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	<title>energia elettrica Archivi - Quotidiano di Palermo</title>
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	<description>Qdp - Giornale di informazione: una finestra su Palermo</description>
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	<title>energia elettrica Archivi - Quotidiano di Palermo</title>
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	<item>
		<title>Furto di energia elettrica a Camporeale: cinque denunce</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/energia-elettrica-furto-camporeale-cinque-denunce/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 May 2026 07:54:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Camporeale]]></category>
		<category><![CDATA[carabinieri]]></category>
		<category><![CDATA[energia elettrica]]></category>
		<category><![CDATA[Furti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Intere palazzine esposte al pericolo di cortocircuiti e incendi</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>I <strong><a href="https://quotidianodipalermo.it/discarica-abusiva-brancaccio-sei-persone-denunciate-palermo/">Carabinieri </a>della Stazione di Camporeale</strong>, durante un servizio di controllo del territorio contro l’illegalità diffusa e con il supporto dei tecnici di <strong>E-distribuzione</strong>, hanno denunciato cinque persone, tra i 21 e gli 82 anni, per furto aggravato di <strong>energia elettrica</strong>.</p>



<p>I militari hanno concentrato l’attività su alcuni complessi abitativi del paese. Insieme ai tecnici specializzati, hanno individuato la manomissione degli impianti tramite allacci abusivi diretti alla rete pubblica, utilizzati per <strong>bypassare i contatori.</strong></p>



<p>L’intervento ha documentato comportamenti illeciti che, oltre a costituire il reato di furto aggravato di <strong>energia elettrica</strong>, mettevano seriamente a rischio la sicurezza pubblica. Le ispezioni hanno mostrato che queste manomissioni artigianali, prive di dispositivi di protezione certificati, esponevano intere palazzine al concreto pericolo di <strong>cortocircuiti e incendi.</strong> I militari hanno messo in sicurezza i siti e hanno ripristinato il corretto funzionamento degli impianti.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Furti di energia a Palermo: 13 denunce tra Brancaccio e via Lentini</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/furti-energia-elettrica-denunce-brancaccio-lentini-palermo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Apr 2026 10:30:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Brancaccio]]></category>
		<category><![CDATA[enel]]></category>
		<category><![CDATA[energia elettrica]]></category>
		<category><![CDATA[Furti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nove denunce a Brancaccio e quattro denunce in via Lentini </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>I <strong>Carabinieri della Stazione di <a href="https://quotidianodipalermo.it/tragedia-di-via-marturano-gli-addii-e-lindagine-sui-sensori-disabilitati/">Palermo</a> Brancaccio</strong>, insieme ai militari delle<strong> Stazioni di Villagrazia, Scalo, Centro e Acqua dei Corsari,</strong> hanno condotto un’attività di controllo del territorio per contrastare l’illegalità diffusa e tutelare il patrimonio e la sicurezza pubblica nel capoluogo siciliano. Durante l’operazione, i militari hanno denunciato <strong>13 persone</strong> per furto aggravato di <strong>energia elettrica</strong>.</p>



<p>I <strong>Carabinieri</strong> hanno agito in stretta collaborazione con i tecnici dell’azienda <strong>Ene</strong>l e hanno individuato diverse violazioni sistematiche della rete di distribuzione elettrica domestica. In particolare, hanno denunciato<strong> 9 persone</strong>, di età compresa tra <strong>29 e 79 anni</strong>, residenti tra via <strong>Brancaccio e cortile La Rocca</strong>, che avevano realizzato allacci abusivi per alimentare le proprie abitazioni aggirando i sistemi di misurazione.</p>



<p>In via<strong> Rocco Lentini</strong>, i militari hanno denunciato altri quattro soggetti, di età compresa tra <strong>22 e 67 anni</strong>. Tra questi figura anche un giovane già sottoposto al regime della detenzione domiciliare.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Lockdown energetico in Italia: verso chiusure e tagli da maggio</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/lockdown-energetico-in-italia-verso-chiusure-e-tagli-da-maggio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 17:41:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[energia elettrica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Governo valuta riduzioni di consumi domestici, limitazioni a industrie non strategiche e misure su riscaldamento, illuminazione e mobilità</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L’Italia si prepara a fronteggiare la crisi energetica con possibili restrizioni che potrebbero limitare consumi domestici, riscaldamento, illuminazione e mobilità già a partire dal mese di maggio. Lo spettro di un vero e proprio “lockdown energetico” è sempre più concreto, come confermato dal ministro della Difesa, che ha parlato di chiusure mirate: “non tutto, ma molto” potrebbe fermarsi nel giro di poche settimane.</p>



<p>La situazione è strettamente legata alla carenza di riserve energetiche nel Paese, sottolineata anche dalla presidente del Consiglio. In caso di prolungamento della guerra contro l’Iran e di chiusura dello Stretto di Hormuz, l’opzione di sospendere o ridurre molte attività resta realistica.</p>



<p>Al momento non è necessario razionare prodotti critici, ma l’Unione europea si sta preparando agli scenari peggiori, come spiegato dal commissario Ue all’Energia. Tra le misure allo studio in Italia ci sono il rallentamento delle industrie non strategiche, limiti all’uso dei condizionatori e riduzioni dell’illuminazione nei luoghi pubblici, strategie già adottate in altri Paesi con diverse modalità di applicazione.</p>



<p>Il Governo avverte che la crisi energetica potrebbe protrarsi a lungo e invita cittadini e imprese a prepararsi a possibili restrizioni, con l’obiettivo di garantire la sicurezza e la continuità dei servizi essenziali.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Via Messina Marine torna illuminata: riattivato l’impianto fino a Ficarazzi</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/via-messina-marine-torna-illuminata-riattivato-limpianto-fino-a-ficarazzi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Beone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jan 2026 13:59:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[energia elettrica]]></category>
		<category><![CDATA[Ficarazzi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'assenza di illuminazione aveva trasformato quel tratto in una strada estremamente pericolosa</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il tratto di via Messina Marine compreso tra il Bar del Bivio e Ficarazzi è nuovamente illuminato. L’amministrazione comunale ha infatti riattivato l’impianto di pubblica illuminazione, ponendo fine a una lunga criticità che per anni ha inciso pesantemente sulla sicurezza stradale.</p>



<p>L&#8217;assenza di illuminazione aveva trasformato quel tratto di strada in un punto ad alto rischio per automobilisti, ciclisti e motociclisti, tanto da essere tristemente conosciuto come la “strada della morte”. La riaccensione delle luci segna quindi un passo decisivo verso il ripristino di condizioni di sicurezza e normalità.</p>



<p>L’amministrazione comunale, in collaborazione con AMG Energia S.p.A., ha reso possibile il risultato raggiunto. Il Sindaco e l’Assessore Orlando hanno accolto le segnalazioni e sollecitato un intervento tempestivo, mentre AMG Energia, attraverso il proprio presidente e i tecnici dell’azienda, ha provveduto all’installazione dei nuovi impianti a LED di ultima generazione e all’adeguamento dei pali esistenti.</p>



<p>«Un sentito ringraziamento è rivolto al Sindaco, all’Assessore Orlando per aver accolto il nostro appello &#8211; scrivono in una nota il Presidente della Seconda Circoscrizione Giuseppe Federico e il Consigliere Giuseppe Guaresi &#8211; e per aver prontamente avviato gli interventi necessari, nonché all’AMG Energia S.p.A., al suo Presidente e ai tecnici dell’azienda per l’installazione di impianti a LED di ultima generazione e per l’adeguamento dei pali esistenti. Con questo intervento &#8211; concludono &#8211; si restituiscono finalmente sicurezza e decoro a un’arteria stradale di fondamentale importanza per la mobilità cittadina». </p>
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			</item>
		<item>
		<title>Fondi europei, la sfida decisiva per la Sicilia: milioni disponibili ma serve correre</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/fondi-europei-la-sfida-decisiva-per-la-sicilia-milioni-disponibili-ma-serve-correre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Albergoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Oct 2025 17:10:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[energia elettrica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scuole, acqua, energia e innovazione: tutto pronto, ma mancano progetti e capacità tecnica</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La Sicilia ha davanti una delle occasioni più concrete e decisive degli ultimi decenni. Il Programma operativo <strong>FESR 2021-2027</strong>, che mobilita risorse europee su scala regionale, non è più una promessa o un piano di intenti: è un calendario serrato di bandi, scadenze e opportunità che riguardano direttamente due attori centrali del futuro dell’Isola — i Comuni e le imprese.</p>



<p>Si tratta di fondi per <strong>innovazione, ambiente, scuola, energia e infrastrutture:</strong> i pilastri di qualsiasi società che voglia definirsi moderna. Ma il tempo stringe e la partita, più che economica, è ormai culturale e amministrativa Per il mondo produttivo siciliano, il conto alla rovescia è già iniziato. Entro fine novembre scadono tre bandi cruciali:</p>



<p>• <strong>Digit Imprese – Innovazione (Azione 1.1.2)</strong>: incentivi per sviluppare nuovi prodotti, processi e servizi, con termine al&nbsp;<strong>26 novembre 2025</strong>;</p>



<p>• <strong>Digit Imprese – Transizione digitale (Azione 1.2.2)</strong>: contributi per tecnologie digitali, automazione, software gestionali, e-commerce e cybersecurity, in scadenza il&nbsp;<strong>27 novembre 2025</strong>;</p>



<p>• <strong>Ricerca e sviluppo industriale – Ripresa Sicilia Plus (Azione 1.1.1)</strong>: fondi per progetti di ricerca e trasferimento tecnologico, anche in collaborazione con università e centri di ricerca, da presentare entro il&nbsp;<strong>28 novembre 2025</strong>.</p>



<p>A questi strumenti si affianca il&nbsp;<strong>Fondo di Garanzia – Sezione speciale Sicilia</strong>&nbsp;(69 milioni di euro), operativo fino a esaurimento risorse, che aiuta le imprese a ottenere credito e realizzare gli investimenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Comuni: acqua, rifiuti e scuole, ma il tempo è agli sgoccioli</strong></h2>



<p>Per gli enti locali, invece, la scadenza più ravvicinata è quella del&nbsp;<strong>31 ottobre 2025</strong>, quando si chiuderanno contemporaneamente tre bandi strategici:</p>



<p>• <strong>Centri comunali di raccolta rifiuti (Azione 2.6.2)</strong></p>



<p>• <strong>Impianti di compostaggio (Azione 2.6.1)</strong></p>



<p>• <strong>Reti idriche e depurazione (Azione 2.5.1)</strong></p>



<p>Poco dopo arriveranno altre due opportunità:</p>



<p>• <strong>Spazi scolastici e ambienti educativi (Azione 4.2.1)</strong>&nbsp;– scadenza&nbsp;<strong>23 novembre 2025</strong>;</p>



<p>• <strong>Efficienza energetica degli edifici pubblici (Azione 2.1.2)</strong>&nbsp;– scadenza&nbsp;<strong>21 gennaio 2026</strong>.</p>



<p>Interventi che non riguardano l’estetica, ma la funzionalità stessa delle città: gestione dei rifiuti, rete idrica, scuole e patrimonio edilizio. È la base di una comunità che vuole crescere.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Non è un problema di risorse, ma di volontà</strong></h2>



<p>I fondi ci sono, e sono imponenti. Ma senza&nbsp;<strong>progetti esecutivi</strong>, capacità tecnica e decisioni rapide, resteranno solo cifre in un documento contabile.</p>



<p>L’Europa non finanzia idee, finanzia progetti pronti a partire. E questo richiede uffici capaci, amministratori formati, partnership tra pubblico e privato e una nuova mentalità operativa.Non è più il tempo di giustificazioni o rinvii. Il personale può mancare, ma la volontà e l’organizzazione possono supplire. La Sicilia deve decidere se restare spettatrice o diventare protagonista del proprio sviluppo.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L’esame vero: saper usare i fondi</strong></h2>



<p>Per una volta, non serve chiedere nuovi aiuti. Serve dimostrare di saperli utilizzare. È una <strong>sfida di maturità istituzionale</strong>: tradurre i finanziamenti in cantieri, laboratori, scuole rinnovate, reti idriche efficienti e imprese competitive. L’Europa non giudicherà la Sicilia dalle parole, ma dai risultati. Dai lavori avviati, dalle scadenze rispettate, dai benefici reali per cittadini e imprese.</p>



<p>La stagione dei bandi è iniziata: ora tocca all’Isola decidere se trasformarla in rinascita o in un’altra occasione mancata.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Terna incontra Lagalla: investimenti e progetti strategici per l’energia a Palermo</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/terna-incontra-lagalla-investimenti-e-progetti-strategici-per-lenergia-a-palermo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Com. stampa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Jul 2025 12:00:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Comune di Palermo]]></category>
		<category><![CDATA[energia elettrica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel corso della visita presso il Distretto Sicilia, illustrati i piani per rafforzare la rete elettrica cittadina e avviato il dialogo su nuove iniziative sociali nell’area metropolitana</p>
<p>L'articolo <a href="https://quotidianodipalermo.it/terna-incontra-lagalla-investimenti-e-progetti-strategici-per-lenergia-a-palermo/">Terna incontra Lagalla: investimenti e progetti strategici per l’energia a Palermo</a> proviene da <a href="https://quotidianodipalermo.it">Quotidiano di Palermo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Si è svolto oggi, presso la sede del Distretto Sicilia di Terna in via Castellana, un incontro tra i rappresentanti della società che gestisce la rete elettrica nazionale e il Sindaco di Palermo Roberto Lagalla. Nel corso della visita sono stati illustrati i principali progetti di Terna che coinvolgono l’area di Palermo.</p>



<p>Le parti, inoltre, si sono confrontate sulla possibilità di future iniziative di interesse sociale da realizzarsi nell’area della Città Metropolitana. L’incontro si è concluso con la visita della Sala di Controllo del Dispacciamento, fondamentale per la gestione della rete elettrica regionale, e della stazione elettrica di Bellolampo infrastruttura strategica per il servizio di trasmissione dell’energia dell’area.</p>



<p>Nel capoluogo siciliano, a fronte di un investimento di 40 milioni di euro, è attualmente in corso un importante piano di ammodernamento per rafforzare l’infrastruttura elettrica cittadina e renderla più efficiente e sostenibile. Nell&#8217;ambito di tale intervento, grazie a uno specifico accordo tra Terna e il Comune di Palermo, è stato previsto anche un piano di ripavimentazione e asfaltatura di tutte le aree interessate dalle lavorazioni sulla rete elettrica. Tra le opere di respiro più regionale, che coinvolgono anche il Palermitano, figurano gli interventi parte del più ampio piano di potenziamento della rete elettrica siciliana. Tra questi, il collegamento Chiaramonte Gulfi–Ciminna, per il quale sono in corso con gli uffici della Città metropolitana di Palermo le interlocuzioni relative alle attività di cantiere necessarie all’avvio dei cantieri e gli elettrodotti Caracoli–Ciminna (attualmente in iter autorizzativo) e Partinico–Fulgatore, che consentiranno la connessione tra l’elettrodotto Chiaramonte Gulfi–Ciminna e il ramo est del Tyrrhenian Link, contribuendo a rafforzare ulteriormente la stabilità del sistema elettrico nella Sicilia occidentale.</p>



<p>Con circa 330 dipendenti, Terna gestisce in Sicilia oltre 4.500 km di linee ad alta e altissima tensione e 81 stazioni elettriche.</p>
<p>L'articolo <a href="https://quotidianodipalermo.it/terna-incontra-lagalla-investimenti-e-progetti-strategici-per-lenergia-a-palermo/">Terna incontra Lagalla: investimenti e progetti strategici per l’energia a Palermo</a> proviene da <a href="https://quotidianodipalermo.it">Quotidiano di Palermo</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Bollette in aumento nel 2025: 350 euro in più per le famiglie italiane</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/bollette-in-aumento-nel-2025-350-euro-in-piu-per-le-famiglie-italiane/</link>
					<comments>https://quotidianodipalermo.it/bollette-in-aumento-nel-2025-350-euro-in-piu-per-le-famiglie-italiane/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jan 2025 11:29:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[energia elettrica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il rincaro maggiore sarà sul gas, ma anche l'energia elettrica è in netto rialzo </p>
<p>L'articolo <a href="https://quotidianodipalermo.it/bollette-in-aumento-nel-2025-350-euro-in-piu-per-le-famiglie-italiane/">Bollette in aumento nel 2025: 350 euro in più per le famiglie italiane</a> proviene da <a href="https://quotidianodipalermo.it">Quotidiano di Palermo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Le famiglie italiane si preparano ad affrontare un 2025 caratterizzato da un ulteriore <strong>aumento dei costi energetici</strong>. Secondo un’analisi condotta da <em>Facile.it</em>, la spesa media annuale per energia elettrica e gas di una famiglia tipo, con contratto a prezzo indicizzato sul mercato libero, potrebbe salire fino a 2.930 euro, <strong>un incremento del 13,6%</strong> rispetto ai 2.583 euro del 2024. Questo significa ben 350 euro in più a bilancio familiare.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>L’aumento delle materie prime</strong></h3>



<p>L’analisi è stata realizzata tenendo conto dell’andamento degli <strong>indici PSV</strong> (Punto di Scambio Virtuale, che regola il prezzo del gas naturale all&#8217;ingrosso) e PUN (Prezzo Unico Nazionale, riferimento per l’energia elettrica) nel 2024, unito alle previsioni dell’<em>European Energy Exchange</em> per il 2025. </p>



<p>Questi aumenti si rifletteranno in particolare sulla bolletta del gas, che vedrà un incremento medio di 251 euro (+14%) rispetto al 2024, portando la spesa annuale media a 2.044 euro. Anche la bolletta dell’energia elettrica subirà un rincaro medio di 99 euro (+12,5%), per un totale di 889 euro.</p>



<p>Con un aumento delle bollette che rischia di pesare notevolmente sui bilanci familiari, sarà fondamentale adottare strategie per contenere i costi, sia monitorando attentamente le proprie forniture sia valutando nuove offerte sul mercato. La consapevolezza e un’analisi accurata possono fare la differenza per affrontare al meglio questo scenario di rincari.</p>
<p>L'articolo <a href="https://quotidianodipalermo.it/bollette-in-aumento-nel-2025-350-euro-in-piu-per-le-famiglie-italiane/">Bollette in aumento nel 2025: 350 euro in più per le famiglie italiane</a> proviene da <a href="https://quotidianodipalermo.it">Quotidiano di Palermo</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Tra 8 anni 9,2 milioni di batterie al litio da smaltire: serviranno 11,5 miliardi</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/tra-8-anni-92-milioni-di-batterie-al-litio-da-smaltire-serviranno-115-miliardi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Com. stampa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jul 2024 08:24:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[energia elettrica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un’analisi di Interzero Italia affronta il tema dello smaltimento delle batterie al litio esauste come sfida urgente per l'ambiente</p>
<p>L'articolo <a href="https://quotidianodipalermo.it/tra-8-anni-92-milioni-di-batterie-al-litio-da-smaltire-serviranno-115-miliardi/">Tra 8 anni 9,2 milioni di batterie al litio da smaltire: serviranno 11,5 miliardi</a> proviene da <a href="https://quotidianodipalermo.it">Quotidiano di Palermo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Negli ultimi quattro anni, il volume delle batterie al litio esauste è aumentato di dieci volte, e si prevede che tra otto anni, in Italia, ci saranno circa 9,2 milioni di batterie da smaltire per un costo di circa 11,5 miliardi di euro. L’analisi di Interzero Italia, il gruppo europeo di servizi di economia circolare, pone la questione tra le sfide urgenti per l’ambiente da affrontare in tempo utile con strumenti e risorse adeguati.</p>



<p>“<em>Le batterie al litio</em> &#8211; spiega <strong>Mario Bagna</strong>, amministratore delegato di Interzero Italia &#8211; <em>ormai essenziali per numerosi dispositivi e veicoli elettrici, presentano significative sfide di gestione. I costi di recupero sono influenzati da vari fattori: raccolta iniziale, messa in sicurezza, trasporto, e il valore volatile delle frazioni recuperate. Uno scenario che &#8211; sottolinea l&#8217;ad &#8211; giustifica l&#8217;urgenza di sviluppare infrastrutture e soluzioni efficaci per la gestione di questo crescente volume di rifiuti speciali</em>&#8220;.&nbsp;</p>



<p>L&#8217;autonomia delle batterie al litio – spiega Interzero &#8211; può essere compromessa da temperature estreme, vibrazioni e cicli di carica-scarica. Esistono almeno dieci tipologie di batterie al litio, ciascuna con peculiarità specifiche e costi di trattamento differenti, come quelle per e-bike, monopattini, veicoli ibridi ed elettrici, e usi industriali. Questa varietà rende la gestione delle batterie al litio una sfida complessa e articolata.</p>



<p><strong>Quante batterie elettriche ci sono sul mercato italiano?</strong> Nel 2023, in Italia sono state immatricolate quasi 1,3 milioni di auto con batterie al litio. Per il 2024, le stime parlano di numeri in ulteriore crescita: 1,7 milioni di cui 1 milione mild hybrid e 350 mila full hybrid, e per il resto suddivisi tra motore elettrico a batteria (BEV) (circa 200 mila), ibride plug-in (PHEV) (circa 150 mila). Ci sono poi circa 2 milioni di e-bike, 500 mila monopattini elettrici e 100 mila scooter elettrici.&nbsp;</p>



<p>I consumi di litio più rilevanti sono assorbiti dal mercato automobilistico. Il peso medio di una batteria al litio è di circa 250 kg, con variazioni significative, dai 540 kg della batteria della Tesla Model S fino ai 40 kg della Honda Insight. Il trattamento delle batterie al litio consentirebbe di recuperare quantità di cobalto, nichel, litio, rame e alluminio che non verrebbero più estratte, contribuendo così a una maggiore sostenibilità delle risorse.</p>



<p><strong>L&#8217;importanza del riciclo</strong>. Il trattamento delle batterie – evidenza Interzero Italia &#8211; permette di recuperare materiali preziosi come cobalto, nichel, litio, rame e alluminio. Il nuovo regolamento europeo (2023/1542) impone tassi di riciclo incrementali per questi materiali, con obiettivi specifici per il 2027 e il 2031. Un regolamento – sostiene l’analisi &#8211; che rappresenta un passo avanti importante verso una gestione più sostenibile delle risorse.</p>



<p><strong>Sfide e costi del trattamento in Italia</strong>. In Italia – rileva Interzero &#8211; la mancanza di impianti di trattamento adeguati rappresenta una sfida significativa: esistono solo quattro impianti, situati principalmente al Nord. La maggior parte delle batterie esauste viene quindi trattata all&#8217;estero. Ció comporta costi elevati per la logistica e un significativo impatto ambientale. I costi di trattamento sono aumentati da 4.000 €/ton a 5.000 €/ton nel 2024, in parte a causa della svalutazione delle materie prime secondarie. Secondo l&#8217;ad di Interzero Italia Mario Bagna “è essenziale sviluppare infrastrutture adeguate e soluzioni sostenibili per il loro trattamento, sfruttando al massimo il potenziale di recupero dei materiali preziosi contenuti in queste batterie&#8221;.</p>



<p><strong>Il processo di recupero delle batterie al litio</strong>. Il trattamento delle batterie al litio comprende diverse fasi: la preselezione e scarica, che serve per disattivare la batteria e ridurre il rischio di incidenti; il disassemblaggio, per separare i componenti; il pre-trattamento e la frantumazione, utile per suddividere i materiali; il trattamento pirometallurgico o idrometallurgico, necessario per separare e recuperare i metalli.</p>
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		<title>Studenti e professori di UNIPA in visita alla centrale elettrica di Favignana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Jun 2024 15:14:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[energia elettrica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'isola delle Egadi si conferma meta di osservazione e sperimentazione dello sviluppo tecnologico </p>
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<p>Gli studenti del primo e secondo anno di specialistica della Laurea Magistrale in Ingegneria Elettrica dell’Università degli Studi di Palermo hanno fatto visita alla <a href="https://seafavignana.info/">Società Elettrica di Favignana</a>, in provincia di Trapani. <br>Ad accompagnarli, i professori <strong>Antonio Cataliotti</strong>, <strong>Mariano Ippolito</strong> e <strong>Ciro Spataro</strong>, docenti del corso di Laurea Magistrale in Ingegneria elettrica del Dipartimento di Ingegneria.<br>Favignana, dunque, ancora una volta meta di osservazione e sperimentazione dello sviluppo tecnologico che riguarda il settore dell’energia elettrica.<br>La collaborazione di SEA con la ricerca e lo sviluppo dell’Università di Palermo ha origine nei primi anni del nuovo millennio e ha visto susseguirsi nel tempo una serie di progetti –   REIPERSEI, SCISSOR, I-SOLE ,BLORIN, FAVIGNANA  –  tutti volti verso un disegno più grande, ovvero l&#8217;insediamento dell’energia rinnovabile sull&#8217;isola di Favignana. <br>Oggetto principale della visita, promossa dal professore Antonio Cataliotti, che è anche il responsabile scientifico del progetto “I-sole” riguardante le isole minori, è il sistema SCADA – acronimo di Supervisory Control And Data Acquisition – di SEA, la società che produce e distribuisce energia elettrica sull’isola di Favignana.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2024/06/Gli-studenti-durante-la-visita--1024x768.jpg?v=1717686615" alt="" class="wp-image-16675" style="width:664px;height:auto" srcset="https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2024/06/Gli-studenti-durante-la-visita--1024x768.jpg?v=1717686615 1024w, https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2024/06/Gli-studenti-durante-la-visita--300x225.jpg?v=1717686615 300w, https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2024/06/Gli-studenti-durante-la-visita--768x576.jpg?v=1717686615 768w, https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2024/06/Gli-studenti-durante-la-visita--1536x1152.jpg?v=1717686615 1536w, https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2024/06/Gli-studenti-durante-la-visita--2048x1536.jpg?v=1717686615 2048w, https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2024/06/Gli-studenti-durante-la-visita--150x113.jpg?v=1717686615 150w, https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2024/06/Gli-studenti-durante-la-visita--696x522.jpg?v=1717686615 696w, https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2024/06/Gli-studenti-durante-la-visita--1068x801.jpg?v=1717686615 1068w, https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2024/06/Gli-studenti-durante-la-visita--1920x1440.jpg?v=1717686615 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">LE CARATTERISTICHE DEL SISTEMA SCADA </h2>



<p>La visita, finalizzata a consolidare le conoscenze apprese durante le lezioni in aula di circa quaranta laureandi, si è svolta nelle sale spaziose e fresche dell’Hotel Tempo di Mare, dove si è tenuto in primo luogo un briefing riepilogativo sulla teoria che ha coinvolto tutto il progetto della Smart Grid e la nascita del sistema SCADA.<br>Il tour è proseguito con la visita su una delle cabine di media tensione per concludersi presso i locali della centrale elettrica di produzione.<br>A presentare il sistema sono stati gli ingegneri professionisti della Società che, in collaborazione con l’<a href="https://quotidianodipalermo.it/panico-alluniversita-di-palermo-fermato-un-uomo-col-fucile/">Università di Palermo</a>, hanno contribuito alla progettazione e a rendere funzionante SCADA. <br>Ogni sistema SCADA, nella sua generalità, si inserisce all’interno di un’architettura che prevede uno o più computers interconnessi fra loro ai quali sono affidate le funzioni di supervisione, una rete di comunicazione e una serie di unità periferiche.<br>Il tutto ha consentito un miglioramento in qualità ed efficienza per la gestione della rete di Favignana.<br>In visita alla Centrale Elettrica, anche il professore <strong>Vincenzo Cataliotti </strong>dell&#8217;Università di Palermo oggi in quiescenza che, oltre all’autorevole excursus accademico e professionale, è autore di testi universitari sugli impianti elettrici adottati in diverse Università italiane.</p>
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