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	<title>Rapimento Archivi - Quotidiano di Palermo</title>
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	<title>Rapimento Archivi - Quotidiano di Palermo</title>
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		<title>Rapimento di Santina Renda, archiviato il caso dopo 35 anni: nessun colpevole</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/santina-renda-rapimento-archiviato-caso-dopo-35-anni-nessun-colpevole/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Padellaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 07:51:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[cep]]></category>
		<category><![CDATA[Rapimento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La bimba scomparve davanti alla sua abitazione in via Pietro dell'Aquila, nel quartiere Cep </p>
<p>L'articolo <a href="https://quotidianodipalermo.it/santina-renda-rapimento-archiviato-caso-dopo-35-anni-nessun-colpevole/">Rapimento di Santina Renda, archiviato il caso dopo 35 anni: nessun colpevole</a> proviene da <a href="https://quotidianodipalermo.it">Quotidiano di Palermo</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>La procura mette la parola fine all&#8217;inchiesta sulla scomparsa di <strong>Santina Renda</strong>. Il <strong>giudice per le indagini preliminari</strong> ha disposto l&#8217;archiviazione, lasciando senza risposta uno dei misteri più dolorosi della cronaca siciliana. Dopo oltre trentacinque anni nessuno conosce ancora la sorte della bambina, che stava per compiere sei anni, né l&#8217;identità di chi la portò via.</p>



<p>La mattina del 23 marzo 1990 <strong>Santina </strong>giocava davanti alla sua abitazione, in<strong> via Pietro dell&#8217;Aquila, nel quartiere Cep di Palermo</strong>, insieme alla sorella <strong>Francesca</strong>, più piccola di un anno. Poco dopo, la bambina rientrò in casa e raccontò alla madre che un uomo con la barba e gli occhiali da sole aveva fatto salire <strong>Santina </strong>su una <strong>station wagon bianca</strong>, dopo averle offerto una caramella. Da quel racconto gli investigatori elaborarono anche un identikit, ma ogni ricerca si rivelò inutile.</p>



<p>L&#8217;avvocato <strong>Luigi Ferrandino</strong>, referente italiano della <strong>Manisco World</strong>, associazione internazionale impegnata nella ricerca delle persone scomparse, continua a sostenere che alcune piste investigative meritavano ulteriori approfondimenti. Per il legale il caso non può finire nell&#8217;oblio e chi possiede informazioni dovrebbe trovare il coraggio di parlarne.</p>



<p>Nei mesi successivi alla scomparsa arrivò anche una telefonata da parte di una donna straniera, che dichiarò di aver rapito la bambina. Gli accertamenti dimostrarono presto che si trattava soltanto di un gesto di sciacallaggio.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Vincenzo Campanella</strong></h2>



<p>Le indagini si concentrarono poi su <strong>Vincenzo Campanella</strong>, giovane del quartiere noto come &#8220;lo scemo&#8221; a causa dei suoi disturbi psichici. In un primo momento raccontò che <strong>Santina </strong>era morta dopo essere caduta dal suo motorino. Disse di aver nascosto il corpo in un cassonetto dopo averlo trasportato con un motofurgone, ma non riuscì mai a indicare il luogo né a fornire elementi utili per verificare la sua versione.</p>



<p>Due anni dopo <strong>Campanella </strong>finì nuovamente al centro della cronaca per il rapimento, la violenza e l&#8217;omicidio del piccolo <strong>Maurizio Nunzio Renda</strong>, cugino di <strong>Santina</strong>, di appena otto anni. I giudici lo condannarono a 29 anni di carcere.</p>



<p>Anche per la scomparsa di<strong> Santina Campanella</strong> confessò, salvo poi ritrattare tutto. Quando i familiari si opposero alla prima richiesta di archiviazione, nel 2024 i pubblici ministeri decisero di ascoltarlo ancora. Poco tempo prima aveva risposto alla lettera della madre della bambina, lasciando intendere di non aver raccontato tutta la verità.</p>



<p>Gli investigatori lo raggiunsero nella struttura psichiatrica dove si trova ricoverato. Durante il nuovo interrogatorio riferì di aver accompagnato <strong>Santina </strong>a fare un giro in motorino intorno alle 9.30 del mattino e di averla poi riaccompagnata a casa prima di raggiungere il fratello allo <strong>Zen</strong>, dove successivamente la <strong>Polizia </strong>lo rintracciò. Aggiunse di aver notato anche lui una grossa automobile e un uomo con la barba nei pressi dell&#8217;abitazione della bambina.</p>



<p>Alla domanda sul motivo della falsa confessione, <strong>Campanella </strong>sostenne che i poliziotti lo avessero costretto ad accusarsi con violenze. Anche questa ricostruzione, però, presentava numerose incongruenze e contraddizioni, tanto da non convincere gli inquirenti.</p>



<p>Secondo l&#8217;avvocato <strong>Ferrandino</strong>, il nuovo interrogatorio non avrebbe chiarito i punti rimasti oscuri e avrebbe riproposto molti degli interrogativi già emersi in passato. Per questo rinnova il suo appello. «Su <strong>Santina </strong>non deve calare il silenzio. Se qualcuno conosce la verità, è il momento di raccontarla».</p>
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		<title>Caso Denise Pipitone, spunta una traccia di sangue mai approfondita</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/caso-denise-pipitone-spunta-una-traccia-di-sangue-mai-approfondita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Padellaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2026 08:18:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal resto della Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[Rapimento]]></category>
		<category><![CDATA[trapani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La dichiarazione di Maria Angioni e l'appello di Toni Pipitone</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>A quasi ventidue anni dalla scomparsa di <strong>Denise Pipitone</strong>, il caso torna al centro dell’attenzione pubblica con nuovi interrogativi e possibili sviluppi investigativi. Durante la trasmissione “<em>Scomparsi</em>”, andata in onda sul canale <em>Fatti di Nera</em>, <strong>Maria Angioni</strong> ha rilanciato dubbi pesanti sulle indagini svolte negli anni.</p>



<p>L’ex magistrato, presente nelle prime fasi dell’inchiesta, ha puntato il dito contro alcuni elementi che gli investigatori non avrebbero approfondito adeguatamente. Tra questi compare una traccia di sangue trovata in un luogo considerato cruciale per il caso.</p>



<p>«Un foglio, una lettera anonima, un verbale magari di accesso agli atti, in cui per esempio emerga del sangue in un luogo importante e che non è stato sviluppato, non risultano gli atti di sviluppo, su quello bisogna lavorarci &#8211; ha spiegato <strong>Angioni</strong> durante il programma -. Non si può ignorare perché non serve per la tua tesi. Non tenere conto di tante cose è un lavoro mal fatto, sciatto».</p>



<p>Le dichiarazioni dell’ex magistrato riportano sotto i riflettori le presunte falle investigative che hanno accompagnato il caso della bambina scomparsa da Mazara del Vallo il primo settembre 2004.</p>



<p>Secondo quanto emerso in trasmissione, quella traccia ematica potrebbe collegarsi a un nuovo testimone individuato a <strong>Milano</strong>. Questo elemento avrebbe riaperto la cosiddetta “pista originaria”, anche se molti dettagli restano ancora coperti dal segreto investigativo.</p>



<p>Rimane però un interrogativo fondamentale. Chi ha lasciato quel sangue? E per quale motivo nessuno avrebbe disposto un esame del DNA? Domande che continuano ad alimentare dubbi e sospetti. Alla domanda su eventuali ostacoli incontrati durante le ricerche di <strong>Denise</strong>, <strong>Angioni </strong>ha risposto senza esitazioni. «Sì, secondo me sì, in questo momento noi crediamo in un aiuto delle istituzioni». </p>



<p>Nel corso della puntata è intervenuto anche <strong>Toni Pipitone</strong>, padre della bimba, che ha parlato di possibili novità nelle attività investigative seguite dal team legale della famiglia. «Facciamo lavorare gli avvocati e tutti quelli che stanno collaborando per adesso per arrivare a questa grandissima novità. Entro fine dell’anno penso che qualcosa si saprà di buono. Almeno una prima verità, visto che in tutti questi anni non c’è stato nulla» ha dichiarato.</p>



<p>Infine,<strong> Toni Pipitone</strong> ha rivolto un nuovo appello a chiunque conosca dettagli utili sulla sorte della figlia. «Mi rivolgo a queste persone che hanno fatto questo atto orribile&#8230; che diano la possibilità di ritrovare una pista, qualcosa che mi riporti a mia figlia, sapere come sta, dove sta, magari poterla abbracciare. Ci sono tanti modi».</p>
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		<item>
		<title>Panico in zona Policlinico: ex militare si barrica in casa con genitori in ostaggio</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/panico-in-zona-policlinico-ex-militare-si-barrica-in-casa-con-genitori-in-ostaggio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 20:24:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[policlinico]]></category>
		<category><![CDATA[Rapimento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>decisivo l’intervento del Gis e dei vigili del fuoco</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Altissima tensione nella serata di oggi in <strong>via Salamone Marino,</strong> nella zona del Policlinico di Palermo, dove un <strong>ex militare</strong> si è barricato all’interno della propria abitazione <strong>tenendo in ostaggio i genitori.</strong> L&#8217;uomo per oltre un’ora ha fatto temere il peggio, con i familiari impossibilitati a mettersi in salvo e l’uomo che non dava alcun segno di voler aprire un dialogo.</p>



<p>A far scattare l’allarme è stata la madre, che è riuscita a contattare il <strong>112</strong> chiedendo aiuto. In pochi minuti la zona è stata raggiunta da un <strong>imponente dispiegamento di forze</strong>: carabinieri, vigili del fuoco e personale sanitario del 118 si sono posizionati nei pressi dell’edificio, predisponendo tutte le misure necessarie per affrontare una situazione che fin da subito è apparsa estremamente delicata.</p>



<p>Grazie all’intervento dei vigili del fuoco, la donna è riuscita a mettersi in salvo, sottraendosi così alla minaccia del figlio. Ben diversa la sorte del padre, rimasto all’interno dell’appartamento insieme all’uomo barricato. </p>



<p>Vista la gravità della situazione, sul posto è stato richiesto <strong>l’intervento del negoziatore del Gis</strong>, il Gruppo di intervento speciale dell’Arma dei carabinieri, specializzato proprio nella gestione di crisi ad alto rischio. Per oltre un’ora si è tentato di instaurare un dialogo con l’ex militare, cercando di convincerlo a desistere e a liberare il padre senza conseguenze.</p>



<p>La tensione ha raggiunto l’apice quando l’uomo si è affacciato al balcone dell’appartamento, situato al quinto piano, iniziando a urlare e <strong>minacciando di lanciarsi nel vuoto</strong>. Una scena che ha fatto temere un epilogo tragico. </p>



<p>A quel punto peró sull&#8217;uomo sono state spruzzate sostanze urticanti per creare le condizioni necessarie a un intervento rapido e sicuro. Approfittando del momento, gli operatori sono riusciti a entrare nell’abitazione, mettendo fine all’incubo. All’interno hanno trovato il padre chiuso in una stanza: fortunatamente vivo. L&#8217;ex militare è stato portato al pronto soccorso del Civico. </p>
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		<title>Terrore nel Ragusano, giovane rapito in piazza da uomini incappucciati</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/terrore-nel-ragusano-giovane-rapito-in-piazza-da-uomini-incappucciati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Sep 2025 08:43:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal resto della Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[Ragusa]]></category>
		<category><![CDATA[Rapimento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fatto di cronaca sconvolgente ieri sera a Vittoria, nel Ragusano, dove un giovane, figlio di un commerciante, è stato sequestrato sotto gli occhi di decine di ragazzi. Tutto si è consumato intorno alle 21:30 in una piazzetta del rione Forcone. Due uomini con il volto coperto sono scesi da una Fiat Panda e si sono [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://quotidianodipalermo.it/terrore-nel-ragusano-giovane-rapito-in-piazza-da-uomini-incappucciati/">Terrore nel Ragusano, giovane rapito in piazza da uomini incappucciati</a> proviene da <a href="https://quotidianodipalermo.it">Quotidiano di Palermo</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Fatto di cronaca sconvolgente ieri sera a Vittoria, nel Ragusano, dove un giovane, figlio di un commerciante, è stato <strong>sequestrato</strong> sotto gli occhi di decine di ragazzi. Tutto si è consumato intorno alle 21:30 in una piazzetta del <strong>rione Forcone</strong>. </p>



<p>Due uomini con il volto coperto sono scesi da una Fiat Panda e si sono avvicinati al gruppo in cui si trovava la vittima. <strong>Avrebbero chiamato il ragazzo per nome</strong>, segno che non si è trattato di una scelta casuale. “Non preoccupatevi, vogliamo solo lui”, sarebbero state le parole pronunciate dagli uomini incappucciati davanti agli amici del giovane, che sono rimasti paralizzati dalla paura.</p>



<p>I sequestratori hanno afferrato il ragazzo e lo hanno spinto con la forza dentro l’auto. Pochi istanti dopo sono fuggiti a tutta velocità, scortati da una seconda vettura, una Panda bianca, che li precedeva come apripista. Prima di allontanarsi in direzione di Pedalino, i rapitori hanno sottratto il cellulare della vittima e lo hanno scaraventato a terra, un gesto che lascia intendere la volontà di impedire la sua immediata localizzazione.</p>



<p>L’allarme è stato lanciato dagli amici del ragazzo, e nel giro di pochi minuti le forze dell’ordine hanno attivato un massiccio dispositivo di ricerca che interessa un’ampia zona del Ragusano. Polizia e investigatori stanno interrogando i testimoni oculari e analizzando i filmati delle telecamere di videosorveglianza presenti nella piazzetta e nelle vie limitrofe, nella speranza di ricostruire l’esatta dinamica del rapimento e individuare il nascondiglio del commando. Sulla vicenda la Procura di Ragusa mantiene il massimo riserbo.</p>
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