato alla <strong>ditta Leone Salvatore srl </strong>mediante un bando gestito dal dipartimento del Cerimoniale. L&#8217;attività all&#8217;interno del palazzo regionale è quindi ripartita ed è attualmente a pieno regime, ma tra i banconi non c&#8217;è più traccia dei volti storici che per anni vi hanno lavorato.</p>



<p>I rappresentanti della Filcams Cgil, <strong>Giuseppe Aiello e Alessia Gatto</strong>, hanno evidenziato come la nuova ditta sia ormai operativa da diverse settimane senza aver integrato gli ex dipendenti. </p>



<p>«La nuova azienda &#8211; affermano <strong>Giuseppe Aiello e Alessia Gatto</strong> della Filcams &#8211; è operativa già da diverse settimane, ma non ha assunto il personale precedentemente impiegato, nonostante le rassicurazioni ricevute durante gli incontri con la presidenza della Regione».</p>



<p>La Filcams ricorda che nel corso degli incontri ufficiali, la presidenza della Regione avrebbe garantito l’inserimento della clausola sociale nel contratto con la ditta subentrante. Per questo il sindacato chiede di sapere se l’accordo sia stato effettivamente sottoscritto e sollecita Schifani a intervenire per salvaguardare i posti di lavoro.</p>
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		<title>Temperature estreme in Sicilia, uno studio avverte: il caldo può dare alla testa</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/caldo-record-sicilia-uno-studio-avverte-rischio-riguarda-anche-salute-mentale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Padellaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 07:34:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Regione siciliana]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fino al 19 luglio le temperature potranno raggiungere anche i 43 gradi</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La <strong>Sicilia </strong>continua a fare i conti con un&#8217;ondata di caldo eccezionale. Fino al 19 luglio le temperature potranno raggiungere anche i 43 gradi in diverse aree <strong>dell&#8217;Isola</strong>. L&#8217;attenzione, però, non riguarda soltanto i rischi per il fisico. Il caldo estremo può avere conseguenze importanti anche sulla salute mentale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;allerta</h2>



<p>Il capo della<strong> Protezione Civile Siciliana, Salvo Cocina</strong>, ha diramato un comunicato straordinario di preallertamento per il rischio di ondate di calore a partire da mercoledì 15 luglio. L&#8217;arrivo dell&#8217;anticiclone subtropicale di origine algerina determinerà un sensibile e persistente aumento delle temperature almeno fino a domenica, con punte che, localmente, potranno raggiungere i 42-44 gradi. Il caldo intenso interesserà inizialmente i settori occidentali dell&#8217;Isola, in particolare il Trapanese, per poi estendersi progressivamente alle aree centrali e orientali della Sicilia.</p>



<p>Le condizioni meteorologiche previste, unite alla presenza diffusa di vegetazione ormai secca, determineranno anche un significativo incremento del rischio di incendi, soprattutto di quelli d&#8217;interfaccia, che possono svilupparsi nelle aree a ridosso dei centri abitati.</p>



<p>Nel documento, la <strong>Protezione Civile</strong> invita i sindaci, in qualità di autorità locali di protezione civile, ad attivare tutte le misure previste dai rispettivi Piani comunali di emergenza, verificando la piena funzionalità dei Centri Operativi Comunali (C.O.C.), delle attrezzature, dei sistemi di comunicazione, dei mezzi disponibili e degli edifici climatizzati. Viene inoltre richiesto di aggiornare i contatti di emergenza, garantire la reperibilità del personale impegnato nelle attività di presidio e organizzare i turni nelle fasce orarie più critiche.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le raccomandazioni</h2>



<p>Tra le azioni raccomandate figurano anche il controllo dell&#8217;efficienza dei punti di approvvigionamento idrico per i mezzi antincendio, il costante monitoraggio dell&#8217;evoluzione della situazione in raccordo con la <strong>Sala Operativa Regionale Unificata (SOUR), le Prefetture, i Vigili del Fuoco e il Corpo Forestale</strong>, nonché l&#8217;individuazione delle persone più fragili, come anziani, malati cronici, donne in gravidanza, neonati e persone allettate, predisponendo adeguati servizi di assistenza.</p>



<p>La Protezione Civile raccomanda inoltre di verificare la disponibilità di spazi climatizzati, i cosiddetti &#8220;rifugi climatici&#8221;, per accogliere i cittadini più vulnerabili durante le ore più calde della giornata e di predisporre, se necessario, la distribuzione di acqua potabile. Particolare attenzione dovrà essere riservata alle aree maggiormente esposte al rischio incendi, comprese le zone lungo la viabilità urbana ed extraurbana, i parchi e le riserve naturali, valutando anche eventuali limitazioni o sospensioni delle attività che potrebbero comportare rischi per la popolazione.</p>



<p>Ai cittadini viene raccomandato di evitare attività all&#8217;aperto e la permanenza sotto il sole nelle ore centrali della giornata, mentre le persone più vulnerabili sono invitate a rimanere in ambienti climatizzati o, dove disponibili, nei rifugi climatici predisposti dai <strong>Comuni</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Beni e attrezzature</h2>



<p>È inoltre consigliato mettere in sicurezza beni e attrezzature nelle aree esposte al rischio di incendio e segnalare tempestivamente eventuali emergenze chiamando il numero unico 112 oppure, in caso di incendi, i numeri 115 e 1515; per le emergenze legate alle ondate di calore resta attivo anche il numero 1500.</p>



<p>Infine, le <strong>Organizzazioni di Volontariato</strong> di<strong> Protezione Civile</strong> sono state poste in stato di preallerta e invitate a mantenersi pronte a intervenire, fornendo supporto ai sindaci, alle autorità locali, alle strutture di soccorso e al sistema regionale di protezione civile, in coordinamento con il Dipartimento regionale della <strong>Protezione Civile</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Lo studio</h2>



<p>Un nuovo studio pubblicato sulla rivista scientifica <em>Nature Health</em> evidenzia infatti un legame tra le ondate di calore prolungate e l&#8217;aumento dei ricoveri ospedalieri per disturbi mentali e comportamentali. Gli autori, i ricercatori della <strong>Monash University australiana Yuming Guo</strong> e <strong>Shanshan Li</strong>, parlano del primo studio multicentrico che analizza su larga scala gli effetti del caldo estremo sulla salute mentale.</p>



<p>Il gruppo di ricerca ha esaminato oltre 2,6 milioni di ricoveri registrati durante la stagione calda in 852 località di <strong>Brasile, Canada, Cile e Nuova Zelanda</strong> tra il 2000 e il 2019. I dati mostrano che le ondate di calore coincidono con un incremento delle ospedalizzazioni legate ai disturbi psichici e comportamentali.</p>



<p>Gli studiosi definiscono un&#8217;ondata di calore come un periodo di diversi giorni caratterizzato da temperature eccezionalmente elevate, condizioni che fanno aumentare in maniera significativa malattie e decessi legati al caldo. Secondo Guo, proprio durante questi eventi cresce anche la richiesta di assistenza ospedaliera per problemi di salute mentale, soprattutto tra gli anziani e tra chi vive nelle aree meno densamente popolate.</p>



<p>Per i ricercatori, questi risultati rafforzano la necessità di predisporre interventi specifici durante le ondate di calore più intense, così da proteggere le persone più vulnerabili e alleggerire la pressione sui servizi sanitari.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il cambiamento climatico</h2>



<p>Il cambiamento climatico, sottolinea <strong>Shanshan Li</strong>, sta diventando uno dei principali fattori che influenzano la salute mentale a livello globale. Eventi meteorologici sempre più estremi, scarsità di risorse e alterazioni degli ecosistemi aumentano infatti lo stress psicologico. In questo scenario, le ondate di calore stanno diventando più frequenti e intense, come dimostrano gli episodi registrati negli ultimi anni in <strong>Europa </strong>e negli <strong>Stati Uniti</strong>.</p>



<p>Le temperature elevate possono aggravare disturbi mentali già presenti attraverso diversi meccanismi. Il caldo, ad esempio, altera il sonno, aumenta la risposta dell&#8217;organismo allo stress e mette maggiormente in difficoltà chi presenta problemi di termoregolazione o assume farmaci che riducono la capacità del corpo di disperdere il calore.</p>



<p>Anche il disagio psicologico e i cambiamenti del comportamento provocati dall&#8217;afa possono favorire un peggioramento dei sintomi e rendere necessario il ricovero. Lo studio ha inoltre confrontato l&#8217;impatto delle ondate di calore considerando fattori come età, sesso, reddito, densità abitativa, diffusione dei condizionatori d&#8217;aria, tempi di accesso agli ospedali e tipologia dei disturbi mentali.</p>



<p>Mentre la <strong>Sicilia </strong>affronta giorni con temperature eccezionali e picchi che sfiorano i 43 gradi, gli esperti invitano quindi a non sottovalutare gli effetti del caldo estremo. Proteggere il corpo resta fondamentale, ma anche il benessere psicologico richiede attenzione, soprattutto per anziani, persone fragili e pazienti che convivono con disturbi mentali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://quotidianodipalermo.it/caldo-record-sicilia-uno-studio-avverte-rischio-riguarda-anche-salute-mentale/">Temperature estreme in Sicilia, uno studio avverte: il caldo può dare alla testa</a> proviene da <a href="https://quotidianodipalermo.it">Quotidiano di Palermo</a>.</p>
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		<item>
		<title>Formazione, salta garanzia dell&#8217;avvio a settembre. Datoriali: «Non saremo complici»</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/formazione-salta-garanzia-avvio-a-settembre-datoriali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Com. stampa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 09:53:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione professionale]]></category>
		<category><![CDATA[Regione siciliana]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«La revoca dell'Avviso 33 ha interrotto un procedimento amministrativo ormai definito» </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Le Organizzazioni Datoriali maggiormente rappresentative della formazione professionale, Asef, Anfop. Cenfop, Federterziario, Forma.re, Forma Sicilia, Iform Confimpresa Italia e Unsic, hanno abbandonato il tavolo convocato dall&#8217;Assessore regionale all&#8217;Istruzione e Formazione Professionale dopo aver preso atto che la Regione Siciliana non è oggi in grado di garantire l&#8217;avvio dei percorsi di Istruzione e Formazione Professionale entro il prossimo 15 settembre.</p>



<p>Nel corso dell&#8217;incontro, infatti, è stato chiesto agli enti di formazione di avviare comunque le attività didattiche pur in assenza delle graduatorie definitive, dei provvedimenti amministrativi e dei necessari atti di finanziamento, assumendosi integralmente ogni responsabilità giuridica, organizzativa ed economica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una richiesta che le organizzazioni datoriali hanno giudicato irricevibile</h2>



<p>«Non è accettabile che l&#8217;Amministrazione chieda agli enti di sostituirsi alla Regione, assumendosi responsabilità che appartengono esclusivamente alle istituzioni. Il diritto e l&#8217;obbligo d&#8217;istruzione non possono essere garantiti scaricando rischi e oneri sui soggetti attuatori».</p>



<p>Le associazioni ricordano come questa situazione fosse ampiamente prevedibile. Il ritiro dell&#8217;Avviso 33, voluto e ottenuto a seguito dell&#8217;iniziativa di una sola organizzazione datoriale, ha infatti interrotto un procedimento amministrativo ormai definito, bloccando mesi di lavoro svolto dagli uffici regionali e mettendo seriamente a rischio il regolare avvio dell&#8217;anno formativo.</p>



<p>A pagarne il prezzo rischiano di essere soprattutto migliaia di ragazze e ragazzi che frequentano i percorsi di IeFP, studenti spesso provenienti da contesti di fragilità sociale, a rischio di dispersione scolastica o già fuoriusciti dai tradizionali percorsi di istruzione. Proprio quei giovani che avrebbero maggiore necessità di continuità educativa potrebbero non iniziare regolarmente il proprio anno scolastico.</p>



<p>A ciò si aggiunge un ulteriore elemento di forte preoccupazione. Per dare seguito alle richieste contenute nella nota di Assofor, fondata su dati che le organizzazioni datoriali ritengono in contrasto con quelli elaborati dalla stessa Amministrazione regionale, la Regione ha reperito circa 12,6 milioni di euro sottraendoli alle risorse destinate ai percorsi di quarto anno, indispensabili per consentire agli studenti qualificati di conseguire il diploma professionale.</p>



<p>Una scelta che rischia di compromettere anche la continuità del percorso formativo degli allievi già inseriti nel sistema della formazione professionale.</p>



<p>Per tali ragioni, tutte le Organizzazioni Datoriali presenti al tavolo, ad eccezione di Assofor, hanno deciso di abbandonare la riunione in segno di protesta.</p>



<p>«Non saremo complici di scelte incomprensibili che mettono a repentaglio il diritto e l&#8217;obbligo d&#8217;istruzione di migliaia di giovani siciliani. La responsabilità dell&#8217;avvio dell&#8217;anno scolastico appartiene alla Regione Siciliana e non può essere trasferita sugli enti di formazione professionale».</p>



<p>Le Organizzazioni Datoriali chiedono al Governo regionale di ripristinare con urgenza condizioni di certezza amministrativa, giuridica e finanziaria, affinché gli studenti possano iniziare regolarmente il proprio percorso formativo e gli enti possano operare nel rispetto della legalità e della programmazione istituzionale.</p>
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		<item>
		<title>Sondaggio sul gradimento dei sindaci: Schifani nella top ten, Lagalla recupera</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/sondaggio-sul-gradimento-dei-sindaci-schifani-nella-top-ten-lagalla-recupera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Padellaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2026 09:30:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Comune di Palermo]]></category>
		<category><![CDATA[Regione siciliana]]></category>
		<category><![CDATA[Sondaggi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://quotidianodipalermo.it/?p=59105</guid>

					<description><![CDATA[<p>Lagalla recupera 24 posizioni, Schifani conquista l'ottavo posto</p>
<p>L'articolo <a href="https://quotidianodipalermo.it/sondaggio-sul-gradimento-dei-sindaci-schifani-nella-top-ten-lagalla-recupera/">Sondaggio sul gradimento dei sindaci: Schifani nella top ten, Lagalla recupera</a> proviene da <a href="https://quotidianodipalermo.it">Quotidiano di Palermo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il sindaco<strong> Roberto Lagalla</strong> cambia passo nella classifica del <strong>Governance Poll 2026</strong>, il sondaggio realizzato da <strong>Noto Sondaggi</strong> per <strong>Il Sole 24 Ore</strong> che misura il gradimento di sindaci e presidenti di <strong>Regione</strong>. Dopo aver chiuso l&#8217;edizione dello scorso anno all&#8217;ultimo posto, il sindaco di <strong>Palermo </strong>risale fino alla 73ª posizione, recuperando 24 posti e aumentando il consenso di 11 punti nell&#8217;arco di dodici mesi.</p>



<p>L&#8217;indagine ha coinvolto <strong>92 Comuni</strong> capoluogo di provincia e tutte le Regioni che eleggono direttamente il presidente. I ricercatori hanno intervistato mille elettori in ogni <strong>Regione </strong>e seicento in ciascun <strong>Comune</strong>. Restano esclusi i sindaci eletti nel 2026 che non ricoprivano già l&#8217;incarico.</p>



<p>Nel 2025 <strong>Lagalla </strong>occupava il 97° e ultimo posto della graduatoria, con un consenso sceso dal 47,6% ottenuto alle elezioni al 39%. Quest&#8217;anno il dato cambia direzione. Il sindaco supera il risultato delle ultime <strong>Amministrative</strong> di 2,4 punti percentuali e ribalta la tendenza registrata dodici mesi fa.</p>



<p>Il recupero assume anche un peso politico. Il dato, infatti, rafforza la posizione di <strong>Lagalla </strong>nel centrodestra mentre la coalizione si prepara ad affrontare il confronto sulla scelta del candidato per le elezioni comunali del 2027.</p>



<p>Tra i sindaci siciliani spicca soprattutto il risultato di <strong>Federico Basile</strong>. Il primo cittadino di <strong>Messina </strong>porta il gradimento dal 50% al 62%, conquista 12 punti e compie il balzo più evidente della classifica, passando dal 73° al quinto posto. Un risultato che risente anche del clima favorevole seguito alla recente vittoria elettorale.</p>



<p>Al vertice della graduatoria arriva per la prima volta una donna. <strong>Sara Funaro</strong>, sindaca di Firenze, conquista il primo posto con il 66% dei consensi, undici punti in più rispetto all&#8217;anno precedente. Seguono <strong>Marco Fioravanti</strong>, sindaco di <strong>Ascoli Piceno</strong>, con il 65%, e <strong>Gaetano Manfredi</strong>, sindaco di <strong>Napoli</strong>, con il 64%. All&#8217;estremo opposto della classifica si colloca <strong>Giacomo Tranchida</strong>, sindaco di <strong>Trapani</strong>, mentre <strong>Enrico Trantino</strong>, sindaco di <strong>Catania</strong>, occupa il quart&#8217;ultimo posto.</p>



<p><strong>Antonio Noto</strong>, direttore di<strong> Noto Sondaggi</strong>, legge questi dati come il segnale di un cambiamento nel rapporto tra cittadini e amministratori. «L&#8217;appeal dei sindaci si misura sempre meno sui risultati e sempre più sulle paure dei cittadini. Due primi cittadini su tre perdono consenso. Non si tratta di una semplice oscillazione statistica, ma del sintomo di un cambiamento profondo».</p>



<p>Nella valutazione degli amministratori peserebbero sempre di più fattori come il disagio sociale, il caro vita, la crisi economica e la marginalità urbana. Anche la percezione assume un ruolo decisivo. Il giudizio dei cittadini dipende sempre meno dalle opere realizzate e sempre più dalla sensazione di sicurezza, dalla qualità della vita e dalle prospettive economiche. Per questo motivo amministrare una città risulta oggi molto più complesso.</p>



<p>Tra i presidenti di<strong> Regione Renato Schifani</strong> conserva un posto nella top ten. Il governatore siciliano si colloca all&#8217;ottavo posto, due posizioni più in basso rispetto al 2025, ma registra il miglior incremento di consenso rispetto al giorno dell&#8217;elezione: +13,9%, unico presidente a superare la doppia cifra.</p>



<p>Anche questo risultato assume un valore politico nel confronto interno al centrodestra in vista delle prossime <strong>Regionali</strong>. <strong>Schifani </strong>può rivendicare un consenso in crescita, anche se la competizione per la candidatura coinvolge già diversi esponenti della coalizione e della stessa Forza Italia.</p>



<p>La classifica dei governatori premia soprattutto chi ha iniziato il mandato da poco. <strong>Antonio Decaro</strong> guida la graduatoria con il 66% del gradimento, seguito da <strong>Alberto Stefani</strong>, presidente del <strong>Veneto</strong>, con il 65%, e da <strong>Massimiliano Fedriga</strong>, presidente del <strong>Friuli Venezia Giulia</strong>, con il 64%. Tra i presidenti del Mezzogiorno emerge anche <strong>Roberto Occhiuto,</strong> governatore della <strong>Calabria</strong>, quarto con il 60%.</p>



<p>«Non basta governare bene – conclude <strong>Antonio Noto</strong> – occorre anche riuscire a trasmettere fiducia. Oggi il consenso dipende non solo dalla capacità di realizzare interventi, ma anche dalla possibilità di rassicurare una comunità che attraversa una fase di forte instabilità».</p>
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