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	<title>Ruggero D&#039;Amico, Autore presso Quotidiano di Palermo</title>
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	<description>Qdp - Giornale di informazione: una finestra su Palermo</description>
	<lastBuildDate>Thu, 13 Aug 2026 12:46:04 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Ruggero D&#039;Amico, Autore presso Quotidiano di Palermo</title>
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		<title>Regionali, La Vardera vola nei sondaggi e spinge il centrosinistra alle primarie</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/regionali-la-vardera-vola-nei-sondaggi-e-spinge-il-centrosinistra-alle-primarie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ruggero D'Amico]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Aug 2026 14:56:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Controcorrente al 19,8% e il leader al 23,1% tra i candidati alla presidenza. Miceli incalza gli alleati e chiede di accelerare sulla scelta</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>La corsa verso Palazzo d’Orléans è ancora lunga, ma nel campo progressista siciliano i sondaggi cominciano già a pesare sulle strategie e soprattutto sugli equilibri tra gli alleati. <strong>Ismaele La Vardera</strong> mette sul tavolo i numeri di una nuova rilevazione e Progetto Civico Italia rilancia immediatamente la sua candidatura alla presidenza della Regione, chiedendo al centrosinistra di rompere gli indugi e convocare le primarie.</p>



<p>La rilevazione BiDiMedia, commissionata da Controcorrente e realizzata su un campione di 1.670 intervistati, attribuisce al movimento fondato da La Vardera il 19,8% delle intenzioni di voto. Un risultato che lo collocherebbe davanti a Fratelli d’Italia, fermo al 12,6%, e Forza Italia, all’11,7%.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Seguirebbero il Partito democratico con il 10,7%, il Movimento 5 Stelle con il 10,5% e Sud chiama nord con il 9%.</h3>



<p>Numeri che delineano uno scenario molto diverso rispetto a quello fotografato da un’altra rilevazione, commissionata da Cateno De Luca e diffusa nelle ore precedenti. In quel caso Fratelli d’Italia risultava primo partito con il 17%, seguito da Forza Italia al 15% e da Sud chiama nord al 13,5%.</p>



<p>Una vera e propria guerra di sondaggi che, a più di un anno dalle Regionali, comincia così ad alimentare la battaglia politica sui nomi e sulle possibili coalizioni.</p>



<p>Il dato che fa maggiormente discutere riguarda però la corsa alla presidenza della Regione. Nella rilevazione BiDiMedia La Vardera raggiunge il 23,1% e si piazza davanti al governatore Renato Schifani, indicato al 19,2%. Alle loro spalle figurano Cateno De Luca con il 17,3% e Giorgio Mulè con l’11,4%.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Percentuali che Progetto Civico Italia utilizza adesso per mettere pressione agli alleati del campo progressista.</h3>



<p>Il coordinatore siciliano <strong>Carmelo Miceli</strong> rompe gli indugi e indica apertamente La Vardera come <strong>candidato ideale alla presidenza della Regione</strong>. La richiesta è quella di convocare immediatamente le primarie, evitando di trascinare per mesi una discussione sul nome da contrapporre al centrodestra.</p>



<p>Secondo Miceli, il centrosinistra avrebbe oggi l’opportunità di partire da una posizione competitiva e dovrebbe quindi costruire attorno alla candidatura di La Vardera una squadra capace di mettere insieme rinnovamento ed esperienza.</p>



<p>Una presa di posizione che contiene anche una stoccata agli altri partiti della coalizione. Per l’ex parlamentare del Pd, infatti, il risultato di eventuali primarie sarebbe sostanzialmente scontato e proprio la forza elettorale attribuita a La Vardera potrebbe spiegare le esitazioni registrate negli ultimi mesi davanti alle richieste di confronto.</p>



<p>Il messaggio è rivolto soprattutto a Pd, Movimento 5 Stelle e alle altre forze impegnate nella costruzione dell’alternativa al centrodestra. Progetto Civico Italia chiede di accelerare, trasformando i numeri dei sondaggi in una scelta politica e mettendo rapidamente in campo il candidato alla presidenza.</p>



<p>La Vardera, dal canto suo, rivendica il risultato ottenuto dalla propria formazione. Con il 19,8%, Controcorrente risulterebbe la prima forza politica siciliana secondo la rilevazione, davanti anche al partito della premier Giorgia Meloni.</p>



<p>Il leader del movimento mantiene comunque prudenza sul valore assoluto dei sondaggi, considerandoli indicazioni e non risultati elettorali acquisiti, ma sottolinea come anche il dato relativo alla presidenza della Regione lo collochi in una posizione potenzialmente competitiva contro Schifani.</p>



<p>La partita, inevitabilmente, è appena cominciata. Prima ancora del confronto con il centrodestra, però, La Vardera dovrà vincere quello dentro il campo progressista.</p>



<p>Ed è proprio qui che il sondaggio assume un significato soprattutto politico. I numeri diventano uno strumento per costringere gli alleati a scoprire le carte e accelerare una discussione che finora non ha prodotto un candidato condiviso. Con Progetto Civico Italia che manda un messaggio difficile da ignorare: se il centrosinistra vuole passare dalle dichiarazioni sulla costruzione dell’alternativa alla corsa vera per Palazzo d’Orléans, il momento delle decisioni non può essere rinviato ancora a lungo.</p>
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		<title>Isole minori, stop al caro-traghetti mentre la Regione cerca una soluzione</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/isole-minori-stop-al-caro-traghetti-mentre-la-regione-cerca-una-soluzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ruggero D'Amico]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Aug 2026 14:48:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Isole minori]]></category>
		<category><![CDATA[mare]]></category>
		<category><![CDATA[Regione siciliana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Congelati gli aumenti delle tariffe. Il governo Schifani lavora alle alternative per tutelare residenti, imprese e collegamenti marittimi</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il primo risultato è arrivato: gli aumenti delle tariffe dei traghetti per le isole minori siciliane sono stati sospesi. Adesso, però, per il governo regionale comincia la partita più complicata: trovare una soluzione alternativa che consenta di mantenere sostenibili i prezzi dei collegamenti senza scaricare i maggiori costi su residenti, imprese e viaggiatori.</p>



<p>Dopo giorni di tensioni e proteste per il caro-traghetti, il confronto con le compagnie di navigazione ha portato al congelamento dei rincari. Un passo che il presidente della Regione Renato Schifani rivendica come primo risultato dell&#8217;interlocuzione avviata da Palazzo d&#8217;Orléans.</p>



<p>La vicenda, tuttavia, è tutt&#8217;altro che chiusa.<br> overnatore ha convocato per martedì 11 agosto una seduta straordinaria della Giunta regionale con l&#8217;obiettivo di adottare gli atti necessari e accelerare la ricerca di una soluzione capace di evitare che gli aumenti tornino a presentarsi nelle prossime settimane.</p>



<p>Il nodo resta quello dell&#8217;equilibrio economico dei collegamenti marittimi e della necessità di impedire che l&#8217;incremento dei costi di gestione finisca direttamente sul prezzo dei biglietti.</p>



<p>Per Schifani questa eventualità non può essere accettata, soprattutto per le conseguenze che avrebbe sulle comunità delle isole minori e sul loro tessuto economico.</p>



<p>Il problema non riguarda infatti soltanto chi si sposta occasionalmente verso gli arcipelaghi siciliani. Per migliaia di residenti il traghetto rappresenta un servizio essenziale, necessario per raggiungere il resto della Sicilia per motivi di lavoro, studio, salute e per l&#8217;accesso a numerosi servizi.</p>



<p>A questo si aggiunge il peso che un aumento delle tariffe avrebbe sulle imprese, sul trasporto delle merci e sul comparto turistico, particolarmente sensibile durante i mesi estivi.</p>



<p>A delimitare il campo della vicenda è l&#8217;assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità Alessandro Aricò. Gli aumenti adesso sospesi riguardavano infatti i collegamenti regolati dalla convenzione statale e non quelli direttamente di competenza della Regione. Una distinzione che Palazzo d&#8217;Orléans considera fondamentale anche nel confronto politico esploso attorno alla vicenda.</p>



<p>Sulle tratte di competenza regionale, sostiene Aricò, dall&#8217;insediamento del governo Schifani non sono stati applicati aumenti tariffari. La Regione ha comunque deciso di intervenire anche sulla questione relativa ai servizi disciplinati dalla convenzione nazionale, cercando una strada che permetta di tutelare le comunità interessate pur in presenza di competenze che non fanno direttamente capo all&#8217;amministrazione siciliana.</p>



<p>Il congelamento dei rincari evita nell&#8217;immediato la stangata, ma non elimina quindi il problema che l&#8217;aveva determinata. Ed è proprio su questo punto che si concentrerà la riunione straordinaria della Giunta.</p>



<p>L&#8217;obiettivo dell&#8217;esecutivo è individuare gli strumenti necessari per garantire tariffe sostenibili e, allo stesso tempo, assicurare la continuità e l&#8217;efficienza dei collegamenti.</p>



<p>Una partita che inevitabilmente passa anche dalla ricerca delle risorse necessarie per compensare l&#8217;aumento dei costi senza trasferirlo sui passeggeri.</p>



<p>Per il governo regionale il principio resta quello della continuità territoriale. Vivere a Lipari, Pantelleria, Favignana, Ustica o nelle altre isole minori non può tradursi in un costo aggiuntivo permanente per cittadini e attività produttive.</p>



<p>Il rischio, altrimenti, è che ogni aumento dei costi del servizio si trasformi ciclicamente in una nuova emergenza tariffaria, costringendo le istituzioni a intervenire quando i rincari sono ormai alle porte.</p>



<p>Il precedente più recente risale soltanto a pochi mesi fa, quando un&#8217;altra ipotesi di aumento aveva già fatto scattare l&#8217;allarme nelle isole e aperto un confronto istituzionale.</p>



<p>La nuova crisi riporta quindi al centro la necessità di una soluzione che non sia soltanto emergenziale. Per il momento il governo Schifani incassa lo stop agli aumenti. La prova decisiva arriverà però adesso: trasformare il congelamento delle tariffe in una soluzione stabile, evitando che la questione del caro-traghetti torni nuovamente a pesare sui siciliani e soprattutto su chi nelle isole minori vive e lavora tutto l&#8217;anno.</p>
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		<item>
		<title>Pd siciliano, prove di disgelo: il Nazareno lavora alla pace tra le correnti</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/pd-siciliano-prove-di-disgelo-il-nazareno-lavora-alla-pace-tra-le-correnti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ruggero D'Amico]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 14:08:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Taruffi torna in Sicilia a fine agosto per chiudere. Sul tavolo diverse ipotesi per ricomporre il partito in vista delle sfide</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il Partito democratico siciliano prova a lasciarsi alle spalle mesi di scontri interni. Dopo il richiamo all&#8217;unità lanciato dalla segretaria nazionale <strong>Elly Schlein</strong>, il confronto tra le diverse anime del partito entra in una fase decisiva. A fine agosto tornerà in Sicilia il responsabile nazionale dell&#8217;Organizzazione, <strong>Igor Taruffi</strong>, chiamato a seguire da vicino il percorso che dovrebbe portare alla ricomposizione della frattura interna.</p>



<p>L&#8217;obiettivo del Nazareno è archiviare una stagione caratterizzata da tensioni, ricorsi e scontri che hanno accompagnato il congresso regionale e la riconferma di <strong>Anthony Barbagallo</strong> alla guida del Pd siciliano. Il messaggio arrivato da Roma è chiaro: le divisioni dovranno lasciare spazio a una gestione condivisa del partito, anche perché all&#8217;orizzonte si profilano appuntamenti elettorali cruciali, dalle Amministrative alle Regionali del 2027, passando per le future Politiche.</p>



<p>Il processo di pacificazione è stato affidato a Taruffi, che nelle prossime settimane dovrà verificare la possibilità di un&#8217;intesa tra le diverse correnti. I primi segnali di dialogo sarebbero già emersi dopo il confronto con Schlein, anche se una soluzione definitiva non è stata ancora individuata.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Sul tavolo restano diverse ipotesi</h2>



<p>La prima, considerata tra le più praticabili, prevede il mantenimento di Barbagallo alla segreteria regionale, affiancato però da un direttorio rappresentativo delle principali aree del partito. Un organismo che comporterebbe il superamento dell&#8217;attuale segreteria e una redistribuzione degli incarichi, con la presenza di esponenti vicini alle varie sensibilità interne.</p>



<p>Tra i nomi che circolano figurano rappresentanti dell&#8217;area riformista, della componente che fa riferimento a <strong>Peppe Provenzano</strong>, dei cuperliani, dell&#8217;area Orfini e dello stesso gruppo che sostiene Barbagallo. L&#8217;obiettivo sarebbe quello di garantire un equilibrio politico capace di ridurre le tensioni e condividere le scelte strategiche.</p>



<p>Esiste poi una seconda opzione, ritenuta però più complessa: il commissariamento della segreteria regionale con una gestione collegiale del partito. Un&#8217;ipotesi che, almeno allo stato attuale, appare priva di un consenso sufficiente.</p>



<p>Tra le soluzioni prese in considerazione ci sono anche <strong>formule intermedie</strong>, capaci di rafforzare il coinvolgimento delle diverse correnti senza arrivare a un azzeramento degli organismi dirigenti. Sarà proprio il confronto di fine agosto a chiarire quale strada imboccare.</p>



<p>La volontà della segreteria nazionale è quella di chiudere rapidamente una fase che ha inevitabilmente indebolito il Pd nell&#8217;Isola. Il partito, infatti, è chiamato a presentarsi con una struttura stabile e una linea politica condivisa in vista della costruzione del campo progressista e del confronto con gli alleati del centrosinistra.</p>



<p>La ricomposizione interna non rappresenta soltanto una questione organizzativa. Dalla capacità del Pd siciliano di ritrovare compattezza dipenderà anche il peso che il partito riuscirà ad avere nella scelta della futura leadership del centrosinistra e nella definizione delle alleanze per le prossime competizioni elettorali.</p>



<p>Per questo il Nazareno ha deciso di seguire direttamente il dossier Sicilia. L&#8217;appello al senso di responsabilità lanciato da Schlein ha aperto una nuova fase. Adesso serviranno scelte condivise per trasformare il disgelo di queste settimane in una pace politica destinata a durare.</p>
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		<item>
		<title>Isole minori, allarme rincari traghetti: la Regione prova a fermare gli aumenti</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/isole-minori-allarme-rincari-traghetti-la-regione-prova-a-fermare-gli-aumenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ruggero D'Amico]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 09:59:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Isole minori]]></category>
		<category><![CDATA[mare]]></category>
		<category><![CDATA[Regione siciliana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nuova Mobilità attacca sulle tariffe, Schifani e Aricò assicurano l’impegno del governo per evitare stangate a residenti e pendolari</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Torna a salire la tensione sul <strong>costo dei collegamenti marittimi con le isole minori siciliane.</strong> L’ipotesi di un nuovo aumento delle tariffe dei traghetti ha riacceso lo scontro politico e spinto il governo regionale a intervenire, con il presidente <strong><a href="https://quotidianodipalermo.it/dietrofront-sulla-formazione-professionale-schifani-blocca-lassessore-turano/" type="post" id="59458">Renato Schifani e l’assessore alle Infrastrutture e alla Mobilità Alessandro Aricò </a></strong>che assicurano un’azione per scongiurare l’ennesima stangata a carico di residenti, pendolari e operatori economici.</p>



<p>A sollevare il caso è <strong>Nuova Mobilità</strong>, che giudica inaccettabile qualsiasi ulteriore rincaro sui collegamenti con gli arcipelaghi siciliani e chiede alla Regione di intervenire immediatamente. Il timore è che l’aumento dei costi possa tradursi in biglietti più cari proprio su tratte considerate essenziali per chi vive stabilmente nelle isole e non dispone di reali alternative di trasporto.</p>



<p>La questione investe direttamente la continuità territoriale e, più in generale, il diritto alla mobilità di migliaia di siciliani. Per chi vive nelle isole minori il traghetto non è infatti un servizio occasionale, ma una necessità quotidiana per raggiungere scuole, ospedali, uffici e luoghi di lavoro.</p>



<p>Da Palazzo d’Orléans arriva la rassicurazione del presidente della Regione. Schifani ha ribadito che il governo è impegnato per evitare che l’aumento dei costi del servizio si scarichi sugli utenti, aprendo un confronto finalizzato a individuare una soluzione che consenta di mantenere sostenibili le tariffe.</p>



<p>Sulla stessa linea l’assessore Aricò, secondo cui gli uffici regionali sono già al lavoro per verificare gli strumenti disponibili e <strong>scongiurare l’aumento tariffario.</strong> L’obiettivo dichiarato è evitare che gli equilibri economici delle società di navigazione finiscano per tradursi in nuovi sacrifici per cittadini e imprese.</p>



<p>Il dossier è particolarmente delicato anche alla luce dei precedenti. Già nell’aprile del 2025 il rischio di un aumento delle tariffe sui collegamenti tra la Sicilia e le isole minori era stato affrontato attraverso un confronto istituzionale con il ministero delle Infrastrutture. In quell’occasione era stato raggiunto un accordo per evitare i rincari e anticipare la revisione della convenzione relativa ai servizi marittimi.</p>



<p>A distanza di poco più di un anno, però, il problema torna a riproporsi, segnale di una fragilità strutturale che continua a pesare sul sistema dei trasporti insulari.</p>



<p>La partita non riguarda soltanto il prezzo dei biglietti. Un aumento delle tariffe avrebbe infatti un effetto a cascata sul costo della vita nelle isole, dove già oggi famiglie e imprese devono fare i conti con maggiori spese per l’approvvigionamento delle merci e per gli spostamenti.</p>



<p>Da qui la pressione sul governo regionale affinché la risposta non si limiti a una soluzione tampone. Le forze politiche che stanno sollevando il caso chiedono un intervento capace di garantire stabilità nel tempo e di evitare che il problema torni ciclicamente ogni volta che cambiano i costi di gestione dei collegamenti.</p>



<p>Schifani e Aricò, dal canto loro, rivendicano l’impegno dell’esecutivo e assicurano che il confronto è già in corso. La priorità resta quella di tutelare residenti e pendolari, senza compromettere la continuità dei servizi.</p>



<p>Adesso il nodo sarà capire attraverso quali strumenti la Regione riuscirà a neutralizzare i rincari e soprattutto se sarà possibile individuare una soluzione strutturale.</p>



<p>Perché per le isole minori la questione dei traghetti va ben oltre il semplice prezzo di un biglietto: riguarda <strong>la possibilità di restare connessi con il resto della Sicilia</strong> senza trasformare ogni viaggio in un costo sempre più difficile da sostenere.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Rigenerazione urbana, sfuma un tesoretto da 44 milioni per la Sicilia</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/rigenerazione-urbana-sfuma-un-tesoretto-da-44-milioni-per-la-sicilia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ruggero D'Amico]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 08:18:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Comune di Palermo]]></category>
		<category><![CDATA[Pnrr]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Revocati finanziamenti destinati ai Comuni. L'opposizione attacca il Governo nazionale: «L'Isola paga il prezzo più alto»</p>
<p>L'articolo <a href="https://quotidianodipalermo.it/rigenerazione-urbana-sfuma-un-tesoretto-da-44-milioni-per-la-sicilia/">Rigenerazione urbana, sfuma un tesoretto da 44 milioni per la Sicilia</a> proviene da <a href="https://quotidianodipalermo.it">Quotidiano di Palermo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Una nuova battuta d&#8217;arresto per gli interventi di rigenerazione urbana in Sicilia. Un decreto emanato dal Ministero dell&#8217;Interno, di concerto con il Ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze, ha ridisegnato il quadro dei finanziamenti destinati ai Comuni, <strong>cancellando definitivamente progetti per 113 milioni di euro in tutta Italia</strong>. Di questi, circa 44 <strong>milioni riguardano amministrazioni siciliane</strong>, facendo dell&#8217;Isola una delle realtà maggiormente penalizzate dal provvedimento.</p>



<p>La decisione riaccende lo scontro politico. A denunciare gli effetti del decreto è il <strong>Movimento 5 Stelle</strong>, che attraverso il deputato regionale Adriano Varrica parla di un <strong>nuovo colpo inferto alla Sicilia e punta il dito contro il Governo nazionale</strong>, accusato di avere ancora una volta penalizzato il territorio rispetto al resto del Paese.</p>



<p>Secondo l&#8217;analisi illustrata dagli esponenti pentastellati, il definanziamento interessa opere inserite nei programmi di rigenerazione urbana sostenuti con risorse del PNRR e con fondi nazionali. La rimodulazione disposta dal decreto ministeriale comporta lo <strong>stop definitivo di numerosi interventi</strong> che avrebbero dovuto incidere sulla riqualificazione di aree urbane, infrastrutture e spazi pubblici.</p>



<p>La perdita dei finanziamenti rischia di avere conseguenze dirette sui Comuni coinvolti, che adesso dovranno trovare risorse <strong>alternative oppure rinunciare agli interventi programmati</strong>. In molti casi si tratta di opere già inserite nella pianificazione degli enti locali e considerate strategiche per il recupero di quartieri degradati e per il miglioramento della qualità della vita dei cittadini.</p>



<p>Per le opposizioni regionali il dato più significativo è quello relativo al peso della Sicilia nel quadro nazionale. Su 113 milioni di euro complessivamente revocati, quasi <strong>il 40% riguarda infatti progetti destinati all&#8217;Isola</strong>, una percentuale che alimenta le accuse nei confronti dell&#8217;esecutivo guidato da Giorgia Meloni.<br>In particolare nel capoluogo siciliano risultano, tra i progetti definanziati del tutto, il recupero vecchio approdo Vergine Maria (per un totale di 2,8 milioni), la riqualificazione della foce del fiume Oreto (12 milioni) e la realizzazione del Parco Villa Turrisi (5,2 milioni). Tre opere preziose e strategiche in un&#8217;ottica di riqualificazione e rigenerazione urbana della città.</p>



<p>Secondo il Movimento 5 Stelle, il provvedimento rappresenta l&#8217;ennesima dimostrazione delle difficoltà della Sicilia nel rapporto con il Governo centrale e rischia di compromettere percorsi di riqualificazione urbana già avviati o programmati da numerose amministrazioni comunali.</p>



<p>Il tema si inserisce nel più ampio confronto sulla gestione delle risorse del PNRR e dei fondi destinati agli enti locali. Negli ultimi mesi diversi interventi hanno subito rimodulazioni o modifiche legate al rispetto dei cronoprogrammi e degli obiettivi fissati a livello nazionale ed europeo, alimentando le preoccupazioni degli amministratori locali.</p>



<p>Adesso l&#8217;attenzione si sposta sulle possibili iniziative che Governo e Regione potranno mettere in campo per evitare che le opere cancellate restino definitivamente senza copertura finanziaria. Per i Comuni interessati la revoca rappresenta infatti non soltanto un problema economico, ma anche il rischio concreto di vedere rallentati o definitivamente bloccati <strong>progetti ritenuti essenziali per la riqualificazione del territorio</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://quotidianodipalermo.it/rigenerazione-urbana-sfuma-un-tesoretto-da-44-milioni-per-la-sicilia/">Rigenerazione urbana, sfuma un tesoretto da 44 milioni per la Sicilia</a> proviene da <a href="https://quotidianodipalermo.it">Quotidiano di Palermo</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Maggioranza nel caos, Aula deserta e fondi ex Gescal: non c’è pace per Lagalla</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/maggioranza-nel-caos-aula-deserta-fondi-ex-gescal-lagalla/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ruggero D'Amico]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Aug 2026 09:32:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Comune di Palermo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://quotidianodipalermo.it/?p=61710</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il centrodestra fa saltare il numero legale. Le opposizioni: «Palermo paga le vostre divisioni»</p>
<p>L'articolo <a href="https://quotidianodipalermo.it/maggioranza-nel-caos-aula-deserta-fondi-ex-gescal-lagalla/">Maggioranza nel caos, Aula deserta e fondi ex Gescal: non c’è pace per Lagalla</a> proviene da <a href="https://quotidianodipalermo.it">Quotidiano di Palermo</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Una maggioranza che si sfalda proprio quando dovrebbe garantire il funzionamento del Consiglio comunale. E un’amministrazione che sui <strong>fondi ex Gescal</strong> finisce per chiedere quella proroga che le opposizioni avevano invocato settimane prima, ricevendo un secco no dal centrodestra.</p>



<p>A Palazzo delle Aquile l’aria si fa pesante per il<strong> <a href="https://quotidianodipalermo.it/sondaggio-sul-gradimento-dei-sindaci-schifani-nella-top-ten-lagalla-recupera/" type="post" id="59105">sindaco</a> Roberto Lagalla</strong>. Le fibrillazioni all’interno della coalizione non restano più confinate alle schermaglie tra partiti, ma arrivano direttamente a Sala Martorana, dove la <strong>mancanza del numero legale </strong>ha fatto saltare la seduta dedicata anche all’esame dei debiti fuori bilancio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Assenze pesanti</h2>



<p>Al momento della verifica erano presenti 15 consiglieri contro i 16 necessari. Tra le forze che sostengono Lagalla, soltanto Forza Italia ha garantito la propria presenza, mentre una parte consistente della maggioranza ha disertato l’Aula. Al presidente non è rimasto altro che dichiarare chiusa la seduta.</p>



<p>Un’assenza politicamente pesante, perché stavolta il conto delle divisioni interne al centrodestra rischia di finire direttamente sulle spalle del Comune. Il mancato riconoscimento dei debiti fuori bilancio comporta infatti un <strong>ulteriore rinvio dei pagamenti</strong>, mentre sulle somme dovute possono continuare a maturare interessi e rivalutazioni. Ed è proprio su questo punto che le opposizioni vanno all’attacco.</p>



<p><strong>Carmelo Miceli </strong>di Progetto Civico Italia, <strong>Ugo Forello e Giulia Argiroffi </strong>di Oso-Controcorrente, insieme ai consiglieri del Partito democratico e del Movimento 5 Stelle, attribuiscono quanto accaduto alle schermaglie che attraversano la maggioranza e accusano il centrodestra di avere anteposto i propri equilibri politici agli interessi della città.</p>



<p>A pagare le conseguenze dello stop non sono soltanto le casse comunali. Ci sono cittadini che attendono da anni somme riconosciute attraverso sentenze ormai definitive. Tra le vicende più delicate c’è quella della <strong>famiglia di un dipendente del Comune deceduto</strong> per cause legate al servizio. Dopo anni di battaglie giudiziarie, il Tribunale di Palermo ha riconosciuto ai familiari il diritto al risarcimento. Anche per loro, però, l’attesa è destinata a proseguire.</p>



<p>Una circostanza che rende ancora più duro l’attacco della minoranza: mentre nel centrodestra si consumano <strong>scontri e riposizionamenti,</strong> Palazzo delle Aquile non riesce neppure a garantire il numero necessario per affrontare provvedimenti che incidono concretamente sulla vita dei cittadini. Le opposizioni chiedono quindi conto delle assenze e puntano il dito contro una coalizione che, pur disponendo sulla carta dei numeri per governare, si dimostra sempre più spesso incapace di tradurli in una presenza compatta in Consiglio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Finanziamenti ex Gescal</h2>



<p>Ma per Lagalla i problemi non finiscono con l’Aula semivuota. A rendere ancora più rovente la giornata politica è <strong>la vicenda dei finanziamenti ex Gescal</strong>. A metà luglio il sindaco avrebbe infatti trasmesso alla Regione una richiesta di proroga dei termini relativi a 47 milioni di euro destinati soprattutto all’edilizia scolastica e alla riqualificazione urbana. Ed è qui che esplode la contraddizione politica denunciata dalle opposizioni. <strong>Pd, Movimento 5 Stelle, Avs, Oso-Controcorrente, gruppo Misto e Progetto Civico Italia</strong> avevano sollevato il problema già a giugno, chiedendo pubblicamente di intervenire sulle scadenze. La questione era arrivata anche in Consiglio comunale attraverso un ordine del giorno.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La maggioranza lo aveva respinto</h2>



<p>Poche settimane dopo, però, l’amministrazione ha imboccato proprio quella strada, rivolgendosi alla Regione per ottenere più tempo. Una retromarcia che offre alle opposizioni un argomento pesantissimo contro il sindaco:<em> perché bocciare in Aula una richiesta della minoranza per poi avanzarne una sostanzialmente analoga lontano dal confronto consiliare?</em></p>



<p>L’accordo sottoscritto nel gennaio 2024 tra Comune e Regione concede <strong>tre anni per avviare i cantieri e cinque per completare le opere</strong>. Le scadenze cadono quindi nel gennaio 2027 per l’avvio e nel gennaio 2029 per la conclusione degli interventi. Tempi che, alla luce dei ritardi accumulati, appaiono sempre più difficili da rispettare.</p>



<p>Le opposizioni concentrano l’attenzione soprattutto sull’edilizia scolastica e parlano di un rischio che riguarderebbe complessivamente 62 milioni di euro. Uno scenario che, se dovesse concretizzarsi, avrebbe conseguenze pesantissime non soltanto sul bilancio comunale, ma anche sui cantieri e sui quartieri interessati dagli interventi.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-quotidiano-di-palermo wp-block-embed-quotidiano-di-palermo"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="JcvreRfttY"><a href="https://quotidianodipalermo.it/forza-italia-blinda-lagalla-minardo-spegne-il-caso-varchi/">Forza Italia blinda Lagalla, Minardo spegne il caso Varchi</a></blockquote><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Forza Italia blinda Lagalla, Minardo spegne il caso Varchi&#8221; &#8212; Quotidiano di Palermo" src="https://quotidianodipalermo.it/forza-italia-blinda-lagalla-minardo-spegne-il-caso-varchi/embed/#?secret=VZQ9Di7mcA#?secret=JcvreRfttY" data-secret="JcvreRfttY" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
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<p>Il rischio denunciato è quello di dovere restituire somme già utilizzate, ritrovarsi con opere incompiute e compromettere ulteriormente un quadro finanziario già delicato. Sul fondo resta poi la questione politicamente più sensibile: buona parte degli interventi riguarda alcune delle <strong>periferie che da anni attendono opere di riqualificazione</strong>.</p>



<p><strong>Borgo Nuovo, Zen e Sperone</strong> sono tra i quartieri interessati da progetti che riguardano <strong>scuole, strade, piazze e marciapiedi</strong>. Ed è proprio sulla capacità dell’amministrazione di trasformare quei milioni in cantieri che le opposizioni lanciano l’accusa più dura. La richiesta di proroga diventa così, nella lettura della minoranza, la certificazione dei ritardi accumulati dalla Giunta.</p>



<p>Ma soprattutto resta il nodo politico. Quando le opposizioni avevano chiesto di intervenire, la maggioranza aveva respinto la proposta. Adesso Palazzo delle Aquile chiede più tempo alla Regione. Per la minoranza non è una semplice correzione di rotta, ma il segnale di un’amministrazione che avrebbe perso settimane preziose pur di non riconoscere pubblicamente la fondatezza dell’allarme lanciato dagli avversari.</p>



<p>E mentre Lagalla prova a mettere in sicurezza i finanziamenti, deve contemporaneamente fare i conti con una maggioranza sempre più inquieta. Il paradosso politico della giornata sta tutto qui: <strong>il centrodestra ha i numeri per governare Palermo, ma non riesce a portarli in Aula</strong>. E mentre i consiglieri di maggioranza si dividono, restano sospesi debiti da riconoscere, cittadini in attesa di essere pagati e milioni destinati alle periferie sui quali incombe la corsa contro il tempo.</p>



<p>Una <strong>crisi di compattezza</strong> che ormai non riguarda soltanto i rapporti tra i partiti della coalizione. Perché quando salta il numero legale e i cantieri rischiano di arrivare fuori tempo massimo, le fibrillazioni della maggioranza smettono di essere una questione interna al centrodestra e diventano un problema per la città.</p>



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		<title>Urbanistica, D’Alessandro presidente: ora la prova dei dossier irrisolti</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/urbanistica-dalessandro-presidente-ora-la-prova-dei-dossier-irrisolti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ruggero D'Amico]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 15:31:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Eletta all’unanimità, la consigliera di FdI raccoglie una città stretta tra cantieri, traffico e problemi strutturali</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Tiziana<strong> D’Alessandro</strong> è la nuova presidente della <strong>seconda commissione consiliare Urbanistica del Comune di Palermo</strong>. La consigliera di <strong>Fratelli d’Italia</strong> è stata eletta all’unanimità, raccogliendo il consenso sia della maggioranza sia dell’opposizione.</p>



<p>D’Alessandro succede al collega di partito Antonio Rini, entrato nella giunta guidata dal sindaco Roberto Lagalla con la delega alla Cultura. Rini aveva preso il posto di Giampiero Cannella, nominato sottosegretario nel governo nazionale.</p>



<p>L’elezione chiude la fase di transizione alla guida di una commissione chiamata a occuparsi di alcuni dei dossier più delicati per il futuro di Palermo. Urbanistica, mobilità e trasformazione del territorio rappresentano temi centrali nell’ultimo anno della consiliatura, durante il quale maggioranza e opposizione dovranno misurarsi con questioni che non possono più essere rinviate.</p>



<p>La nuova presidente ha accolto l’incarico rivendicando il valore del <strong>consenso trasversale</strong> ricevuto. L’obiettivo indicato è quello di garantire una conduzione equilibrata dei lavori, fondata sul dialogo, sul rispetto delle diverse sensibilità politiche e sull’interesse della città.</p>



<p>D’Alessandro ha ringraziato tutti i componenti della commissione per la fiducia accordata, sottolineando come l’unanimità rappresenti non soltanto un motivo di soddisfazione personale, ma anche una <strong>responsabilità aggiuntiva</strong>. La consigliera ha inoltre assicurato la prosecuzione del lavoro avviato dal suo predecessore e riconosciuto il ruolo svolto dal vicepresidente durante il periodo di passaggio.</p>



<p>Ma superata la liturgia delle congratulazioni, per la nuova presidente comincia la parte più difficile. Palermo è una città attraversata da <strong>cantieri, opere in corso e interventi</strong> che incidono pesantemente sulla <strong>mobilità quotidiana</strong>. Ai disagi si aggiungono problemi strutturali rimasti per anni senza una soluzione definitiva: l<strong>a fragilità della rete viaria, il recupero delle periferie, la pianificazione del territorio e la necessità di coordinare le trasformazioni urbane</strong>.</p>



<p>Il rischio è che i “mille cantieri”, presentati come il segno di una città che cambia, finiscano per essere percepiti soltanto come un <strong>labirinto di transenne, restringimenti e ritardi</strong>. Senza una programmazione leggibile e tempi verificabili, anche le opere necessarie possono trasformarsi nell’ennesima fonte di esasperazione per residenti, automobilisti e commercianti.</p>



<p>La commissione Urbanistica non potrà limitarsi a ratificare decisioni o a gestire l’ordinaria amministrazione. Serviranno controllo, trasparenza e una capacità di confronto che finora, su molti dossier, è apparsa intermittente. Il consenso unanime ottenuto da D’Alessandro al momento dell’elezione alza inevitabilmente l’asticella: se tutti l’hanno scelta, tutti dovranno adesso contribuire a rendere efficace il lavoro della commissione.</p>



<p>Il nuovo incarico rafforza intanto la presenza di Fratelli d’Italia negli organismi istituzionali di Palazzo delle Aquile. D’Alessandro ha ringraziato il gruppo consiliare e il partito per il sostegno ricevuto nel corso della sua esperienza politica. Alla neoeletta sono arrivati <strong>gli auguri della deputata nazionale Carolina Varchi e della vicesindaca Brigida Alaimo</strong>, che ne hanno evidenziato l’impegno sui temi della sicurezza e della mobilità cittadina.</p>



<p>L’unanimità è un segnale politico significativo, soprattutto in una fase caratterizzata da fibrillazioni e riposizionamenti all’interno del centrodestra palermitano. La compattezza mostrata durante il voto, tuttavia, dovrà ora tradursi in risultati concreti. Per D’Alessandro comincia così un ultimo anno di mandato particolarmente impegnativo. La sfida sarà <strong>trasformare la fiducia ricevuta in un lavoro capace di incidere sui dossier aperti e di restituire una direzione</strong> a una Palermo che non può vivere permanentemente sospesa tra emergenze, cantieri e promesse di rilancio.</p>
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		<title>FdI blinda Lagalla, Sbardella getta acqua sul fuoco tra dubbi e fuoco amico</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/fdi-blinda-lagalla-sbardella-getta-acqua-sul-fuoco-tra-dubbi-e-fuoco-amico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ruggero D'Amico]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 15:19:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il commissario regionale di FdI conferma il sostegno al sindaco, mentre nel centrodestra si preparano le prossime sfide</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Roberto <strong>Lagalla</strong> non è in discussione. Almeno per il momento. A sgombrare il campo dalle ipotesi di una frattura nel centrodestra palermitano è <strong>Luca Sbardella</strong>, commissario regionale di <a href="https://quotidianodipalermo.it/sondaggio-sul-gradimento-dei-sindaci-schifani-nella-top-ten-lagalla-recupera/" type="post" id="59105">Fratelli d’Italia</a>, che conferma la linea di sostegno all’attuale sindaco e ribadisce la sintonia con Forza Italia.</p>



<p>Le parole pronunciate da Sbardella in una recente intervista arrivano dopo settimane in cui le acque della maggioranza cittadina sono apparse tutt’altro che tranquille. A smuoverle, in particolare, è stato il “<strong>cantiere di idee</strong>” promosso dalla deputata nazionale <strong>Carolina Varchi</strong>. Un’iniziativa politica che ha inevitabilmente alimentato interrogativi sulle ambizioni future di Fratelli d’Italia e sulla tenuta della coalizione che sostiene il primo cittadino.</p>



<p>Il commissario prova a spegnere le interpretazioni più dirompenti. Il progetto della parlamentare palermitana, sostiene, rientra nella normale attività di un partito e non rappresenta un avviso di sfratto per Lagalla. Il messaggio ufficiale è netto:<strong> FdI resta al fianco del sindaco</strong>, sulla stessa posizione espressa dagli alleati azzurri.</p>



<p>La rassicurazione, tuttavia, non cancella il dato politico. Il centrodestra palermitano è già proiettato verso i prossimi appuntamenti elettorali e ciascuna forza tenta di definire il proprio peso. Fratelli d’Italia, forte dei consensi nazionali e del ruolo di partito guida del governo, non può limitarsi a una presenza di complemento. Da qui la necessità di costruire proposte, consolidare una classe dirigente e mantenere aperto il confronto sul futuro della città.</p>



<p>Sbardella riconosce anche l’esistenza di sensibilità differenti all’interno del partito, ma le considera fisiologiche per una formazione arrivata a percentuali comprese tra il 20 e il 25 per cento. Una spiegazione che punta a normalizzare le frizioni emerse in Sicilia: non una resa dei conti, dunque, ma il confronto interno tipico di un partito cresciuto rapidamente.</p>



<p>Lo sguardo del commissario si allarga poi alla Regione. Anche su questo fronte prevale una linea di continuità. Il governo guidato da Renato Schifani, afferma Sbardella, ha il dovere di portare avanti la legislatura, rispettando l’impegno assunto con gli elettori. La ricandidatura del presidente, però, non viene considerata automatica: qualora Forza Italia decidesse di non riproporlo, la candidatura alla presidenza di Palazzo d’Orléans tornerebbe nella disponibilità dell’intera coalizione.</p>



<p>È un <strong>equilibrio sottile</strong>. Fratelli d’Italia sostiene le amministrazioni in carica, a Palermo come alla Regione, ma contemporaneamente rivendica il diritto di partecipare alle decisioni future senza lasciare caselle già assegnate. Una posizione prudente nella forma, molto politica nella sostanza.</p>



<p>Il giudizio positivo sulla manovra regionale da 221 milioni completa il quadro. Per Sbardella si tratta di un testo essenziale e sobrio, destinato a essere integrato in Assemblea regionale a settembre per affrontare alcune delle emergenze rimaste irrisolte per carenza di risorse.</p>



<p>Alla vigilia della pausa estiva, dunque, FdI sceglie di non aprire crisi né a Palazzo delle Aquile né a Palazzo d’Orléans. Lagalla viene blindato e Schifani confermato alla guida della Regione. Ma dietro la stabilità rivendicata pubblicamente, i partiti del centrodestra hanno già iniziato a misurare rapporti di forza, candidature e prospettive. La tregua estiva regge; la corsa verso il dopo, però, è già partita.</p>



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		<title>Decentramento fermo al palo, Palermo rischia di nuovo il commissariamento</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/decentramento-fermo-al-palo-palermo-rischia-di-nuovo-il-commissariamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ruggero D'Amico]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Jan 2026 22:01:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I consiglieri dem delle circoscrizioni incalzano Comune e Regione: “Il regolamento resta inattuato, tradite le promesse elettorali di Lagalla”</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il decentramento amministrativo non è un principio astratto, ma una prassi consolidata nelle grandi città italiane. Da Torino a Milano, fino a Roma, il trasferimento di competenze e risorse ai municipi rappresenta uno strumento essenziale per avvicinare l’amministrazione ai cittadini. A Palermo, invece, il percorso resta incompiuto e torna a profilarsi l’ombra di un nuovo commissariamento.</p>



<p>Già nel 2021 la Regione Siciliana fu costretta a commissariare Palazzo delle Aquile per la mancata adozione del regolamento sul decentramento, un atto che avrebbe dovuto assegnare deleghe, competenze e strumenti operativi alle circoscrizioni. A distanza di anni, però, quel regolamento risulta ancora inattuato, nonostante gli impegni assunti in campagna elettorale dall’attuale sindaco Roberto Lagalla, che aveva fatto del rafforzamento delle circoscrizioni uno dei punti qualificanti del suo programma.</p>



<p>Sul tema intervengono ora i consiglieri del Partito Democratico Salvo Altadonna e Simona Supporta, rispettivamente esponenti della Quinta e della Terza circoscrizione. I due annunciano di aver sollecitato i deputati dem all’Assemblea regionale siciliana affinché presentino un’interrogazione al presidente della Regione Renato Schifani e all’assessore alle Autonomie locali Andrea Messina per fare luce sull’inerzia del Comune di Palermo.</p>



<p>Contestualmente, spiegano i consiglieri, la stessa iniziativa è stata rivolta ai presidenti delle circoscrizioni, con l’obiettivo di comprendere quali azioni intendano intraprendere per mettere formalmente in mora l’amministrazione comunale. Secondo Altadonna e Supporta, infatti, a competenze formalmente riconosciute non corrispondono ancora gli strumenti normativi necessari a garantire risorse e reale autonomia decisionale.</p>



<p>«Senza l’esecutività del regolamento – sottolinea Simona Supporta, consigliera del Pd e presidente della Commissione Sport della Terza circoscrizione – le circoscrizioni non possono svolgere pienamente il proprio ruolo. Il decentramento resta solo sulla carta».</p>



<p>Sulla stessa linea Salvo Altadonna, capogruppo Pd in Quinta circoscrizione: «Il decentramento è la forma di governo che consente a tutti di sentirsi al centro. Vogliamo tornare a governare questa città con i cittadini, non per i cittadini».</p>



<p>Per queste ragioni, insieme ai consiglieri Davide Grasso, Concetta Di Prima e Giuseppe Quartararo, è stata avanzata la richiesta di una collaborazione tra i presidenti di circoscrizione, finalizzata a ottenere, nell’interesse dei palermitani, la piena esecutività del regolamento.</p>



<p>«Siamo certi – concludono Supporta e Altadonna – che anche la delegazione dei nostri consiglieri comunali sarà consequenziale a questa battaglia politica. Auspichiamo che non si arrivi a un nuovo commissariamento del Comune di Palermo per la mancata esecuzione di un atto già deliberato».</p>
<p>L'articolo <a href="https://quotidianodipalermo.it/decentramento-fermo-al-palo-palermo-rischia-di-nuovo-il-commissariamento/">Decentramento fermo al palo, Palermo rischia di nuovo il commissariamento</a> proviene da <a href="https://quotidianodipalermo.it">Quotidiano di Palermo</a>.</p>
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		<item>
		<title>Palermo, consiglio comunale in allarme: Tantillo invita alla calma e al dialogo</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/palermo-consiglio-comunale-in-allarme-tantillo-invita-alla-calma-e-al-dialogo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ruggero D'Amico]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Jan 2026 08:32:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://quotidianodipalermo.it/?p=46750</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il presidente scrive a sindaco e consiglieri: “Abbassare i toni e lavorare insieme per Palermo”</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>PALERMO — Un richiamo alla responsabilità istituzionale e al senso del limite, in una fase in cui il confronto politico a Palazzo delle Aquile appare sempre più segnato da tensioni e scontri frontali. Il presidente del Consiglio comunale, Giulio Tantillo, ha scritto al sindaco Roberto Lagalla e a tutti i consiglieri per invitare a un cambio di passo nei toni e nei metodi del dibattito politico.</p>



<p>Nella sua lettera, Tantillo riconosce il lavoro svolto dall’assemblea cittadina nel corso dell’ultimo anno, sottolineando come il Consiglio abbia comunque portato a termine atti rilevanti per la città. Ma al tempo stesso lancia un segnale chiaro: la dialettica politica, quando supera certi confini, rischia di trasformarsi in un ostacolo al buon funzionamento delle istituzioni.</p>



<p>Il presidente mette in guardia dal pericolo di perdere di vista il mandato ricevuto dagli elettori: rappresentare Palermo e i palermitani, anteponendo il bene generale a interessi di parte o a logiche di contrapposizione permanente. Un monito che suona come una risposta indiretta alle sedute incandescenti degli ultimi mesi, spesso caratterizzate da scontri verbali, accuse incrociate e difficoltà nel portare avanti l’ordine dei lavori.</p>



<p>Da qui l’invito esplicito ad “abbassare i toni” e a recuperare una dimensione di confronto costruttivo. Tantillo richiama tutti — maggioranza, opposizione e amministrazione — alla necessità di sedersi attorno a un tavolo, dialogare senza pregiudizi e ricercare punti di sintesi, nel rispetto dei ruoli istituzionali. Un passaggio in cui non manca il riferimento al sindaco e alla Giunta, chiamati a una presenza più costante e a un’interlocuzione più fluida con il Consiglio e le commissioni.</p>



<p>L’obiettivo, chiarisce il presidente, non è comprimere il dissenso o ridurre il confronto politico, ma ricondurlo dentro binari che consentano all’Aula di lavorare con efficacia. La politica, scrive Tantillo, è confronto, ma anche capacità di mediazione e responsabilità verso la città.</p>



<p>Lo sguardo è rivolto ai prossimi mesi, che si preannunciano densi di passaggi delicati per Palermo. Le “nuove sfide” che attendono il Consiglio comunale richiederanno — secondo il presidente — uno sforzo collettivo per superare personalismi e tensioni, evitando il rischio di una paralisi istituzionale.</p>



<p>Il messaggio finale è netto: solo attraverso un clima più sereno e collaborativo il Consiglio potrà tornare a essere il luogo del confronto democratico e delle decisioni utili alla città. Palermo, conclude Tantillo, deve tornare a essere il punto di riferimento di ogni scelta politica, prima di ogni appartenenza e di ogni scontro.</p>
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