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	<title>Roberto Pelos, Autore presso Quotidiano di Palermo</title>
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	<description>Qdp - Giornale di informazione: una finestra su Palermo</description>
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	<title>Roberto Pelos, Autore presso Quotidiano di Palermo</title>
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		<title>Un tè con l’autore: la cultura come strumento di crescita e unione del territorio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Pelos]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2026 05:45:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi e Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quinta edizione</p>
<p>L'articolo <a href="https://quotidianodipalermo.it/un-te-con-l-autore-cultura-crescita-unione-territorio/">Un tè con l’autore: la cultura come strumento di crescita e unione del territorio</a> proviene da <a href="https://quotidianodipalermo.it">Quotidiano di Palermo</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Ha preso nuovamente il via, a Palermo, “<strong>Un te con l’autore</strong>”, rassegna letteraria ideata e diretta dalla giornalista e imprenditrice <strong>Rosa</strong> <strong>Di Stefano</strong>. L’iniziativa, giunta alla quinta edizione, è nata con l’obiettivo di avvicinare lettori e scrittori in un clima di dialogo facendo sì che l’incontro con l’autore diventi un momento di confronto diretto, dove le pagine del libro diventino occasione per raccontare storie, esperienze e percorsi creativi.</p>



<p>La rassegna, che si è svolta a <strong>Palazzo del Poeta</strong>, punta a valorizzare il piacere della lettura e il ruolo della cultura come strumento di relazione e crescita. Protagonisti del primo appuntamento della nuova stagione, sono stati: <strong>Maurizio De Lucia, procuratore della Repubblica di Palermo e il giornalista de “La Repubblica” Salvo Palazzolo, autori del libro: “La mafia che cambia. Dalle stragi ai bitcoin, Cosa nostra oggi”, pubblicato da Bur Rizzoli lo scorso luglio</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;intervista a Rosa Di Stefano, con i dettagli e le emozioni della rassegna</h2>



<h3 class="wp-block-heading">“Un tè con l’autore®” è sicuramente una bella iniziativa. Com’è nata?</h3>



<p>“È nata da una convinzione profonda: la cultura non è un privilegio per pochi, ma un’esperienza da condividere. E non deve chiedere il permesso di esistere. Quando, nel 2022, ho ideato <em>Un tè con l’autore®,</em> avevo un desiderio preciso: <strong>restituire alla letteratura la dimensione dell’incontro, della conversazione, dell’emozione.</strong> Volevo che i libri uscissero dagli scaffali e diventassero occasioni di relazione; che gli scrittori smettessero di essere soltanto nomi sulle copertine e diventassero persone con cui confrontarsi, magari davanti a una tazza di tè”.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="682" height="1024" src="https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2026/10/Un-te-con-lautore-6-682x1024.jpg" alt="" class="wp-image-66929" srcset="https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2026/10/Un-te-con-lautore-6-682x1024.jpg 682w, https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2026/10/Un-te-con-lautore-6-200x300.jpg 200w, https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2026/10/Un-te-con-lautore-6-768x1153.jpg 768w, https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2026/10/Un-te-con-lautore-6-150x225.jpg 150w, https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2026/10/Un-te-con-lautore-6-300x450.jpg 300w, https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2026/10/Un-te-con-lautore-6-696x1045.jpg 696w, https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2026/10/Un-te-con-lautore-6.jpg 1066w" sizes="(max-width: 682px) 100vw, 682px" /><figcaption class="wp-element-caption">Rosa Di Stefano</figcaption></figure>



<p>“C’era, però, anche una sfida, insieme imprenditoriale e culturale: dimostrare che a Palermo si potesse costruire un progetto indipendente, continuativo e autorevole, senza aspettare che fosse qualcun altro a crearne le condizioni. In questi anni abbiamo presentato oltre trecento libri, accolto autori di grande prestigio e nuove voci, costruito una comunità di lettori e ricevuto premi e riconoscimenti nazionali. Non è stato semplice. Dietro ogni incontro ci sono investimenti, sacrifici, lavoro e una determinazione che il pubblico, giustamente, non vede. Ma credo che la cultura, per avere un futuro, vada sostenuta con la stessa serietà con cui si costruisce un’impresa”.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="682" src="https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2026/10/Un-te-con-lautore-4-1024x682.jpg" alt="" class="wp-image-66927" srcset="https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2026/10/Un-te-con-lautore-4-1024x682.jpg 1024w, https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2026/10/Un-te-con-lautore-4-300x200.jpg 300w, https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2026/10/Un-te-con-lautore-4-768x512.jpg 768w, https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2026/10/Un-te-con-lautore-4-150x100.jpg 150w, https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2026/10/Un-te-con-lautore-4-696x464.jpg 696w, https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2026/10/Un-te-con-lautore-4-1068x712.jpg 1068w, https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2026/10/Un-te-con-lautore-4.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>“Oggi, quando guardo una sala piena di persone che ascoltano, si emozionano, fanno domande e tornano la domenica successiva, capisco che quel progetto è diventato più grande della mia intuizione iniziale. Non abbiamo semplicemente organizzato una rassegna letteraria. Abbiamo creato un’abitudine alla bellezza. Un tè con l’autore® ed È Geniale sono espressioni diverse di una stessa visione: creare occasioni di incontro, dare spazio alle idee, valorizzare le competenze e contribuire alla crescita culturale del territorio&#8221; al posto di &#8220;<em>Un tè con l&#8217;autore&#8221;</em>&nbsp;è il mio modo di tradurre questa convinzione in un progetto concreto”.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Quali caratteristiche cerca negli autori che invita e cosa desidera trasmettere al pubblico attraverso ogni incontro?</h3>



<p>“Non cerco necessariamente autori celebri. Cerco autori che abbiano qualcosa da dire e, soprattutto, qualcosa da lasciare. La notorietà non è mai stata, per me, garanzia di profondità. Ho conosciuto scrittori straordinari lontani dalle classifiche e personaggi molto noti che avevano poco da aggiungere al dibattito culturale. Mi interessa l’autenticità: la capacità di raccontare il nostro tempo, di attraversarne le contraddizioni, di porre domande anche scomode. Mi interessano gli autori che non cercano soltanto consenso, ma hanno il coraggio di esprimere un pensiero. Non voglio che <em>Un tè con l’autore®</em> diventi una passerella di libri o una sequenza di presentazioni celebrative. Sarebbe troppo facile e, francamente, poco interessante. Un incontro culturale deve produrre pensiero: deve lasciare al pubblico almeno una domanda che prima non aveva. Per questo do grande importanza alla qualità del dialogo, alla preparazione, alla libertà del confronto. Il pubblico merita rispetto, non intrattenimento superficiale”.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="682" src="https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2026/10/Un-te-con-lautore-3-1024x682.jpg" alt="" class="wp-image-66926" srcset="https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2026/10/Un-te-con-lautore-3-1024x682.jpg 1024w, https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2026/10/Un-te-con-lautore-3-300x200.jpg 300w, https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2026/10/Un-te-con-lautore-3-768x512.jpg 768w, https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2026/10/Un-te-con-lautore-3-150x100.jpg 150w, https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2026/10/Un-te-con-lautore-3-696x464.jpg 696w, https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2026/10/Un-te-con-lautore-3-1068x712.jpg 1068w, https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2026/10/Un-te-con-lautore-3.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>“E poi c’è l’emozione, a cui tengo in modo particolare. Possiamo dimenticare il titolo di un libro, una data, perfino il nome di un autore, ma difficilmente dimentichiamo chi ci ha fatto guardare la vita da una prospettiva diversa. È questo che desidero accada ogni domenica: che le persone escano da Palazzo del Poeta un po’ più ricche di quando siano entrate. Più ricche di idee, di sensibilità, di curiosità, di consapevolezza. È uno dei risultati più alti che la cultura possa raggiungere”.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Che ruolo assume “<em>Un tè con l’autore®</em>” nel rapporto tra scrittori, lettori e territorio?</h3>



<p>“Credo che il risultato più significativo sia stato trasformare un evento culturale in una comunità. La differenza è sostanziale. Un evento comincia e finisce; una comunità continua a vivere, a riconoscersi, a crescere. In questi anni ho visto nascere amicizie, collaborazioni, nuovi interessi. Persone tornate alla lettura dopo averla abbandonata a lungo. Autori che hanno scoperto una Palermo diversa da quella dei soliti stereotipi. Per me, tutto questo ha un valore enorme”.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="682" src="https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2026/10/Un-te-con-lautore-2-1024x682.jpg" alt="" class="wp-image-66925" srcset="https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2026/10/Un-te-con-lautore-2-1024x682.jpg 1024w, https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2026/10/Un-te-con-lautore-2-300x200.jpg 300w, https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2026/10/Un-te-con-lautore-2-768x512.jpg 768w, https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2026/10/Un-te-con-lautore-2-150x100.jpg 150w, https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2026/10/Un-te-con-lautore-2-696x464.jpg 696w, https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2026/10/Un-te-con-lautore-2-1068x712.jpg 1068w, https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2026/10/Un-te-con-lautore-2.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>&#8220;Ma una comunità culturale, per crescere, ha bisogno anche di competenze, di confronto e di una visione condivisa. Per questo considero particolarmente importante il contributo di Francesco Lepore, che oggi riveste un ruolo significativo nel coordinamento del progetto, e del Comitato tecnico-scientifico, che rappresenta un presidio di qualità, autorevolezza e pluralità di pensiero. Ho sempre creduto nel valore delle persone e nella capacità di costruire squadre nelle quali sensibilità e competenze differenti possano concorrere a un obiettivo comune.</p>



<p>Questa visione si estende anche all’esperienza editoriale di È Geniale, la rivista che dirigo e che nasce dalla stessa convinzione: la cultura non deve limitarsi a raccontare ciò che esiste, ma deve contribuire a generare nuove opportunità.</p>



<p>“In questi primi due anni, È Geniale non è stata soltanto una rivista. È diventata anche un luogo di formazione, di crescita e di scoperta del talento. Abbiamo accompagnato nel loro percorso professionale due nuove figure di pubbliciste, Marisa Di Simone e Mariza Rusignuolo, delle quali sono estremamente orgogliosa.</p>



<p>“Per me questo risultato ha un significato speciale. Perché dirigere un progetto culturale non significa soltanto scegliere contenuti, coordinare collaboratori o raggiungere obiettivi editoriali. Significa anche riconoscere il talento, incoraggiarlo, offrirgli gli strumenti per affermarsi. Vedere due donne crescere professionalmente attraverso un progetto nel quale ho creduto e investito è una soddisfazione che va ben oltre qualsiasi riconoscimento personale. Credo che il successo più autentico di chi guida un progetto non sia soltanto ciò che riesce a costruire, ma anche ciò che permette agli altri di diventare&#8221;.</p>



<p>“Da imprenditrice alberghiera, ho sempre sostenuto che l’ospitalità non si esaurisca in una bella camera o in un servizio impeccabile. Accogliere significa raccontare un’identità, creare connessioni, offrire a chi arriva la possibilità di entrare davvero in relazione con un territorio. La cultura è una delle forme più alte di ospitalità. Palazzo del Poeta rappresenta perfettamente questa visione: un luogo restituito alla città, in cui architettura, memoria, letteratura e contemporaneità dialogano continuamente”.</p>



<p>“Ma c’è anche una responsabilità più ampia. Palermo possiede un patrimonio culturale straordinario, eppure troppo spesso la cultura viene considerata un accessorio: qualcosa da sostenere quando avanzano risorse o da celebrare solo nelle grandi occasioni. Io penso esattamente il contrario. La cultura è un’infrastruttura civile. Produce conoscenza, relazioni, reputazione, attrattività. Contribuisce alla crescita economica e sociale di una città e, come tale, va riconosciuta”.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="682" src="https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2026/10/Un-te-con-lautore-1-1024x682.jpg" alt="" class="wp-image-66924" srcset="https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2026/10/Un-te-con-lautore-1-1024x682.jpg 1024w, https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2026/10/Un-te-con-lautore-1-300x200.jpg 300w, https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2026/10/Un-te-con-lautore-1-768x512.jpg 768w, https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2026/10/Un-te-con-lautore-1-150x100.jpg 150w, https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2026/10/Un-te-con-lautore-1-696x464.jpg 696w, https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2026/10/Un-te-con-lautore-1-1068x712.jpg 1068w, https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2026/10/Un-te-con-lautore-1.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>“<em>Un tè con l’autore®</em> è il mio modo di tradurre questa convinzione in un progetto concreto. Non mi basta portare grandi scrittori a Palermo: voglio contribuire a costruire una Palermo in cui i grandi scrittori desiderino tornare, in cui i lettori si sentano protagonisti e in cui fare cultura non sia considerato un gesto eccezionale. Vorrei che un giorno nessuno si stupisse più di trovare una sala piena per parlare di libri. Vorrebbe dire che abbiamo vinto una battaglia importante: quella contro l’indifferenza. Se c’è una cosa che ho imparato, è che i luoghi non cambiano soltanto grazie ai grandi investimenti o alle grandi opere. Cambiano anche grazie alle persone che decidono, con ostinazione, di riempirli di significato. In fondo, è ciò che cerco di fare ogni giorno: costruire luoghi in cui le persone non siano soltanto ospiti ma si sentano parte di una storia, e soprattutto, abbiano la possibilità di scriverne una propria”.</p>
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		<item>
		<title>Turismo nautico in crescita nel territorio palermitano, ma occorre programmazione</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/turismo-nautico-in-crescita-nel-territorio-palermitano-ma-occorre-programmazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Pelos]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 07:59:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Porto]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La dichiarazione del presidente di Federturismo Confindustria, Massimo Caputi</p>
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<p>&#8220;Il mare, per l’Italia, è industria, economia, lavoro, turismo, infrastruttura. È futuro. E soprattutto è filiera&#8221;. Lo ha detto il presidente di Federturismo Confindustria, Massimo Caputi intervenendo alla Conferenza Nazionale sul Turismo Costiero e Marittimo, organizzata da Federturismo Confindustria Nautica e Assomarinas nell’ambito del salone nautico di Genova come riporta un comunicato di Federturismo. &#8221; La sfida &#8211; ha aggiunto Caputi &#8211; non è soltanto portare più turisti sulle nostre coste, ma creare più valore e distribuirlo sui territori&#8221;.&nbsp;</p>



<p>L&#8217;auspicio, che è emerso durante il convegno, è quello di fare del mare una vera piattaforma di crescita per l’economia italiana, superando la frammentazione e mettendo in rete turismo, nautica, portualità, mobilità e territori.&nbsp;</p>



<p>Riguardo alla situazione del turismo nautico nel territorio palermitano abbiamo sentito Andrea Ciulla, presidente di Assonautica nel capoluogo siciliano.  Dalla Conferenza nazionale di Genova è emersa la necessità di trasformare il mare in una vera piattaforma di crescita, mettendo in rete nautica, portualità, turismo, cultura ed enogastronomia. <strong>Quanto è già concreta questa integrazione nel territorio palermitano e quali sono, invece, i principali ostacoli da superare?</strong></p>



<p>&#8220;Il ragionamento sarebbe molto complesso. In estrema sintesi l&#8217;obiettivo è molto chiaro: da tempo si discute di economia del mare, di nautica e di numeri che sono in costante crescita ed è altrettanto chiaro che il turismo nautico si va rafforzando sempre di più nel nostro territorio&#8221;.&nbsp;</p>



<p>&#8220;Obiettivamente, come noi abbiamo più volte sottolineato, è però necessaria una programmazione dell&#8217;idea che si vuole dare al settore per ciò che riguarda l&#8217;immaginario della tipologia di servizi, partendo quindi da una ricognizione dell&#8217;esistente e dei flussi di domanda&#8221;.</p>



<p>&#8220;Occorre conseguentemente supportare le imprese negli approcci alla fiscalità per quel che attiene ad esempio all&#8217;Iva al 10% che non viene ancora applicata su alcuni settori del turismo nautico, ma anche attraverso l&#8217;introduzione di sistemi di formazione del personale, perchè spesso le imprese si scontrano col fatto che non trovano personale adeguato&#8221;.</p>



<p>&#8220;Una programmazione è necessaria anche per la portualità, perché individuare dei porti hub o avere un quadro complessivo dei porti non solo per Palermo ma a livello regionale, è fondamentale per dare ulteriore leva al settore&#8221;. Altre tipologie di riforme devono intervenire a livello nazionale ma questi sono aspetti legati al territorio&#8221;</p>



<p><strong>Uno dei temi centrali emersi a Genova è quello delle infrastrutture: approdi, punti di ormeggio, scivoli a mare e servizi portuali. Quali interventi ritenete prioritari per il territorio palermitano?</strong></p>



<p>&#8220;Ricollegandomi a quello che dicevo poc&#8217;anzi, bisogna prima capire i numeri reali ed effettivi e poi programmare ed è quello che stiamo provando a fare da anni attraverso il nostro studio sul turismo nautico che facciamo insieme all&#8217;Otie col professore Ruggieri e che presenteremo durante il &#8220;Seacily&#8221; che si svolgerà a Castellammare del Golfo dal 29 Ottobre al primo novembre&#8221;.</p>



<p>&#8220;Sicuramente ciò che manca sono le strutture ricettive a mare, quelli che si chiamano, secondo una definizione che ormai esiste ed è inserita anche grazie all&#8217;apporto di Assonautica Palermo nell&#8217;ambito della legislazione regionale di riordino del turismo, marina resort e boat and breakfast, strumenti che meritano di essere implementati&#8221;.</p>



<p>&#8220;Sono poi molteplici i punto critici che andrebbero affrontati come gli ormeggi, i servizi<br>a mare e attività connesse&#8221;.&nbsp; </p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="682" data-id="66549" src="https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2026/10/Assonautica-Palermo-4-1024x682.jpg" alt="" class="wp-image-66549" srcset="https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2026/10/Assonautica-Palermo-4-1024x682.jpg 1024w, https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2026/10/Assonautica-Palermo-4-300x200.jpg 300w, https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2026/10/Assonautica-Palermo-4-768x512.jpg 768w, https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2026/10/Assonautica-Palermo-4-150x100.jpg 150w, https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2026/10/Assonautica-Palermo-4-696x464.jpg 696w, https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2026/10/Assonautica-Palermo-4-1068x712.jpg 1068w, https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2026/10/Assonautica-Palermo-4.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



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<p><strong>La destagionalizzazione è una delle grandi sfide del turismo italiano. Il turismo nautico può contribuire a portare presenze sul territorio anche nei mesi di spalla e in inverno? Quali iniziative potrebbero essere messe in campo a Palermo per intercettare maggiormente questo tipo di domanda?</strong></p>



<p>&#8220;La destagionalizzazione, parlando di turismo nautico, è più complessa perché ci sono aspetti connessi ad una stagione; quello che si può fare è estendere la stagione stessa, non circoscrivendola a luglio e agosto ma sfruttando già da marzo o aprile fino a tutto il mese di ottobre le potenzialità legate alla nautica&#8221;.&nbsp;</p>



<p>&#8220;Quindi, più che di destagionalizzazione, parlerei di un&#8217;unica grande stagione che inizia nell&#8217;arco dei mesi sopra citati per contribuire ad incrementare le presenze in tutto questo arco temporale”.</p>



<p>“Per fare questo occorre rafforzare tutta una serie di aspetti di cui abbiamo già parlato, che riguardano la programmazione, la formazione del personale, forme di internazionalizzazione attraverso campagne pubblicitarie mirate allo sviluppo di questo segmento del turismo&#8221;.</p>



<p><strong>Alla luce della crescita dei transiti legati ai charter e ai superyacht internazionali, Palermo ha le caratteristiche per diventare un hub di riferimento nel Mediterraneo? Che cosa manca oggi per rendere il capoluogo e il suo territorio realmente competitivi rispetto ad altre destinazioni mediterranee? </strong></p>



<p>&#8220;L&#8217;aspetto fondamentale è che ci siano porti attrezzati, capaci di accogliere questo flusso e che abbiano anche il corredo dei servizi, perché certamente i transiti sono importanti e sono una forma di turismo da incentivare, ma a favore della nostra cantieristica, che nulla ha da invidiare al resto del mondo, certamente vanno realizzate delle strutture per invogliare a fare diventare Palermo un hub del Mediterraneo affinché i megayacht e i superyacht, le grandi realtà che magari transitano soltanto invece si fermino anche oltre la stagione per i rimessaggi e le verifiche e così oltre al semplice transito, si possa svolgere un&#8217;altra attività altrettanto importante e molto più d&#8217;impatto in termini numerici, cioè quella della cantieristica, della manutenzione e dei servizi connessi&#8221;.</p>



<p>&#8220;È altrettanto fondamentale creare i punti affinché questa tipologia di turismo possa godere di tutta una serie di servizi. Alcuni yacht ci passano davanti perché non riescono neppure ad entrare nei nostri porti perché non ci sono&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://quotidianodipalermo.it/turismo-nautico-in-crescita-nel-territorio-palermitano-ma-occorre-programmazione/">Turismo nautico in crescita nel territorio palermitano, ma occorre programmazione</a> proviene da <a href="https://quotidianodipalermo.it">Quotidiano di Palermo</a>.</p>
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		<item>
		<title>L&#8217;intelligenza artificiale nelle imprese siciliane: problematiche e prospettive</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/lintelligenza-artificiale-nelle-imprese-siciliane-problematiche-e-prospettive/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Pelos]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Oct 2026 06:29:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://quotidianodipalermo.it/?p=66213</guid>

					<description><![CDATA[<p>Giuseppe Spadafora, presidente di Unimpresa Sicilia</p>
<p>L'articolo <a href="https://quotidianodipalermo.it/lintelligenza-artificiale-nelle-imprese-siciliane-problematiche-e-prospettive/">L&#8217;intelligenza artificiale nelle imprese siciliane: problematiche e prospettive</a> proviene da <a href="https://quotidianodipalermo.it">Quotidiano di Palermo</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>L’intelligenza artificiale sta entrando sempre più nel mondo delle imprese, trasformando processi produttivi, modalità di lavoro e strategie di mercato. Anche in Sicilia, aziende di dimensioni e settori diversi stanno iniziando a confrontarsi con le opportunità e le sfide legate all’adozione di queste nuove tecnologie.</p>



<p>Ma a che punto è realmente la diffusione dell’intelligenza artificiale nel tessuto imprenditoriale siciliano? Quali sono gli ambiti in cui viene maggiormente utilizzata e quali ostacoli ne rallentano l’adozione?</p>



<p>Ne abbiamo parlato con Giuseppe Spadafora, presidente di Unimpresa Sicilia</p>



<p><em>Come procede oggi la diffusione dell’intelligenza artificiale nelle imprese siciliane? Esiste un divario significativo rispetto al resto d’Italia?</em></p>



<p>“A carattere generale, rispetto alla totalità delle aziende, è un’attività che fortunatamente è alla portata di tutti quanti pertanto sono tantissime le aziende che la utilizzano&#8221;.</p>



<p>“A fattor comune, è un po’ meno utilizzata rispetto al Nord Italia ma ormai su 430 mila aziende che abbiamo in Sicilia otre la metà la utilizzano per vari motivi”.</p>



<p>“Però bisognerebbe capire all’interno di questo principio cosa vuol dire utilizzare l’Ia: Infatti, un conto è usare ChatGpt, Cloud o altre piattaforme, mentre applicare l’Ia ai processi produttivi è tutt’altra cosa&#8221;.</p>



<p>&#8220;Nel primo caso tantissime aziende utilizzano l&#8217;Ia mentre nei processi produttivi è utilizzata da pochissime imprese&#8221;.</p>



<p><em>Esistono ostacoli che frenano l&#8217;adozione dell&#8217;Ia nelle aziende siciliane? Costi, competenze digitali, infrastrutture o la scarsa consapevolezza delle opportunità?</em></p>



<p>&#8220;La scarsa consapevolezza delle opportunità è un principio importante a causa del quale le aziende siciliane molte volte non comprendono che potrebbe essere l&#8217;obiettivo da raggiungere per aumentare produttività e valore di fatturato&#8221;.</p>



<p>&#8220;Un altro elemento importante riguarda i costi per creare percorsi di adeguamento aziendale in molti settori che non sono coperti da finanziamenti o altre forme di aiuto ed è dunque difficile che queste imprese intraprendano questa strada. A fattor comune si tende ad utilizzare le risorse per altro genere di processi&#8221;.</p>



<p>&#8220;Un altro fattore determinante è la formazione che per l&#8217;Ia oggi richiederebbe degli sforzi economici che in ogni caso non sono coperti da alcuna forma di aiuto o sostegno&#8221;.</p>



<p>&#8220;Comunque, la Comunità Europea ha emesso dei regolamenti richiedendo un&#8217;adeguata preparazione sull&#8217;Ia a qualunque azienda di ogni ordine e grado di qua a breve e le aziende siciliane questo neanche lo sanno e tutti i corsi che si stanno svolgendo sono a costo perché nessuno ha messo in atto forme di sostegno&#8221;.</p>



<p><em>Quali settori dell’economia siciliana possono beneficiare maggiormente dell&#8217;introduzione dell&#8217;Ia e quali rischiano invece di rimanere indietro?</em></p>



<p>&#8220;L&#8217;agricoltura sarà uno dei settori maggiormente deficitari da questo punto di vista. In questo momento hanno bisogno di risorse per rifornire i trattori di gasolio, figuriamoci se posso investire nell&#8217;Ia&#8221;.</p>



<p>&#8220;La maggior parte delle aziende siciliane gravita nel settore dei servizi, pertanto il grosso delle imprese cerca di adeguarsi tra chiari e scuri&#8221;.</p>



<p>&#8220;In Sicilia abbiamo il deficit della grande azienda; dovendo trattare prevalentemente con pmi, a parte qualche big nel settori dell&#8217;Oreca, della grande distribuzione organizzata e dell&#8217;energia dove l&#8217;Ia è molto utilizzata perché legata ai grandi complessi delle macchine, tutti gli altri settori attendono&#8221;.</p>



<p>&#8220;Noi non abbiamo Itech e Itc e anche per questo non molte aziende sono legate a questo genere di processi &#8220;.</p>



<p><em>Cosa dovrebbero fare istituzioni e imprese nei prossimi anni per favorire una diffusione concreta dell’Ia soprattutto tra le piccole e medie aziende siciliane?</em></p>



<p>&#8220;Le aziende hanno poco da fare a parte attendere che succeda qualcosa, i portatori di interesse, quindi gli enti datoriali come i grandi raggruppamenti e le reti aziendali, si devono strutturare per portare davanti a chi di competenza, nel caso specifico gli assessorati che si occupano di questi ambiti, le proprie istanze cercando di fare comprendere alla Regione che è necessario investire in questo settore&#8221;.</p>



<p>&#8220;Anche il turismo avrebbe bisogno di forti incentivazioni da questo punto di vista, come la formazione regionale&#8221;.</p>
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		<item>
		<title>Turismo in Sicilia, buoni risultati nel 2026. Essenziali sinergie e buone pratiche</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/turismo-sicilia-buoni-risultati-nel-2026-essenziali-sinergie-buone-pratiche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Pelos]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2026 06:51:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://quotidianodipalermo.it/?p=65612</guid>

					<description><![CDATA[<p> Focus su destagionalizzazione e borghi</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>&#8220;In questi primi otto mesi del 2026 abbiamo registrato in <strong>Sicilia</strong>, un aumento del 3,6% negli arrivi e un 5,8% in più nelle presenze, ma quello di cui sono ancora più contenta riguarda la permanenza media dei viaggiatori che va aumentando davvero tanto rispetto al 2022, quando ho intrapreso questa meravigliosa esperienza&#8221;. </p>



<p>Lo ha detto l<strong>&#8216;assessora regionale al Turismo Elvira Amata, videocollegata con il Marina Covention Center del molo trapezoidale</strong> nel capoluogo siciliano, in occasione dell&#8217;ultimo appuntamento della <strong>Giornata Mondiale del Turismo</strong>. </p>



<p>&#8220;Altro dato importante &#8211; ha aggiunto l&#8217;assessora &#8211; è quello relativo alla destagionalizzazione: gennaio e marzo hanno registrato un +7% rispetto all&#8217;anno precedente&#8221;.</p>



<p><strong>Amata </strong>ha inoltre parlato dell&#8217;importanza del rilancio del settore nelle aree interne e nei piccoli borghi per frenare, obiettivo ancora più grande, lo spopolamento di queste zone della <strong>Sicilia </strong>attraverso il patrimonio storico-artistico, i tesori nascosti, i paesaggi e l&#8217;enogastronomia.</p>



<p>Varie sono state le tematiche affrontate nella tre giorni dedicata al comparto tra cui l&#8217;intelligenza artificiale. Su questo tema è intervenuto ai nostri microfoni <strong>Toti Piscopo,</strong> <strong>CEO della Logos srl Comunicazione e Immagine.</strong></p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="932" height="681" data-id="65613" src="https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2026/09/giornata-mondiale-del-turismo-4.png" alt="" class="wp-image-65613" srcset="https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2026/09/giornata-mondiale-del-turismo-4.png 932w, https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2026/09/giornata-mondiale-del-turismo-4-300x219.png 300w, https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2026/09/giornata-mondiale-del-turismo-4-768x561.png 768w, https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2026/09/giornata-mondiale-del-turismo-4-150x110.png 150w, https://quotidianodipalermo.it/wp-content/uploads/2026/09/giornata-mondiale-del-turismo-4-696x509.png 696w" sizes="auto, (max-width: 932px) 100vw, 932px" /></figure>
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<p>&#8220;È uno strumento che piaccia o non piaccia fa parte della realtà quotidiana; un&#8217;invenzione splendida ma occorre saperla utilizzare e gestire in maniera corretta ed è comunque l&#8217;intelligenza umana che deve prevalere su quella artificiale&#8221;.</p>



<p>A conclusione della manifestazione Piscopo afferma: &#8220;Penso che siano state tre giornate altamente costruttive, sia per il livello dei panel che si sono sviluppati, sia sul piano del tema del digitale, su quello della riorganizzazione del sistema turistico e per quel che riguarda la capacità di creare sinergie, ma principalmente è stata messa in atto questa azione finalizzata a sviluppare sensibilizzazione attorno al manifesto sulla civiltà del viaggio: un decalogo di punti estremamente lineari ed essenziali perché ovviamente l&#8217;aspetto legato alla promozione del turismo non può riguardare solo l&#8217;apparato pubblico e amministrativo o gli operatori privati ma è un sistema e un modello di cui ognuno di noi si deve rendere in qualche modo protagonista e ambasciatore&#8221; ed ha espresso soddisfazione la decisione presa dall&#8217;<strong>Istituto Rutelli di Palermo</strong> di adottare il manifesto per farne motivo di studio, di educazione e formazione per gli allievi del quarto e quinto anno della scuola del turismo.</p>



<p>L&#8217;evento, durante il quale è stata anche presentata la cartolina celebrativa della<strong> Giornata Mondiale del Turismo, è stata organizzata da Lògos.</strong></p>
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		<title>Palermo, il Padova in casa per legittimare il primato</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/palermo-il-padova-in-casa-per-legittimare-il-primato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Pelos]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Sep 2026 19:41:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[palermo fc]]></category>
		<category><![CDATA[serie b]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo il primo pareggio del campionato in un campo ostico come quello di Avellino, il Palermo affronta al Barbera il Padova, settimo in classifica, reduce da due vittorie, un pareggio e una sconfitta, in un&#8217;altra sfida che si preannuncia ancora una volta avvincente con grande spettacolo anche sugli spalti in considerazione del bel gemellaggio che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Dopo il primo pareggio del campionato in un campo ostico come quello di Avellino, il Palermo affronta al Barbera il Padova, settimo in classifica, reduce da due vittorie, un pareggio e una sconfitta, in un&#8217;altra sfida che si preannuncia ancora una volta avvincente con grande spettacolo anche sugli spalti in considerazione del bel gemellaggio che da anni unisce le due tifoserie.</p>



<p>In casa Palermo, primo in classifica in condominio col Mantova, serpeggia comunque anche una certa preoccupazione a causa dell&#8217;infortunio che terrà lontano dal campo Strefezza. </p>



<p>Con gli euganei, dovrebbero venire schierati sin dal primo minuto anche Ceccaroni e Johnsen; il primo è stato assente contro l&#8217;Avellino, mentre l&#8217;attaccante ha fatto il suo ingresso in campo nella ripresa siglando il gol del pareggio. Mazzitelli, convocato, dovrebbe partire dalla panchina. </p>



<p>I precedenti tra le due squadre sono 57: 22 vittorie per parte e 13 pareggi. Arbitrerà l&#8217;incontro <strong>Marco Di Bello</strong> della sezione di Brindisi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le dichiarazioni di Pippo Inzaghi</h2>



<p>&#8220;La storia la sapete, abbiamo avuto questa occasione con Mazzitelli &#8211; ha dichiarato in conferenza stampa &#8211; è un giocatore molto importante per la categoria, pensavamo di metterlo dentro a gennaio. Poi abbiamo perso Strefezza, Mazzitelli non è ancora pronto ma è stato un’occasione. Non lo sostituisce come ruolo, ci dà altre caratteristiche e altre armi da mettere in campo. Non stravolgerò quanto fatto fin qua&#8221;.&nbsp;</p>



<p>&#8220;Abbiamo una rosa profonda &#8211; ha aggiunto Inzaghi &#8211; che mi permette di fare qualsiasi cosa, poi durante la sosta capirò. Avremo due soste e poi Strefezza rientrerà. Domani mancheranno Strefezza, Hernani e Perin, gli altri sono tutti recuperati. Mazzitelli? Mi piacerebbe portarlo, se non sarò costretto cercherò di non correre rischi, è arrivato due settimane fa, era stato impostato un lavoro per esser pronto per gennaio, abbiamo dovuto stravolgere un po’. Può fare qualsiasi ruolo. Il Padova è molto temibile, ha fatto un mercato importante e un allenatore giusto per quella piazza. Ha preso degli attaccanti per la categoria molto bravi, ha una proprietà importante che vuole fare bene. Porto grande rispetto per il Padova ma dobbiamo pensare a noi stessi, siamo nel nostro stadio, pretendo che la squadra vada alla sosta per come ha iniziato quest’anno. Non voglio passi indietro. Ho tanti dubbi di formazione &#8211; ha concluso il tecnico &#8211; non soltanto Barba-Ceccaroni ma anche altri”. </p>



<p><strong>PALERMO</strong> (4-3-3): Fortin; Cassandro, Bani, Ceccaroni, Augello; Palumbo, Ranocchia, Segre; Vavassori, Pohjanpalo, Johnsen.<br>Indisponibili: Joronen, Hernani, Strefezza, Perin<br>Squalificati: /</p>



<p><strong>PADOVA</strong> (3-5-2): Sorrentino; Dellavalle, Lovato, Pastina; Carissoni, Zuelli, Pompetti, Galazzi, Cocchi; Caprari, Moro.<br>Indisponibili: Zanimacchia, Artistico<br>Squalificati: /</p>
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		<title>Settore ittico siciliano: necessarie norme strutturali legate ai cambiamenti climatici</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/settore-ittico-siciliano-necessarie-norme-strutturali-legate-ai-cambiamenti-climatici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Pelos]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 14:15:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le parole di Daniela Borriello, responsabile nazionale di Coldiretti Pesca</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Occorre fermare i tagli che pesano sul comparto della pesca e che si traducono in riduzioni delle giornate in cui svolgere l’attività e in altre limitazioni che penalizzano gli operatori del settore.</p>



<p>Di questo e altri argomenti inerenti alla situazione del settore, soprattutto in Sicilia, ha parlato Daniela Borriello, responsabile nazionale di Coldiretti Pesca, nel corso di un convegno che si è svolto a Mazzara del Vallo dal titolo: &#8220;Il mare che unisce patrimonio, persone e innovazione” nell&#8217;ambito della Kermesse &#8220;Tesori dal Blu&#8221; secondo quanto riporta un comunicato pubblicato sulla pagina Facebook di Coldiretti Sicilia.</p>



<p>Daniela Borriello ha tra l’altro sottolineato la necessità di finanziamenti specifici e risorse vincolate alle reali esigenze della pesca.</p>



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<p>La rappresentante nazionale di Coldiretti per il settore ittico è intervenuta ai microfoni del Quotidiano di Palermo.Lei recentemente ha parlato, in un incontro a Mazzara del vallo, delle problematiche della pesca in Sicilia. </p>



<p>Quali criticità riguardano segnatamente il settore nel territorio palermitano?</p>



<p>“Le criticità che riguardano la pesca nel territorio palermitano come in tutta la Sicilia, sono diverse e comuni anche ad altri territori. La prima è il caro-gasolio, che incide pesantemente sui costi di gestione delle imbarcazioni, arrivando a rappresentarne il 50-60%, a cui si aggiungono gli elevati costi del personale&#8221;. </p>



<p>&#8220;L’aumento dei prezzi del carburante sta spingendo molti operatori a ridurre le uscite in mare, lasciando le imbarcazioni ferme in porto per contenere le spese.Un’altra problematica riguarda la reciprocità delle regole con i Paesi del Nord Africa&#8221;. </p>



<p>&#8220;I pescatori siciliani rispettano le norme europee sulle acque territoriali, mentre le flotte nordafricane spesso operano senza analoghi vincoli. Il rischio è che le conseguenze ricadano proprio sulle flotte siciliane, attraverso la riduzione delle giornate di pesca, delle quote e dei quantitativi consentiti. A questo si aggiungono il mancato ricambio generazionale e la difficoltà, per molte imbarcazioni, di reperire equipaggi”.</p>



<p>Per questo abbiamo chiesto al commissario europeo e, tramite il Governo, al sottosegretario Pietra, di farsi portavoce della necessità di accelerare i percorsi relativi agli accordi bilaterali già esistenti sulla carta con i Paesi del Nord Africa, rendendoli concretamente attuativi e garantendo una reale reciprocità delle regole”.</p>



<p>Il Mediterraneo sta registrando temperature sempre più elevate; quali sono gli effetti concreti che i pescatori palermitani e siciliani in generale stanno già osservando in mare?</p>



<p>“Sicuramente i cambiamenti climatici stanno determinando temperature nel Mediterraneo sempre più elevate, con effetti concreti sulla pesca. L’aumento della temperatura e la conseguente riduzione dell’ossigeno nell’acqua provocano morìe di pesci e molluschi, mentre molte specie si spostano alla ricerca di acque più fresche&#8221;. </p>



<p>&#8220;È il caso, ad esempio, della marineria di Sciacca, che ha incontrato difficoltà nella pesca delle acciughe. Questi fenomeni determinano una riduzione della quantità e della qualità del pescato e, di conseguenza, del reddito degli operatori&#8217;. </p>



<p>&#8220;A ciò si aggiunge la crescente presenza di specie aliene, come il pesce scorpione e il vermocane, favorite dall’aumento delle temperature. Il loro insediamento nel Mediterraneo rischia di alterare gli equilibri dell’ecosistema e di danneggiare ulteriormente l’attività dei pescatori”.</p>



<p>Lei poc’anzi ha fatto cenno al rischio di mancato guadagno. Nello specifico, quanto sta incidendo questo fenomeno sull’economia delle imprese marittime del palermitano e della Sicilia?</p>



<p>“C’è sicuramente un’incidenza negativa sul reddito per i motivi di cui parlavo prima: diminuisce la qualità e la quantità del pescato e di conseguenza l’introito. Non è più nemmeno un’emergenza ma una contingenza che riguarda anche il periodo invernale perché la temperatura del mare dopo l’estate mette ancora più tempo per raffreddare e riguardo a ciò noi a più riprese abbiamo chiesto che venga adottato un Piano Strategico Nazionale legato ai cambiamenti climatici con delle norme non più emergenziali ma strutturali alle quali vanno abbinate delle risorse utili agli operatori”.</p>



<p>In base a queste alte temperature, quali strumenti occorrono oggi alle imprese siciliane della pesca? Maggiori investimenti nella ricerca, sostegni economici, nuove tecnologie o una diversa programmazione delle politiche del settore?</p>



<p>“Le soluzioni sono diverse dal punto di vista temporale: nell’immediato c’è la necessità di aiuti economici essendo ridotte così in breve tempo le entrate degli operatori, poi servono norme strutturali legate ai cambiamenti climatici a cui abbinare delle risorse.Gli operatori dovrebbero cercare di ottimizzare le uscite nelle attività di pesca e accrescere il loro guadagno attraverso la lavorazione a terra&#8221;.</p>



<p>&#8220;Potrebbero utilizzare a bordo, cosa che molte imbarcazioni già fanno, degli strumenti che noi chiamiamo, per la pesca di precisione: dei sensori sulle reti e quant’altro che possano già individuare la presenza di banchi di pesce in modo da consumare meno gasolio&#8221;. </p>



<p>&#8220;Sarebbero uno strumento utile anche per la qualità del pescato.Sarebbe infine importante una maggiore ricerca scientifica coordinata, per avere un coordinamento accentrato proprio in Sicilia in questo senso, per poi ottimizzare i dati raccolti dalla ricerca stessa in base ai quali mettere a punto delle norme in modo da attuare delle programmazioni”.</p>
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		<item>
		<title>A 33 anni dalla morte di Padre Puglisi, il suo messaggio vive ancora a Brancaccio</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/33-anni-dalla-morte-padre-puglisi-suo-messaggio-vive-ancora-brancaccio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Pelos]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 08:32:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Anniversari]]></category>
		<category><![CDATA[Brancaccio]]></category>
		<category><![CDATA[commemorazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Mafia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le parole di Maurizio Artale, presidente del Centro di Accoglienza “Padre Nostro”</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Sono trascorsi 33 anni dall’uccisione di don <strong>Pino Puglisi</strong>, ma il suo esempio continua a parlare alla città e soprattutto alle nuove generazioni. Il sacerdote,<strong> assassinato dalla mafia il 15 settembre 1993, aveva scelto di affrontare con determinazione la realtà di Brancaccio</strong>. Mettendo al centro del suo impegno i giovani, la scuola, l’educazione e la dignità delle persone.</p>



<p><strong>Puglisi</strong> aveva individuato nella presenza quotidiana sul territorio uno degli strumenti più importanti per contrastare il potere mafioso. Non soltanto parole, dunque, ma luoghi concreti nei quali accogliere le famiglie, sostenere i ragazzi e costruire alternative alla criminalità.</p>



<p>Tra le realtà nate dal suo impegno c’è il<strong> Centro di Accoglienza “Padre Nostro”</strong>, fondato proprio a <strong>Brancaccio</strong>. La struttura ha continuato a lavorare anche dopo la morte del sacerdote e oggi porta avanti numerose attività rivolte alle persone più fragili.</p>



<p>A raccogliere questa eredità è stato <strong>Maurizio Artale, presidente del Centro di Accoglienza “Padre Nostro”,</strong> che negli anni ha contribuito a sviluppare il <strong>progetto nato dalla visione di don Puglisi.</strong></p>



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<h2 class="wp-block-heading">«La vicinanza è fondamentale»</h2>



<p>La presenza educativa rappresentava una delle intuizioni più importanti di<strong> Padre Puglisi</strong>. Oggi, quali strumenti servono per accompagnare i ragazzi e proporre loro alternative concrete?</p>



<p>«<strong>La vicinanza: i bambini</strong> devono sentire che c’è una presenza costante nella loro vita quotidiana.</p>



<p>Il <strong>Centro di Accoglienza “Padre Nostro” che Padre Puglisi</strong> ha fondato, da 33 anni, ha manifestato la sua presenza aprendo la porta e accogliendo tutti. Questo è stato percepito dalla gente come un segno di attenzione, di vicinanza e sussidiarietà, che era l’obiettivo di Padre Puglisi.</p>



<p>Quando lui ha intitolato il Centro: “<strong>Padre Nostro”, ha voluto aggiungere Centro di Accoglienza “Padre Nostro”</strong> affinché tutti potessero pensare a questa preghiera nei momenti difficili della loro vita e avere però un luogo fisico dove andare, appunto quello del Centro “Padre Nostro”.</p>



<p>Quindi, la vicinanza e la presenza nel territorio sono determinanti; d’altronde non dobbiamo farci insegnare queste cose alla mafia perché la stessa rimane radicata nel territorio. Riina, Provenzano, Messina Denaro, sono stati arrestati a casa loro perché sapevano che se si fossero spostati avrebbero perso il controllo.</p>



<p>Allora, noi dobbiamo trasmutare positivamente che la presenza nel territorio faccia capire: voi ci siete e ci siamo anche noi».</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il sostegno alle famiglie e ai giovani</h2>



<p>Nel rapporto quotidiano con le famiglie, il Centro intercetta soprattutto le difficoltà di genitori preoccupati per il futuro dei propri figli. <strong>Artale </strong>racconta richieste che arrivano con particolare frequenza:</p>



<p>«Un grido di dolore che è stato espresso in maniera costante da parte di tanti genitori quando vengono al <strong>Centro </strong>è: “Fa che mio figlio non diventi come mio marito” oppure “come mio figlio maggiore”, “prendetelo, cercate di trattenerlo, inseritelo nella varie attività”.</p>



<p>Il <strong>Centro </strong>fa questo: accompagnamento nello studio. Avere una persona che quando torni da scuola ti aiuta a fare i compiti è molto importante perché purtroppo spesso questi bambini provengono da famiglie disagiate che non hanno scolarizzazione e non li possono aiutare; il bambino a quel punto si sente quasi abbandonato, ne dà colpa ai genitori e lì supplisce la presenza del Centro “Padre Nostro”.</p>



<p>Quindi, avere creato un luogo dove farli studiare, un luogo dove i giovani possano fare esperienze, il <strong>Torrino</strong>, la sede del centro giovanile a <strong>Brancaccio</strong>, gli ha dato questa opportunità: quella di avere luoghi fisici dove si possano radunare e confrontare. Perché è così che si cresce, insieme».</p>



<h2 class="wp-block-heading">«Se ognuno fa qualcosa tanto si potrà fare»</h2>



<p>A 33 anni dalla scomparsa di <strong>don Puglisi,</strong> il suo messaggio continua a rappresentare un punto di riferimento. Per <strong>Artale</strong>, una delle frasi più note del sacerdote conserva ancora una forte attualità:</p>



<p>«Purtroppo, è una frase che ormai ha perso di significato: quel “Se ognuno fa qualcosa tanto si potrà fare” è un messaggio radicato nel Vangelo, ma soprattutto è un messaggio che vale per tutti. Perché lui ha fatto la sua parte, lui solo l’ha fatta e vedete cosa ha creato in 33 anni.</p>



<p>Quanti luoghi si sono rigenerati, quanti servizi abbiamo attivato a Brancaccio e a Palermo: il dormitorio, il centro antiviolenza, il centro per gli anziani, il centro aggregativo per giovani, il dopo scuola, il poliambulatorio di prossimità.</p>



<p>Capite allora cosa significa fare ognuno la propria parte? Significa creare una società migliore per tutti con attenzione per gli ultimi, per i più disagiati che non devono essere emarginati».</p>



<p>L&#8217;attenzione verso gli ultimi rappresentava uno degli elementi centrali dell&#8217;attività di Puglisi e oggi il Centro continua a rivolgersi anche a chi vive situazioni di particolare fragilità.</p>



<p>«Lui, per esempio, ha avuto sempre attenzione per gli emarginati, prima i bambini e poi i detenuti ai quali ha scritto una lettera alla Vigilia di Natale dicendo di essere disponibile ad andarli a trovare in carcere e che quando loro sarebbero usciti avrebbero trovato il<strong> Centro “Padre Nostro” ad accoglierli che è quello che abbiamo fatto.</strong></p>



<p>Noi andiamo dentro le carceri, andiamo a fare i filmini con loro, facciamo la Festa del Papà e tanto altro ma soprattutto accogliamo i detenuti in esecuzione penale esterna.</p>



<p>Accogliamo poi <strong>gli emarginati degli emarginati: i detenuti extracomunitari</strong>, che non avendo una residenza qua a <strong>Palermo non possono usufruire di permessi premio</strong>.</p>



<p>Allora, i<strong>l Centro “Padre Nostro” </strong>ha creato una struttura che si chiama: <strong>“La casa del figliol prodigo”</strong> dove accogliamo quei detenuti che senza questo servizio non uscirebbero mai di galera neanche per un giorno, nonostante la legge preveda che sotto i tre anni possano usufruire di permessi premio».</p>



<h2 class="wp-block-heading">La semplicità come eredità</h2>



<p>Tra gli aspetti della figura di<strong> Padre Puglisi che secondo Artale </strong>meritano maggiore attenzione c&#8217;è anche il suo modo di vivere, lontano dalla ricerca di ricchezza e legato invece alla cultura, all&#8217;umiltà e ai rapporti umani.</p>



<p>«La sua semplicità e la sua umiltà. <strong>Faccio un invito: quello di andare a visitare la sua casa che è proprio il suo testamento, una casa semplice, umile</strong>.</p>



<p>E’ una casa ricca di libri: il sapere per lui non era semplicemente conoscere una cosa più degli altri ma era conoscere meglio per confrontarsi meglio con gli altri, per sapere parlare di tutto. Vedere quella casa semplice e umile ci apre ad una riflessione: le nostre case sono ricche di tutto, ma sono vuote; invece, Padre Puglisi non aveva niente nella sua ma era ricca di umanità.</p>



<p>Ci sono persone che quando entrano a casa <strong>Puglisi </strong>si mettono in un angolino e piangono perché capiscono che lui in quella povertà è diventato un santo; noi abbiamo tutto, spesso non sappiamo cosa ci manca e lo cerchiamo sempre nelle cose sbagliate».</p>
<p>L'articolo <a href="https://quotidianodipalermo.it/33-anni-dalla-morte-padre-puglisi-suo-messaggio-vive-ancora-brancaccio/">A 33 anni dalla morte di Padre Puglisi, il suo messaggio vive ancora a Brancaccio</a> proviene da <a href="https://quotidianodipalermo.it">Quotidiano di Palermo</a>.</p>
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		<title>Padre Puglisi, 33 anni dopo: «Non era solo un prete antimafia»</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/padre-puglisi-33-anni-dopo-non-era-solo-un-prete-antimafia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Pelos]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 05:42:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Anniversari]]></category>
		<category><![CDATA[antimafia]]></category>
		<category><![CDATA[Brancaccio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il racconto di Rosario Cascio</p>
<p>L'articolo <a href="https://quotidianodipalermo.it/padre-puglisi-33-anni-dopo-non-era-solo-un-prete-antimafia/">Padre Puglisi, 33 anni dopo: «Non era solo un prete antimafia»</a> proviene da <a href="https://quotidianodipalermo.it">Quotidiano di Palermo</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>A 33 anni dall’uccisione il nome di padre <strong>Pino Puglisi</strong> continua a parlare al presente. La sua storia non appartiene soltanto alla <strong>Palermo degli anni Novanta</strong> e non si esaurisce nel ricordo <strong>del sacerdote assassinato dalla mafia il 15 settembre 1993. A Brancaccio, Puglisi</strong> aveva scelto di partire dai ragazzi, dall’educazione e dalla costruzione di una libertà capace di mettere in discussione una cultura fondata sulla paura, sul silenzio e sulla dipendenza dal potere mafioso.</p>



<p>È proprio questa dimensione, quella dell’educatore prima ancora che del simbolo dell’a<strong>ntimafia, che Rosaria Cascio</strong> porta avanti da anni. <strong>Allieva e testimone diretta del suo metodo,</strong> <strong>Cascio </strong>ha trasformato quell’esperienza in un impegno quotidiano nelle scuole e nell’attività dell’associazione «Sì, ma verso dove?», con l’obiettivo di raccontare ai giovani non soltanto chi fosse <strong>don Pino</strong>, ma soprattutto il senso delle sue scelte.</p>



<p>Perché la sua eredità, oggi, non riguarda soltanto il passato. Riguarda il modo in cui si educano le nuove generazioni, la capacità di assumersi responsabilità e la possibilità di costruire alternative concrete alla cultura mafiosa. Ed è proprio da qui che parte il racconto di <strong>Rosaria Cascio.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">La modernità dell&#8217;azione pedagogica</h2>



<p><strong>A 33 anni dall&#8217;uccisione di padre Pino Puglisi, quale significato conserva oggi la sua testimonianza per Palermo e per le nuove generazioni?</strong></p>



<p>«La modernità dell&#8217;azione pedagogica di<strong> p. Puglisi </strong>è ancora oggi attualissima e l&#8217;attenzione nei suoi confronti lo è altrettanto. Il suo obiettivo diretto non era combattere la mafia ma favorire la crescita libera e responsabile di quei giovani di Brancaccio. In questo sta la sua modernità. Fare ciò che ha fatto Puglisi è molto più pervasivo e pericoloso per una struttura criminale come la mafia che ancora oggi esercita un fascino incredibile tra le giovani generazioni».</p>



<p>«E&#8217; molto più semplice far fuori un uomo pensando che così si elimina il pericolo da lui rappresentato piuttosto che mettere fuori gioco un progetto educativo, uno stile pedagogico. La forza di quel progetto era nelle sue radici evangeliche e di testimonianza cristiana coerente e autentica».</p>



<p>«Trentatré anni non hanno spento il senso di quella testimonianza, anzi. Don <strong>Pino </strong>è stato il primo sacerdote ucciso dalla mafia perché il suo lavoro quotidiano, fatto di piccole cose, stava disarticolando il consenso sociale su cui<strong> Cosa Nostra </strong>costruiva il proprio potere a <strong>Brancaccio</strong>».</p>



<p>«Oggi <strong>Palermo </strong>è cambiata, ma la mentalità mafiosa non si combatte una volta per tutte: si ripresenta sotto forme diverse, meno visibili, a volte più subdole. Ma i tanti giovani che ho incontrato in giro per l&#8217;Italia mi dimostrano di sapere bene da che parte stare ed hanno scelto l&#8217;impegno sociale e culturale come via vera per vivere la propria vita in modo autentico».</p>



<p>«Per questo per le nuove generazioni <strong>don Pino r</strong>esta un punto di riferimento affascinante, perché ha mostrato che un&#8217;alternativa culturale ed educativa è sempre possibile, anche nei contesti più difficili. Questo, ai ragazzi di oggi, parla ancora moltissimo».</p>



<p>Cascio mette quindi al centro non soltanto il rapporto tra <strong>Puglisi e la mafia</strong>, ma soprattutto il valore del suo lavoro con i ragazzi. Il sacerdote puntava sulla loro autonomia e sulla capacità di assumersi responsabilità, costruendo un rapporto educativo basato sulla fiducia.</p>



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<h2 class="wp-block-heading">«Puglisi lasciava un segno dentro le persone»</h2>



<p><strong>Lei ha conosciuto don Pino da giovane e ha vissuto da vicino il suo metodo educativo: qual è l&#8217;insegnamento più attuale che ancora oggi possiamo raccogliere dalla sua esperienza?</strong></p>



<p>«In-segnare significa, letteralmente, lasciare un segno dentro. Questo ha fatto <strong>Puglisi</strong>. Ha inciso il suo esempio dentro alla mente ed al cuore di chi lo ha conosciuto anche indirettamente. Ho incontrato giovani sacerdoti, ragazzi che hanno scelto l&#8217;impegno diretto nel territorio e nella propria comunità perché, dopo avere letto un libro su <strong>Puglisi </strong>o semplicemente dopo averne saputo la storia, ne hanno apprezzato la coerenza e la testimonianza».</p>



<p>«Basta parole, i giovani vogliono gli esempi veri e coerenti. Il cuore del suo metodo era la fiducia: prendeva sul serio i ragazzi, li considerava protagonisti e non semplici destinatari di un intervento educativo calato dall&#8217;alto». </p>



<p>«Non offriva ricette pronte, ma esperienze concrete di responsabilità. Ricordo l&#8217;esperienza che propose a noi ragazzi dei gruppi giovanili da lui diretti presso l&#8217;ospedale psichiatrico dei Fatebenefratelli a Genzano di Roma: per farci capire che la vita è servizio e non solo diritti da rivendicare a parole, ci ha messo in situazione».</p>



<p>«Ci ha fatto sperimentare direttamente la parola servizio e l&#8217;ha riempita di senso, di contenuto, di valore. Altro che parole, la vita va vissuta seriamente e in prima persona. Nei contesti mafiogeni come quello di Brancaccio, riuscì a rompere lo schema autoritario padre-figlio tipico della cultura mafiosa, sostituendolo con un rapporto di ascolto e di accompagnamento».</p>



<p>«Oggi, in un mondo dove i ragazzi sono spesso soli davanti a nuove forme di fragilità — isolamento, dipendenze, povertà educativa — questo suo modo di stare accanto, senza sostituirsi a loro ma aiutandoli a trovare le risposte dentro di sé, è di un&#8217;attualità sorprendente».</p>



<p>Il metodo di <strong>Puglisi</strong>, dunque, partiva dall’esperienza diretta. Per <strong>Cascio</strong>, proprio questo approccio conserva oggi un valore particolare in una società che espone i ragazzi a nuove forme di solitudine e fragilità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">«Non riduciamo don Pino al solo prete antimafia»</h2>



<p><strong>Padre Puglisi viene spesso ricordato come un sacerdote antimafia, ma lei ha sempre sottolineato la dimensione educativa e pastorale della sua azione: a parte la lotta contro Cosa Nostra quali aspetti dell&#8217;impegno di padre Puglisi lei ritiene più importanti?</strong></p>



<p>«Ridurre <strong>don Pino</strong> al solo &#8220;prete antimafia&#8221; rischia di far perdere di vista ciò che lo rendeva davvero pericoloso per la mafia: era, prima di tutto, un educatore e un pastore secondo lo spirito del <strong>Concilio Vaticano II</strong>».</p>



<p>«Ha lavorato per anni alla formazione delle coscienze, aiutando i giovani a scoprire non solo eventuali vocazioni religiose ma un progetto di vita autentico. Lo ha fatto in diverse realtà ma, soprattutto, all&#8217;interno del <strong>Centro Diocesano Vocazioni</strong> dove l&#8217;ho avuto per 14 anni accanto come formatore e guida spirituale».</p>



<p>«Ha dato spazio ai laici, ha creduto in una <strong>Chiesa </strong>vicina agli ultimi, attenta a chi restava ai margini — anziani, malati, persone con disagio psichico, immigrati, ragazze madri. Il <strong>Centro Padre Nostro, nato a Brancaccio,</strong> non era uno sportello assistenziale ma un luogo dove si costruivano relazioni e si restituiva dignità. È questa pastorale fatta di presenza quotidiana, più che di gesti eclatanti, di azioni persistenti e silenziose piuttosto che di proclami urlati, la sua eredità più profonda».</p>



<p>Una visione che porta direttamente alla questione della memoria. Per <strong>Cascio</strong>, ricordare <strong>Puglisi </strong>non significa limitarsi alla commemorazione del 15 settembre, ma continuare a trasmettere il suo approccio educativo e il suo modo di stare accanto alle persone.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La sfida: trasformare la memoria in impegno</h2>



<p><strong>L&#8217;associazione che lei presiede nasce per custodire e diffondere la memoria di don Pino: dopo tanti anni di impegno, quali sono oggi le sfide più importanti per mantenere viva la sua eredità?</strong></p>



<p>«La sfida più grande che ci siamo posti sin da quando abbiamo deciso di riunirci in associazione, è stata la testimonianza e la diffusione della sua opera. Ma, in primo luogo, abbiamo lavorato per evitare che la memoria diventi un rito, ripetuto ogni 15 settembre e poi archiviato per un altro anno».</p>



<p>«Abbiamo insistito nel proporre la sua ferialità di uomo e di prete del Vangelo per evitare che venisse trasformato in un santino da venerare senza accettare il cambiamento della personale esistenza. Mi sono messa in gioco personalmente e da 25 anni lavoro per portare il &#8220;metodo Puglisi&#8221; dentro le scuole in modo continuativo, non episodico, e per farlo dialogare con le fragilità di oggi, che non sono identiche a quelle della Brancaccio degli anni Novanta».</p>



<p>«C&#8217;è poi la sfida generazionale: raccontare don Pino a ragazzi che non hanno vissuto quegli anni richiede linguaggi nuovi, non solo la narrazione della sua storia e questa sfida la vivo, quotidianamente, nel mio essere un&#8217;insegnante di lettere al<strong> Liceo Regina Margherita di Palermo</strong>».</p>



<p>«Proporre la conoscenza e l&#8217;impegno per la legalità, la lealtà, il rispetto e la lotta per l&#8217;affermazione dei diritti come arma alternativa alla violenza, che in certi territori è rappresentata dalle mafie, significa tenere viva un&#8217;eredità».</p>



<p>«Per me, che sono una testimone diretta di quel <strong>p. Pino Puglisi </strong>ucciso dalla mafia nel 1993, oggi significa anche difenderne la verità storica, con documenti e testimonianze dirette da consegnare agli anni futuri. Anche per questo motivo, l&#8217;Associazione “Sì, ma verso dove?” di cui faccio parte collabora attivamente con il <strong>Centro Diocesano “P. Giuseppe Puglisi. </strong>Martire ucciso dalla mafia”, presieduto dal <strong>Vescovo </strong>e formato da decine di persone che di <strong>Puglisi </strong>sono direttamente testimoni».</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il messaggio</h2>



<p>Il messaggio che emerge dalle parole di <strong>Rosaria Cascio</strong> è quindi quello di una memoria che deve trasformarsi in pratica quotidiana. <strong>Scuola, educazione, legalità, rispetto e responsabilità</strong> diventano gli strumenti attraverso cui continuare a trasmettere alle nuove generazioni ciò che <strong>Puglisi </strong>aveva costruito a <strong>Brancaccio</strong>.</p>



<p>A 33 anni dalla sua morte, la sua eredità continua così a vivere non soltanto nel ricordo del sacerdote <strong>ucciso dalla mafia</strong>, ma nelle esperienze di chi sceglie ogni giorno di trasformare quella testimonianza in impegno concreto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://quotidianodipalermo.it/padre-puglisi-33-anni-dopo-non-era-solo-un-prete-antimafia/">Padre Puglisi, 33 anni dopo: «Non era solo un prete antimafia»</a> proviene da <a href="https://quotidianodipalermo.it">Quotidiano di Palermo</a>.</p>
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		<title>Palermo a caccia del poker ad Avellino: Inzaghi perde pezzi (anche Perin) ma non cerca alibi</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/palermo-a-caccia-del-poker-ad-avellino-inzaghi-perde-pezzi-ma-non-cerca-alibi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Pelos]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Sep 2026 13:31:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[palermo fc]]></category>
		<category><![CDATA[serie b]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://quotidianodipalermo.it/?p=64277</guid>

					<description><![CDATA[<p>I rosanero sfidano l'Avellino al "Partenio" per confermare il primato. Inzaghi perde Strefezza ed Hernani ma rilancia: «Rosa profonda, niente alibi».</p>
<p>L'articolo <a href="https://quotidianodipalermo.it/palermo-a-caccia-del-poker-ad-avellino-inzaghi-perde-pezzi-ma-non-cerca-alibi/">Palermo a caccia del poker ad Avellino: Inzaghi perde pezzi (anche Perin) ma non cerca alibi</a> proviene da <a href="https://quotidianodipalermo.it">Quotidiano di Palermo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Dopo un inizio trionfale di campionato, il Palermo prosegue la sua corsa verso la Serie A con la trasferta di oggi al &#8220;Partenio&#8221; <strong>contro l&#8217;Avellino </strong>(calcio d&#8217;inizio alle 17:15, arbitra Daniele Doveri di Roma). Gli Irpini, attualmente settimi in graduatoria con due vittorie e una sconfitta, rappresentano un test avvincente per la capolista rosanero. Una sfida tra <strong>due potenziali candidate alla promozione</strong>, anche se in casa Avellino pare essere sfumato il colpo da novanta <strong>James Rodriguez</strong>, trattato nei giorni scorsi.</p>



<p>Il Palermo si presenta a questo appuntamento forte del <strong><a href="https://quotidianodipalermo.it/il-palermo-cala-il-tris-battuta-la-sampdoria-al-barbera/" type="post" id="63879">3-1 casalingo contro la Sampdoria</a></strong>. Un match combattuto e chiuso nel finale dal gol di Palumbo, arrivato dopo alcune polemiche blucerchiate per un presunto contatto da espulsione tra lo stesso Palumbo ed Henderson. Polemiche a parte — e pur ricordando che la sorte arbitrale in passato ha spesso avuto un credito da riscuotere con i doriani —, la squadra di Inzaghi ha dimostrato gran carattere nel lottare fino all&#8217;ultimo secondo, pur senza disputare una gara impeccabile.</p>



<p>A preoccupare la sponda rosanero sono piuttosto le infermerie: contro la Samp si sono infatti <strong>fermati per infortunio sia Strefezza che Hernani</strong>, entrambi costretti ai box per la trasferta campana. Assenze pesanti, che però l&#8217;allenatore Pippo Inzaghi ha commentato con grande serenità ai canali ufficiali del club alla vigilia del match:</p>



<p><em>“Bisogna arrivare galvanizzati, cercando di dare continuità di prestazione e risultati. Siamo convinti di essere forti. Si gioca molto di più quest’anno e l’intensità è alta, quindi gli infortuni saranno maggiori. Ma abbiamo una rosa profonda e nessun alibi: l&#8217;organico è ampio, ci dispiace per i ragazzi ma chi li sostituirà sarà all’altezza”</em>.</p>



<p>Per rinforzare la mediana, intanto, la società di viale del Fante ha recentemente ufficializzato l&#8217;arrivo dello svincolato <strong>Luca Mazzitelli</strong> dal Como, confermando le ambizioni da vertice, che non potrà peró essere convocato per le gare di campionato se non verrà liberato un posto nella rosa. Per liberare un posto in rosa bisognerebbe effettuare una cessione in un Paese in cui il calciomercato è ancora aperto o dimostrare, carte alla mano, che uno tra i giocatori in rosa abbia subito un infortunio con prognosi maggiore ai 60 giorni.</p>



<p>Tornando alla gara in Campania, Inzaghi ritroverà da avversario un vecchio amico come <strong>Alessandro Nesta</strong>: <em>“È stato un compagno speciale, abbiamo condiviso tante vittorie. Cercheremo di fare il meglio per le nostre squadre e a fine partita ci abbracceremo. Tuttavia, guardando questo campionato, si capisce che non ci sono partite scontate: ci vorrà il miglior Palermo per vincere. Vedo grande convinzione e voglia nei ragazzi: molto dipende da noi, speriamo di fare una grande gara”</em>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I precedenti e le probabili formazioni</strong></h2>



<p>I numeri sorridono ai rosa: nei 40 precedenti totali tra Palermo e Avellino si contano 19 successi rosanero, 12 pareggi e 9 affermazioni degli Irpini. </p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>AVELLINO (3-5-2):</strong> Martinelli; Izzo, Venturi, Enrici; Missori, Palumbo, Sounas, Besaggio, Moruzzi; Russo, Cheddira.<br><em>Indisponibili:</em> Simic, Favilli, Palmiero, Fila.</li>



<li><strong>PALERMO (4-3-3):</strong> Fortin; Pierozzi, Bani, Ceccaroni, Augello; Palumbo, Ranocchia, Segre; Vavassori, Pohjanpalo, Johnsen.<br><em>Indisponibili:</em> Joronen, Hernani, Strefezza.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Assente anche Perin</strong></h2>



<p>Nal pomeriggio di ieri si è appreso che <strong>Mattia Perin non è partito alla volta di Avellino</strong>. A causa di un affaticamento che comunque non dovrebbe preoccupare, il portiere del Palermo non ha preso parte alla rifinitura mattutina. E quindi non sarà a disposizione per la sfida contro la squadra di Nesta. Lo staff ha preferito non rischiare. Un’altra assenza, che va ad aggiungersi alle altre defezioni già pesanti in casa rosanero.</p>
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		<title>Palermo, domani batti il cinque!</title>
		<link>https://quotidianodipalermo.it/palermo-domani-batti-il-cinque/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Pelos]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Sep 2026 08:57:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[calcio]]></category>
		<category><![CDATA[palermo fc]]></category>
		<category><![CDATA[Stadio Renzo Barbera]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Domani sera alle 20:30 al Barbera la partita contro la Sampdoria</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Un <strong>Palermo </strong>euforico dopo quattro vittorie consecutive, due in campionato e due in <strong>Coppa Italia</strong>, affronta domani sera al <strong>Barbera </strong>alle 20,30 la nobile decaduta <strong>Sampdoria</strong>. Detentrice dello scudetto nel 1991 ai tempi di<strong> Gianluca Vialli e Roberto Mancini</strong> e più recentemente avversaria dei rosanero durante l&#8217;era <strong>Zamparini</strong>, la compagine blucerchiata si trova attualmente in <strong>serie B</strong> al quart&#8217;ultimo posto dopo una sconfitta e un pareggio e negli ultimi anni ha dovuto fare anche i conti con problemi societari.</p>



<p>Il <strong>Palermo </strong>invece si trova nella parte alta della classifica ma ciò non toglie che abbia ancora molto da migliorare, considerando comunque le attenuanti di inizio stagione.</p>



<p>L&#8217;undici di <strong>Filippo Inzaghi</strong> lascia troppo spazio agli avversari soprattutto in difesa, come dimostrano I due gol subiti in rimonta ad <strong>Arezzo </strong>che, se non fossero stati vanificati dal 3 a 2 di Augello al &#8217;94, ci avrebbero fatto commentare un&#8217;altra partita.</p>



<p>Tornando all&#8217;incontro di domani, nel <strong>Palermo </strong>torna a disposizione del tecnico, <strong>Antonio Palumbo</strong>, che ha finito di scontare la doppia squalifica rimediata dopo l&#8217;incontro di ritorno ne<strong>i playoff col Catanzaro</strong> e che è sceso già in campo in <strong>Coppa Italia giovedì col Mantova</strong>.</p>



<p>Venerdì inoltre, è stato presentato alla stampa l&#8217;ultimo acquisto del <strong>Palermo, Alessandro Gabrielloni </strong>arrivato in prestito dal <strong>Como. Palermo e Sampdoria</strong> si sono incontrate in passato ben 75 volte: 24 sono state le vittorie dei rosanero, 22 quelle dei blucerchiati, 29 i pareggi. Arbitra l&#8217;incontro di domani <strong>Matteo Marchetti di Ostia lido</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Probabili formazioni</h2>



<p>PALERMO (4-2-3-1): P<strong>erin; Pierozzi, Bani, Ceccaroni, Augello; Segre, Ranocchia; Strefezza, Palumbo (Hernani), Johnsen; Pohjanpalo</strong>.<br>Indisponibili: <strong>Joronen</strong><br>Squalificati: /</p>



<p>SAMPDORIA (4-3-3):<strong> Vindahl; Di Pardo, Gartenmann, Delli Carri, Cicconi; Henderson, Abildgaard, Makoumbou; Sinani, Tutino, Begic.</strong><br>Indisponibili:<strong> Diop, Lauritsen, Ravanelli, Meijer, Depaoli, Esposito, Sekulov, Viti</strong><br>Squalificati: <strong>Mbabu</strong></p>
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