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	<title>Ruggero D&#039;Amico, Autore presso Quotidiano di Palermo</title>
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	<description>Qdp - Giornale di informazione: una finestra su Palermo</description>
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	<title>Ruggero D&#039;Amico, Autore presso Quotidiano di Palermo</title>
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	<item>
		<title>Decentramento fermo al palo, Palermo rischia di nuovo il commissariamento</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/decentramento-fermo-al-palo-palermo-rischia-di-nuovo-il-commissariamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ruggero D'Amico]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Jan 2026 22:01:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I consiglieri dem delle circoscrizioni incalzano Comune e Regione: “Il regolamento resta inattuato, tradite le promesse elettorali di Lagalla”</p>
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<p>Il decentramento amministrativo non è un principio astratto, ma una prassi consolidata nelle grandi città italiane. Da Torino a Milano, fino a Roma, il trasferimento di competenze e risorse ai municipi rappresenta uno strumento essenziale per avvicinare l’amministrazione ai cittadini. A Palermo, invece, il percorso resta incompiuto e torna a profilarsi l’ombra di un nuovo commissariamento.</p>



<p>Già nel 2021 la Regione Siciliana fu costretta a commissariare Palazzo delle Aquile per la mancata adozione del regolamento sul decentramento, un atto che avrebbe dovuto assegnare deleghe, competenze e strumenti operativi alle circoscrizioni. A distanza di anni, però, quel regolamento risulta ancora inattuato, nonostante gli impegni assunti in campagna elettorale dall’attuale sindaco Roberto Lagalla, che aveva fatto del rafforzamento delle circoscrizioni uno dei punti qualificanti del suo programma.</p>



<p>Sul tema intervengono ora i consiglieri del Partito Democratico Salvo Altadonna e Simona Supporta, rispettivamente esponenti della Quinta e della Terza circoscrizione. I due annunciano di aver sollecitato i deputati dem all’Assemblea regionale siciliana affinché presentino un’interrogazione al presidente della Regione Renato Schifani e all’assessore alle Autonomie locali Andrea Messina per fare luce sull’inerzia del Comune di Palermo.</p>



<p>Contestualmente, spiegano i consiglieri, la stessa iniziativa è stata rivolta ai presidenti delle circoscrizioni, con l’obiettivo di comprendere quali azioni intendano intraprendere per mettere formalmente in mora l’amministrazione comunale. Secondo Altadonna e Supporta, infatti, a competenze formalmente riconosciute non corrispondono ancora gli strumenti normativi necessari a garantire risorse e reale autonomia decisionale.</p>



<p>«Senza l’esecutività del regolamento – sottolinea Simona Supporta, consigliera del Pd e presidente della Commissione Sport della Terza circoscrizione – le circoscrizioni non possono svolgere pienamente il proprio ruolo. Il decentramento resta solo sulla carta».</p>



<p>Sulla stessa linea Salvo Altadonna, capogruppo Pd in Quinta circoscrizione: «Il decentramento è la forma di governo che consente a tutti di sentirsi al centro. Vogliamo tornare a governare questa città con i cittadini, non per i cittadini».</p>



<p>Per queste ragioni, insieme ai consiglieri Davide Grasso, Concetta Di Prima e Giuseppe Quartararo, è stata avanzata la richiesta di una collaborazione tra i presidenti di circoscrizione, finalizzata a ottenere, nell’interesse dei palermitani, la piena esecutività del regolamento.</p>



<p>«Siamo certi – concludono Supporta e Altadonna – che anche la delegazione dei nostri consiglieri comunali sarà consequenziale a questa battaglia politica. Auspichiamo che non si arrivi a un nuovo commissariamento del Comune di Palermo per la mancata esecuzione di un atto già deliberato».</p>
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		<item>
		<title>Palermo, consiglio comunale in allarme: Tantillo invita alla calma e al dialogo</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/palermo-consiglio-comunale-in-allarme-tantillo-invita-alla-calma-e-al-dialogo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ruggero D'Amico]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Jan 2026 08:32:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il presidente scrive a sindaco e consiglieri: “Abbassare i toni e lavorare insieme per Palermo”</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>PALERMO — Un richiamo alla responsabilità istituzionale e al senso del limite, in una fase in cui il confronto politico a Palazzo delle Aquile appare sempre più segnato da tensioni e scontri frontali. Il presidente del Consiglio comunale, Giulio Tantillo, ha scritto al sindaco Roberto Lagalla e a tutti i consiglieri per invitare a un cambio di passo nei toni e nei metodi del dibattito politico.</p>



<p>Nella sua lettera, Tantillo riconosce il lavoro svolto dall’assemblea cittadina nel corso dell’ultimo anno, sottolineando come il Consiglio abbia comunque portato a termine atti rilevanti per la città. Ma al tempo stesso lancia un segnale chiaro: la dialettica politica, quando supera certi confini, rischia di trasformarsi in un ostacolo al buon funzionamento delle istituzioni.</p>



<p>Il presidente mette in guardia dal pericolo di perdere di vista il mandato ricevuto dagli elettori: rappresentare Palermo e i palermitani, anteponendo il bene generale a interessi di parte o a logiche di contrapposizione permanente. Un monito che suona come una risposta indiretta alle sedute incandescenti degli ultimi mesi, spesso caratterizzate da scontri verbali, accuse incrociate e difficoltà nel portare avanti l’ordine dei lavori.</p>



<p>Da qui l’invito esplicito ad “abbassare i toni” e a recuperare una dimensione di confronto costruttivo. Tantillo richiama tutti — maggioranza, opposizione e amministrazione — alla necessità di sedersi attorno a un tavolo, dialogare senza pregiudizi e ricercare punti di sintesi, nel rispetto dei ruoli istituzionali. Un passaggio in cui non manca il riferimento al sindaco e alla Giunta, chiamati a una presenza più costante e a un’interlocuzione più fluida con il Consiglio e le commissioni.</p>



<p>L’obiettivo, chiarisce il presidente, non è comprimere il dissenso o ridurre il confronto politico, ma ricondurlo dentro binari che consentano all’Aula di lavorare con efficacia. La politica, scrive Tantillo, è confronto, ma anche capacità di mediazione e responsabilità verso la città.</p>



<p>Lo sguardo è rivolto ai prossimi mesi, che si preannunciano densi di passaggi delicati per Palermo. Le “nuove sfide” che attendono il Consiglio comunale richiederanno — secondo il presidente — uno sforzo collettivo per superare personalismi e tensioni, evitando il rischio di una paralisi istituzionale.</p>



<p>Il messaggio finale è netto: solo attraverso un clima più sereno e collaborativo il Consiglio potrà tornare a essere il luogo del confronto democratico e delle decisioni utili alla città. Palermo, conclude Tantillo, deve tornare a essere il punto di riferimento di ogni scelta politica, prima di ogni appartenenza e di ogni scontro.</p>
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		<item>
		<title>Palermo, la V Circoscrizione chiede la liberazione di Marwan Barghouti</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/palermo-la-v-circoscrizione-chiede-la-liberazione-di-marwan-barghouti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ruggero D'Amico]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Jan 2026 15:42:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Approvata mozione che impegna sindaco e giunta a sollecitare le istituzioni italiane ed europee contro la detenzione dei prigionieri palestinesi</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il Consiglio della V Circoscrizione del Comune di Palermo ha presentato una mozione che chiede la liberazione di Marwan Barghouti, cittadino onorario palermitano dal 2014 e figura simbolo della causa palestinese, detenuto nelle carceri israeliane dal 2002. L’atto impegna il sindaco e la giunta comunale a farsi promotori, nelle sedi istituzionali competenti, di un appello formale per la liberazione dei detenuti politici palestinesi e per la fine della pratica della detenzione amministrativa.</p>



<p>Nel documento si ripercorrono oltre 75 anni di conflitto israelo-palestinese, richiamando le occupazioni successive alla guerra del 1967 e il quadro giuridico internazionale che disciplina i territori occupati. La mozione cita il parere della Corte Internazionale di Giustizia del 19 luglio 2024, che ha definito illegale l’occupazione israeliana di Cisgiordania, Gerusalemme Est e Striscia di Gaza, chiedendo il ritiro delle forze occupanti e lo smantellamento delle colonie.</p>



<p>Ampio spazio è dedicato al tema della detenzione amministrativa, pratica che consente l’arresto senza accusa né processo sulla base di prove segrete. Secondo dati dell’Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari (OCHA) e dell’organizzazione israeliana per i diritti umani B’Tselem, almeno 3.473 palestinesi risultano attualmente detenuti con questa modalità, il numero più alto degli ultimi dieci anni, in forte aumento dall’ottobre 2023.</p>



<p>Il testo richiama inoltre le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, il Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici e la IV Convenzione di Ginevra, sottolineando le violazioni delle garanzie fondamentali, le condizioni di detenzione sotto gli standard minimi e le segnalazioni di torture, isolamento prolungato e negazione delle cure mediche.</p>



<p>La mozione si inserisce in un percorso già avviato in città: il 6 agosto 2025 la V Circoscrizione ha approvato all’unanimità un appello per il Medio Oriente promosso dalla società civile, mentre il 28 novembre 2025 la Consulta per la pace del Comune di Palermo ha aderito alla campagna internazionale per la liberazione di Barghouti e degli altri prigionieri palestinesi, inclusi minori, operatori sanitari, giornalisti e persone con disabilità.</p>



<p>Con l’atto, il Consiglio circoscrizionale chiede al sindaco e alla giunta di inviare comunicazioni ufficiali all’Ambasciata d’Israele, al Ministero degli Affari Esteri, all’Unione Europea e alle Nazioni Unite, oltre a promuovere iniziative pubbliche di informazione sul rispetto dei diritti umani nei territori palestinesi.</p>



<p>Salvo Altadonna, Capogruppo del PD nella V Circoscrizione e primo firmatario della mozione, ha commentato con soddisfazione l&#8217;esito della votazione: &#8220;Ci fa piacere registrare che la base dei partiti di governo FdI, Lega e FI la pensino diversamente dai propri rappresentanti nazionali, regionali e comunali.&#8221; Altadonna ha ricordato che Palermo è stata la prima città italiana a conferire l&#8217;onorificenza a Barghouthi nel 2014, detenuto nelle prigioni israeliane dal 2002.</p>



<p>La Consigliera Di Gesù del M5S ha aggiunto: «Speriamo che il voto espresso oggi dai rappresentanti della maggioranza sia consapevole e venga rivendicato». L&#8217;iniziativa della V Circoscrizione sottolinea un desiderio di giustizia e libertà che trascende le divisioni politiche locali, ponendo nuovamente l&#8217;attenzione sulla figura di Barghouthi a livello internazionale.</p>



<p>«Consegneremo ai nostri rappresentanti al consiglio comunale l&#8217;atto &#8211; hanno detto Davide Grasso e Concetta di Prima &#8211; chiedendo loro di riproporlo all&#8217;assise cittadina sperando che anche in quel consesso ci si esprima favorevolmente».</p>



<p>«Con quest&#8217;atto dimostriamo che i nostri rappresentanti nelle circoscrizioni &#8211; ha detto il Consigliere Comunale Fabio Teresi &#8211; non si occupano soltanto di buche o spazzatura ma elaborano e portano avanti temi importanti come quello oggi approvato in V Circoscrizione. Faccio mia la mozione sulla quale insieme al Capogruppo Altadonna abbiamo lavorato, provando a fare emergere le contraddizioni anche in Consiglio comunale».</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Appalti truccati, domiciliari per Cuffaro e Colletti</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/appalti-truccati-domiciliari-per-cuffaro-e-colletti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ruggero D'Amico]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Dec 2025 08:59:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[arresti]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il gip accoglie in parte la richiesta della Procura: 17 indagati, respinto l’arresto per Saverio Romano</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il gip di Palermo ha disposto gli arresti domiciliari per l’ex presidente della Regione siciliana Salvatore Totò Cuffaro, coinvolto nell’inchiesta che ipotizza, a vario titolo, associazione a delinquere, turbativa d’asta e corruzione. Il provvedimento cautelare, richiesto dalla Procura agli inizi di novembre, arriva dopo gli interrogatori di garanzia previsti dalla legge.</p>



<p>L’indagine abbraccia un totale di 18 persone. Oltre a Cuffaro, il gip ha disposto i domiciliari per Roberto Colletti, ex manager dell’azienda ospedaliera Villa Sofia, e per Antonio Iacono. Per l’ex braccio destro di Cuffaro, Vito Raso, è stato invece stabilito l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.</p>



<p>Misure più miti, ma comunque significative, anche per altri indagati: Mauro Marchese e Marco Dammone dovranno presentarsi periodicamente alla polizia giudiziaria e non potranno, per un anno, svolgere attività imprenditoriali né ricoprire ruoli direttivi in società o enti.</p>



<p>Il giudice ha invece respinto la richiesta di arresto nei confronti del deputato e coordinatore di Noi Moderati, Saverio Romano, anch’egli coinvolto nell’inchiesta. Una decisione che ridisegna gli equilibri giudiziari e politici di una vicenda destinata ad avere ripercussioni non solo sull’ambiente sanitario e imprenditoriale, ma anche sulle già fragili dinamiche della politica regionale.</p>



<p>L’inchiesta prosegue: la Procura continua a passare al setaccio appalti, rapporti e presunti intrecci illeciti.</p>



<p></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Sfiducia a Schifani, giornata ad alta tensione all’Ars</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/sfiducia-a-schifani-giornata-ad-alta-tensione-allars/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ruggero D'Amico]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Dec 2025 18:12:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Regione siciliana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Opposizioni all’attacco tra accuse di immobilismo e scandali, ma i numeri per far cadere il governo restano lontani</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>PALERMO — Una seduta destinata a lasciare il segno quella che si è aperta all’Assemblea regionale siciliana, dove è approdata la mozione di sfiducia contro il presidente della Regione, Renato Schifani. Un atto politico duro, annunciato da tempo, che trova la Sicilia nel pieno della sessione di bilancio e in un clima di crescente conflittualità interna.</p>



<p>A promuovere la mozione sono stati Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Controcorrente, che nel documento elencano oltre una decina di motivazioni: riforme mancate, gestione giudicata opaca della macchina amministrativa, promesse disattese e, soprattutto, un contesto di scandali che — secondo l’opposizione — avrebbe indebolito la credibilità del governo regionale.</p>



<p>Il dibattito si è sviluppato in un clima acceso. L’opposizione ha parlato di un esecutivo “travolto da ombre” e incapace di affrontare i nodi strutturali dell’Isola. C’è chi ha evocato un governo “logorato da errori e clientele”, chi ha denunciato una Regione “immobile”, chi ha sottolineato l’urgenza di “ridare fiducia ai siciliani”.</p>



<p>Dall’altra parte, la maggioranza ha ribadito compatta il proprio sostegno a Schifani. Le forze che sostengono il presidente hanno bollato la mozione come “un atto di propaganda”, “un esercizio sterile” e “un tentativo di destabilizzare la Sicilia proprio nel momento in cui occorre responsabilità per il bilancio”.</p>



<p>Alcuni malumori all’interno del centrodestra sono emersi nelle ultime settimane, ma non si sono tradotti in rotture. L’asse che sostiene il governo continua a mostrare una tenuta compatta.</p>



<p>La mossa dell’opposizione arriva in un momento particolarmente delicato. Non ci sono procedimenti giudiziari che coinvolgano il presidente, ma il clima politico regionale è appesantito da inchieste, tensioni interne e dalla percezione diffusa di una macchina amministrativa poco incisiva.</p>



<p>Presentare la mozione a ridosso della manovra finanziaria è una scelta politica precisa: mettere il governo spalle al muro in un passaggio cruciale e costringerlo a confrontarsi con le criticità che, secondo i gruppi proponenti, ne hanno minato l’efficacia.</p>



<p>Al di là del confronto politico, resta un dato: la mozione aveva scarsissime possibilità di essere approvata. Servivano 36 voti, la maggioranza assoluta dell’Assemblea.</p>



<p> <strong>L’Assemblea regionale siciliana ha respinto la mozione di sfiducia nei confronti del presidente della Regione Renato Schifani.</strong>&nbsp;I ‘no’ al documento firmato da Pd, M5s e Controcorrente sono stati 26, i contrari 41. Tre gli assenti: Alessandro De Leo (Forza Italia), Fabrizio Ferrara (FdI) e Carmelo Pace (Dc).</p>



<p>La sfiducia dunque non è passata, ma il voto resta politicamente significativo. Sancisce la frattura tra governo e opposizioni e fotografa una Sicilia in cui il tema della credibilità istituzionale pesa più che mai.</p>



<p>Al di là dell’esito — quasi scontato sin da subito — la seduta odierna ha rappresentato un passaggio simbolico: un richiamo, per la politica siciliana, a interrogarsi sul proprio ruolo, sulle proprie responsabilità, su un rapporto con i cittadini che appare sempre più fragile.</p>



<p>La sfiducia non farà cadere il governo, ma ha costretto tutti — maggioranza e opposizione — a guardarsi allo specchio.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Consigli non richiesti&#8221;: Salvini apre il fronte siciliano, Forza Italia lo richiama all’ordine</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/consigli-non-richiesti-salvini-apre-il-fronte-siciliano-forza-italia-lo-richiama-allordine/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ruggero D'Amico]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Nov 2025 07:53:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Regione siciliana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella coalizione volano strappi mentre la Lega prova ad alzare la posta sulle Regionali</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>La tentazione della Lega per la Sicilia non è più un sottotesto, ma un messaggio esplicito. Dopo la vittoria in Veneto e commentando il quadro delle ultime regionali, <strong>Matteo Salvini </strong>ha lasciato intendere che il Carroccio potrebbe voler dire la sua anche sull’Isola: un “suggerimento” sul candidato del centrodestra che ha subito innescato la reazione degli alleati.</p>



<p>«Tutti i partiti del centrodestra avranno il giusto riconoscimento», ha dichiarato il vicepremier, aggiungendo che in Sicilia la Lega “qualche suggerimento da dare lo avrà”. Una frase sufficiente a far scattare un immediato <strong>irrigidimento di Forza Italia</strong>, che rivendica il primato sulla guida della Regione e da tempo considera naturale una ricandidatura del presidente uscente <strong>Renato Schifani</strong>.</p>



<p>Il primo a rispondere è <strong>Maurizio Gasparri</strong>, presidente dei senatori azzurri, che accoglie le parole di Salvini con una diplomazia solo apparente: «Ben vengano i suggerimenti, ma partendo dal presupposto che Forza Italia guida e continuerà a guidare la Regione». Più diretto il segretario regionale <strong>Marcello Caruso</strong>, che liquida l’uscita del leader leghista come «<em>consigli non richiesti</em>» e rivendica i «<em>risultati eccellenti</em>» dell’esecutivo Schifani, certificati – sottolinea – da Banca d’Italia, Istat e dalle agenzie di rating.</p>



<p>Il malumore si estende anche al <strong>Mpa–Grande Sicilia</strong>, che definisce la sortita di Salvini «<em>intempestiva e inopportuna</em>», soprattutto alla vigilia dell’esame della <strong>legge di stabilità</strong>. Il movimento ricorda inoltre come la coalizione avesse già confermato la linea del sostegno al presidente in carica.</p>



<p>In serata arriva il tentativo di raffreddare la polemica da parte di <strong>Nino Germanà</strong>, segretario regionale della Lega: «Le parole di Salvini sono state estrapolate dal contesto. La Lega è stata protagonista nella scelta di Schifani e resta un alleato responsabile». Germanà non manca però di stigmatizzare il «<em>nervosismo</em>» di chi, a suo dire, appare come «<em>alleato a corrente alternata</em>».</p>



<p>Il caso, almeno formalmente, sembra chiuso. Ma il botta e risposta mette in luce un dato politico evidente: nel centrodestra siciliano l’unità è meno solida di quanto si voglia far apparire. E le Regionali, ancora lontane, stanno già ridisegnando ambizioni, pesi e ruoli dentro la coalizione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://quotidianodipalermo.it/consigli-non-richiesti-salvini-apre-il-fronte-siciliano-forza-italia-lo-richiama-allordine/">&#8220;Consigli non richiesti&#8221;: Salvini apre il fronte siciliano, Forza Italia lo richiama all’ordine</a> proviene da <a href="https://quotidianodipalermo.it">Quotidiano di Palermo</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Conte attacca Schifani a Palermo: «Governo sommerso dagli scandali, deve andare a casa»</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/conte-attacca-schifani-a-palermo-governo-sommerso-dagli-scandali-deve-andare-a-casa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ruggero D'Amico]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Nov 2025 17:40:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sit-in alla Cala davanti al murale di Falcone e Borsellino: il leader M5S rilancia su sanità, corruzione e “alternativa” politica in Sicilia</p>
<p>L'articolo <a href="https://quotidianodipalermo.it/conte-attacca-schifani-a-palermo-governo-sommerso-dagli-scandali-deve-andare-a-casa/">Conte attacca Schifani a Palermo: «Governo sommerso dagli scandali, deve andare a casa»</a> proviene da <a href="https://quotidianodipalermo.it">Quotidiano di Palermo</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Una giornata interamente palermitana per Giuseppe Conte, che nel capoluogo siciliano ha guidato il sit-in organizzato dal Movimento 5 Stelle e dalle forze progressiste contro il governo regionale di Renato Schifani. Davanti al murale dedicato a Falcone e Borsellino, alla Cala, l’ex premier ha attaccato frontalmente l’esecutivo, alla luce delle ultime inchieste che hanno coinvolto esponenti politici e figure legate alla sanità: «L’urgenza è che questo governo regionale vada a casa. È sommerso dagli scandali per corruzione, scandali che ripropongono un malcostume che ritorna».</p>



<p>Cartelli con scritto “Schifani dimettiti”, “Alleati con un condannato in vita”, “Non ci togliere la speranza” hanno accompagnato la protesta, a cui hanno preso parte rappresentanti di tutto il fronte progressista: da Pierpaolo Montalto (Sinistra Italiana) a Fabio Giambrone (Europa Verde), dal coordinatore M5S Nuccio Di Paola alla vicesegretaria regionale del Pd Valentina Chinnici, fino al leader di Controcorrente Ismaele La Vardera. Presenti anche i senatori pentastellati Barbara Floridia e Dolores Bevilacqua, l’europarlamentare Giuseppe Antoci e Leoluca Orlando (Avs).</p>



<p>Conte ha puntato il dito anche contro il governo nazionale, evocando l’impegno antimafia rivendicato da Giorgia Meloni: «Mi chiedo come possa far finta di nulla di fronte agli esponenti di FdI coinvolti, al caso dei concorsi truccati in sanità che ha visto direttamente coinvolto Totò Cuffaro, agli scandali che toccano la Lega. Come si può tollerare questo sistema di malaffare e corruzione?».</p>



<p>Durante l’intervento, l’ex premier è tornato su uno dei temi centrali del suo attacco: la crisi del sistema sanitario siciliano. «Milioni di cittadini rinunciano alle cure e questo governo programma spese folli per il riarmo», ha dichiarato. «Prendiamo questi soldi e mettiamoli nella sanità, anche per combattere la corruzione. Qui in Sicilia ci sono concorsi e appalti truccati mentre i pazienti aspettano otto mesi per un referto oncologico e poi scoprono metastasi: così si muore, dobbiamo fermarli».</p>



<p>Alla domanda sulla costruzione di un campo alternativo al centrodestra, Conte ha frenato su nomi e candidature, compresa quella – evocata da più parti – dell’europarlamentare Antoci: «È prematuro parlare di candidati. Prima questo governo deve andare a casa, poi si discuterà di progetti e di persone. Ma inviteremo i cittadini a voltare pagina».</p>



<p>Il presidente del M5S ha commentato anche il recente caso istituzionale tra la presidente del Consiglio e il Capo dello Stato: «Ai cittadini non interessa questa polemica. Interessano i salari reali crollati, i milioni che rinunciano alle cure, il calo della produzione industriale. Se FdI vuole creare distrazioni di massa, noi non ci stiamo».</p>



<p>Sulle prospettive nazionali, Conte ha ribadito che il dialogo nel centrosinistra proseguirà dopo le prossime elezioni regionali: «Sono tre regioni molto importanti. Dopo inizieremo a lavorare a una prospettiva nazionale, su cui ci sono già passi avanti ma anche molto da costruire».</p>



<p>La giornata palermitana dell’ex premier si è chiusa tra applausi e cori dei manifestanti, mentre il clima politico nell’Isola, tra inchieste, polemiche e proteste, continua a surriscaldarsi.</p>
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		<title>Sistema Cuffaro e Sispi, le opposizioni: “Lagalla faccia chiarezza”</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/cuffaro-opposizioni-sispi-lagalla/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ruggero D'Amico]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Nov 2025 06:20:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Regione siciliana]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://quotidianodipalermo.it/?p=44236</guid>

					<description><![CDATA[<p>Interrogazione dopo intercettazioni sul “sistema Cuffaro”: nel mirino la governance e il ruolo della presidente Gaballo</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Le opposizioni in Consiglio comunale tornano a puntare i riflettori su <strong>Sispi</strong> e sul possibile coinvolgimento – anche solo indiretto – della partecipata comunale nell’inchiesta che vede tra gli indagati <strong>Totò Cuffaro</strong>. Con un’interrogazione urgente depositata ieri, i gruppi di Pd, M5S, Avs, Oso e Misto chiedono al sindaco Roberto Lagalla “un intervento tempestivo e chiaro”, a tutela dell’immagine dell’ente e per fugare ogni sospetto su <strong>presunte interferenze esterne</strong>.</p>



<p>A spingerli è il contenuto di alcune <strong>intercettazioni</strong> contenute nella richiesta di arresto per l’ex segretario nazionale della Dc, in cui sarebbe coinvolto <strong>Vito Raso</strong>, storico fedelissimo cuffariano ed ex segretario particolare dell’assessorato regionale alla Famiglia. Secondo la Procura, Raso avrebbe anticipato a “una dirigente della Sispi e presidente di un’associazione” l’uscita di un bando destinato a minori con autismo. Un riferimento che, secondo i consiglieri d’opposizione, porterebbe a <strong>Giovanna Gaballo</strong>, oggi alla guida di Sispi e indicata in quota Dc.</p>



<p>La diretta interessata, però, non intende rilasciare dichiarazioni. Dal suo entourage filtra una versione opposta: Gaballo non sarebbe presidente dell’associazione Baco da Seta, come inizialmente ipotizzato, ma solo ex componente del Cda. Inoltre, l’associazione – riferiscono fonti interne – non si occuperebbe di autismo bensì di <strong>formazione nel sociale</strong>, escludendo quindi, secondo loro, qualsiasi collegamento con il bando attenzionato dagli inquirenti o con Sispi stessa.</p>



<p>Nell’interrogazione firmata dai consiglieri <strong>Arcoleo, Di Gangi, Piccione e Teresi (Pd), Randazzo, Amella e Giuseppe Miceli (M5S), Giambrone e Mangano (Avs), Argiroffi e Forello (Oso), Carmelo Miceli, Giaconia e Franco Miceli (gruppo Misto)</strong>, l’opposizione chiede al sindaco se:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>abbia avviato interlocuzioni con la magistratura o richiesto documentazione rilevante;</li>



<li>abbia disposto verifiche interne sulla governance di Sispi;</li>



<li>intenda adottare iniziative per tutelare l’autonomia e la trasparenza della partecipata.</li>
</ul>



<p>Una presa di posizione netta, che va oltre il perimetro giudiziario dell’indagine e punta al terreno politico, già scosso dal terremoto che nelle ultime settimane ha investito la Dc e i suoi riferimenti istituzionali. I consiglieri annunciano anche una <strong>conferenza stampa</strong> davanti al Tribunale, con l’obiettivo di “mettere il Comune al riparo da qualunque possibile condizionamento”.</p>



<p>La vicenda Sispi arriva mentre le opposizioni denunciano un presunto “metodo clientelare” che, a loro dire, avrebbe toccato anche alcuni ambienti del Comune. Da qui la richiesta diretta a Lagalla: “fare piena chiarezza” e prendere le distanze da ciò che definiscono il “sistema Cuffaro”, al centro delle recenti inchieste su concorsi e appalti truccati.</p>



<p>Il sindaco, per ora, non ha replicato ufficialmente. Ma la pressione cresce, e il caso Sispi rischia di trasformarsi in un nuovo fronte politico dentro Palazzo delle Aquile, in un momento in cui la maggioranza è già costretta a difendersi dalle ripercussioni dell’inchiesta che ha travolto la Democrazia Cristiana siciliana.</p>



<p>Per l’opposizione non ci sono margini d’equivoco: “Palermo – dicono – ha bisogno di certezze, non di zone d’ombra”. Le prossime mosse del sindaco diranno se e come vorrà rispondere.</p>
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		<title>Caso Italo Belga, l’Antimafia alza il tiro: “Revocare subito la concessione di Mondello”</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/caso-italo-belga-lantimafia-alza-il-tiro-revocare-subito-la-concessione-di-mondello/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ruggero D'Amico]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Nov 2025 21:09:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[mondello]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La relazione della Commissione regionale: “Mai chieste le certificazioni antimafia”.  La società: “Operiamo con correttezza”</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>La Commissione regionale Antimafia chiede alla Regione di revocare la concessione demaniale alla Mondello Immobiliare Italo Belga. Un atto netto, pronunciato “tutto d’un fiato”, come ha sottolineato il presidente dell’organismo, Antonello Cracolici, nel presentare la relazione sull’indagine avviata dopo le denunce del deputato di Controcorrente Ismaele La Vardera. Una relazione che non solo accende i riflettori sulle presunte irregolarità nella gestione della spiaggia più iconica di Palermo, ma che arriva fino in Procura.</p>



<p>Al centro dell’inchiesta della Commissione c’è un elemento considerato “inaccettabile”: dal 2005 nessuno ha mai richiesto le certificazioni antimafia, nonostante l’ampliamento della concessione da 20 mila a 36 mila metri quadrati. “Temiamo che la Regione non abbia esercitato ciò che la legge la obbligava a fare”, ha spiegato Cracolici. “Il sistema di vigilanza è saltato”.</p>



<p>A complicare ulteriormente il quadro l’interdittiva antimafia firmata pochi giorni fa nei confronti della Gm Edil, la società che per anni ha svolto numerose attività in subappalto per la Italo Belga. Nell’organigramma dell’impresa figura Rosario Genova, incensurato, fratello di Bartolo Genova, condannato per mafia come presunto capo della famiglia di Resuttana. L’unica certificazione antimafia, rileva la Commissione, risale al 2024.</p>



<p>La relazione dell’Antimafia, approvata all’unanimità, elenca una lunga serie di criticità: mancata richiesta di documentazione antimafia, esternalizzazioni non autorizzate, violazioni del Codice degli appalti, assenza pressoché totale di controlli.</p>



<p>Dalla manutenzione di cabine e attrezzature alla pulizia ordinaria e straordinaria della spiaggia, dall’allestimento dei lidi alla posa delle boe: una mole di servizi che, secondo la Commissione, rientrava nelle attività proprie della concessione e avrebbe richiesto autorizzazioni mai richieste.</p>



<p>“La Italo Belga ha esternalizzato attività per cui era necessaria la preventiva autorizzazione dell’assessorato”, ribadisce Cracolici. “Anche per l’unica richiesta presentata, relativa all’ingresso di mezzi cingolati, non è stata chiesta la certificazione antimafia”.</p>



<p>La segretaria della Commissione, Roberta Schillaci, aggiunge un altro elemento polemico: “Quindici anni fa chiedevamo di liberare Mondello dalle cabine. Oggi scopriamo che attorno alla gestione della spiaggia ruotavano troppi interessi, talvolta opachi. Ora la battaglia è per ripristinare legalità e legittimità”.</p>



<p>Il caso rischia di aprire un fronte ben più ampio: la Commissione punta ora a verificare l’intero sistema delle concessioni demaniali in Sicilia. Si parla di 3091 titoli attivi, cui si aggiungono quasi 900 concessioni “brevi” rilasciate nel 2025. “Non abbiamo idea – ammette Cracolici – di come siano cambiati gli assetti societari né se i servizi siano stati esternalizzati. Temiamo criticità diffuse”.</p>



<p>Durissimo l’attacco di Ismaele La Vardera, che rivendica la paternità politica dei rilievi. “Ora si certifica ciò che denuncio da mesi: la concessione va rimossa”, afferma. “Come mai la Regione non ha mai chiesto la certificazione antimafia alla Gm Edil? È una gravissima omissione. I dirigenti vanno rimossi subito. Schifani, muto da mesi, adesso intervenga”. E chiama in causa anche l’assessore Tamajo, definendo Mondello “il suo feudo elettorale”.</p>



<p>Sulla stessa linea anche Carlo Calenda, leader di Azione: “Una situazione incredibile e medioevale. Finalmente qualcosa si muove. Ora il presidente Schifani deve agire”.</p>



<p>La società respinge le accuse e rivendica correttezza e trasparenza. In una nota serale precisa che molti affidamenti alla Gm Edil “non rientravano tra quelli soggetti ad autorizzazione” e che fino all’interdittiva di pochi giorni fa non esisteva alcun provvedimento ostativo.</p>



<p>La Italo Belga sottolinea inoltre di aver fornito documenti aggiuntivi alla Commissione e di aver interrotto “immediatamente” ogni rapporto con la Gm Edil dopo l’interdittiva: “Siamo certi che un esame non condizionato dalla campagna mediatica chiarirà ogni punto”.</p>



<p>Il caso Mondello si trasforma così in un banco di prova politico, amministrativo e giudiziario. La relazione dell’Antimafia apre scenari pesanti non solo per la concessione più discussa dell’Isola, ma per l’intero sistema balneare siciliano. Ora la palla passa alla Regione e al presidente Schifani, chiamati a decidere se confermare o azzerare un assetto che dura da decenni. Il futuro della spiaggia simbolo di Palermo, oggi più che mai, è un affare di Stato.</p>
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		<title>Pd Palermo completa la nuova segreteria provinciale: competenze, sensibilità politica e conoscenza del territorio</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/pd-palermo-completa-la-nuova-segreteria-provinciale-competenze-sensibilita-politica-e-conoscenza-del-territorio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ruggero D'Amico]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Nov 2025 09:17:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Pd]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La segretaria Teresa Piccione presenta l’assetto definitivo: più donne, più giovani e un forte legame con i comuni della provincia. “Costruiamo una classe dirigente rinnovata e partecipata”</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il <strong>Partito Democratico </strong>di Palermo completa la composizione della sua Segreteria provinciale, segnando un passo importante nel processo di riorganizzazione e radicamento territoriale avviato nei mesi scorsi. Un assetto che, come sottolineato dalla Segretaria provinciale <strong>Teresa Piccione</strong>, punta a mettere insieme esperienza politica, competenze tecniche e una rappresentanza diffusa dei territori, in linea con il percorso voluto dalla leader nazionale <strong>Elly Schlein</strong>.</p>



<p>Accanto al presidente<strong> Gaetano Gambino, al tesoriere Nino Musca, al vice segretario Marco Guerriero e al responsabile organizzativo Carmelo Greco</strong>, già individuati nella fase di insediamento, entrano ora in segreteria: <strong>Renzo Di Trapani, Chiara Tocco, Gaetano Di Mino, Giuliana Milone, Attilio Licciardi, Daniela Crimi, Pietro Macaluso, Chiara Puccio, Emilio Corrao e Chiara Baiamonte</strong>.</p>



<p>Una squadra che, come spiega Piccione, rappresenta “il giusto equilibrio tra <strong>competenze tecniche, sensibilità politica e profonda conoscenza del territorio</strong>”, e che rispecchia la pluralità della comunità democratica: docenti universitari, professionisti e numerosi amministratori locali provenienti dai comuni della provincia. “Sono persone che vivono le esigenze dei territori e hanno scelto di mettere la loro esperienza al servizio del partito con generosità e spirito di servizio”, sottolinea la segretaria.</p>



<p>Uno dei punti di forza del nuovo assetto è la presenza significativa di <strong>donne e giovani</strong>, elemento che richiama direttamente la linea politica di Schlein: <strong>parità, inclusione e ricambio generazionale</strong> come pilastri di una democrazia più partecipata. L’obiettivo, rimarca Piccione, è “formare una classe dirigente capace di integrare l’esperienza di chi ha attraversato stagioni politiche complesse con l’energia delle nuove generazioni”.</p>



<p>Il lavoro della nuova segreteria si inserisce nel solco di un percorso già avviato nei mesi scorsi: dalla Festa dell’Unità, che ha riportato il PD al centro del dibattito cittadino, alle iniziative dedicate alla sicurezza, fino alla rete costruita attraverso incontri continui con circoli e amministratori. “Abbiamo deciso di seguire l’indicazione della Segretaria nazionale: un partito che ascolta prima di decidere e costruisce dal basso le proprie proposte”, afferma Piccione.</p>



<p>La presenza di numerosi amministratori locali all’interno della segreteria rappresenta, secondo la segretaria, un valore aggiunto per rafforzare il dialogo con le comunità: “Garantiscono che la voce dei territori sia parte integrante della nostra elaborazione politica”.</p>



<p>I prossimi giorni saranno dedicati alla convocazione della Direzione provinciale, per dare continuità a un percorso che il PD palermitano considera centrale in vista delle sfide politiche dei prossimi mesi. Un percorso che Piccione sintetizza così: “Ascolto, partecipazione e radicamento. È questa la strada che continuerà a guidarci”.</p>
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