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	<title>Anziani Archivi - Quotidiano di Palermo</title>
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	<title>Anziani Archivi - Quotidiano di Palermo</title>
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		<title>Palermo, anziana raggirata dalla badante: arresto per circonvenzione e truffa</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/palermo-anziana-raggirata-dalla-badante-arresto-per-circonvenzione-e-truffa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jan 2026 11:06:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Anziani]]></category>
		<category><![CDATA[arresti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Avrebbe sottratto denaro, immobili e beni a una donna fragile abusando del suo stato di infermità</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Un’articolata attività investigativa condotta dalla Sezione di Polizia Giudiziaria della Polizia di Stato in servizio presso la Procura della Repubblica di Palermo ha portato all’arresto di <strong>una badante</strong>, gravemente indiziata dei reati di <strong>circonvenzione di incapace e di indebito utilizzo di carte di pagamento ai danni di una donna palermitana di 79 anni</strong>.</p>



<p>L’operazione è stata coordinata dal Dipartimento Violenza di Genere, Violenza Domestica e Tutela delle Vittime Vulnerabili della Procura di Palermo e ha preso le mosse dalla segnalazione presentata all’Autorità Giudiziaria da alcuni parenti dell’anziana. I familiari, infatti, da tempo non riuscivano più a mettersi in contatto telefonico con la donna, <strong>ipovedente e affetta da patologie psichiatriche</strong>, poiché ogni tentativo veniva ostacolato dalla badante. Una situazione che ha destato forti sospetti e ha spinto i parenti a denunciare quanto stava accadendo.</p>



<p>Da quell’input sono partite serrate indagini che hanno consentito agli investigatori di ricostruire un quadro accusatorio ritenuto particolarmente solido. Secondo quanto emerso, la donna arrestata avrebbe <strong>abusato dello stato di infermità psichica e fisica dell’anziana</strong>, approfittando anche del rapporto di fiducia legato alla necessaria assistenza quotidiana. In questo contesto, la badante avrebbe indotto la vittima a redigere <strong>in suo favore una procura generale e persino un testamento</strong>, con l’obiettivo di acquisire la nuda proprietà di due immobili intestati alla settantanovenne.</p>



<p>Parallelamente, l’attività investigativa ha fatto emergere anche un sistematico indebito utilizzo delle carte di pagamento dell’anziana. La badante si sarebbe fatta consegnare <strong>bancomat e carte collegate al conto corrente della vittima,</strong> attraverso le quali avrebbe effettuato numerosi prelievi, impossessandosi di ingenti somme di denaro.</p>



<p>Proprio per tutelare la persona offesa, una volta accertato il suo stato di vulnerabilità e fragilità psico-fisica, il Giudice Tutelare ha disposto con urgenza la nomina di un amministratore di sostegno.</p>



<p>Elemento centrale dell’impianto indiziario è stato il sequestro preventivo eseguito dalla Polizia Giudiziaria al termine di una perquisizione domiciliare nell’abitazione dell’indagata. All’interno dell’appartamento sono stati rinvenuti e sequestrati <strong>contanti per un valore superiore a 32 mila euro</strong>, i documenti personali della vittima e le sue carte bancomat, il <strong>testamento olografo sottoscritto dall’anziana</strong> e un contratto di comodato gratuito stipulato dalla persona offesa in favore di un soggetto vicino alla rete familiare della badante.</p>



<p>Gli accertamenti finanziari sul conto corrente intestato alla settantanovenne hanno inoltre consentito di accertare che, nel solo anno 2024, i prelievi effettuati ammontavano a circa <strong>68 mila euro</strong>. Sono emersi anche bonifici bancari utilizzati per l’acquisto di un motociclo e come acconto per l’acquisto di un’autovettura, entrambi mezzi intestati all’indagata.</p>



<p>Sulla base delle risultanze investigative, il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Palermo, su richiesta della Procura della Repubblica, ha emesso nei confronti della donna la <strong>misura cautelare degli arresti domiciliari</strong>. Al termine delle formalità di rito, la badante è stata condotta presso la propria abitazione, dove è stata sottoposta alla misura con l’applicazione del braccialetto elettronico.</p>
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		<title>Due giovani in manette per truffe agli anziani tra Napoli e Palermo: la polizia sequestra gioielli e 14mila euro</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/due-giovani-in-manette-per-truffe-agli-anziani-tra-napoli-e-palermo-la-polizia-sequestra-gioielli-e-14mila-euro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Beone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Nov 2025 18:05:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Anziani]]></category>
		<category><![CDATA[truffe]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Polizia invita alla massima prudenza contro falsi incidenti e finti operatori.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>A Palermo, arrestati due giovani italiani, M.G. di 29 anni e D.B.A. di 38 anni, già detenuto per altri reati, entrambi con precedenti di polizia, accusati di aver truffato, in concorso, cinque anziani a Palermo tra la fine del 2023 e l’inizio del 2024. Le vittime, venivano ingannate con telefonate in cui si chiedeva denaro con urgenza per presunti incidenti che avrebbero coinvolto loro familiari.</p>



<p>La Squadra Mobile di Palermo, insieme a quella di Napoli, ha eseguito in Campania un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari emessa dal GIP di Palermo su richiesta della Procura.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le indagini</strong></h2>



<p>Le indagini, condotte attraverso l’analisi dei tabulati telefonici, l’uso di telecamere di sorveglianza e il monitoraggio degli spostamenti degli indagati da Palermo, hanno permesso di delineare i ruoli dei due sospettati: D.B.A. sarebbe stato l’incaricato di ritirare il denaro dalle vittime, mentre M.G. avrebbe svolto la funzione di “palo” e autista per agevolare la fuga. Nel corso delle investigazioni è emerso anche un episodio di rapina impropria, durante il quale D.B.A. avrebbe aggredito il figlio di una vittima, intervenuto per fermarlo dopo che l’uomo aveva appena truffato la madre.</p>



<p>Tra le prove raccolte dalla Procura di Palermo figura anche il sequestro, effettuato durante una perquisizione, di circa 14.000 euro in contanti e di vari gioielli in oro, risultati provento delle truffe e successivamente restituiti ai proprietari.</p>



<p>La Polizia raccomanda che, in caso di telefonate sospette con richieste di denaro per presunti incidenti a familiari, di contattare immediatamente le forze dell’ordine. È importante ricordare di non consentire l’ingresso in casa a persone sconosciute che non possano dimostrare chiaramente la propria identità, anche se vestono uniformi o si presentano come professionisti. Si ribadisce inoltre che nessun appartenente alle Forze dell’Ordine o ad enti pubblici è autorizzato a riscuotere denaro o a ritirare beni direttamente dai cittadini.</p>



<p></p>



<p></p>
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		<item>
		<title>Palermo, truffa ad anziane: denunciate due donne campane</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Com. stampa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Feb 2025 08:05:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Anziani]]></category>
		<category><![CDATA[Furti]]></category>
		<category><![CDATA[truffe]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I Carabinieri della Stazione di Roccamena in provincia di Palermo, hanno denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica palermitana, una 21enne puteolana ed una 25enne bacolese,&#160;per truffa aggravata in danno di anziani. La vittima, una donna di 85 anni, il 10 dicembre del 2024 si era presentata in caserma, per formalizzare una querela [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>I Carabinieri della Stazione di Roccamena in provincia di Palermo, hanno denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica palermitana, una 21enne puteolana ed una 25enne bacolese,&nbsp;<em>per truffa aggravata in danno di anziani.</em></p>



<p>La vittima, <strong>una donna di 85 anni</strong>, il 10 dicembre del 2024 si era presentata in caserma, per formalizzare una querela a carico di ignoti, dichiarando di essere stata contattata telefonicamente da un sedicente Carabiniere che la informava di un grave incidente causato dal fratello.</p>



<p>Il falso tutore dell’ordine, convinceva la donna a consegnare a titolo di cauzione la cifra di 7000 euro che, veniva ritirata da una complice direttamente a casa dell’anziana.</p>



<p>L’attività investigativa svolta dai Carabinieri di Roccamena coadiuvati dai colleghi del Nucleo Investigativo di Monreale, ha permesso di identificare le due donne come autrici della odiosa truffa.</p>



<p>Restano ferme le raccomandazioni che quotidianamente l’Arma dei Carabinieri diffonde ai fini di prevenire i reati di truffa dove, gli autori del reato, facendo leva sulle più intime preoccupazioni delle anziane vittime contattano le stesse, spacciandosi per sedicenti “professionisti o Carabinieri” e prospettano il pagamento di somme di denaro a titolo di cauzione che servono per il risarcimento del danno o per il pagamento delle spese di giustizia.</p>



<p>I veri Carabinieri e tutte le forze dell’ordine, non si rivolgono al cittadino per chiedere somme di denaro od oggetti di valore quali cauzioni perché, l’ordinamento giudiziario italiano non prevede il pagamento della cauzione per il rilascio delle persone arrestate o ristrette nelle camere di sicurezza.</p>



<p>Per questi motivi, bisogna dubitare delle telefonate ricevute contattare dopo aver chiuso la conversazione il numero di emergenza unico 112 o, rivolgersi ad uno dei tantissimi Comandi Stazione dislocati sul territorio</p>
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