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	<title>processi Archivi - Quotidiano di Palermo</title>
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	<description>Qdp - Giornale di informazione: una finestra su Palermo</description>
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	<title>processi Archivi - Quotidiano di Palermo</title>
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		<title>Strage di Altavilla, chiesto l&#8217;ergastolo per Fina e Carandente:  30 anni per Barreca</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/strage-di-altavilla-chiusa-la-prima-udienza-chiesto-ergastolo-per-due-imputati-ma-trentanni-per-barreca/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia Terminelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 13:51:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Altavilla Milicia]]></category>
		<category><![CDATA[omicidi]]></category>
		<category><![CDATA[processi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il PM ha chiesto l'ergastolo per i complici di Barreca, Sabrina Fina e Massimo Carandente. Gli imputati si definivano "figli di Dio"</p>
<p>L'articolo <a href="https://quotidianodipalermo.it/strage-di-altavilla-chiusa-la-prima-udienza-chiesto-ergastolo-per-due-imputati-ma-trentanni-per-barreca/">Strage di Altavilla, chiesto l&#8217;ergastolo per Fina e Carandente:  30 anni per Barreca</a> proviene da <a href="https://quotidianodipalermo.it">Quotidiano di Palermo</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>La procura di Termini Imerese ha avanzato le sue richieste di condanna nel processo sulla <strong>strage</strong> di <strong>Altavilla Milicia</strong>: trent’anni di reclusione per Giovanni Barreca, il capofamiglia accusato di aver sterminato moglie e due figli nel febbraio del 2024, e il carcere a vita per i suoi complici <strong>Sabrina Fina e Massimo Carandente</strong>. La differenza di pena si spiega con il riconoscimento, da parte dell’accusa, di un <strong>parziale vizio di mente</strong> per Barreca.</p>



<p>Secondo il pm Manfredi Lanza, nella villetta alla periferia del piccolo comune palermitano si consumò <strong>un massacro senza precedenti</strong>. Le vittime furono <strong>Antonella Salamone</strong> e i figli <strong>Kevin</strong>, allora diciassettenne, ed <strong>Emanuel</strong>, di cinque anni, prima torturati per ore e poi uccisi. Le torture, descritte in aula con agghiacciante precisione, colpirono in modo particolare il più piccolo, percosso ripetutamente con un attizzatoio e un asciugacapelli. Il corpo della donna fu bruciato con tale violenza che le ossa risultarono inutilizzabili persino per l’analisi del Dna: “Come se fossero passate per un forno crematorio”, ha detto il pm nella sua requisitoria.</p>



<p>A trascinare gli adulti nel delirio fu un fanatismo religioso degenerato: Barreca, Fina e Carandente — conosciutisi in una comunità evangelica e autodefinitisi “fratelli di dio” — erano convinti che il demonio abitasse nelle vittime e nell’abitazione. Prima degli omicidi, svolgevano sessioni di preghiera collettiva e da atti di violenza progressivamente escalanti.</p>



<p>Alla strage sopravvisse soltanto <strong>Miriam</strong>, la figlia maggiorenne di Barreca. Condannata in primo grado a dodici anni e otto mesi per concorso negli omicidi, ha ottenuto l&#8217;assoluzione in appello. I giudici hanno ritenuto che all’epoca dei fatti fosse in <strong>stato di incapacità di intendere e di volere</strong>, vittima essa stessa di una condizione di sottomissione psicologica. La ragazza vive oggi in una struttura protetta fuori dalla Sicilia, seguita da educatori e specialisti.</p>



<p>In aula, la rabbia della famiglia di Antonella Salamone si è fatta sentire con forza. Il fratello <strong>Calogero</strong>, arrivato dal novarese, ha invocato l’ergastolo per tutti gli imputati, Barreca compreso: “<strong>Quello che hanno fatto è stato peggio di un film dell’orrore. Devono restarci per sempre in carcere</strong>”. La prossima udienza è fissata per il 10 giugno, quando ci saranno le arringhe difensive. </p>
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		<item>
		<title>Processo per “spaccio” a Falsomiele: il Gip scarcera uno dei principali indagati</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/processo-per-spaccio-a-falsomiele-il-gip-scarcera-uno-dei-principali-indagati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Calisti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jan 2026 15:36:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Mafia]]></category>
		<category><![CDATA[processi]]></category>
		<category><![CDATA[Tribunale di Palermo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://quotidianodipalermo.it/?p=46874</guid>

					<description><![CDATA[<p>Tribunale di Marsala</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Trascorso poco più di qualche mese dagli arresti effettuati dai carabinieri, al culmine di una lunga indagine sul presunto “fortino della droga” (così definito dagli stessi inquirenti ndr) che sarebbe stato edificato nel quartiere Falsomiele, giungono oggi dal tribunale di Palermo rilevanti novità in merito alla sorte di alcuni degli indagati terminati in manette.</p>



<p>In particolare, lo scorso 8 settembre il dott. Filippo Serio, Gip di Palermo, aveva disposto la misura custodiale della carcerazione cautelare nei confronti, tra gli altri, di <strong>“u nanetto”, alias di Sergio Sangiorgio</strong>. Quest’ultimo, sulla scorta dell’ipotesi investigativa della Procura della Repubblica, avrebbe occupato un ruolo di primo piano nell’organizzazione dedita al commercio di sostanze stupefacenti.</p>



<p>In tale occasione, il giudice aveva desunto la sussistenza di esigenze cautelari attuali e concrete (nella specie, il rischio di reiterazione del reato), oltre che dalla copiosa informativa redatta dalle forze dell’ordine, soprattutto dall’instaurazione di un ulteriore e successivo procedimento penale a carico del Sangiorgio presso il <strong>tribunale di Marsala</strong> per gli stessi reati; circostanza che avrebbe testimoniato – argomenta il Gip – il perdurare del coinvolgimento criminoso dell’indagato.</p>



<p>Sennonché, nelle more, risulterebbe che i medesimi giudici del comune trapanese abbiano assolto u nanetto dagli illeciti ascrittigli. Dunque, facendo leva su tale avvenimento, i legali del detenuto (i penalisti Giovanni Castronovo e Giacomo Frazzitta) hanno presentato, in data 8 gennaio 2026, una istanza di revoca della custodia in carcere.</p>



<p>Malgrado il parere contrario del Pm, essa ha trovato quest’oggi accoglimento da parte del Giudici per le indagini preliminari che, constatando l’assoluzione intervenuta nel processo di Marsala e quindi la sopravvenuta mancanza del presupposto di fatto su cui era basata la misura cautelare, non ha potuto fare a meno di disporre con ordinanza la liberazione. Ciò, tuttavia, non toglie che Sangiorgio possa essere destinatario di ulteriori misure, ancorché attenuate, essendosi il giudice riservato di rivalutare la sua posizione cautelare nell’immediato futuro. Senza dimenticare, peraltro, che ancora c’è un intero processo dinanzi e che, come la pratica giudiziaria insegna, la libertà è tale soltanto quando è definitiva.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Inchiesta su Cuffaro, c&#8217;era un altro assessore indagato: posizione archiviata</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/inchiesta-su-cuffaro-assessore-indagato-posizione-archiviata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jan 2026 11:04:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[processi]]></category>
		<category><![CDATA[Regione siciliana]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’assessore regionale alla Sanità Faraoni era indagata per abuso d’ufficio, ma il procedimento è stato chiuso dopo l’abrogazione del reato nel 2024</p>
<p>L'articolo <a href="https://quotidianodipalermo.it/inchiesta-su-cuffaro-assessore-indagato-posizione-archiviata/">Inchiesta su Cuffaro, c&#8217;era un altro assessore indagato: posizione archiviata</a> proviene da <a href="https://quotidianodipalermo.it">Quotidiano di Palermo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Spunta anche il nome dell’assessore regionale alla Sanità <strong>Daniela Faraoni</strong> <a href="https://quotidianodipalermo.it/appalti-truccati-domiciliari-per-cuffaro-e-colletti/">nell’inchiesta</a> che coinvolge l’ex presidente della Regione Siciliana Totò Cuffaro, ma <strong>la sua posizione è stata archiviata</strong>. A darne notizia è il quotidiano online <a href="https://www.livesicilia.it">Livesicilia</a>, che ricostruisce i contorni di una vicenda giudiziaria legata a un concorso pubblico per la stabilizzazione di operatori sociosanitari.</p>



<p>Daniela Faraoni era stata <strong>iscritta nel registro degli indagati </strong>con l’accusa di abuso d’ufficio. Il procedimento a suo carico, tuttavia, è stato chiuso perché il reato contestato è stato abrogato nel 2024, determinando così l’archiviazione dell’indagine nei suoi confronti. L’inchiesta riguardava anche l’ex manager dell’ospedale Villa Sofia di Palermo, <strong>Roberto Colletti</strong>, oltre allo stesso Totò Cuffaro.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Ad aggiornare la mappa degli indagati è un atto giudiziario del 29 settembre scorso</strong></h2>



<p>Secondo quanto emerge, gli inquirenti avevano intercettato <strong>una conversazione avvenuta a casa di Cuffaro</strong> tra l’ex governatore e l’attuale assessore regionale. In quell’occasione, Cuffaro avrebbe manifestato a Faraoni “il suo disappunto” per l’impossibilità di ampliare il numero dei posti messi a bando nel concorso pubblico, “specie in considerazione del fatto che egli, per sua stessa ammissione, aveva ‘un sacco di gente’ interessata e da accontentare”. </p>



<p>“Ti faccio vedere il bando? Io sono in difficoltà perché avevo un sacco di gente… ci sono solo quindici posti e il presidente della commissione, che è Iacono che tu conosci…”, diceva Cuffaro all’assessore Faraoni, secondo quanto riportato nelle intercettazioni.</p>



<p>La tranche dell’inchiesta che coinvolgeva l’assessore regionale è dunque stata archiviata, mentre resta aperta e tuttora in piedi l’altra parte del procedimento, sempre legata allo stesso concorso ritenuto truccato. In questo filone, <strong>Totò Cuffaro e Roberto Colletti sono indagati per corruzione e si trovano attualmente agli arresti domiciliari</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://quotidianodipalermo.it/inchiesta-su-cuffaro-assessore-indagato-posizione-archiviata/">Inchiesta su Cuffaro, c&#8217;era un altro assessore indagato: posizione archiviata</a> proviene da <a href="https://quotidianodipalermo.it">Quotidiano di Palermo</a>.</p>
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		<item>
		<title>Nuovo processo a Silvana Saguto: sequestro ai Virga senza guardare le carte</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/nuovo-processo-a-silvana-saguto-sequestro-ai-virga-senza-guardare-le-carte/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Mar 2024 09:35:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[arresti]]></category>
		<category><![CDATA[processi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La giudice che si trova reclusa a Rebibbia è accusata di falso in atto pubblico su un documento di sequestro, ritenuto illegittimo, che porta la sua firma per la vicenda che riguarda il sequestro agli imprenditori Virga di Marineo</p>
<p>L'articolo <a href="https://quotidianodipalermo.it/nuovo-processo-a-silvana-saguto-sequestro-ai-virga-senza-guardare-le-carte/">Nuovo processo a Silvana Saguto: sequestro ai Virga senza guardare le carte</a> proviene da <a href="https://quotidianodipalermo.it">Quotidiano di Palermo</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Non trovano fine i guai giudiziari per l&#8217;ex presidente delle misure di prevenzione del tribunale di Palermo Silvana Saguto, già condannata ad 8 anni di reclusione. Il nuovo rinvio a giudizio, deciso dal gip Santi Bologna, è falso in atto pubblico su un documento di sequestro, ritenuto illegittimo, che porta la sua firma per la vicenda che riguarda il sequestro agli imprenditori Virga di Marineo. Il nuovo processo in cui è imputata si svolgerà a Caltanissetta il prossimo 18 aprile. </p>



<p>Il maxi sequestro alla famiglia Virga di Marineo, stimato in 1,6 miliardi di euro fra impianti di calcestruzzo, imprese edili, aziende agricole, produzione di gas terapeutici ed industriali, ristorazione ed immobili, avvenuto nel 2015 fu il più alto fra i sequestri eseguiti nella storia della misure di prevenzione in Italia, anche se secondo i Virga non andava oltre i 25 milioni di euro. Secondo i legali delle vittime del sequestro, rappresentati dall&#8217;avvocato Inzerillo, alcune intercettazioni proverebbero che il giudice operò senza nemmeno consultare le carte.</p>
<p>L'articolo <a href="https://quotidianodipalermo.it/nuovo-processo-a-silvana-saguto-sequestro-ai-virga-senza-guardare-le-carte/">Nuovo processo a Silvana Saguto: sequestro ai Virga senza guardare le carte</a> proviene da <a href="https://quotidianodipalermo.it">Quotidiano di Palermo</a>.</p>
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