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	<title>Economia Archivi - Quotidiano di Palermo</title>
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	<description>Qdp - Giornale di informazione: una finestra su Palermo</description>
	<lastBuildDate>Sun, 25 Oct 2026 09:15:42 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Economia Archivi - Quotidiano di Palermo</title>
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		<title>Tram a Palermo, nuova iniziativa per salvare i 223 alberi di via Basile</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/tram-palermo-nuova-iniziativa-per-salvare-223-alberi-via-basile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Oct 2026 08:55:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>200 cittadini firmano l'appello</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>La battaglia per salvare i<strong> 223 ficus microcarpa</strong> di <strong>via Ernesto Basile, a Palermo,</strong> prosegue anche nelle sedi giudiziarie. Giovedì 22 ottobre, un gruppo di cittadini ha presentato un esposto alla <strong>Procura della Repubblica</strong>, chiedendo il sequestro preventivo del filare di alberi che rischia la rimozione nell’ambito dei lavori per la rete tramviaria. L’iniziativa arriva dopo che il <strong>Tar </strong>ha respinto la richiesta di sospensiva presentata dalle associazioni ambientaliste contrarie al taglio.</p>



<p>«Chiediamo il sequestro preventivo del filare per verificare se siano stati compiuti tutti i passaggi necessari per eseguire i lavori in via Basile», ha spiegato <strong>Mario Guglielmino, del comitato Salviamo gli alberi di Palermo</strong>. </p>



<p>L’esposto non individua di per sé una specifica fattispecie di reato, ma punta a fare chiarezza sulle procedure adottate per portare avanti il progetto. La questione è arrivata anche in <strong>Consiglio </strong>comunale, che attraverso un ordine del giorno ha chiesto ulteriori approfondimenti sul piano attuale, che prevede l’eliminazione dei ficus lungo la strada.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;esposto firmato da circa 200 cittadini</h2>



<p>A presentare l’atto è stato <strong>Aldo Penna, ex parlamentare nazionale</strong>, che negli ultimi mesi ha aderito al movimento <strong>Controcorrente</strong>, fondato dal deputato regionale <strong>Ismaele La Vardera</strong>. <strong>Penna </strong>ha precisato che l’iniziativa nasce dal suo impegno personale, insieme a quello di altri cittadini, senza legami con la sua appartenenza politica.</p>



<p>Circa 200 persone hanno firmato l’appello promosso dall’ex deputato durante una serie di incontri sul territorio. Tra questi anche quello organizzato venerdì mattina proprio in via Ernesto Basile, dove il futuro degli alberi continua ad alimentare il confronto tra sostenitori della mobilità tramviaria e difensori del patrimonio verde cittadino.</p>



<p>Nelle circa nove pagine dell’esposto, i promotori hanno illustrato cinque motivazioni a sostegno della richiesta. Tra i punti principali figura la differenza tra le soluzioni progettuali. Secondo quanto riportato nell’atto, il progetto definitivo consentiva di realizzare il tram mantenendo il filare di alberi, mentre il progetto esecutivo avrebbe abbandonato questa possibilità senza fornire una motivazione nota.</p>



<p>Una scelta che, a loro giudizio, rischia di contraddire gli stessi obiettivi ambientali dell’opera, pensata anche per ridurre l’impatto della mobilità urbana.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Inquinamento e tutela del verde al centro delle contestazioni</h2>



<p>L’esposto dedica ampio spazio alla qualità dell’aria e agli obblighi ambientali che riguardano <strong>Palermo</strong>. Penna richiama le procedure d’infrazione europee nei confronti <strong>dell’Italia </strong>per il superamento dei limiti di alcuni inquinanti, tra cui il biossido di azoto e le polveri sottili <strong>PM10</strong>.</p>



<p>Il documento sottolinea quindi la necessità di valutare le conseguenze ambientali delle scelte legate alla realizzazione della rete tramviaria, soprattutto in una città che deve affrontare il problema dell’inquinamento atmosferico. Negli ultimi anni, l’amministrazione comunale ha avviato diversi interventi per affrontare le criticità legate al traffico, tra cui il progetto di una nuova bretella in <strong>viale Regione Siciliana</strong>.</p>



<p>Sul piano tecnico, <strong>Penna </strong>contesta inoltre l&#8217;assenza di una Valutazione ambientale strategica (VAS) sul progetto e richiama la mancata approvazione di un <strong>Piano urbano della mobilità sostenibile</strong> da parte del <strong>Comune di Palermo</strong>. Si tratta di aspetti che, secondo i promotori dell&#8217;esposto, meritano ulteriori verifiche.</p>



<p>Un altro punto riguarda il ruolo degli alberi nella lotta ai cambiamenti climatici. I firmatari criticano un approccio che, a loro avviso, concentra l&#8217;attenzione soprattutto sulle emissioni di anidride carbonica, senza considerare adeguatamente l&#8217;importanza del patrimonio arboreo urbano.</p>



<p>Pur non avendo una tossicità diretta paragonabile a quella di altri inquinanti atmosferici, la <strong>CO₂ </strong>contribuisce infatti al riscaldamento globale. Per questo, ricordano i promotori, le politiche europee per il clima indicano anche la piantumazione di alberi tra gli strumenti utili a contrastare il cambiamento climatico.</p>



<p>La richiesta alla <strong>Procura </strong>punta dunque a verificare la correttezza dell&#8217;iter seguito per i lavori e le ragioni che hanno portato a prevedere la rimozione dei <strong>223 ficus.</strong> Intanto, il confronto sul futuro del verde di via <strong>Basile </strong>resta aperto.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Blocco dei tir, dopo la protesta arrivano gli aiuti: firmato il decreto di Salvini</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/blocco-tir-dopo-protesta-arrivano-aiuti-firmato-decreto-salvini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Padellaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Oct 2026 08:35:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Manifestazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Cts riferisce di oltre 500 mezzi ripartiti dalla Sicilia</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>A soli tre giorni dalla revoca del blocco dei tir, arrivano i primi risultati concreti per l’autotrasporto. Il <strong>ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini,</strong> ha firmato il decreto che prevede gli aiuti economici per le imprese del settore, mantenendo così l’impegno assunto durante la protesta.</p>



<p>A darne notizia è <strong>Salvatore Bella, coordinatore del Comitato Trasporto Siciliano (Cts)</strong>, che sottolinea anche l’impegno per liquidare le annualità arretrate del Sms e l’arrivo di ulteriori risorse attraverso il decreto di riparto previsto a fine anno, destinate alle imprese che operano nel trasporto intermodale strada-mare.</p>



<p><strong>Bella </strong>rivolge poi un ringraziamento ai soci del comitato per il comportamento tenuto durante la mobilitazione. Gli autotrasportatori hanno dimostrato coerenza e senso di responsabilità, lasciando i camion esclusivamente nei piazzali delle proprie aziende. Dopo la revoca del blocco, gli operatori sono tornati subito al lavoro, nonostante le minacce e le intimidazioni che, secondo quanto riferito dal <strong>Cts</strong>, sarebbero arrivate da gruppi non identificati.</p>



<p>Il comitato esprime inoltre gratitudine alle forze dell’ordine per il supporto garantito durante la ripresa delle attività. Gli agenti hanno scortato i tir diretti ai porti, facilitando il trasferimento delle merci verso il continente e contribuendo a ristabilire i collegamenti commerciali.</p>



<p>La ripartenza tempestiva ha permesso di limitare le conseguenze della protesta su settori importanti dell’economia siciliana. Secondo i dati forniti dal <strong>Cts</strong>, il giorno successivo allo sblocco oltre <strong>500 </strong>tir hanno raggiunto i porti e sono partiti con le merci dirette verso il continente.</p>
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		<item>
		<title>Potatura degli alberi a Palermo, il Comitato denuncia rischi e perdite d’olio</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/potatura-alberi-palermo-comitato-denuncia-rischi-perdite-olio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Oct 2026 14:49:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Cantieri]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Criticità nel cantiere di potatura di via dell’Autonomia Siciliana</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il <strong>Comitato Cittadino Palermo</strong> accende i riflettori sulle condizioni del cantiere di potatura in via dell<strong>’Autonomia Siciliana </strong>e segnala diverse criticità legate alla sicurezza, alla gestione dei mezzi e agli interventi sugli alberi. Il Comitato ha inviato una nota formale al <strong>dottor Sandro Follari,</strong> all’<strong>assessore Alessandro Anello, al Rup, l’architetto Gianfranco Ciancimino, alla Direzione Lavori e all’Ufficio Verde Urbano</strong> per chiedere interventi correttivi.</p>



<p>Tra i problemi segnalati figura la scarsa visibilità del semaforo pedonale lungo la strada. Le fronde non adeguatamente rifinite coprono l’impianto e possono mettere a rischio chi attraversa. Per questo, la nota chiede una potatura mirata che restituisca piena visibilità al semaforo.</p>



<p>Dubbi anche sulle misure di sicurezza nell’area di lavoro. Stando alla segnalazione, l’impresa ha installato una rete arancione per delimitare il cestello e la zona tecnica soltanto dopo le proteste dei residenti. Inoltre, i mezzi restano parcheggiati durante la notte sul marciapiede o sulla carreggiata senza dispositivi luminosi di segnalazione.</p>



<p>Il <strong>Comitato </strong>denuncia anche perdite consistenti di olio idraulico dalle piattaforme aeree, con macchie sulla pavimentazione pubblica e nelle aree condominiali. Una situazione che, secondo i firmatari della nota, richiede verifiche e interventi per evitare ulteriori conseguenze sul suolo.</p>



<p>Le contestazioni riguardano infine le modalità di potatura degli alberi, che raggiungono un’altezza pari a quella del terzo piano degli edifici. Il Comitato sostiene che gli operatori stiano eliminando soprattutto la vegetazione interna e quella più bassa, senza ridurre adeguatamente la parte superiore delle chiome. </p>



<p>Questo metodo non contiene l’altezza degli alberi e può aumentare il peso sulle estremità dei rami e la loro esposizione alla spinta del vento. Da qui la richiesta di eseguire tagli di ritorno a regola d’arte, così da contenere le chiome e garantire una maggiore stabilità strutturale.</p>



<p>Nella comunicazione, il <strong>Comitato </strong>richiama anche l’incontro istituzionale dello scorso 24 settembre, organizzato nella sede comunale di<strong> via del IV Aprile</strong>. In quell’occasione, l<strong>’Amministrazione </strong>avrebbe manifestato la disponibilità a coinvolgere attivamente il Comitato nei tavoli di programmazione con le aziende partecipate. I rappresentanti dei cittadini attendono adesso una convocazione formale.</p>



<p>Intanto, martedì 27 ottobre, alle ore 12, il <strong>Comitato </strong>incontrerà il <strong>Consiglio dell’Ottava Circoscrizione </strong>per discutere di decoro urbano, sicurezza e vivibilità nei quartieri.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Partinico, il preside introduce la pulizia dei banchi a scuola: protestano le famiglie</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/partinico-preside-introduce-pulizia-banchi-scuola-protestano-famiglie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Padellaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Oct 2026 08:32:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[Partinico]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le famiglie chiedono materiali adeguati e il rispetto delle norme igieniche</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>A scuola si apre il confronto sul confine tra educazione civica e pulizia degli ambienti. A <strong>Partinico</strong>, il dirigente dell<strong>’istituto comprensivo Cassarà-Guida, Salvatore Ciravolo</strong>, ha inserito nel regolamento scolastico un’attività che prevede alcuni minuti dedicati alla cura di banchi, sedie e arredi dei laboratori al termine delle lezioni. L’iniziativa, pensata per sensibilizzare gli studenti al rispetto degli spazi condivisi, ha però incontrato l’opposizione di alcune famiglie e le riserve dell’amministrazione comunale.</p>



<p><strong>Ciravolo </strong>considera questa pratica un’occasione per trasmettere ai ragazzi il senso di responsabilità verso la comunità scolastica. Il dirigente assicura che l’attività richiede soltanto quattro o cinque minuti e non rappresenta una punizione. La modifica del regolamento ha ottenuto il via libera sia dal collegio dei docenti sia dal consiglio d’istituto, dove i rappresentanti dei genitori hanno espresso voto unanime.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le preoccupazioni dei genitori</h2>



<p>Dopo l’introduzione della nuova disposizione, una decina di famiglie ha deciso di rivolgersi direttamente al preside. Nella lettera, i genitori riconoscono l’importanza di insegnare ai ragazzi a rispettare gli spazi scolastici, ma contestano le modalità scelte per raggiungere questo obiettivo.</p>



<p>Il punto centrale riguarda le condizioni in cui gli studenti dovrebbero svolgere l’attività. Le famiglie chiedono materiali adeguati e procedure che garantiscano il rispetto delle norme igieniche e della sicurezza. </p>



<p>A loro avviso, la scuola dovrebbe promuovere comportamenti responsabili attraverso il confronto e l’esempio, senza imporre obblighi che possano compromettere il benessere degli alunni. Per questo sollecitano un dialogo con la dirigenza, così da individuare modalità condivise.</p>



<p>Sulla vicenda è intervenuto anche l’<strong>assessore comunale alla Pubblica istruzione, Nicola Degaetano</strong>, che distingue tra il mantenimento dell’ordine e le operazioni di pulizia vere e proprie. L’assessore sostiene che gli studenti debbano rispettare gli ambienti, ma non ritiene opportuno affidare loro la pulizia dei banchi.</p>



<p><strong>Degaetano </strong>richiama inoltre i possibili problemi legati all’impiego di panni riutilizzabili e osserva che la circolare ministeriale sul rispetto degli ambienti scolastici non impone agli alunni di pulire le superfici. Dopo aver incontrato una delegazione di genitori, l’assessore ha quindi invitato <strong>Ciravolo </strong>ad avviare un confronto per trovare una soluzione che risponda alle esigenze educative senza trascurare la sicurezza.</p>



<p>La questione resta dunque aperta: da una parte, la volontà della dirigenza di responsabilizzare gli studenti; dall’altra, le preoccupazioni delle famiglie e del <strong>Comune di Partinico </strong>sulle modalità concrete con cui realizzare l’iniziativa.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Legionella nelle scuole, la Flc Cgil chiede garanzie per il rientro in classe</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/legionella-nelle-scuole-flc-cgil-chiede-garanzie-rientro-classe/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Com. stampa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2026 17:09:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[cgil]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 28 ottobre incontro con le mamme della Marone</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>«Mentre accogliamo con soddisfazione la notizia che si è sbloccata la situazione alla Marone, con la prospettiva del rientro degli alunni in classe già entro mercoledì prossimo, apprendiamo che nel plesso della Borsellino verrà sospesa l’attività didattica a seguito di controlli effettuati alle acque &#8211; dichiara Fabio Cirino, segretario generale della Flc Cgil – A seguito di questi casi che continuano a ripetersi in città, ci sembra opportuna la richiesta delle opposizioni al sindaco dell’Area Metropolitana di istituire un tavolo politico istituzionale sulle priorità di spesa per le criticità degli istituti scolastici. Bisogna fare chiarezza su quanto sta avvenendo».</p>



<p>La Flc Cgil Palermo chiede che il rientro nelle classi avvenga solo dopo il completamento di tutte le verifiche necessarie a garantire la piena sicurezza degli ambienti. «La soluzione dell’emergenza non può certo cancellare le criticità emerse nella sua gestione. Proprio per questo – prosegue Cirino – confermiamo l&#8217;incontro già programmato per il prossimo 28 ottobre con il direttore generale dell&#8217;Ufficio scolastico regionale per la Sicilia, Filippo Serra, al quale parteciperemo insieme a una delegazione di mamme dell&#8217;istituto. Sarà un&#8217;occasione importante di ascolto e confronto, nella quale intendiamo rappresentare le difficoltà vissute dalle famiglie e dal personale scolastico, a partire dalle carenze nella comunicazione, dalle incertezze organizzative e dalla necessità di individuare modalità di gestione delle emergenze più tempestive, trasparenti ed efficaci».</p>



<p>La Flc Cgil chiederà anche di affrontare il tema più generale del funzionamento delle istituzioni scolastiche e della corretta attribuzione delle responsabilità.</p>



<p>«Troppo spesso assistiamo a situazioni nelle quali sulle spalle di lavoratori e dirigenti scolastici vengono scaricate responsabilità che appartengono ad altre amministrazioni, senza che siano garantiti strumenti, risorse e personale adeguati – prosegue Cirino – Anche sul delicato tema dell’assistenza specialistica agli alunni con disabilità continuano a registrarsi sovrapposizioni di competenze, difficoltà organizzative e incertezze che rischiano di compromettere la piena esigibilità del diritto allo studio e all&#8217;inclusione. Ognuno deve fare la propria parte, serve una collaborazione concreta tra scuola, Comune, amministrazione scolastica e servizi territoriali».</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Finanza agevolata, nuove opportunità per le imprese di Carini</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/finanza-agevolata-nuove-opportunita-per-le-imprese-di-carini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2026 15:32:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Confronto promosso dal CIAC con Innova Finance. Necessario rafforzare l’accesso agli incentivi e la capacità di pianificare le iniziative di sviluppo, anche attraverso il cumulo delle agevolazioni</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nuove opportunità per le imprese dell’area industriale di Carini che puntano a investire in innovazione, internazionalizzazione e sostenibilità, sfruttando gli strumenti della finanza agevolata. È quanto emerso dall’incontro promosso dal CIAC, Coordinamento Imprenditori Area Carini, con Innova Finance, che ha consentito agli imprenditori del territorio di approfondire le possibilità offerte da bandi, incentivi e contributi pubblici per sostenere i propri progetti di crescita.</p>



<p>L’iniziativa, ospitata al Bioparco di Sicilia, ha messo a confronto il mondo produttivo locale con gli esperti di Innova Finance sui principali strumenti di sostegno agli investimenti. Al centro dell’attenzione non soltanto le risorse disponibili, ma anche le difficoltà che le piccole e medie imprese incontrano nell’individuazione delle misure più adatte alle proprie esigenze e nella gestione delle procedure necessarie per accedervi.</p>



<p>Un tema particolarmente rilevante per un’area industriale nella quale operano aziende impegnate ad affrontare le sfide dell’innovazione tecnologica, della transizione energetica e della competitività sui mercati.</p>



<p>«Il nostro compito è creare occasioni di confronto e mettere le imprese nelle condizioni di conoscere gli strumenti che possono sostenerne lo sviluppo – sottolinea Giuseppe Pezzati, presidente del CIAC –. Oggi gli imprenditori devono affrontare difficoltà che non riguardano soltanto i costi di produzione o l’andamento dei mercati, ma anche la capacità di programmare nuovi investimenti. Le opportunità di finanziamento esistono, ma spesso non è semplice orientarsi tra bandi, requisiti e procedure. Per questo riteniamo importante favorire il contatto con professionalità in grado di fornire informazioni e indicazioni utili. Il CIAC vuole continuare a essere un punto di riferimento per le aziende dell’area industriale, promuovendo iniziative che rispondano alle loro esigenze concrete».</p>



<p>Nel corso dell’incontro sono state esaminate le possibilità di utilizzare contributi pubblici, crediti d’imposta e altre forme di agevolazione per accompagnare i programmi di investimento delle imprese. Particolare attenzione è stata riservata alla possibilità di cumulare diversi incentivi, nel rispetto delle condizioni previste dalle singole misure, per ampliare le opportunità di sostegno finanziario ai progetti aziendali.</p>



<p>«Uno degli aspetti più importanti è comprendere che la finanza agevolata non può essere affrontata soltanto quando viene pubblicato un nuovo bando – spiega Cosimo Recupero, consulente strategico di Innova Finance, azienda nata nel 2008, che oggi conta 150 dipendenti&nbsp;&nbsp;–. Occorre partire dalle esigenze dell’azienda, dagli investimenti che intende realizzare e dagli obiettivi che vuole raggiungere. Soltanto dopo è possibile individuare gli strumenti più adeguati. Un elemento importante è anche la possibilità, quando consentito dalla normativa, di cumulare più agevolazioni. La presenza di un incentivo, tuttavia, non rende necessariamente conveniente un progetto: bisogna valutarne la sostenibilità economica, i requisiti richiesti e gli impegni che l’impresa dovrà rispettare. Una corretta programmazione permette di evitare errori e di utilizzare le risorse pubbliche in maniera più efficace».</p>



<p>Tra i temi affrontati anche il rapporto tra innovazione e capacità competitiva delle imprese. Gli investimenti in nuovi macchinari, tecnologie digitali, efficientamento energetico e organizzazione dei processi produttivi rappresentano infatti ambiti nei quali gli strumenti agevolativi possono contribuire a ridurre il fabbisogno finanziario delle aziende.</p>



<p>«Le imprese hanno bisogno di guardare agli investimenti con una prospettiva di medio e lungo periodo – osserva Gianguido Tirapani, responsabile Partnership operative e strategiche di Innova Finance –. Le agevolazioni possono rappresentare un sostegno importante, ma devono inserirsi in una strategia aziendale precisa. Innovare significa migliorare i processi, aumentare la produttività, utilizzare in maniera più efficiente le risorse e rafforzare la propria posizione sul mercato. Per questo è fondamentale conoscere gli strumenti disponibili e valutarne la coerenza con le caratteristiche e le prospettive dell’impresa. Il punto di partenza deve essere sempre il progetto imprenditoriale, non il finanziamento».</p>



<p>All’incontro è intervenuto anche Piergiorgio Zuffi, socio e direttore commerciale di Innova Finance.</p>



<p>Il confronto ha offerto agli imprenditori la possibilità di porre domande e approfondire gli aspetti operativi delle misure agevolative, con particolare riferimento alla pianificazione degli investimenti e alla valutazione delle opportunità accessibili alle singole realtà produttive.</p>



<p>Per il CIAC, l’iniziativa si inserisce nel percorso di attenzione alle esigenze del tessuto imprenditoriale dell’area di Carini, con l’obiettivo di favorire la circolazione delle informazioni e il confronto su strumenti e competenze utili allo sviluppo delle attività produttive.</p>
<p>L'articolo <a href="https://quotidianodipalermo.it/finanza-agevolata-nuove-opportunita-per-le-imprese-di-carini/">Finanza agevolata, nuove opportunità per le imprese di Carini</a> proviene da <a href="https://quotidianodipalermo.it">Quotidiano di Palermo</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Scuola e inclusione, inaugurato un ascensore alla Rita Levi Montalcini di Borgo Nuovo</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/scuola-inclusione-inaugurato-ascensore-alla-rita-levi-montalcini-borgo-nuovo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Padellaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2026 14:25:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[Borgo nuovo]]></category>
		<category><![CDATA[Quinta Circoscrizione]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[studenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Realizzato in sinergia tra le istituzioni e la Circoscrizione</p>
<p>L'articolo <a href="https://quotidianodipalermo.it/scuola-inclusione-inaugurato-ascensore-alla-rita-levi-montalcini-borgo-nuovo/">Scuola e inclusione, inaugurato un ascensore alla Rita Levi Montalcini di Borgo Nuovo</a> proviene da <a href="https://quotidianodipalermo.it">Quotidiano di Palermo</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Un nuovo servizio per rendere la scuola più accessibile e garantire agli alunni con disabilità una maggiore autonomia negli spostamenti. All’<strong>Istituto comprensivo Rita Levi Montalcini, in piazza San Paolo, nel quartiere Borgo Nuovo</strong>, è stato inaugurato l’ascensore realizzato per abbattere le barriere architettoniche e facilitare l’accesso ai diversi livelli dell’edificio scolastico.</p>



<p>Alla cerimonia hanno partecipato <strong>l’assessore Tamayo, la dirigente della Pubblica istruzione la dottoressa Sparacino, il preside Vincenzo Guarneri, Davide Corona presidente dell’associazione Io vivo l’autismo, parliamone, il signor Antonino Gambino e il presidente della V Circoscrizione, Andrea Aiello.</strong></p>



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<p>Nel corso dell’incontro, il presidente <strong>Aiello </strong>ha voluto ringraziare il preside della scuola e tutte le persone che hanno contribuito alla realizzazione del progetto, sottolineando l’importanza della collaborazione tra istituzioni e comunità scolastica per migliorare i servizi destinati ai più giovani.</p>



<p>«Ringrazio il presidente <strong>Vincenzo Guarneri</strong> per il lavoro svolto in sinergia con la circoscrizione e i docenti per il lavoro che fanno con i ragazzi», ha dichiarato <strong>Aiello</strong>, richiamando poi l’attenzione sul valore del senso di appartenenza al territorio.</p>



<p>«Negli anni ho visto che manca il senso di appartenenza. I parchi, le scuole e il territorio sono vostri: tutto quello che facciamo, dal piantare un albero al mettere dei giochi, è per voi e dovete averne cura» ha aggiunto il <strong>presidente della V Circoscrizione</strong>.</p>
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		<title>Caro energia e proteste, Assoimpresa invoca interventi urgenti per le imprese</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/caro-energia-proteste-assoimpresa-invoca-interventi-urgenti-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2026 13:23:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Assoimpresa]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Assoimpresa invita le istituzioni, le parti sociali e tutti i soggetti coinvolti a privilegiare il senso di responsabilità e la ricerca di accordi condivisi</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Le tensioni internazionali continuano a pesare sui mercati energetici e alimentano i rincari delle materie prime, dei trasporti e dei beni di prima necessità. In questo scenario, <strong>l’Italia </strong>affronta anche una stagione di scioperi e proteste che coinvolge diversi settori, dai trasporti alla scuola, fino ai servizi. Una situazione che, secondo <strong>Assoimpresa</strong>, rischia di aggravare le difficoltà delle imprese e di compromettere la continuità delle attività economiche.</p>



<p>A lanciare l’allarme è<strong> Mario Attinasi, presidente dell’associazione</strong>, che invita istituzioni e parti sociali a puntare <strong>sul dialogo e su misure concrete</strong>, evitando iniziative capaci di bloccare il <strong>Paese</strong>.</p>



<p>«Mentre lo scenario geopolitico internazionale continua ad alimentare le tensioni sui mercati energetici, con inevitabili ripercussioni sui costi delle materie prime, dei trasporti e dei beni di prima necessità, l’Italia deve fare i conti anche con una stagione di scioperi e mobilitazioni che rischia di compromettere la continuità delle attività produttive e di aggravare le difficoltà dell’economia reale» dichiara.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Caro energia, Attinasi richiama l’Europa</h2>



<p>«È necessario affrontare il problema con trasparenza, distinguendo le cause strutturali della crisi dalle responsabilità politiche e dalle possibili soluzioni. Il caro energia non può essere ricondotto esclusivamente a decisioni assunte a livello nazionale: i conflitti nell’<strong>Europa orientale </strong>e le tensioni in aree strategiche per gli approvvigionamenti energetici, come quella dello <strong>Stretto </strong>di <strong>Hormuz</strong>, incidono sugli equilibri dei mercati internazionali e sulla sicurezza delle forniture» .</p>



<p>Il presidente di <strong>Assoimpresa </strong>chiede quindi all’Unione europea interventi tempestivi e strumenti flessibili per sostenere il sistema produttivo, senza compromettere l’equilibrio dei conti pubblici. Le aziende italiane, sottolinea, non possono affrontare da sole l’aumento dei costi energetici e le conseguenze di crisi internazionali che non dipendono dalle loro scelte.</p>



<p><strong>Attinasi </strong>sollecita inoltre un confronto nelle sedi europee sulle politiche energetiche, sui vincoli di bilancio e sugli aiuti economici. «Per questo riteniamo fondamentale che le rivendicazioni relative alle politiche energetiche, ai vincoli di bilancio e agli strumenti di sostegno economico trovino un confronto concreto anche nelle sedi decisionali europee &#8211; continua -. <strong>Bruxelles </strong>deve assumersi fino in fondo le proprie responsabilità, perché è anche a quel livello che si definiscono le politiche destinate a incidere sulla competitività delle imprese e sul potere d’acquisto delle famiglie».</p>



<h2 class="wp-block-heading">Imprese e lavoratori, servono sostegni duraturi</h2>



<p>«Negli ultimi anni, il <strong>Governo </strong>italiano ha introdotto diverse misure per contrastare gli effetti delle difficoltà economiche, sostenere il reddito dei lavoratori e preservare la competitività delle imprese. Tra gli interventi figurano i crediti d’imposta destinati alle aziende per fronteggiare il rincaro dell’energia, le misure di riduzione del cuneo fiscale e contributivo e le agevolazioni sui premi di produttività e su determinate forme di welfare aziendale».</p>



<p>Per <strong>Attinasi</strong>, tuttavia, queste misure non bastano a garantire stabilità nel lungo periodo. L’associazione chiede una strategia più incisiva, capace di sostenere chi investe, produce e crea posti di lavoro, evitando che i rincari e l’incertezza internazionale indeboliscano ulteriormente il tessuto economico italiano.</p>



<p>Il presidente richiama anche l’attenzione sulla scuola. «Anche il comparto scolastico necessita di investimenti, risorse adeguate e interventi di ammodernamento che garantiscano strutture più efficienti e servizi di qualità, senza compromettere il diritto allo studio e la continuità didattica».</p>



<h2 class="wp-block-heading">Scioperi e proteste, l’appello alla responsabilità</h2>



<p><strong>Attinasi </strong>riconosce il valore del diritto di manifestare, ma invita chi organizza le mobilitazioni a considerare le conseguenze delle proprie iniziative sulle attività produttive e sulla vita quotidiana dei cittadini.</p>



<p>«Il diritto di manifestare è un principio fondamentale e va rispettato. Tuttavia, esiste il concreto rischio che le legittime difficoltà economiche vissute da famiglie e imprese vengano trascinate in una contrapposizione di parte, finendo per alimentare il malcontento a fini elettorali. Trasformare il disagio sociale in uno scontro di piazza ideologico non risolve i problemi, ma rischia soltanto di polarizzare il Paese e di innescare tensioni», afferma il presidente di <strong>Assoimpresa</strong>.</p>



<p>L’associazione richiama inoltre l’attenzione sugli effetti dei blocchi della logistica, delle interruzioni dei servizi e delle occupazioni degli istituti scolastici. Queste situazioni possono provocare ritardi, costi aggiuntivi per le aziende e disagi per i cittadini, con conseguenze particolarmente pesanti per i piccoli commercianti, che spesso dispongono di risorse limitate per affrontare nuove difficoltà.</p>



<p>«Il confronto politico e sindacale deve rimanere ancorato alla ricerca di soluzioni concrete, senza trasformarsi in una contrapposizione che finisca per penalizzare proprio le categorie che si intendono tutelare».</p>



<h2 class="wp-block-heading">Assoimpresa: «Servono confronto e stabilità, non blocchi»</h2>



<p>Nel suo appello finale, <strong>Assoimpresa </strong>invita le istituzioni, le parti sociali e tutti i soggetti coinvolti a privilegiare il senso di responsabilità e la ricerca di accordi condivisi.</p>



<p>«Non possiamo permettere che le difficoltà economiche e le tensioni internazionali si traducano in un ulteriore aggravamento delle condizioni in cui operano le imprese italiane. Il commercio, l’agricoltura, la logistica, i servizi e il mondo della scuola hanno bisogno di stabilità, sicurezza, investimenti e risposte concrete» dichiara Attinasi.</p>



<p>Il presidente chiede un confronto concreto, sia a livello nazionale sia europeo, sul costo dell’energia, sulla tutela del potere d’acquisto e sulla competitività del sistema produttivo. Le aziende, sottolinea, hanno bisogno di certezze per continuare a investire, mantenere l’occupazione e contribuire alla crescita economica.</p>



<p>«La priorità deve essere quella di costruire soluzioni efficaci e durature, evitando che la contrapposizione e il blocco delle attività diventino un ulteriore ostacolo alla ripresa economica e alla coesione sociale» conclude.</p>
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		<item>
		<title>Palermo, gli studenti scendono in piazza: «Scuole sicure e più investimenti»</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/palermo-gli-studenti-scendono-in-piazza-scuole-sicure-e-piu-investimenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2026 04:50:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Scioperi]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Corteo della Rete studentesca da piazza Marina a palazzo Comitini, con il sostegno della Cgil: al centro edilizia scolastica, spazi didattici e sicurezza</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Si ritrovano <strong>oggi alle 9 in piazza Marina</strong> gli studenti di Palermo, per il corteo promosso dalla Rete studentesca che attraverserà il centro fino a palazzo Comitini, in via Maqueda. Una delegazione chiederà di essere ricevuta dal sindaco della Città metropolitana, <strong>Roberto Lagalla.</strong></p>



<p>La manifestazione arriva al termine di settimane di forte fermento nelle scuole del capoluogo. Decine gli istituti coinvolti da proteste. Tra questi i <strong><a href="https://quotidianodipalermo.it/palermo-ripartono-occupazioni-studenti-protesta-umberto-vittorio-emanuele/" type="post" id="67711">licei Umberto I e Vittorio Emanuele II</a></strong> che sono stati occupati. Oggi tutte le scuole mobilitate confluiranno in un&#8217;unica piazza, con l&#8217;obiettivo di unire le rivendicazioni dei singoli istituti ai problemi che gli studenti affrontano ogni giorno. Si chiedono spazi adeguati e maggiori investimenti sulle scuole siciliane. Il corteo esprime anche solidarietà agli autotrasportatori e agli agricoltori siciliani.</p>



<p>Il quadro descritto dai ragazzi è quello di edifici fatiscenti, in cui si teme per la tenuta dei tetti, di  classi che si allagano quando piove e di assenza di impianti di climatizzazione e riscaldamento. A questo si aggiunge la carenza di aule vere e proprie: in diversi istituti le lezioni si svolgono in laboratori, biblioteche o palestre, spazi sottratti alla loro funzione didattica. È il caso del liceo Finocchiaro Aprile, che da anni cerca una seconda succursale, ma anche del liceo Peppino Impastato di Partinico, dove si è arrivati a utilizzare la casa del custode, un luogo del tutto estraneo al contesto scolastico.</p>
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		<title>Sicurezza stradale e ferroviaria, a Palermo il progetto METI coinvolge gli studenti</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/sicurezza-stradale-ferroviaria-palermo-progetto-meti-coinvolge-studenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Oct 2026 09:28:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[Polizia]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Palermo ha ospitato dal 19 al 21 ottobre la prima tappa territoriale di METI</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Tre giorni di formazione e attività didattiche per insegnare ai più giovani a riconoscere i pericoli e a compiere scelte responsabili. <strong>Palermo </strong>ha ospitato dal 19 al 21 ottobre la prima tappa territoriale di <strong>METI – Modelli Educativi in Tecnologia Immersiva</strong>, il progetto della <strong>Polizia di Stato</strong> e del <strong>Dipartimento di Psicologia della Sapienza Università di Roma</strong> che punta a rafforzare la prevenzione degli incidenti stradali e ferroviari attraverso la realtà virtuale e le simulazioni immersive.</p>



<p>L’iniziativa rientra nel <strong>Programma </strong>operativo complementare di azione e coesione «Legalità» 2014-2020 e coinvolge diverse regioni del <strong>Sud Italia</strong>. La tappa palermitana ha previsto una giornata dedicata alla formazione degli operatori della<strong> Polizia Stradale e della Polizia Ferroviaria,</strong> seguita da due giornate nelle scuole secondarie di secondo grado.</p>



<p>Protagonisti delle attività didattiche sono stati gli studenti del <em>Liceo statale Felicia </em>e <em>Peppino Impastato</em> e dell&#8217;<em>IPSSAR Francesco Paolo Cascino</em>. Attraverso visori per la realtà virtuale e contenuti a 360 gradi, ragazze e ragazzi hanno affrontato scenari che riproducono situazioni di rischio, confrontandosi con decisioni e comportamenti che possono avere conseguenze concrete nella vita quotidiana.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Realtà virtuale per prevenire i comportamenti a rischio</h2>



<p><strong>METI </strong>punta a superare il tradizionale approccio basato sulla semplice trasmissione delle regole. Il progetto utilizza l&#8217;esperienza immersiva per aiutare gli studenti a comprendere come emozioni, pressioni esterne e percezioni personali possano influenzare le loro scelte.</p>



<p>Tra i fattori affrontati figurano la pressione del gruppo, la distrazione, la sottovalutazione dei pericoli, la tendenza a giustificare i propri comportamenti e l&#8217;eccessiva fiducia nelle proprie capacità. Dinamiche che possono spingere a prendere decisioni imprudenti, soprattutto quando ci si muove in strada o si frequentano stazioni e infrastrutture ferroviarie.</p>



<p>Le simulazioni permettono ai partecipanti di confrontarsi con situazioni potenzialmente critiche in un ambiente controllato, senza esporsi ai rischi reali. L&#8217;esperienza non si esaurisce, però, nell&#8217;utilizzo della tecnologia: operatori e psicologi guidano gli studenti in momenti di confronto e riflessione, per aiutarli a riconoscere le proprie reazioni e a comprendere le conseguenze delle loro azioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il metodo scientifico per misurare i risultati</h2>



<p>Il progetto affianca alle attività pratiche una metodologia di valutazione che prevede questionari prima e dopo gli interventi, analisi degli atteggiamenti e raccolta di dati sui comportamenti. In questo modo, i responsabili possono verificare l&#8217;efficacia del percorso non soltanto rispetto alle conoscenze acquisite, ma anche ai meccanismi decisionali e motivazionali dei partecipanti.</p>



<p><strong>METI </strong>promuove così la collaborazione tra <strong>Polizia di Stato</strong>, mondo scolastico e ricerca scientifica, integrando competenze operative, psicologiche, educative e tecnologiche. Al percorso partecipano agenti della <strong>Polizia Stradale e della Polizia Ferroviaria</strong>, insieme a studenti, docenti e formatori degli istituti secondari di secondo grado delle regioni coinvolte.</p>



<p>L&#8217;avvio delle attività sul territorio segue la fase di progettazione, sviluppo e validazione dei modelli formativi. Il 9 ottobre, a <strong>Roma</strong>, un incontro istituzionale con i referenti dell&#8217;iniziativa aveva segnato il passaggio alla fase operativa. <strong>Palermo </strong>ha quindi rappresentato il primo banco di prova del progetto nelle scuole e tra gli operatori.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dopo Palermo, il progetto prosegue in Puglia</h2>



<p>Conclusa la tappa siciliana, <strong>METI </strong>si sposterà in <strong>Puglia</strong>. Il programma proseguirà poi in <strong>Calabria, Basilicata e Campania,</strong> con l&#8217;obiettivo di estendere la sperimentazione ai contesti educativi delle regioni coinvolte.</p>



<p>L&#8217;iniziativa punta a trasformare le nuove tecnologie in strumenti concreti di prevenzione, capaci di coinvolgere i giovani e stimolarne il senso critico. La conoscenza delle regole, infatti, rappresenta soltanto il primo passo: riconoscere i rischi, valutare le conseguenze e assumersi la responsabilità delle proprie decisioni sono competenze che <strong>METI </strong>vuole contribuire a sviluppare attraverso esperienze dirette e scientificamente strutturate.</p>
<p>L'articolo <a href="https://quotidianodipalermo.it/sicurezza-stradale-ferroviaria-palermo-progetto-meti-coinvolge-studenti/">Sicurezza stradale e ferroviaria, a Palermo il progetto METI coinvolge gli studenti</a> proviene da <a href="https://quotidianodipalermo.it">Quotidiano di Palermo</a>.</p>
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