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	<title>Rapimento Archivi - Quotidiano di Palermo</title>
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	<title>Rapimento Archivi - Quotidiano di Palermo</title>
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		<title>Caso Denise Pipitone, spunta una traccia di sangue mai approfondita</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/caso-denise-pipitone-spunta-una-traccia-di-sangue-mai-approfondita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Padellaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2026 08:18:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal resto della Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[Rapimento]]></category>
		<category><![CDATA[trapani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La dichiarazione di Maria Angioni e l'appello di Toni Pipitone</p>
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<p>A quasi ventidue anni dalla scomparsa di <strong>Denise Pipitone</strong>, il caso torna al centro dell’attenzione pubblica con nuovi interrogativi e possibili sviluppi investigativi. Durante la trasmissione “<em>Scomparsi</em>”, andata in onda sul canale <em>Fatti di Nera</em>, <strong>Maria Angioni</strong> ha rilanciato dubbi pesanti sulle indagini svolte negli anni.</p>



<p>L’ex magistrato, presente nelle prime fasi dell’inchiesta, ha puntato il dito contro alcuni elementi che gli investigatori non avrebbero approfondito adeguatamente. Tra questi compare una traccia di sangue trovata in un luogo considerato cruciale per il caso.</p>



<p>«Un foglio, una lettera anonima, un verbale magari di accesso agli atti, in cui per esempio emerga del sangue in un luogo importante e che non è stato sviluppato, non risultano gli atti di sviluppo, su quello bisogna lavorarci &#8211; ha spiegato <strong>Angioni</strong> durante il programma -. Non si può ignorare perché non serve per la tua tesi. Non tenere conto di tante cose è un lavoro mal fatto, sciatto».</p>



<p>Le dichiarazioni dell’ex magistrato riportano sotto i riflettori le presunte falle investigative che hanno accompagnato il caso della bambina scomparsa da Mazara del Vallo il primo settembre 2004.</p>



<p>Secondo quanto emerso in trasmissione, quella traccia ematica potrebbe collegarsi a un nuovo testimone individuato a <strong>Milano</strong>. Questo elemento avrebbe riaperto la cosiddetta “pista originaria”, anche se molti dettagli restano ancora coperti dal segreto investigativo.</p>



<p>Rimane però un interrogativo fondamentale. Chi ha lasciato quel sangue? E per quale motivo nessuno avrebbe disposto un esame del DNA? Domande che continuano ad alimentare dubbi e sospetti. Alla domanda su eventuali ostacoli incontrati durante le ricerche di <strong>Denise</strong>, <strong>Angioni </strong>ha risposto senza esitazioni. «Sì, secondo me sì, in questo momento noi crediamo in un aiuto delle istituzioni». </p>



<p>Nel corso della puntata è intervenuto anche <strong>Toni Pipitone</strong>, padre della bimba, che ha parlato di possibili novità nelle attività investigative seguite dal team legale della famiglia. «Facciamo lavorare gli avvocati e tutti quelli che stanno collaborando per adesso per arrivare a questa grandissima novità. Entro fine dell’anno penso che qualcosa si saprà di buono. Almeno una prima verità, visto che in tutti questi anni non c’è stato nulla» ha dichiarato.</p>



<p>Infine,<strong> Toni Pipitone</strong> ha rivolto un nuovo appello a chiunque conosca dettagli utili sulla sorte della figlia. «Mi rivolgo a queste persone che hanno fatto questo atto orribile&#8230; che diano la possibilità di ritrovare una pista, qualcosa che mi riporti a mia figlia, sapere come sta, dove sta, magari poterla abbracciare. Ci sono tanti modi».</p>
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		<title>Panico in zona Policlinico: ex militare si barrica in casa con genitori in ostaggio</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/panico-in-zona-policlinico-ex-militare-si-barrica-in-casa-con-genitori-in-ostaggio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 20:24:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[policlinico]]></category>
		<category><![CDATA[Rapimento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>decisivo l’intervento del Gis e dei vigili del fuoco</p>
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<p>Altissima tensione nella serata di oggi in <strong>via Salamone Marino,</strong> nella zona del Policlinico di Palermo, dove un <strong>ex militare</strong> si è barricato all’interno della propria abitazione <strong>tenendo in ostaggio i genitori.</strong> L&#8217;uomo per oltre un’ora ha fatto temere il peggio, con i familiari impossibilitati a mettersi in salvo e l’uomo che non dava alcun segno di voler aprire un dialogo.</p>



<p>A far scattare l’allarme è stata la madre, che è riuscita a contattare il <strong>112</strong> chiedendo aiuto. In pochi minuti la zona è stata raggiunta da un <strong>imponente dispiegamento di forze</strong>: carabinieri, vigili del fuoco e personale sanitario del 118 si sono posizionati nei pressi dell’edificio, predisponendo tutte le misure necessarie per affrontare una situazione che fin da subito è apparsa estremamente delicata.</p>



<p>Grazie all’intervento dei vigili del fuoco, la donna è riuscita a mettersi in salvo, sottraendosi così alla minaccia del figlio. Ben diversa la sorte del padre, rimasto all’interno dell’appartamento insieme all’uomo barricato. </p>



<p>Vista la gravità della situazione, sul posto è stato richiesto <strong>l’intervento del negoziatore del Gis</strong>, il Gruppo di intervento speciale dell’Arma dei carabinieri, specializzato proprio nella gestione di crisi ad alto rischio. Per oltre un’ora si è tentato di instaurare un dialogo con l’ex militare, cercando di convincerlo a desistere e a liberare il padre senza conseguenze.</p>



<p>La tensione ha raggiunto l’apice quando l’uomo si è affacciato al balcone dell’appartamento, situato al quinto piano, iniziando a urlare e <strong>minacciando di lanciarsi nel vuoto</strong>. Una scena che ha fatto temere un epilogo tragico. </p>



<p>A quel punto peró sull&#8217;uomo sono state spruzzate sostanze urticanti per creare le condizioni necessarie a un intervento rapido e sicuro. Approfittando del momento, gli operatori sono riusciti a entrare nell’abitazione, mettendo fine all’incubo. All’interno hanno trovato il padre chiuso in una stanza: fortunatamente vivo. L&#8217;ex militare è stato portato al pronto soccorso del Civico. </p>
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		<title>Terrore nel Ragusano, giovane rapito in piazza da uomini incappucciati</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/terrore-nel-ragusano-giovane-rapito-in-piazza-da-uomini-incappucciati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Sep 2025 08:43:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal resto della Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[Ragusa]]></category>
		<category><![CDATA[Rapimento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fatto di cronaca sconvolgente ieri sera a Vittoria, nel Ragusano, dove un giovane, figlio di un commerciante, è stato sequestrato sotto gli occhi di decine di ragazzi. Tutto si è consumato intorno alle 21:30 in una piazzetta del rione Forcone. Due uomini con il volto coperto sono scesi da una Fiat Panda e si sono [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Fatto di cronaca sconvolgente ieri sera a Vittoria, nel Ragusano, dove un giovane, figlio di un commerciante, è stato <strong>sequestrato</strong> sotto gli occhi di decine di ragazzi. Tutto si è consumato intorno alle 21:30 in una piazzetta del <strong>rione Forcone</strong>. </p>



<p>Due uomini con il volto coperto sono scesi da una Fiat Panda e si sono avvicinati al gruppo in cui si trovava la vittima. <strong>Avrebbero chiamato il ragazzo per nome</strong>, segno che non si è trattato di una scelta casuale. “Non preoccupatevi, vogliamo solo lui”, sarebbero state le parole pronunciate dagli uomini incappucciati davanti agli amici del giovane, che sono rimasti paralizzati dalla paura.</p>



<p>I sequestratori hanno afferrato il ragazzo e lo hanno spinto con la forza dentro l’auto. Pochi istanti dopo sono fuggiti a tutta velocità, scortati da una seconda vettura, una Panda bianca, che li precedeva come apripista. Prima di allontanarsi in direzione di Pedalino, i rapitori hanno sottratto il cellulare della vittima e lo hanno scaraventato a terra, un gesto che lascia intendere la volontà di impedire la sua immediata localizzazione.</p>



<p>L’allarme è stato lanciato dagli amici del ragazzo, e nel giro di pochi minuti le forze dell’ordine hanno attivato un massiccio dispositivo di ricerca che interessa un’ampia zona del Ragusano. Polizia e investigatori stanno interrogando i testimoni oculari e analizzando i filmati delle telecamere di videosorveglianza presenti nella piazzetta e nelle vie limitrofe, nella speranza di ricostruire l’esatta dinamica del rapimento e individuare il nascondiglio del commando. Sulla vicenda la Procura di Ragusa mantiene il massimo riserbo.</p>
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